L'acqua minerale non è tutta uguale: le differenze tra origine, composizione minerale, etichette e tipologie influenzano la scelta. Conoscere parametri, sicurezza e sostenibilità permette una scelta.
Bere acqua sembra il gesto più semplice del mondo. Tuttavia, pochi si soffermano sulla complessità nascosta dietro una bottiglia di acqua minerale. Matteo Bassetti, divulgatore medico-scientifico, sottolinea che l'acqua non andrebbe consigliata genericamente, poiché è il nostro organismo a orientare la scelta in base alle proprie esigenze che possono cambiare nel tempo. Quando ci si trova davanti allo scaffale del supermercato, infatti, non si sceglie solo tra marchi diversi: cambiano parametri come residuo fisso, calcio, sodio, magnesio, bicarbonati e la presenza naturale o aggiunta di anidride carbonica. Tutte queste variabili danno origine a un'identità minerale unica per ogni bottiglia.
L'opinione diffusa che una vale l'altra è quindi fuorviante. Ogni acqua risponde in modo differente ai bisogni dell'organismo: per alcune persone sarà preferibile un'acqua leggera e povera di minerali, per altre sarà necessario integrare sali persi con la sudorazione o supportare esigenze specifiche come gravidanza, età avanzata o attività sportiva intensa. Per poter fare una scelta informata, quindi, leggere l'etichetta si rivela un passaggio imprescindibile. I dati riportati, dalla quantità di sali minerali al pH, dal contenuto di nitrati al tipo di imbottigliamento, raccontano la vera storia del prodotto e offrono indicazioni chiave per una selezione consapevole e adatta alle proprie necessità. In nessun caso esiste una migliore per tutti: esistono diversi profili adatti alle esigenze individuali e variabili nel tempo.
Secondo la normativa italiana (D.Lgs 176/2011), l'acqua minerale naturale deve avere origine da falde o giacimenti sotterranei, essere microbiologicamente pura alla fonte e non subire trattamenti di disinfezione che ne possano alterare la composizione. L'imbottigliamento avviene direttamente sulla sorgente per preservare l'integrità mineralogica e la purezza originaria.
Al contrario, l’acqua potabile di rete può provenire anche da fonti superficiali o miste e viene trattata per garantirne la sicurezza tramite filtrazione, disinfezione e altre procedure regolamentate dal D.Lgs 18/2023 e di cui fa un gran rumore il silenzio sui pesticidi nelle falde acquifere italiane. In quest’ultimo caso, la qualità è assicurata da controlli continui, ma la composizione minerale può variare in base, ad esempio, alla zona di approvvigionamento o allo stato degli impianti idrici. L’acqua minerale, invece, è caratterizzata da una composizione stabile nel tempo, riportata per legge in etichetta e regolamentata da rigorosi controlli ufficiali e aziendali.
L'etichetta di una bottiglia di acqua minerale è una vera e propria carta d'identità regolamentata dalla legge italiana. Su di essa devono essere indicati:
Il residuo fisso rappresenta quantità di sali minerali lasciati dall'evaporazione di un litro d'acqua a 180°C, espresso in mg/l. È il criterio principale per la classificazione delle acque minerali secondo la legislazione italiana. Ecco una tabella di riferimento:
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Categoria |
Residuo fisso (mg/l) |
Indicazioni d'uso |
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Minimamente mineralizzate |
= 50 |
Molto leggere, favoriscono la diuresi e preparazione alimenti per l'infanzia |
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Oligominerali |
50 - 500 |
Consumo quotidiano, buon equilibrio di minerali |
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Mediominerali |
500 - 1500 |
Utili per chi pratica sport o ha aumentato fabbisogno di sali |
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Ricche di sali |
> 1500 |
Uso sotto controllo medico o in condizioni particolari |
La scelta migliore non dipende soltanto dal valore più basso o più alto, ma dalla compatibilità con le proprie necessità fisiologiche. Un'acqua a basso residuo fisso viene spesso definita leggera, mentre una a residuo più alto può risultare indicata per momenti o situazioni particolari, come la reintegrazione di sali dopo intensa sudorazione. Non esiste correlazione diretta tra residuo fisso basso e qualità superiore: va valutato nel contesto personale e abitudinario.
Calcio, un'acqua viene definita calcica sopra i 150 mg/l. Il calcio supporta la salute di ossa e denti, oltre a svolgere funzioni cellulari e muscolari. Può essere un valido alleato per chi assume pochi latticini, le donne in menopausa, in gravidanza o per chi è in crescita, senza tuttavia sostituire una dieta adeguata.
Magnesio, da considerare magnesiaca se supera i 50 mg/l. Il magnesio è coinvolto nella funzione muscolare, nervosa, energetica e, nelle dovute quantità, può esercitare un blando effetto lassativo e contribuire al benessere complessivo nei periodi di attività fisica intensa o stanchezza.
Sodio, il contenuto in questo minerale si suddivide in:
Bicarbonato, In quantità superiori a 600 mg/l si definisce bicarbonata. Il bicarbonato può favorire la digestione e aiutare a tamponare l'acidità gastrica. Le acque ad alto contenuto risultano più fresche al palato e sono spesso apprezzate durante i pasti.
Oltre ai maggiori sali minerali, in etichetta compaiono:
Non esiste una acqua miracolosa valida per ogni persona e situazione. Le esigenze variano in base all'età, allo stato di salute, al livello di attività fisica e a esigenze fisiologiche particolari. Di seguito, alcune linee guida per orientare la scelta:
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...