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AliExpress, Temu e Shein ancora sanzionate, ma italiani continuano a comprare sottovalutando i rischi su determinati prodotti

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di Chiara Compagnucci pubblicato il

Nonostante sanzioni e nuove regole europee, molti italiani scelgono ancora lo shopping su AliExpress, Temu e Shein. Tra rischi nascosti, prodotti non sicuri e difficoltà nel tutelare i diritti.

La Commissione europea ha inflitto una multa ad AliExpress da 550 milioni di euro per violazione degli obblighi previsti dalla legge sui servizi digitali (Dsa), a causa della presenza di prodotti illegali, insicuri o contraffatti sulle principali piattaforme cinesi di e-commerce. Entro il 20 ottobre, AliExpress dovrà presentare un piano per risolvere le criticità emerse. Il provvedimento, tuttavia, si colloca in un quadro più ampio che vede Temu, Shein e altri giganti dell'online low cost costantemente monitorati dalle autorità europee per questioni che vanno dalla sicurezza dei prodotti?alla tutela del consumatore.

Le conseguenze di queste misure non riguardano solo le piattaforme, ma anche i milioni di consumatori italiani che, attratti dai prezzi vantaggiosi, continuano a fare acquisti sottovalutando i potenziali pericoli. Sotto la superficie di offerte e sconti lampo si celano rischi che vanno dal ricevimento di merce contraffatta alla scarsa qualità degli articoli, fino a problemi di sicurezza reale, come confermano i numerosi allarmi lanciati dal sistema europeo Safety Gate. Lo scenario si complica ulteriormente per determinate categorie merceologiche - in particolare elettronica e cosmetici - che secondo la UE rappresentano i comparti più a rischio per la salute e la sicurezza dei cittadini. Analizzare questi aspetti significa offrire uno sguardo esperto e consapevole sui pericoli connessi agli acquisti sui marketplace asiatici.

Sanzioni e normative contro i giganti dell'e-commerce cinese

Dallo scenario normativo emergono profonde trasformazioni: negli ultimi anni sono aumentate sanzioni e richieste di conformità da parte delle autorità europee nei confronti delle piattaforme di e-commerce operanti dalla Cina. L'eliminazione della soglia di 150 euro di esenzione dai dazi, prevista dalla nuova direttiva, segna una svolta storica. Oltre 4 miliardi di pacchi di basso valore sono arrivati nell'Unione Europea nel solo 2024, triplicando i numeri del 2022. Questa massiccia presenza di articoli economici ha richiesto un rafforzamento dei controlli doganali e nuove regole volte a responsabilizzare direttamente le piattaforme nella gestione del rischio.

Il Digital Services Act (DSA) impone a Temu, Shein e AliExpress obblighi molto rigorosi sul fronte della sicurezza dei prodotti:

  • Verifica dell'identità dei venditori
  • Ritiro celere degli articoli non conformi
  • Trasparenza sulle procedure e sugli algoritmi utilizzati
Le iniziative europee hanno già prodotto le prime pesanti sanzioni finanziarie. Prove di pratiche commerciali scorrette, come sconti ingannevoli o promozioni ambientali non veritiere, hanno portato a multe milionarie anche per Shein in Francia e a misure più stringenti per Temu, classificata VLOP (Very Large Online Platform). L'obiettivo dichiarato è la protezione dei cittadini e del mercato interno da rischi non solo economici, ma anche sanitari, con particolare attenzione alle categorie più vulnerabili come bambini e anziani. L'Unione Nazionale Consumatori e l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno aperto in Italia indagini contro operatori del settore, puntando sulla trasparenza delle informazioni e sull'affidabilità dei prodotti venduti online.

Qualità e sicurezza dei prodotti: cosa si rischia davvero

I rischi associati agli acquisti su queste piattaforme vanno ben oltre la semplice possibilità di ricevere articoli non conformi: si parla di merce non sicura, pericolosa per la salute o addirittura illegale. Secondo i dati Safety Gate, il sistema di allerta rapida europeo, nel 2024 si è raggiunto il record di 4.137 segnalazioni di prodotti pericolosi, con elettronica, cosmetici e giocattoli tra i settori più colpiti.

Nel caso di prodotti elettronici, uno dei pericoli più diffusi è rappresentato dalla mancanza di certificazioni valide come la marcatura CE. Sono stati scoperti alimentatori, caricabatterie e gadget a corrente che, pur riportando il logo CE (talvolta come China Export e non come Conformità Europea), in realtà non rispettano gli standard di sicurezza richiesti dall'UE:

  • Isolamento inadeguato tra le parti in tensione
  • Rischio di surriscaldamento e incendio
  • Componenti privi di protezioni contro corto circuiti
Nei cosmetici, sono stati frequentemente riscontrati livelli di sostanze nocive come ftalati al di sopra dei limiti di legge e, in alcuni casi, l'assenza di etichettatura degli ingredienti obbligatoria per la vendita in Europa. Questo espone i consumatori a rischi di allergie, irritazioni e danni cronici alla salute.

