Paypal, accordo con Samsung Pay e Barlclays

PayPal cerca di consolidare ma soprattutto sviluppare la sua posizione in un settore sempre più effervescente con una serie di accordi

Paypal, accordo con Samsung Pay e Barlcl

Paypal, in arrivo Bitcoin e partnership con Barclays e Samsung


Paypal continua a rinnovarsi con nuovi accordo, ma non sono da meno i suoi concorrenti. E non mancano, però i problemi.
 

In un settore come quello dei pagamenti online c'è sempre grande movimento ed effervescenza, anche perchè alla fine domineranno probabilmente poche società

Paypal arriva in Samsung Pay

PayPal consolida sempre più la sua posizione in un mercato in costante evoluzione con l'ingresso nel mondo di Samsung Pay.

Il sistema di pagamento ormai particolarmente usato che prevede l’impiego di una carta di pagamento elettronica, garantendo particolare sicurezza e affidabilità, è compatibile solo con gli smartphone Samsung top di gamma, dai nuovissimi Samsung Galaxy S9 e Samsung Galaxy S9+, per arrivare ai Samsung Galaxy S8, Samsung Galaxy S8+, Samsung Galaxy S7, Samsung Galaxy S7 Edge, Samsung Galaxy Note 8, Samsung Galaxy A8, Samsung Galaxy A5 2017, Samsung Galaxy A5 2016.

I possessori di dispositivi Samsung per poter usare Paypal devono collegarsi al sito Samsung, registrarsi e poi accedere al Play Store per scaricare e installare l’app. Paypal per Samsung in un primo momento sarà disponibile solo in alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, per arrivare nell’arco di poche settimane in tutta Europa, compresa l’Italia.

Postepay, non sta aguardare

Postepay, la carta prepagata distribuita da Poste Italiane, ha assunto nel corso del tempo un ruolo sempre più importante in misura direttamente proporzionale alla diffusione sempre più capillare sul territorio italiano. 

La possibilità di scelta di carte Postepay si arricchisce anno dopo anno. Provando a passare in rassegna le caratteristiche principali, la Postepay Standard consente di effettuare acquisti in Italia, all'estero e sui siti Internet convenzionati Visa, oltre a permettere di prelevare contante presso gli sportelli ATM Postamat e bancari ed è privo di costi di gestione. Per la sua attivazione è sufficiente una spesa iniziale di 5 euro. Poi c'è Postepay Evolution che, essendo dotata di Iban, consente di farsi accreditare lo stipendio direttamente sulla carta così come di inviare bonifici, domiciliare le utenze e pagare bollettini. Il costo del canone annuo è di 10 euro.

Sono sempre utilizzabili in Italia e all'estero anche Postepay NewGift e MyPostepay, entrambe con circuito Mastercard e di conseguenza possono avere un campo di utilizzo e di accettazione maggiore o comunque diversificato. Postepay Twin permette di usare due carte (da qui la denominazione Twin) per inviare e ricevere denaro in tutto il mondo. Postepay Corporate è invece utile per l'azienda per controllare le spese aziendali. Infine, ecco Postepay Impresa, per fare acquisti in Italia, all'estero e sul web; Postepay Virtual, ricaricabile sia dall'azienda sia dal titolare; IoStudio Postepay con cui attestare il proprio status di studente in Italia e all'estero.

In sintesi, le carte Postepay attivabili sono

  1. Postepay Standard: 5 euro per il rilascio
  2. Postepay Evolution con canone annuo di 10 euro
  3. Postepay NewGift: 7 euro per il rilascio
  4. MyPostepay: 10 euro per il rilascio
  5. Postepay Twin: 8 euro per il rilascio
  6. Postepay Corporate: 2,5 euro per il rilascio a carico dell'azienda
  7. Postepay Impresa: 5 euro per il rilascio a carico dell'azienda
  8. Postepay Virtual: 5 euro per il rilascio a carico dell'azienda
  9. IoStudio Postepay

E due ulteriori

A chiudere il cerchio delle novità e delle carte Postepay 2018 ci sono Postepay Sound e PostepayCrowd. La prima delle due è un servizio pensato per la musica ovvero una corsia preferenziale per accedere ad alcune agevolazioni, come l'acquisto di biglietti per i concerti. PostepayCrowd è invece il servizio che supporta il crowdfunding. Tra l'altro, tra i progetti inseriti nella sezione PostepayCrowd che raggiungeranno il budget attraverso la campagna di crowdfunding, saranno selezionati i migliori 10 da presentare in occasione del PostepayCrowd Academy.

E anonima

Si chiama Postepay Twin ed è una delle possibilità aggiuntive concesse  per attivare una carta Postepay. Come suggerito dalla denominazione, le card sono due e consentono di inviare e subito denaro in tutto il mondo. Al pari delle altre soluzione, gli utenti possono comprare in sicurezza in Italia e all'estero, e sui siti Internet (circuito Visa) così come prelevare contanti sia presso gli sportelli ATM Postamat e sia quelli bancari. A differenza della Postepay Standard occorrono però 8 euro per il suo rilascio. Ma perché le carte sono due e qual è il vantaggio? In buona sostanza, la prima serve per inviare denaro e la seconda per riceverla, ma in maniera anonima.

Il trasferimento di denaro con la Postepay Twin  avviene in tempo reale. Chi lo riceve può dunque utilizzarlo subito per effettuare acquisti e prelievi. Il suggerimento è di inviare la carta gemella ricordandosi di conservare il numero e il codice di attivazione (e blocco) e rimborso. Per l'attivazione della carta gemella è sufficiente chiamare il numero verde 800.90.21.22 dall'Italia o +39.049. 2100.149 dall'estero. Queste le caratteristiche di base:

  1. Plafond massimo: 999 euro
  2. Limite minimo prima ricarica: 5 euro
  3. Limite di ricarica nell'anno: 2.500 euro
  4. Limite di prelevamento nell'anno: 1.000 euro
  5. Rimborso o estinzione: 10 euro
  6. Sostituzione: 5 euro
  7. Saldo e lista movimenti: gratuiti da ufficio postale, ATM Postamat e via web
  8. Prelevamenti su sportelli automatici Postamat e Bancari: 500 euro (giornaliero) e 1.000 euro (mensile)
  9. Prelevamenti e pagamenti POS presso gli sportelli degli uffici postali: 500 euro (giornaliero) e 1.000 euro (mensile)
  10. Pagamenti POS in Italia e all'estero presso esercenti convenzionati con il circuito internazionale presente sulla carta: 500 euro (giornaliero) e 1.000 euro (mensile)
  11. Ricarica online con addebito su Conto BancoPosta o BancoPosta Click o con altra Postepay: 250 euro (singola operazione) e 500 euro (giornaliero)

Al pari delle altre carte Postepay, anche nel caso della Postepay Twin occorre recarsi in un ufficio postale. La carta Twin al portatore può evolvere in carta Postepay Standard nominativa. Basta andare in ufficio postale, portando con sé la carta, un documento d'identità valido e il codice fiscale. Per ricaricare fisicamente la carte Postepay di persona occorre recarsi presso

  1. un ufficio postale con versamento in contanti, con un'altra carta Postepay o con una carta Postamat Maestro o un'altra carta Bancoposta abilitata;
  2. gli sportelli automatici Postamat anche con carta di pagamento aderente al circuito internazionale Visa, Visa Electron, Vpay, MasterCard e Maestro;
  3. le ricevitorie Sisal in contanti da un minimo di 1 a un massimo di 999 euro a operazione;
  4. le tabaccherie convenzionate al servizio con Banca ITB alle stesse condizioni delle ricevitorie Sisal.

