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A Cortina pagare con la carta costa meno del contante: il caso che ribalta la regola di sempre in Italia

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

A Cortina succede il contrario di sempre: pagare con carta costa meno che in contanti. Una seggiovia sulle Dolomiti ha acceso una polemica che coinvolge consumatori e normativa europea.

In Italia la regola non scritta è sempre stata la stessa: se paghi in contanti spendi meno, se usi la carta rischi una maggiorazione o, nella migliore delle ipotesi, non cambia nulla. Tassisti che preferiscono il contante, piccoli negozi che applicano un sovrapprezzo per l'uso del Pos, bar che arrotondano verso l'alto se si paga con carta sotto una certa soglia. È una consuetudine così diffusa che quando accade l'esatto contrario, come sta succedendo in queste settimane a Cortina d'Ampezzo, la notizia fa il giro d'Italia.

Il caso che ha acceso il dibattito

Alla seggiovia Bai de Dones, conosciuta anche come seggiovia 5 Torri, chi acquista il biglietto pagando con carta di credito o bancomat ottiene uno sconto del 5% rispetto a chi paga in contanti. L'impianto parte dall'omonima baita a quota 1.889 metri e in circa otto minuti conduce al Rifugio Scoiattoli, nel cuore delle Cinque Torri, una delle zone più frequentate delle Dolomiti bellunesi.

Il meccanismo, introdotto per l'estate 2026, si applica a tutte le tipologie di biglietto: adulti, ragazzi, gruppi numerosi e comitive. Per un biglietto di andata e ritorno per un adulto, il prezzo è di 30 euro se pagato in contanti e di 28,50 euro se pagato con carta, con un risparmio di 1,50 euro. Percentualmente modesto, ma sufficiente a ribaltare una consuetudine che in Italia non ha quasi precedenti.

Perché è quasi un caso unico in Italia

Le fonti che hanno seguito la vicenda sono concordi nel definirlo un "unicum". Nella maggior parte degli esercizi commerciali italiani vale l'esatto opposto: si preferisce che i pagamenti avvengano in contanti, e in alcuni casi vengono applicate maggiorazioni a chi sceglie di pagare con carta di credito o altri strumenti digitali. La resistenza al Pos di alcune categorie professionali, i tassisti su tutti, è un fenomeno noto e ricorrente nelle cronache italiane, nonostante l'obbligo di accettare pagamenti elettronici sia previsto dalla legge per importi superiori a determinate soglie.

A Cortina, invece, il gestore dell'impianto ha scelto la strada opposta: premiare chi sceglie il pagamento digitale, non punire chi sceglie il contante, almeno secondo la versione fornita dalla società che gestisce la seggiovia.

La versione della società: nessuna penalizzazione per chi usa contanti

Di fronte alle polemiche, è intervenuto Stefano Illing, presidente della società Impianti Averau, che gestisce l'impianto. Ha chiarito che la scelta non è contro il contante: "La nostra non è una scelta contro il contante e non intendiamo penalizzare in alcun modo chi preferisce questo metodo di pagamento. I prezzi dei nostri servizi di trasporto sono quelli ufficiali, regolarmente comunicati alla Provincia ai sensi della Legge Regionale 21/2008, pubblicati sul sito, esposti in biglietteria".

Secondo questa versione, il prezzo di riferimento resterebbe quello in contanti (30 euro), mentre lo sconto per la carta sarebbe una promozione aggiuntiva, non una maggiorazione occulta per chi non la utilizza. Tra le ragioni della scelta, secondo quanto riportato, ci sarebbero la maggiore rapidità del pagamento contactless rispetto alla gestione dei contanti nei periodi di forte afflusso turistico, e la possibilità di saltare la fila in biglietteria per chi utilizza il pagamento digitale.

Il nodo giuridico: cosa dice il Codice del Consumo

La questione, però, non si è fermata alle rassicurazioni della società. Mauro Antonelli, dell'Ufficio Studi dell'Unione Nazionale Consumatori (Unc), ha sollevato un problema normativo preciso, richiamando l'articolo 62 del Codice del Consumo. Secondo questa norma, non possono essere applicate spese aggiuntive in relazione allo strumento di pagamento utilizzato dal cliente.

