Costi delle case sempre più alti, ma ancora aumenti in arrivo. I motivi

I costi per la gestione della prima casa sono destinati ad aumentare perché i Comuni possono aumentare le tariffe di Imu e Tasi e delle imposte locali. E non solo.

Costi delle case sempre più alti, ma anc

Costi delle case sempre più alti


C'è sempre la casa al centro dei pensieri degli italiani. E non potrebbe essere diversamente considerando la tendenza sempre più pronunciata di investire nel caro e vecchio mattone. Ed è proprio per questa ragione che l'andamento del mercato delle case e le tasse via via applicate sulla proprietà (Imu) e sulla sua gestione (Tasi e Tari) sono sempre una grande motivo di discussione e apprensione. Ci sono adesso due novità che aiutano a inquadrare la situazione attuale, ma anche a immaginare cosa accadrà nel breve periodo.

Da una parte c'è infatti la ricarica su quanto pagano gli italiani per mantenere la prima casa tra rate del mutuo, bollette luce, gas e acqua, manutenzione e tasse. Dall'altra le prime avvisaglie sulle intenzioni del governo in materia di politica fiscale.

Costi delle case sempre più alti

Sulla base dei dati Istat e del dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia, i portali facile.it e mutui.it hanno rilevato una serie di dati interessanti. Ad esempio che il costo medio per mantenere la prima casa è di 942 euro al mese ovvero 11.304 euro all'anno. E che ci sono molte differenze tra aree del Paese perché nel Nord Italia il costo è il 20% più alto che al Sud. Provando a fare qualche confronto, a Roma per mantenere la prima abitazione servono in media 14.628 euro l'anno, a Milano 13.560 euro, a Firenze 13.860 euro, a Bologna 13.824 euro, a Palermo 8.208 euro e a Napoli 9.324 euro.

C'è però una voce che cambia le carte in tavola ed è la Tari, l'imposta sui rifiuti. Sulla base di questa ricerca, incide molto di più nelle città delle regioni meridionali. Basti vedere i casi di Napoli e Cagliari, dove raggiungono rispettivamente gli importi di 444 e 504 euro all'anno.

E dovrebbero aumentare ancora di più

Il futuro si rivela carico di incertezze e i costi per la gestione della prima casa sono destinati ad aumentare perché da quest'anno le amministrazioni comunali hanno la facoltà di aumentare le tariffe di Imu e Tasi e delle imposte locali. E allo stesso tempo per finanziare la flat tax per i lavoratori dipendenti, il governo avrebbe intenzione di giocare la carta del taglio delle detrazioni adesso in vigore, soprattutto quelle legate alla casa. Si pensi ad esempio alle detrazioni per i lavori di ristrutturazione che ormai sono diventate una certezza.

Oppure alla detrazione Irpef fino a 6.000 euro anche per chi acquista a uso abitativo fabbricati ristrutturati. Un'altra agevolazione molta fruita è quella per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ e a di apparecchiature dotate di etichetta energetica, destinati ad arredare una casa oggetto di ristrutturazione.

Ma anche l'ecobonus per gli interventi che aumentano il livello di efficienza energetica. E che dire della detrazione di imposta del 50% per le spese sostenute per adottare misure antisismiche su edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità. Ma potremmo ricordare anche la cedolare secca per chi affitta casa e le detrazioni per una serie di mutui. Tutte facilitazioni che dal prossimo anno potrebbero saltare, tute o in parte oppure con la facoltà di scelta per i lavoratori, dal 2020.