Per chi preferisce la strada del web, le soluzioni a disposizione per ricaricare la carta sono

  1. i siti di Poste Italiane
  2. l'app Postepay
  3. l'app BancoPosta
  4. l'app PosteMobile
  5. il servizio di home banking di un conto BPM

Contrasto all'evasione, all'elusione e alle frodi fiscali. È l'obiettivo di un protocollo di intesa firmato dall'amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, e dal comandante generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi. L'obiettivo è presto detto: rafforzare il contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, alla criminalità economica e finanziaria e al riciclaggio, ma anche alla falsificazione e alle frodi sui sistemi di pagamento. Obiettivi ambiziosi rispetto ai quali Poste Italiane mette a disposizione delle Fiamme gialle il proprio patrimonio informatico anche per l'accertamento e la tutela dell’identità digitale del cittadino, costituendo una task force per lo studio dei nuovi scenari criminali. Il canale di comunicazione via web è rappresentato dalla Identity Check per la segnalazione di informazioni rilevanti per prevenire e reprimere le frodi.

Ma controlli più rigidi

A completamento delle iniziative che bollono in pentola e a dimostrazione di come la società di Del Fante stia cambiando pelle, Poste Italiane mette in rete i contratti con i fornitori, con il dettaglio di durata, costi e aggiudicatari. L'iniziativa avviata ieri (in rete la finestra "Contratti Aperti e Trasparenti") punta a rendere trasparente la gestione degli appalti e dei subappalti fatti dall'azienda. In qualche modo si tratta di un tassello ulteriore del complesso mosaico che comprende anche l'intesa raggiunta con le Fiammme gialle per contrastare l'evasione. Il punto di riferimento è il sito delle Poste Italiane (non a caso tra quelli più presi di mira da hacker e malintenzionati, poiché ospita i dati relativi al 2017: in tutto i contratti sono 303 per un valore di 532 milioni di euro.

A spulciare più a fondo tra le tante informazioni presente nella piattaforma web, viene fuori come tra i contratti freschi di stipula ci sia una consulenza da 3,5 milioni di euro a Prometeia per la manutenzione evolutiva dei servizi finanziari, una da 530.000 euro a Ernst & Young per la fidelizzazione dei clienti del Bancoposta. Volendo entrare nel dettaglio degli ambito merceologici, i 279 contratti sono così suddivisi:

  1. ICT 31 contratti per un importo di 196,94 milioni di euro
  2. Servizi Immobiliari 27 contratti per un importo di 78,47 milioni di euro
  3. Lavori Immobiliari 180 contratti per un importo di 72,59 milioni di euro
  4. Servizi Finanziari Bancoposta 5 contratti per un importo di 7,61 milioni di euro
  5. Logistica 23 contratti per un importo di 34,85 milioni di euro
  6. Servizi Generali 3 contratti per un importo di 8,62 milioni di euro
  7. Tecnologie Postali 1 contratto per un importo di 8,30 milioni di euro
  8. Altro 9 contratti per un importo di 34,90 milioni di euro

Sicurezza Postepay

A detta del direttore della divisione Corporate Affairs di Poste, Giuseppe Lasco, si tratta di uno strumento per accrescere in tutta la filiera economica del gruppo la cultura della legalità. Il tutto è comunque da inquadrare alla luce dell'accordo con la Guardia di finanza per collaborare nel contrasto all'evasione, all'elusione e alle frodi.

Ma la discussione sui reali valori delle prepagate Postepay prodotte e distribuite da Poste Italiane in Italia non si è mai arrestata. Ovviamente sono tanti i precedenti che porterebbero gli utenti a non fidarsi, ma c’è davvero molto di più dietro tutto ciò. U

n sentiment non giustificato visto che queste soluzioni sono tra le più sicure in assoluto nel mondo dei pagamenti online. Un percorso che ha preso nuovo slancio con l’arrivo sul mercato di Postepay Evolution, una carta distribuita, fino a questo momento, in 5 milioni esemplari.

Il sistema di sicurezza sarebbe impenetrabile e tutto grazie al lavoro profuso dal team Poste Italiane. Tutte i tipi di  transazioni sui siti di Poste Italiane e sui siti esterni con convenzione al protocollo 3D Secure (Mastercard SecureCode e Verified by Visa) vengono autorizzate con password dinamica spedita con SMS gratuito al numero di telefono lasciato a Poste Italiane.