Antonelli ha chiesto la rimozione immediata del cartello che pubblicizza lo sconto, sostenendo che "l'articolo 62 del Codice del consumo vieta spese aggiuntive in relazione al tipo di strumento di pagamento utilizzato, quindi anche se si usa il contante invece della carta di pagamento". In pratica, secondo questa interpretazione, il problema non sarebbe lo sconto in sé, ma il fatto che chi paga in contanti finisca comunque per sostenere un prezzo più alto rispetto a chi utilizza la carta, indipendentemente da quale dei due venga definito "prezzo di riferimento" e quale "sconto".

Il quadro normativo europeo sulle carte

La normativa europea sui pagamenti elettronici, applicabile in tutti i paesi dell'Unione, stabilisce con chiarezza che le imprese non sono autorizzate ad addebitare costi aggiuntivi per l'uso di una carta di credito o di debito, né nei negozi fisici né online. Questa regola nasce per tutelare i consumatori dalle maggiorazioni ingiustificate legate al metodo di pagamento, un fenomeno diffuso in molti settori, dal trasporto ai biglietti per eventi.

Il caso di Cortina è particolare proprio perché rovescia lo schema classico: non è la carta a essere penalizzata, ma il contante. E su questo punto la normativa risulta meno esplicita, aprendo effettivamente un margine di interpretazione che ha alimentato la polemica.

Il contesto: l'estate degli scontrini che fanno discutere

La vicenda della seggiovia di Cortina si inserisce in un'estate 2026 già segnata da numerosi casi di prezzi che hanno sollevato polemiche nel settore turistico italiano. A Nizza un turista ha speso 8 euro per mezzo litro d'acqua. A Venezia un piatto di linguine all'aragosta è arrivato a costare 250 euro. A Milano due cappuccini e due brioche sono stati fatturati 18 euro. In questo contesto di "scontrini pazzi", denunciati con crescente frequenza sui social e ripresi dalla stampa nazionale, il caso di Cortina si distingue per essere l'esatto opposto: un vantaggio economico concreto per il consumatore, seppur controverso nella forma con cui viene comunicato.

Cosa significa per chi visita Cortina questa estate

Per il turista che si trova a dover scegliere come pagare il biglietto della seggiovia Bai de Dones, la situazione pratica è semplice: pagare con carta o bancomat costa 1,50 euro in meno su un biglietto adulto di andata e ritorno, e lo sconto si applica anche alle altre categorie di biglietto. A questo si aggiunge il vantaggio, sottolineato dalla stessa società, di saltare la coda alla cassa per chi sceglie il pagamento digitale.

Resta aperta la questione normativa, che coinvolge le associazioni dei consumatori e potrebbe portare a un chiarimento definitivo, o a una modifica della comunicazione con cui viene proposto lo sconto. Nel frattempo, il caso di Cortina rimane un'eccezione degna di nota in un panorama nazionale dove, quasi sempre, vale ancora la regola opposta: contanti in mano, prezzo più basso.

Perché la vicenda interessa oltre Cortina

Al di là del singolo caso, la vicenda della seggiovia 5 Torri apre una riflessione più ampia sul rapporto tra consumatori, esercenti e metodi di pagamento in Italia. Da una parte c'è la spinta, anche europea, verso la digitalizzazione dei pagamenti e la riduzione dell'uso del contante. Dall'altra ci sono norme pensate per proteggere chi, per scelta o necessità, continua a preferire il denaro fisico.

Il caso di Cortina dimostra che incentivare il pagamento digitale attraverso uno sconto, anziché attraverso una penalizzazione del contante, non basta a mettere tutti d'accordo: la sostanza economica per il consumatore che paga in contanti resta la stessa, un prezzo più alto, e questo è il punto su cui si concentra la contestazione dell'Unione Nazionale Consumatori. Una vicenda che, con ogni probabilità, non si chiuderà in poche settimane e che potrebbe fare da apripista a casi simili in altre località turistiche italiane, dove la tentazione di premiare chi paga con carta potrebbe diffondersi rapidamente, sull'onda della digitalizzazione dei pagamenti nel settore del turismo.






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Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...