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La truffa dei wallet digitale, una normale telefonata svuota carte e bancomat da remoto: come funziona e difendersi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
truffa wallet digitali

Negli ultimi tempi le truffe legate ai wallet digitali si sono diffuse in modo capillare: semplici telefonate possono svuotare conti e carte. Il fenomeno viene analizzato nelle sue tecniche e nei metodi per difendersi.

Nell'ultimo periodo, il panorama delle frodi digitali legate ai portafogli elettronici ha registrato un incremento notevole, coinvolgendo utenti di ogni fascia d’età e livello di esperienza. L’adozione crescente di strumenti come Apple Pay e Google Pay ha trasformato la gestione dei pagamenti, offrendo praticità ma anche nuovi fronti di vulnerabilità: proprio questo mix di tecnologia e abitudini consolidate viene oggi sfruttato dai criminali per orchestrare sofisticate truffe. La dinamica principale ruota attorno a telefonate che simulano contatti istituzionali da parte delle banche. I truffatori, grazie a strategie di ingegneria sociale, riescono a ricostruire un profilo dettagliato della vittima, incrementando la loro credibilità e riducendo le difese. Si tratta di attacchi complessi che, seppur apparentemente innocui nelle prime fasi, culminano spesso nello svuotamento improvviso dei conti correnti tramite l’associazione della carta di pagamento ai portafogli digitali controllati dai malintenzionati. Tra i fattori che hanno contribuito alla rapida diffusione di questa minaccia si annovera il perfezionamento delle tecniche di phishing, oltre alla capacità dei truffatori di presentarsi come operatori bancari altamente affidabili. Il sistema si alimenta grazie alla vasta mole di dati personali disponibili in rete e alla scarsa consapevolezza di alcuni utenti circa i reali processi di sicurezza utilizzati dalle banche. Il risultato è un’ondata di raggiri che, secondo le principali istituzioni finanziarie, rappresenta ormai una delle principali cause di perdita economica per i clienti nell’ambito delle truffe digitali.

Come funziona la truffa dei portafogli digitali: fasi, tecniche e impatto sulle vittime

L’articolazione della truffa si sviluppa in più fasi che possono protrarsi per settimane, rendendo difficile individuare subito la correlazione tra la cessione dei dati e il danno finanziario subito. Il processo ha inizio spesso con una campagna di phishing: messaggi mirati, inviati via email, SMS o tramite social media, promettono rimborsi governativi, premi o offerte esclusive. Questi tentativi sono pensati per ingannare anche gli utenti più preparati e sono il primo anello della catena fraudolenta.

  • Acquisizione dei dati personali: Gli aggressori raccolgono informazioni bancarie, indirizzi, numeri di telefono e codici identificativi grazie a risposte ottenute tramite phishing o attraverso database rubati.
  • Preparazione del raggiro: Le settimane successive servono ai truffatori sia per accumulare altri dati sia per far dimenticare alla vittima il primo contatto sospetto.
  • Chiamata fraudolenta: Una telefonata apparentemente proveniente dall’assistenza clienti della banca viene effettuata pochi giorni o settimane dopo la prima raccolta dati. L’operatore finto dispone di molte informazioni reali e agisce con sicurezza, aumentando la percezione di autenticità.
  • Pressione psicologica: I truffatori riferiscono di alcune operazioni sospette appena bloccate e sostengono che sia urgente attivare ulteriori livelli di protezione. Invitano la vittima a confermare ricevute, notifiche o a comunicare codici temporanei apparentemente generati dalla banca.
La fase più rischiosa avviene quando la vittima autorizza direttamente – tramite notifica push o codice OTP (One-Time Password) – l’aggiunta della propria carta al wallet digitale del truffatore, credendo di proteggere il proprio denaro. In realtà, questa autorizzazione permette al criminale di accedere al conto e di effettuare pagamenti digitali in tempo reale, senza ulteriori barriere.

Una delle peculiarità di questa tecnica è la combinazione tra tecnologia e manipolazione emotiva. Le telefonate sono condotte in modo tale da instaurare uno stato d’ansia, inducendo a risposte impulsive. Il dettaglio della conoscenza dei dati – anche sensibili – è studiato per disinnescare eventuali sospetti, mentre la tempestività delle transazioni, una volta autorizzate, rende quasi impossibile intervenire in tempo utile a bloccare le uscite di denaro.

