Barilla ha acquisito Goodles, marchio Usa di mac and cheese: abbiamo provato tre varianti arrivate dagli Stati Uniti per capire se la qualità giustifica il prezzo e il successo americano.
Da qualche settimana Barilla è ufficialmente proprietaria di Goodles, il marchio californiano di mac and cheese fondato nel 2020 a Santa Cruz da Jen Zeszut, diventato in pochi anni uno dei nomi più discussi nel comparto americano dei maccheroni al formaggio in scatola. Ci siamo fatti spedire dagli Stati Uniti alcune confezioni dei prodotti più venduti del marchio per capire in prima persona cosa ha attirato l'attenzione del colosso di Parma, e soprattutto se questi maccheroni al formaggio meritano davvero l'attenzione che stanno ricevendo sulla stampa specializzata.
Le confezioni che abbiamo assaggiato sono tre tra le più rappresentative della gamma: Cheddy Mac, la versione classica con cheddar cremoso, Shella Good, a base di pasta a conchiglia con una salsa di cheddar bianco stagionato, e Twist My Parm, con salsa all'asiago e formato a spirale. La particolarità che distingue Goodles dai classici mac and cheese americani da scatola non è tanto il sapore in sé, quanto la composizione della pasta: gli ingredienti riportano farina di grano, proteine di ceci e di grano, oltre a nutrienti estratti da broccoli, spinaci, cavolo riccio, zucca, patata dolce, semi di girasole, mirtillo rosso e funghi shiitake e maitake. Un elenco che a prima vista sembra più vicino a un integratore che a una scatola di pasta, ma che nella pratica non altera in modo eccessivo il colore o la consistenza del prodotto una volta cotto, restando comunque piuttosto simile a una normale pasta corta. Il prezzo al pubblico negli Stati Uniti si aggira sui 4,99 dollari a confezione, una fascia medio alta rispetto ai concorrenti storici del settore, giustificata proprio dal profilo nutrizionale arricchito.
Partiamo dal prodotto più semplice, il Cheddy Mac: la salsa risulta cremosa e ben bilanciata, con un sapore di cheddar deciso ma non eccessivo, e una consistenza che ricorda più da vicino un cheddar fuso fatto in casa che le classiche bustine di formaggio in polvere tipiche del mac and cheese industriale americano. La pasta, dal canto suo, mantiene una buona tenuta alla cottura, senza scuocere facilmente, e il retrogusto vegetale legato agli estratti di verdura è quasi impercettibile, un risultato tutt'altro che scontato considerando la lista degli ingredienti. Passando allo Shella Good, il cheddar bianco stagionato regala una nota leggermente più tostata e sapida, con un accenno di piccantezza che lo rende probabilmente la variante più equilibrata tra le tre provate, complice anche la forma a conchiglia della pasta che trattiene meglio la salsa a ogni forchettata. Più controverso il giudizio sul Twist My Parm: la salsa all'asiago promette un sapore più deciso e stagionato, ma nell'assaggio è emersa una nota che ricorda più il parmigiano che l'asiago dichiarato in etichetta, un dettaglio che alcuni recensori americani avevano già segnalato in passato. Resta comunque un prodotto godibile, anche se meno riuscito rispetto agli altri due nella coerenza tra promessa e risultato finale.
Chiunque sia cresciuto con le classiche scatole americane di mac and cheese, quelle con la salsa in polvere arancione fluorescente da sciogliere con latte e burro, troverà in Goodles un prodotto decisamente più vicino a un piatto gourmet fatto in casa che al classico comfort food industriale. La texture della salsa, grazie all'uso di cheddar vero, siero di latte e latte scremato in polvere invece della semplice polvere di formaggio aromatizzata, risulta più densa e avvolgente, mentre il contenuto proteico più alto si sente anche a livello di sazietà, con una porzione che risulta più saziante rispetto a un piatto equivalente di pasta al formaggio tradizionale. D'altro canto, chi cerca proprio quel sapore nostalgico un po' artificiale legato ai grandi marchi storici americani potrebbe trovare Goodles leggermente più "adulto" nel gusto, meno dolce e meno intensamente arancione nel colore, un aspetto che secondo alcune analisi di mercato americane ha comunque convinto una fascia crescente di consumatori attenti alla qualità degli ingredienti, portando il marchio dal 0,8% al 7,8% di quota nella spesa statunitense dedicata proprio ai maccheroni al formaggio a lunga conservazione in appena tre anni.
Nel complesso, l'esperienza con i mac and cheese di Goodles ci ha sorpreso positivamente, soprattutto considerando le aspettative iniziali legate a un prodotto pensato originariamente per un mercato, quello americano del comfort food industriale, spesso associato più alla comodità che alla qualità degli ingredienti. La combinazione tra una salsa a base di formaggio vero e una pasta arricchita con estratti vegetali funziona meglio del previsto, senza compromessi eccessivi sul fronte del gusto, sebbene il sapore resti comunque più vicino alla tradizione americana del mac and cheese che a un piatto di pasta al formaggio in stile italiano. Se dovessimo stilare un podio tra le tre varianti assaggiate, metteremmo Shella Good al primo posto per equilibrio tra sapore e consistenza, seguito da Cheddy Mac come scelta più sicura e familiare, mentre Twist My Parm resta il prodotto più interessante ma anche il più perfettibile dei tre. Sarà curioso vedere, ora che il marchio è entrato ufficialmente nell'orbita di Barilla, se e come questa acquisizione porterà a un'eventuale distribuzione anche in Europa, magari con qualche adattamento pensato per il palato italiano, oppure se Goodles continuerà a operare in autonomia restando un prodotto pensato specificamente per il mercato statunitense, come promesso finora dai vertici di entrambe le aziende coinvolte nell'operazione.
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...