Una storia che si ripete di esempio

I possessori di carta PostePay e PostePay Evolution hanno dovuto prendere dimestichezza e correre subito ai ripari con un nuovo SMS che periodicamente riappare  e che, secondo il parere di quelli che già l’hanno ricevuto, giunge dal numero 800300301. Stando ai racconti, a quanto pare, si tratterebbe di una truffa che gravita intorno al concetto dellaPostePay Evolution sospesa. Come molti avranno immediatamente percepito si tratta di una truffa bella e buona, e l’SMS che invita a sbloccare la situazione andando al sito contoposteitaliane.com, già di per sé piuttosto sospetto, ne è solo la conferma plastica.

Basta fare una semplice indagine, infatti, per scoprire che questo fantomatico sito che dovrebbe risolvere ogni problema con la PostePay Evolution sospesa, rientra nella galassia di un dominio registrato a una società estera. Ovviamente Poste Italiane non è a conoscenza di questa procedura, motivo per il quale attraverso il sito in questione il rischio concreto è quello di rilasciare dati sulla carta di credito, con conseguente credito prosciugato da chi ha ideato la nuova truffa. 

Banca Intesa, Unicredit, Bnl clienti attaccati 

Continuano a dilagare le truffe nei confronti delle banche, in questo caso sia con flase email che con sms truffaldini e sono presi d'attacco i maggiori istituti bancari. Si potrebbe, inoltre, pensare che viste le tante e quotidiane spiegazioni e annunci non riescano e, invece, molti ci cadono ancora

Stanno arrivando come avvisa la Polizia Postale e le stesse banche migliaia di email, più di una email per account per attirare maggiormente l'attenzione dell'utente, dove si dice che ci sono stati degli accediti e delle spese sul proprio conto che occorre verificare. A quel punto viene inserito un link che manda in una pagina molto simile a quella della propria banca dove si chiede di inserire i dati che vengono catturati in questo modo dai truffatori.

La dinamica degli sms è molto simile. Vengono scritti sms dove si indica che è stato attivato un nuovo servizio di homebaking e che per attivarlo bisogna accedere nuovamente al proprio servizio (o anche per disattivarlo) oppure viene chiesto di resettare le proprie credenziali. E anche qui viene isnerito u link fraudolento.

Consigli per proteggersi

La difesa è molto semplice, e l'abbiamo scritta più volte. Prima di tutte le banche non mndano mai e-mail o sms dove si chiede di inserire la login e la password. Mai. Poi il sito su cui si viene indirizzati spesso  è sen https://, anche se ormai molti truffatori lo usano. A questo punto meglio premunirsi di un buon software antifrode che indica quali siti sono potenzialmente pericolosi.

Alttre attenzioni per proteggersi sono date dal modificare periodicamente i codici di accesso all'area riservata e controllare con regolarità i movimenti del conto corrente per assicurarsi che le transizioni riportate siano quelle effettuate. I sistemi di notifica messi a disposizione dagli stessi istituti di credito possono essere utili per verificare le operazioni. Per connettersi al sito della banca è sempre meglio digitare direttamente l'indirizzo nella barra di navigazione e controllare che il nome del sito sia scritto correttamente. 
E in parallelo non cliccare mai sul link che rimandano al sito della banca se sono all'interno di email o sms sospetti. Sul sito della banca, il consiglio è di cliccare due volte sull'icona del lucchetto nella barra di navigazione e verificare la correttezza dei dati visualizzati. Diverso è il caso delle truffe fisiche atraverso la manomissione degli sportelli Atm o dei punti di pagamento nei luoghi in cui più comunemente si utilizzano le carte di credito associate ai conti.

Ma se si segue il primo punto, ovvero non seguire email della proprioa banche chiede i dati sensibili si va sul sicuro. Se c'è qualche dubbio basta telefonare alla propria filiale o ancora meglio chiamare i numeri verdi 800.57.57.57 per Intesa San Paolo e 800.57.57.57 per Unicredit

Una delle truffe più usate, Iban

Ancora una vittima della truffa dell'Iban, questa volta è accaduto nella zona di Viterbo ad Andrea, un concessionario di auto. Ma la sua è una, purtroppo, delle tante staoria di truffa che continua ad aumentare come riportano i dati più recente su questo tipologie di frodi.

