Partita IVA agevolata, non si possono scaricare i costi o sì?

Per usufruire della partita Iva agevolata bisogna rispettare alcuni requisiti previsti a prescindere dall’età anagrafica, dal requisito della novità e dall’anzianità della partita iva stessa

Partita IVA agevolata, non si possono sc

Partita IVA agevolata, per saperne di più


Vera soluzione per chi ha un fatturato basso, la partita IVA agevolata ha permesso a molti di emergere dal nero o comunque di poter permettersi di avere una partita iva senza pagare tantissime tasse. Vediamo quali sono i costi deducibili.

La partita IVA agevolata è una realtà ormai da qualche anno visto che la riforma è stata partorita con le Leggi di Stabilità 2015 e 2016 è stata varata la riforma della partita iva semplificata. Un nuovo regime forfettario che va incontro alle esigenze di quei professionisti che non possono sostenere i costi che impone il regime normale. Per accedere alla partita Iva agevolata, un regime semplificato, bisogna rispettare i requisiti previsti a prescindere dall’età anagrafica, dal requisito della novità e dall’anzianità della partita iva stessa. Qualche dubbio nasce sulla possibilità di scaricare i costi per abbassare ancora di più il reddito e di conseguenza pagare ancora meno tasse. Vediamo se e cosa si può scaricare quando si rientra nel regime agevolato.

Partita IVA agevolata, scaricare i costi

La partita IVA agevolata può essere utilizzata solo se si hanno determinati requisiti. Essa è riservata, ad esempio, ai soggetti esercenti attività di impresa, artistica o professionale. Inoltre possono utilizzare questo particolare regime solo quelle persone che contano di ottenere guadagni che non superino i trentamila euro lordi. La partita IVA agevolata invece non può essere adottata da quelle persone fisiche che utilizzano già regimi speciali o di regimi forfetari di determinazione del reddito. Oppure quei soggetti che non sono residenti in Italia. Ma da questo punto di vista ci sono delle eccezioni. Possono avvalersi della partita IVA agevolata anche le persone residenti in uno degli Stati membri dell’Ue o in uno stato che ha sottoscritto l’accordo sullo spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano almeno il i tre quarti del reddito complessivo e i soggetti che in via esclusiva o prevalente svolgono attività immobiliari.

I costi sono pari al cinque per cento per i primi cinque anni di attività se si tratta di nuove iniziative imprenditoriali e non prosecuzioni di attività precedenti e pari al quindici per cento dal sesto anno per le nuove attività e per coloro che passando da un regime fiscale, ordinario o dei vecchi minimi. Le modalità sono quasi le medesime del regime ordinario, e come quest’ultimo è obbligatorio apporre la marca da bollo sulle fatture con importi superiori ad € 77.47, questa va applicata sia se sono in formato cartaceo che con il bollo virtuale. Le uniche spese che il contribuente nel regime dei minimi può scaricare dalle tasse sono le sole spese sostenute ed inerenti alla propria attività di impresa o di lavoro autonomo.

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