I prodotti contraffatti costituiscono un ulteriore pericolo perché, oltre a violare la normativa sulla proprietà intellettuale, possono essere sequestrati in dogana e generare sanzioni amministrative per l'acquirente.

Anche il rischio di acquistare dispositivi contenenti malware, soprattutto smartphone di marchi sconosciuti o cloni economici, non è affatto teorico. Alcuni acquirenti hanno segnalato la presenza di software dannosi preinstallati, progettati per rubare dati o forzare l'utente a visualizzare pubblicità invasive, mettendo in pericolo la privacy.

La mancanza di trasparenza sulle informazioni tecniche e l'assenza di garanzia reale sono elementi che contribuiscono a rendere questi marketplace potenzialmente insidiosi per chi effettua l'acquisto senza prestare attenzione alle specificità di ogni singolo venditore.

Focus sull'elettronica e cosmetici: i prodotti più pericolosi

Il sistema europeo di allerta ha ripetutamente evidenziato che elettronica e cosmetici restano le categorie più problematiche. Nel comparto dell'elettronica, prodotti come SSD, microSD e alimentatori a basso costo sono spesso al centro di truffe e irregolarità. Si riscontrano differenze tra quanto dichiarato e le reali caratteristiche tecniche. SSD miracolosi da 16TB a 30 euro o microSD da 1TB a pochi euro risultano, nella stragrande maggioranza dei casi, prodotti contraffatti o manipolati. Il firmware interno è spesso alterato per mostrare una capacità inesistente e, appena superato il limite reale, i dati vengono persi o corrotti. Le principali criticità dell'elettronica acquistata sui marketplace asiatici includono:

  • Mancanza di marcatura CE autentica
  • Assenza di manuali in italiano o altre lingue UE
  • Scarso controllo sulla qualità dei materiali e delle saldature
  • Conformità alle norme di isolamento e sicurezza elettrica solo simulata
Per quanto riguarda i cosmetici, in numerosi controlli sono stati rinvenuti ingredienti vietati, eccessi di ftalati, piombo e altre sostanze tossiche. La mancanza di informazioni sull'origine degli ingredienti e la non conformità delle etichette rappresentano ulteriori elementi di rischio.
La tabella seguente riassume le principali categorie a rischio secondo la UE:

Categoria Prodotto

Rischi frequenti

Elettronica (SSD, microSD, alimentatori)

Memorie fake, rischio incendio, mancanza certificazione CE

Cosmetici

Ftalati, piombo, ingredienti vietati, allergeni senza segnalazione

Giocattoli

Piccoli pezzi non conformi, rischio soffocamento, materiali tossici

I controlli sono limitati dall'alto volume di pacchi in ingresso, ma le regole europee includono ora misure per sanzionare le piattaforme che facilitano la vendita di queste tipologie merceologiche senza adeguati controlli.

Esperienze di consumatori italiani: tra convenienza e rischi

Nel dibattito quotidiano, molti utenti condividono opinioni contrastanti frutto di esperienze personali maturate su Temu, Shein o AliExpress. Si riscontra una generale soddisfazione per piccoli acquisti di basso valore, come cover per cellulari, gadget per l'ufficio, piccoli ricambi elettronici, che spesso si rivelano convenienti rispetto ai negozi tradizionali. Ho preso una mini lavatrice per 5 euro e mi è arrivata in 8 giorni, spedizione gratuita: molto meglio di altre piattaforme si legge in alcune testimonianze.

Tuttavia, emergono anche situazioni problematiche. C'è chi segnala la ricezione di prodotti non conformi a quelli pubblicizzati (ad esempio, ricambi elettronici sbagliati o gadget danneggiati). Alcuni acquirenti riportano tempi di consegna molto lunghi, imballaggi poco sicuri e la difficoltà di gestire resi e reclami, soprattutto quando si tratta di articoli da pochi euro:

  • Non mi fido di queste piattaforme, meglio puntare su rivenditori europei
  • Ho ricevuto ricambi a prezzi ottimi, ma una volta acquistato un articolo contraffatto sono stato multato dalla dogana
La percezione di rischi dipende molto dal tipo di prodotto acquistato. Chi punta sul risparmio per oggetti di uso sporadico spesso è disposto a rischiare, mentre chi ha bisogno di dispositivi elettronici sofisticati mostra un atteggiamento più cauto, consapevole delle potenziali conseguenze di prodotti non certificati o contraffatti.


Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...