Andrea getisce una concessionaria di auto e un pomeriggio, una sua cliente con cui stava trattando un auto, gli scrive una mail per confermare il pagamento di un veicolo. E così procede al bonifico. Ma il giorno successivo la signora lo chiama dicendo di non aver ricevuto i soldi e così il malcapitato scopre che l'Iban non era quello di un negozio di auto di Milano, ma di un privato. Nella distinta aveva inserito anche il nome, ma quello che conta è l'Iban

Andrea era diventato, purtroppo, uno delle vittime della truffa dell'Iban, con un virus o per meglio dire un trojan che entra nella posta elettronica e cambia tutti gli iban registrati, ad esempi quelli dei clienti o dei fornitori.

A questo punto, Andrea fa la denuncia alla Polista Postale e, fortunatamente, dopoi circa 30 giorni, la Polizia Postale riesce a riostruire la vicenda e recuperare i soldi, ma come spiega sempre lo stesso Andrea, gli stessi poliziotti gli hanno spiegato che è stato molto fortunato, perchè di solito i soldi vengono ritirati da un prestanome su cui vengono messi sul proprio conto che, poi, li spedisce all'estero. E anche se viene trovato, si dichiara ed è, poi, concretamente nullatenente.

A quanto sembra, le credenziali per entrare nel suo computer e poi nella sua posta elettronica, tra l'altro, non sono state "prese" attraverso un virus inviato via email, ma dopo essersi riusciti a intriffalarsi nella rete Wifi del suo negozio di autovetture e da l'aver inserito sul pc un trojan sul pc per entrare nel programma email e cambiare gli Iban

E sms

E' differente dalle altre perchè non avviene via email o attraverso Facebook o altri strumenti social, ma via Sms con un messaggino che annuncia il rimborso di una fantomatica iva del 22% deciso da Equitalia.
L'unica azione che viene chiesta all'utente è di linkare sul sito della banca di Cariparma che in realtà sembra identico a quello originale, ma già dall'url è chiaramente diverso ovvero www.cari-parma.it.

A quel punto se l'utente inserisce i suoi dati, i truffatori hanno in mano username e password del contocorrente e ne possono rubare i soldi liberamente.

Al momento la denuncia di questa nuova truffa via sms è stata fatta dallo Sportello dei diritti,
associazione dei consumatori, a cui è seguita la conferma e l'allarme della Polizia Postale e sembra essere legata solo a Banca di Parma.
Ma è fortamente probabili che analoghi sms siano inviati con nomi di altre banche o che lo potrebbero essere in futuro.
Massima attenzione, dunque, e occorre appena si riceve un sms del genere non fare nulla, non seguire il link e denunciarlo online alla Polista Postale.

Ritorna anche il contante

Sarebbe meglio dire inedita truffa parziale, in quanto la truffa sui due euro è una delle più freequenti ed è statisticamente la moneta più colpita.
Ora, però, da Napoli, da dove sono arrivate le prime denunce sembra che fatta svolta in un sistema nuovo ovevro utilizzando le monete del Kenya, in modo partiolare uno che assomiglia ai 2 euro e invece vale solo sedici centesimi ed è la loro moneta da 20 scellini.
In precedenza altre onete provienti dall'estero erano state usate come quelle tailandese.

Le monete più falsicate sono appunto i due euro, mentre i 20 euro nonostante il rifacimento rimangono insieme ai 50 euro le banconote più contraffate. E proiprio i 20 euro erano stati rifatti dalla Bce per evitare fenomeni di contraffazione.
In generale, dalle ultime statistiche, in effetti, il fenomeno è in calo e dovrebbe diminuire ancora di più con la revisione dalla banconota da 50 euro che è già in programma

Non è poi così difficile riconoscere lse si soldi che ci danno come resto sono veri o falsi. E' da sottolineare prima di tutto che quelic he preliviamo sonos empre veri in quanto controlatti in modo automatico dalla banche. Il problema sono i resti che si ricevono.

