Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Quasi tutte le merendine e snack bocciati secondo Altroconsumo e noto studio francese: i pochi che si salvano

WhatsApp X Telegram
di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

Altroconsumo e uno studio francese hanno testato oltre 300 tra merendine e snack: quasi tutti bocciati per zuccheri, additivi e ultra trasformazione. Ecco i pochi prodotti che si salvano.

Due studi indipendenti, uno italiano e uno francese, arrivano quasi in contemporanea alla stessa conclusione: tra le merendine industriali che troviamo sugli scaffali dei supermercati, la qualità reale è molto più bassa di quanto ci piacerebbe pensare. Da una parte Altroconsumo ha analizzato oltre 250 tra croissant, crostatine, muffin, treccine, tortine e plumcake in vendita nella grande distribuzione italiana. Dall'altra, la rivista francese 60 Millions de Consommateurs, in collaborazione con l'app Yuka, ha passato al setaccio 82 merende industriali pensate specificamente per bambini, con un'ulteriore analisi su 43 prodotti destinati all'infanzia in generale. Sommando i due campioni si arriva a un totale di oltre 300 prodotti testati, e il quadro complessivo che ne emerge è sorprendentemente uniforme tra i due paesi, nonostante metodologie e criteri di valutazione differenti.

Il verdetto di Altroconsumo

L'associazione italiana ha costruito un algoritmo di valutazione che pesa diversi fattori: il valore nutrizionale, basato sul Nutri Score, incide per il 55% sul punteggio finale, seguito dagli additivi (15%), dal grado di trasformazione industriale (15%), dagli edulcoranti (10%) e dalla dimensione della porzione (5%). Il risultato più impressionante non riguarda tanto chi ha vinto, quanto il livello generale raggiunto anche dai migliori. Al primo posto si sono piazzati i Pangoccioli Mulino Bianco, con un punteggio di appena 47 punti su 100, seguiti dal Tortino con carote e mandorle di Esselunga a 41 punti. Il terzo posto, occupato a pari merito da un plumcake con granella di mandorle e ricotta di Mulino Bianco e da una tortina al cioccolato Misura Privolat, si è fermato a 39 punti. Ancora più significativo è il fatto che nessuno dei prodotti testati abbia superato la soglia psicologica della sufficienza, fissata convenzionalmente a 50 punti su 100. In coda alla classifica, sei prodotti hanno raccolto un punteggio pari a soli 20 punti su 100, tra cui alcuni marchi molto noti della grande distribuzione, a conferma che la notorietà del brand non garantisce affatto una composizione nutrizionale migliore.

Cosa emerge dallo studio francese

Sul fronte transalpino, il quadro tracciato da 60 Millions de Consommateurs risulta ancora più netto nei numeri. Sugli 82 prodotti analizzati, ben il 91,3% è risultato appartenere alla categoria degli alimenti ultra processati, quelli cioè che hanno subito numerosi trattamenti industriali e che tipicamente contengono zuccheri, grassi e sale aggiunti in quantità elevate, a fronte di un apporto molto scarso di nutrienti utili come fibre, vitamine e minerali. Le categorie di prodotto peggio valutate sono state le torte morbide al cioccolato, seguite a ruota dai biscotti farciti al cioccolato, entrambe indicate come le famiglie di prodotto meno raccomandabili per la salute dei più piccoli.

Un dato che rafforza ulteriormente il quadro complessivo riguarda un'analisi correlata condotta sempre dalla stessa rivista su un campione più ampio di 43 prodotti pensati per l'infanzia, che comprendeva anche cereali per neonati oltre ai classici biscotti da merenda: in questo caso l'81% dei prodotti presentava almeno un marcatore riconducibile all'ultra trasformazione, con un caso limite in cui un singolo prodotto ha accumulato fino a sette marcatori diversi. Va sottolineato che lo studio francese, a differenza di quello italiano, si concentra specificamente sui prodotti destinati ai bambini, un dettaglio che rende ancora più rilevante la scoperta di un livello così diffuso di trasformazione industriale proprio nella fascia di consumatori più vulnerabile.

I pochi prodotti che si salvano davvero

Mettendo insieme i risultati dei due studi, emerge un quadro coerente e piuttosto scoraggiante per chi cerca merendine realmente equilibrate dal punto di vista nutrizionale. In Italia, se si allarga lo sguardo oltre il solo podio, includendo tutti i prodotti che hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 37 punti su 100, si arriva a un totale di undici prodotti su oltre 250 testati, una percentuale che si aggira attorno al 4 o 5% del campione complessivo. Tra questi rientrano, oltre ai già citati vincitori, anche alcune varianti senza glutine come la tortina alla pesca di Bauli e il tortino con grano saraceno, mais e riso di Esselunga, insieme a croissant integrali e alla crema di Coop e ad alcuni cornetti Misura Fibrextra.

In Francia, se si considera che il 91,3% degli 82 prodotti risulta ultra processato, il calcolo speculare indica che circa sette prodotti su ottantadue, quindi appena l'8,7% del totale, non presentano marcatori di ultra trasformazione secondo i criteri utilizzati dalla rivista. In entrambi i paesi, quindi, la fetta di prodotti che si può considerare davvero valida resta una minoranza netta, che si aggira tra il 5% e il 9% a seconda del criterio di valutazione utilizzato. Per orientarsi tra gli scaffali, il consiglio pratico che emerge da entrambi gli studi è sempre lo stesso: leggere con attenzione la lista degli ingredienti, privilegiando i prodotti con un numero contenuto di componenti riconoscibili e diffidando di quelli in cui compaiono in cima all'elenco zuccheri sotto diverse forme, oli vegetali generici o una lunga sequenza di sigle e additivi poco familiari, indipendentemente dalla notorietà o dal prezzo del marchio riportato sulla confezione.






Leggi anche

Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...