Gli acquisti effettuati dai malintenzionati si concentrano su beni di alto valore come elettronica e abbigliamento firmato, facilmente rivendibili e tracciabili solo in parte. Le pratiche di riciclaggio sfruttano la rapidità delle transazioni generando un impatto pesante sulle vittime, privandole talvolta di interi risparmi all’insaputa della banca e del cliente, almeno nelle prime ore dal furto.

Le statistiche del settore confermano la criticità del fenomeno: secondo quanto dichiarato da gruppi bancari britannici e da società specializzate in cyber security, le truffe tramite wallet digitali sono diventate la seconda causa più frequente di perdita di denaro tramite carte di pagamento nel corso del 2024. L’evoluzione costante delle tecnologie di autenticazione – pensate per aumentare la sicurezza – induce i truffatori a sofisticare ulteriormente i loro stratagemmi, integrando social engineering e attacchi informatici su più livelli. Il risultato è un ciclo pericoloso in cui ogni miglioramento nella sicurezza porta a una controffensiva delle bande criminali, sempre più preparate a sfruttare le debolezze umane e tecniche.

Da sottolineare anche la dimensione psicologica del danno: molte vittime riportano di essersi sentite manipolate e messe sotto pressione da operatori molto persuasivi. Superare il senso di colpa e lo shock associato a queste perdite può richiedere tempo e, in alcuni casi, supporto psicologico, soprattutto per chi ha visto andare in fumo risparmi accumulati in anni di lavoro.

Strategie di difesa e prevenzione contro le truffe digitali bancarie

L’aumento degli incidenti legati alle truffe sui wallet digitali ha spinto le istituzioni finanziarie, regolatori e operatori tecnologici a introdurre nuove misure e raccomandazioni volte a ridurre il rischio per gli utenti. Tuttavia, come indicano gli esperti di sicurezza informatica, la prevenzione più efficace passa spesso da comportamenti consapevoli e dalla piena comprensione dei processi bancari reali.

  • Diffidare dalle chiamate non attese: Le banche raramente chiamano i clienti per chiedere la conferma di operazioni sospette o codici di accesso. In presenza di una telefonata inaspettata, occorre chiudere la conversazione e richiamare esclusivamente i numeri ufficiali reperibili sui siti istituzionali o sulle carte fisiche.
  • Mantenere segreti codici e notifiche: Codici OTP, password temporanee o forniti via SMS non devono mai essere condivisi telefonicamente o via chat, nemmeno se la richiesta sembra provenire dall’istituto di credito.
  • Monitorare in tempo reale le transazioni: L’attivazione delle notifiche push sulle app bancarie permette di ricevere aggiornamenti istantanei su ogni movimento. Un controllo tempestivo degli estratti conto può facilitare la segnalazione immediata di operazioni sospette.
  • Consapevolezza delle procedure ufficiali: Nessuna banca richiede che il cliente autorizzi dispositivi da remoto per la protezione del conto. I sistemi antifrode interni sono completamente automatici, come ribadito dalle circolari degli enti regolatori (si veda la direttiva PSD2 sui servizi di pagamento digitali nell’Unione Europea).
  • Cautela nell’utilizzo dei social media: Le campagne di phishing sfruttano spesso finti bonus e offerte promozionali diffuse via social network; è necessario ignorare messaggi sospetti e non comunicare mai dati finanziari tramite questi canali.
Dal punto di vista tecnico, numerose banche hanno implementato sistemi di monitoraggio avanzati in grado di segnalare attività insolite o tentativi di aggiunta non autorizzata di carte ai wallet. UK Finance raccomanda, inoltre, di richiedere un blocco temporaneo della carta in caso di dubbio, utilizzando le funzionalità presenti nelle app di molte banche.
Linea guida Azioni consigliate
Chiamate sospette Verificare sempre l’identità dell’operatore, richiamando i numeri ufficiali
Codici temporanei Non condividere mai con terzi, soprattutto al telefono
Monitoraggio Attivare notifiche push e verificare periodicamente il saldo
Social network Evitare di fornire dati personali o finanziari tramite messaggi e click su link sospetti

Infine, se si ha il sospetto di essere caduti in una trappola, è essenziale segnalare tempestivamente l’accaduto alla propria banca, utilizzando i canali ufficiali. Il rapido intervento può, in alcuni casi, limitare i danni economici e contribuire alle indagini delle forze dell’ordine. Le nuove regolamentazioni europee in materia di servizi di pagamento e i sistemi di tracciabilità delle frodi offrono ulteriori strumenti per la tutela degli utenti, ma rimane imprescindibile la vigilanza personale di ogni consumatore.