Perle monete è molto semplice, basta avvinarle con una calamità. Se non vengono attratte non sono vere. I falsari non sono mai risuciti a riprodurtre il magnetismo finora.

Per le banconote si possono muovere un pò e se sono vere l'ologramma cambierà l'immagine (l'imamgine di fronte) e poi tre caratteristiche se poste in controluce devono essere visibili il filo di sicurezza, il numero in trasparenza e la filigrana.

Dilagano le truffe online

C'è un problema di base che riguarda le frodi creditizie. Qualunque siano le regioni e le città più colpite si tratta di un problema che viene troppo spesso sottovalutato. Eppure, dinanzi agli 11.000 casi rilevati dell'Osservatorio Crif occorrerebbe avviare una riflessione più completa. Anche perché l'importo medio rilevato nei primi 6 mesi di quest'anno è stato pari a 7.047 euro per un valore stimato in oltre 80 milioni di euro. E poi, per quanto riguarda la tipologia di finanziamento oggetto di frode, il prestito finalizzato continua a essere preso maggiormente di mira con il 56,5% dei casi che interessano questa tipologia di prodotto creditizio. C'è da essere preoccupati? Sì perché il trend è in ascesa. Nello stesso periodo dei due anni precedenti la media è stata di circa 8.000 unità.

Insomma, la tendenza delle frodi creditizie è in costante aumento, a differenza di quanto accade con le tradizionali rapine. Queste appartengono al passato se nel corso del 2016 ne sono state commesse 360 che hanno fruttato un guadagno di 29.500 euro. La continuità è rappresentata dalla regioni in cui si registra il maggior numero di frodi creditizie. Al pari dello scorso anno, anche in questo periodo l'ordine della classifica non cambia:

  1. la Sicilia con il 18,4%
  2. la Campania con il 16,4%
  3. la Puglia con il 11,5%
  4. la Lombardia con il 10%

La 25esima edizione dell'Osservatorio svela anche che sono colpiti soprattutto i più giovani. I maggiori incrementi hanno riguardato la fascia compresa tra i 18 e i 30 anni e quella tra 31 e 40 anni mentre è diminuita l'incidenza tra i 51 e 60 anni e tra gli over 60. Si acccennava al prestito finalizzato come principale tipologia di finanziamento oggetto di frode. A seguire ci sono quelle perpetrate su carte di credito, quindi il prestito personale. A rivelarsi interessante è anche la graduatoria delle principali categorie di beni e servizi acquistati attraverso un finanziamento ottenuto fraudolentemente:

  1. elettrodomestici 38,0%
  2. elettronica-informatica-telefonia 3,6%
  3. consumi/abbigliamento/lusso 3,6%
  4. arredamento 5,0%
  5. auto-moto 9,1%
  6. spese per immobili/ristrutturazione 8,4%
  7. travel/entertainment 3,4%
  8. finanziarie/assicurazioni 0,5%
  9. trattamento estetico/medico 4,2%
  10. spese professionali 0,6%
  11. altro 23,7%

L'importo medio è stato pari a 7.047 euro per un valore stimato in oltre 80 milioni di euro. Capitolo tempi di scoperta delle frodi, secondo i dati relativi al primo semestre dell'anno, da un lato quasi il 60% viene alla luce entro 6 mesi, dall'altro continuano ad emergere casi di frode messi in atto 3, 4 e addirittura 5 anni prima. Dallo studio emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi riguardano cosiddetti small tickets mentre quelli di frode con importi superiori ai 10.000 euro hanno bisogno di tempi più lunghi per essere individuati. Per uno su cinque si superano i 5 anni.

A detta di Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif, frodi creditizie e truffe online stanno diventando la nuova piaga del crimine. Se le rapine in banca sono in diminuzione, si registra l'ascesa di nuove tipologie di reati che sfruttano la tecnologia e la possibilità di effettuare operazioni online.