Il lavoro occasionale agricolo nel 2026 si rinnova con il ritorno del contratto Loagri: dalle norme aggiornate ai requisiti, vantaggi per imprese e lavoratori, tutela economica e nuovi orizzonti.
Nel 2026, il lavoro agricolo occasionale assume centralità grazie al ritorno del contratto Loagri, rispondendo all'esigenza - ormai strutturale - di sostenere le campagne in periodi chiave come raccolte e potature. L'intervento normativo risolve sia le carenze di manodopera che la necessità di strumenti trasparenti e sicuri.
La Legge di Bilancio 2026 segna la fine della logica sperimentale e l'avvio di una disciplina chiara, con copertura finanziaria annuale garantita e riferimenti operativi uniformi. Le aziende, grazie a questa innovazione, possono agire in un quadro semplificato e stabile, mentre ai lavoratori si riconosce tutela economica e previdenziale.
L'applicazione delle nuove regole riflette l'impegno alla lotta al lavoro irregolare, promuovendo l'inclusione di soggetti spesso ai margini del mercato occupazionale. L'accento viene posto sulla conformità a contratti collettivi, sulla selezione attenta delle risorse impiegate e sulla massima trasparenza nei rapporti di lavoro, elementi che valorizzano il comparto agricolo in una stagione di profonde mutazioni.
Il contratto Loagri ha visto un'evoluzione dal 2023 al 2026. Nato come risposta alle difficoltà di reperimento della manodopera stagionale, fu introdotto in via sperimentale dalla legge di Bilancio 2023 per un biennio, per poi essere oggetto di proroghe annuali fino al definitivo consolidamento con la Legge 182/2025.
Questo iter legislativo, sostenuto da riscontri positivi nel settore (oltre 11.000 contratti attivati nel biennio di test con medie retributive in crescita), ha spinto il legislatore a superare la transitorietà. Dal 2026, con l'Art. 1, comma 156 della Legge di Bilancio, la norma viene resa strutturale: lo strumento attraversa una fase di piena legittimazione, assumendo un ruolo stabile nell'ordinamento agricolo.
Le nuove regole rappresentano un punto di equilibrio tra flessibilità e tutela, in quanto tutelano i diritti dei lavoratori e assicurano alle aziende la possibilità di gestire efficacemente i picchi di attività. Si chiariscono così modalità di accesso, limiti e garanzie previdenziali, restituendo certezze al comparto. La misura risponde anche a una crescente domanda di legalità e standardizzazione, chiudendo in via definitiva la stagione dei voucher e assicurando coperture finanziarie continue, come previsto dal bilancio triennale 2026-2028.
Le nuove disposizioni sul lavoro occasionale delimitano in modo puntuale sia i datori di lavoro che i beneficiari del contratto. Possono ricorrere al lavoro occasionale tutte le imprese che operano nel settore primario e sono regolarmente registrate ai fini previdenziali. Non sussistono vincoli riferiti a fatturato o dimensione: il criterio di ammissibilità riguarda esclusivamente l'inquadramento come datore di lavoro agricolo.
Per contro, la platea dei lavoratori è soggetta a selezione stringente. Sono ammessi:
L'attivazione di rapporti tramite Loagri è circoscritta a interventi stagionali, come raccolta, vendemmia o potature. Il legislatore, per favorire la trasparenza e distinguere i rapporti da quelli ordinari, ha fissato parametri ben precisi:
Sul fronte della remunerazione, la normativa prevede che i compensi non siano oggetto di libera contrattazione, ma siano parametrati ai livelli minimi individuati dai contratti collettivi nazionali e provinciali del settore agricolo. Questa direttiva protegge sia il livello di reddito che la sostenibilità degli accordi.
Il quadro di tutele per i lavoratori prevede:
Le aziende che ricorrono al lavoro agricolo occasionale traggono vantaggio da un regime contributivo agevolato di grande impatto. Indipendentemente dall'ubicazione geografica, la normativa stabilisce:
Inoltre, la contribuzione versata resta valida per prestazioni previdenziali future e la quota contrattuale relativa viene calcolata automaticamente dal sistema INPS. Il quadro di agevolazioni rende questa modalità una soluzione particolarmente attrattiva sotto il profilo della razionalizzazione dei costi aziendali.
Per il corretto utilizzo della disciplina, i datori di lavoro sono chiamati a rispettare una serie di adempimenti amministrativi e di gestione:
La stabilizzazione normativa nel 2026 rappresenta una svolta per la gestione del lavoro stagionale, contrastando con efficacia la diffusione del lavoro sommerso. L'abbandono definitivo dei voucher e l'introduzione di un sistema regolato, chiaro e sostenibile consente all'agricoltura di rafforzare la trasparenza nei rapporti di lavoro, beneficiando allo stesso tempo di procedure snelle e incentivi reali.
Il quadro normativo favorisce la programmazione delle attività nei periodi di maggiore intensità operativa - ad esempio per filiere come quella dell'uva da tavola - garantendo la possibilità di reperire manodopera qualificata quando necessario. In questo modo: