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730 2026 precompilato bloccato: cosa sta succedendo a migliaia di italiani

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Il blocco del 730 precompilato 2026 sta creando incertezza tra migliaia di contribuenti: le cause, gli errori ricorrenti, le soluzioni consigliate e le ripercussioni su scadenze e rimborsi fiscali.

La corsa contro il tempo è scattata per migliaia di italiani: l’impossibilità di accedere al 730 precompilato 2026 rappresenta un ostacolo imprevisto a ridosso delle principali scadenze fiscali. Contribuenti già pronti all’invio si trovano improvvisamente bloccati, costretti ad attendere la correzione di gravi errori nei dati fiscali. La tensione cresce perché molti rischiano di non rispettare i termini previsti, con il timore di incorrere in sanzioni o ritardi nei rimborsi.

Cos’è successo: le cause principali del blocco del 730 precompilato

Dietro alla nuova ondata di blocchi ci sono anomalie rilevate nella trasmissione ed elaborazione dei dati che alimentano le dichiarazioni dei redditi con 730 precompilato. L’Agenzia delle Entrate ha sospeso l’accesso alla compilazione e invio per tantissimi contribuenti per via della presenza di dati dichiarativi considerati incoerenti o errati. Il punto critico è rappresentato dalla Certificazione Unica 2026, in particolare quella prodotta dall’INPS per i redditi 2025.

L’emersione di questi blocchi è legata essenzialmente a tre fattori:

  • Errori nelle Certificazioni Uniche (CU), dovuti a cambiamenti nel calcolo del cuneo fiscale (trasformazione dell’esonero contributivo in beneficio fiscale);
  • Anomalie o dati discordanti nelle sezioni delle "Somme che non concorrono alla formazione del reddito" (caselle da 718 a 725 delle CU);
  • Disallineamenti con altri dati precompilati relativi a oneri detraibili o deducibili. Ad esempio: spese sanitarie, interessi passivi, contributi e premi assicurativi caricati automaticamente con informazioni errate o duplicazioni.
Il sistema, progettato per bloccare automaticamente le dichiarazioni anomale, ha rilevato sia errori macroscopici sia casi limite (ad esempio importi incoerenti o inserimento di codici non previsti), portando a una revisione di massa dei modelli 730. Il risultato è che l’utente, pur visualizzando il modello precompilato, non ha la possibilità di modificarlo o inviarlo, rimanendo in una sorta di limbo amministrativo.

Le anomalie della Certificazione Unica INPS: quali errori hanno fermato le dichiarazioni

L’INPS ha generato oltre due milioni di Certificazioni Uniche contenenti errori, secondo le segnalazioni ufficiali. L’origine di questa situazione non risiede in un semplice sbaglio di trascrizione, ma in cambiamenti normativi nel calcolo dei vantaggi fiscali legati al cuneo per il 2025. In particolare, per chi ha percepito indennità INPS (come NASpI, Disoccupazione agricola, Cassa Integrazione, Maternità o Malattia), la sezione delle "Somme che non concorrono alla formazione del reddito" della CU è risultata popolata da importi o codici non corretti.

Le caselle più colpite sono quelle dalla 718 alla 725. Qui, l’errore tipico consiste nell’indicazione di benefici fiscali che non dovrebbero essere attribuiti a quegli specifici redditi. Si sono registrati:

  • Importi errati (ad esempio somme troppo elevate o pari a zero al posto di valori dovuti),
  • Codici identificativi mal inseriti o mancanti,
  • Incoerenze tra le somme dichiarate in CU e i dati fiscali effettivamente trasmessi all’Agenzia.
L’effetto pratico di queste irregolarità è stato l’attivazione di una sospensione preventiva per ragioni di affidabilità e conformità fiscale. La macchina automatica dell’Agenzia delle Entrate ha attivato la fase di revisione: il contribuente visualizza la CU ma non può procedere fino a elaborazione completata. Da fonti istituzionali si apprende che l’INPS sta rielaborando le CU, ma l’operazione richiede alcuni giorni per procedere all’invio della versione corretta.

I contribuenti coinvolti: chi rischia lo stop e i profili più colpiti

Il blocco dell'accesso al 730 2026 precompilato vale soprattutto per categorie che dipendono dall’INPS per la certificazione dei redditi. I soggetti potenzialmente interessati sono:

  • Lavoratori dipendenti che nel 2025 hanno fruito di prestazioni INPS straordinarie (come indennità NASpI o disoccupazione agricola)
  • Beneficiari di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria o in deroga)
  • Persone che hanno avuto periodi di maternità, paternità, assenza per malattia o altre prestazioni collegate alla tutela dei redditi
  • Pensionati che, a causa di errori nella CU, vedono la propria dichiarazione bloccata in revisione.
Anche chi ha già trasmesso il 730 potrebbe ricevere notifiche di anomalia se la dichiarazione era stata precompilata con dati errati. Fra i profili più penalizzati figurano:
  • Lavoratori stagionali e discontinui (tipicamente più soggetti a variazioni delle prestazioni erogate dall’INPS)
  • Coloro che hanno avuto più rapporti di lavoro o periodi di disoccupazione alternati a indennità previdenziali.
L’aspetto più critico riguarda i contribuenti che non hanno la possibilità né di accettare né di modificare la dichiarazione: l’intero flusso del 730 è congelato fino a quando la situazione non viene sbloccata a livello centrale.

Cosa significa la fase di revisione: spiegazione della procedura e tempistiche

Quando la dichiarazione precompilata viene posta in fase di revisione, il sistema evidenzia un blocco che inibisce la modifica, l’accettazione e l’invio. Questo stato si manifesta tipicamente attraverso la dicitura "Dichiarazione in fase di revisione" oppure "Accesso non consentito: dati CU incoerenti" sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Procedura:

  • L'Agenzia delle Entrate riceve le segnalazioni di errori massivi nelle CU o nelle informazioni precalcolate;
  • Avvia lo sblocco in due fasi: nella prima fase si sospendono le dichiarazioni impattate; nella seconda, si attendono le nuove CU rielaborate da INPS e dai sostituti d’imposta;
  • Effettuata la correzione, il sistema aggiorna la dichiarazione precompilata, rimuovendo i dati errati e abilitando nuovamente la modifica e l’invio.
Tempistiche: se la rielaborazione delle CU richiede solo qualche giorno, lo sblocco avverrà automaticamente all’aggiornamento successivo dei dati. In caso di problemi tecnici, il processo può protrarsi per più tempo. Non è richiesta azione diretta da parte del contribuente, a meno che non emerga la necessità di ulteriori integrazioni documentali richieste dallo stesso sistema.

Come riconoscere un 730 bloccato: segnali, notifiche e messaggi dal portale

I contribuenti impattati dalla fase di revisione possono facilmente individuare lo stato della propria dichiarazione, prestando attenzione alle segnalazioni prodotte dal portale dell’Agenzia delle Entrate. I segnali più comuni riscontrati durante l’accesso all’area riservata sono:

  • Messaggio "Dichiarazione in fase di revisione" o "Dati incoerenti: accesso temporaneamente sospeso";
  • Impossibilità di accedere alle funzioni di modifica e invio;
  • Blocco automatico con alert grafico (es. icona di warning) che impedisce qualsiasi operazione;
  • Notifiche via email per chi ha attivato i servizi di comunicazione automatica;
  • Assenza delle consuete opzioni di stampa, download o annullamento della dichiarazione in corso.
Il blocco è temporaneo ma l'utente non riceve una data precisa di sblocco. Per questa ragione, la sezione "Messaggi" e "Avvisi" all’interno del portale è il primo punto da monitorare, insieme alla verifica periodica dello stato della Certificazione Unica INPS nella propria area personale.

Errori comuni nelle CU e nelle spese detraibili: perché vengono bloccati i dati

I principali motivi di blocco della dichiarazione sono:

  • Dati errati o incompleti nella CU (ad esempio, campi relativi al cuneo fiscale valorizzati con codici errati o importi anomali);
  • Variazioni recenti in rapporto ai redditi dichiarati (come cambi di lavoro, periodi di disoccupazione o molteplicità di rapporti segnalati);
  • Incongruenze nei dati precaricati delle spese detraibili o deducibili (detrazioni per spese sanitarie, interessi mutui, oneri assicurativi), con duplicazioni o importi che non combaciano con le ricevute in possesso del contribuente;
  • Informazioni discordanti tra la dichiarazione dello scorso anno e la situazione attuale (ad esempio, assenza di alcune voci che risultavano invece presenti nella dichiarazione precedente);
  • Spese detraibili aggregate erroneamente, oppure indicate in modalità non riconosciute dai sistemi automatici di verifica dell’Agenzia.
Il controllo automatico individua questi errori come potenzialmente lesivi della correttezza fiscale e, per garantire affidabilità agli occhi dei controllori, preferisce dare il blocco e procedere a una verifica massiva.

Come risolvere il blocco: soluzioni pratiche e check-list per l’utente

Affrontare il blocco richiede un approccio strutturato e metodico. Ecco una serie di azioni pratiche:

  • Verificare nell’area riservata la presenza della segnalazione di "revisione in corso";
  • Controllare nella propria area INPS la nuova Certificazione Unica aggiornata. Quando sarà disponibile una CU corretta, il sistema aggiornerà automaticamente il precompilato;
  • Nel caso in cui lo stato di blocco persista anche dopo l’aggiornamento, utilizzare la funzione "Assistenza tecnica" del portale per segnalarlo;
  • Preparare tutte le ricevute e documenti originali relativi agli oneri detraibili dichiarati, in modo da essere pronti qualora il sistema chieda una verifica documentale successiva;
  • Attendere comunicazioni ufficiali sia dall’Agenzia delle Entrate, sia dall’ente previdenziale, senza tentare ripetutamente l’invio (evitare inutili tentativi riduce il carico sul sistema e velocizza la gestione centralizzata);
  • Se la scadenza per presentare la dichiarazione si avvicina e il blocco non si risolve, valutare la presentazione tramite CAF, che in alcuni casi può operare online su altri canali, allegando la documentazione aggiornata post sblocco.
La soluzione dipende principalmente dalla rielaborazione delle CU da parte dell’INPS, che viene flussata in automatico all’Agenzia delle Entrate per il reintegro della dichiarazione.

In attesa dello sblocco: cosa fare, documenti da preparare e consigli utili

Durante la fase di attesa può essere utile:

  • Verificare se si è in possesso di tutta la documentazione relativa agli oneri deducibili e detraibili (ricevute per spese sanitarie, mutui, assicurazioni);
  • Tenere monitorato lo stato della CU direttamente nei portali INPS e Agenzia delle Entrate;
  • Verificare, con attenzione, la presenza di altre CU (ad esempio, da datori di lavoro diversi) che potrebbero comunque consentire la predisposizione del 730 manuale in caso di estrema urgenza;
  • Utilizzare la funzione "estratto conto fiscale" per riscontrare eventuali differenze rispetto agli anni precedenti, così da anticipare le correzioni nel momento dello sblocco;
  • Non cestinare eventuali messaggi email o notifiche nel portale, poiché potrebbero contenere informazioni aggiornate sulla situazione personale;
  • Studiare l’opportunità di farsi assistere da un intermediario abilitato, soprattutto in caso di situazioni complesse o multi-sostituto.
In questa fase è utile predisporre una cartella digitale con tutti i documenti e le CU possedute, così da accelerare ogni eventuale azione quando l’accesso sarà nuovamente consentito.




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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...