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Assegno unico figli 2026: come cambia importo in base alle novità Isee. Calcoli ed esempi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Assegno unico figli 2026 come cambia imp

Cambia l'importo dell'assegno unico 2026 per tantissime famiglie con figli e non solo per effetto della rivalutazione annua ma anche per le altre novità approvate in Manovra: quali sono e come incidono sul beneficio

L’Assegno Unico Universale per i figli a carico torna al centro dell’attenzione nel 2026, accompagnato da diverse novità nella normativa ISEE. Il contributo, destinato a tutte le famiglie residenti in Italia con minori, giovani fino a 21 anni (nelle condizioni previste) e figli disabili anche maggiorenni, è stato aggiornato per tenere conto della rivalutazione annuale degli importi sulla base dell’indice d’inflazione e di cambiamenti tecnici nel calcolo dell’ISEE.

La recente Manovra Finanziaria, infatti, introduce misure che possono abbassare sensibilmente il valore dell’indicatore reddituale per molte famiglie: ciò si traduce nella possibilità di accedere a un assegno mensile più elevato o a nuove fasce di beneficio. Tra le modifiche principali: la nuova esclusione di una quota maggiore del valore della prima casa e il potenziamento delle maggiorazioni per i figli. 

Le nuove regole ISEE 2026: esclusione della prima casa e maggiorazioni per i figli

Il calcolo dell’ISEE 2026 è stato profondamente riformato per venire incontro alle esigenze delle famiglie, soprattutto di quelle con più figli e proprietarie della loro abitazione principale. Due sono gli interventi chiave: l’innalzamento della franchigia sulla prima casa e la ridefinizione della scala di equivalenza che valorizza maggiormente la presenza di figli nel nucleo. Questi cambiamenti comportano una riduzione della base imponibile utilizzata ai fini ISEE, portando molti nuclei familiari a beneficiare di un indicatore più conveniente. Ne consegue un accesso agevolato non solo all’Assegno Unico ma anche ad altre prestazioni collegate. 

Le famiglie residenti nei capoluoghi delle principali città metropolitane vedono aumentare ancora di più la quota di valore immobiliare esclusa, riconoscendo così le differenze di mercato delle abitazioni in queste aree. Parallelamente, la nuova scala di equivalenza assegna maggiorazioni già dal secondo figlio (in precedenza dal terzo), incrementando progressivamente per ogni ulteriore figlio e dunque favorendo in maniera significativa i nuclei numerosi.

Come cambia la franchigia sulla prima casa nel calcolo ISEE

L’innovazione più incisiva riguarda la franchigia standard sulla prima casa: dal 2026 non concorrono più al patrimonio immobiliare ai fini dell’ISEE i primi 91.500 euro di valore catastale dell’abitazione principale (contro i 52.500 euro della disciplina precedente).

Per chi vive nei capoluoghi delle città metropolitane la franchigia sale a 200.000 euro, riconoscendo i prezzi mediamente più elevati. Un ulteriore incremento di 2.500 euro viene applicato per ciascun figlio convivente dal secondo in poi, rendendo il calcolo ancora più favorevole ai nuclei numerosi. Questa disposizione riduce il peso della casa di abitazione proprietaria sull'indicatore economico, favorendo in particolare i proprietari di casa con figli.

Nuove maggiorazioni della scala di equivalenza per i figli

La scala di equivalenza, centrale nel calcolo ISEE, viene rivista con coefficiente maggiorato già a partire dal secondo figlio:

  • +0,10 per due figli
  • +0,25 per tre figli
  • +0,40 per quattro figli
  • +0,55 per cinque o più figli
In pratica, più figli significa maggiore "peso" attribuito ai componenti del nucleo, che a parità di patrimonio e reddito, comporta un ISEE più basso e quindi un accesso superiore a prestazioni e benefici. Gli effetti sono tanto più rilevanti quanto più è numerosa la famiglia.

Impatto delle novità ISEE sull'importo dell'assegno unico 2026

L’attualizzazione delle regole sul calcolo dell’ISEE non si limita a una questione tecnica: ha un impatto diretto e consistente sull’assegno erogato ogni mese dall’INPS. La franchigia più ampia per la casa e le nuove maggiorazioni rendono possibile per molte famiglie il passaggio a una fascia ISEE più bassa, traducendosi in un importo mensile maggiore, specialmente per chi possiede un immobile e più figli conviventi.

I dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) e le simulazioni INPS indicano che fino a una famiglia su due potrà vedere aumentato, anche di 15–20 euro a figlio al mese, l’ammontare dell’assegno, mentre altre, pur restando nella stessa fascia, percepiranno comunque un incremento grazie a un ISEE ridotto.

Nuove fasce e soglie ISEE per l’assegno unico 2026

Dal 2026 le fasce ISEE che determinano l’importo dell’assegno unico sono state ridefinite tenendo conto della rivalutazione inflazionistica. Le nuove soglie:

  • Fascia A: fino a 17.468,51 euro (importo massimo per ciascun figlio: 203,8 euro)
  • Fascia B: da 17.468,52 a 46.582,71 euro (importo decrescente in base all’ISEE)
  • Fascia C: oltre 46.582,71 euro (importo minimo: 58,5 euro al mese)
L’ampliamento della fascia A e lo spostamento verso l’alto dei limiti consentono a famiglie che prima si trovavano in scaglioni meno favorevoli di salire di livello, con un beneficio economico immediato.

La rivalutazione annuale degli importi e delle maggiorazioni

L’indice Foi (famiglie operai-impiegati) stabilito dal decreto ministeriale introduce un adeguamento automatico pari all’1,4% rispetto all’anno precedente. Ciò comporta un piccolo aumento generalizzato a tutti i livelli di ISEE, sia sugli importi base che sulle maggiorazioni per particolari situazioni familiari.

Nel dettaglio, i figli con disabilità e le madri under 21 ricevono somme leggermente superiori rispetto al passato, mentre anche le integrazioni per figli successivi al secondo vengono incrementate, premiando particolarmente le famiglie numerose.

Calcoli ed esempi pratici: quanto spetta alle famiglie con e senza aggiornamento ISEE

La combinazione di tutti questi elementi produce scenari molto diversi a seconda della situazione reddituale, patrimoniale e familiare. Alcune simulazioni basate sulle tabelle ufficiali INPS/UPB e sulle disposizioni della Manovra aiutano a chiarire le ricadute pratiche:

  • Famiglia con due figli e ISEE di 16.500 euro: rientra nella prima fascia, percepirà 203,8 euro a figlio per un totale di 407,6 euro al mese.
  • Famiglia con due figli e ISEE di 26.200 euro: scala di equivalenza modificata e franchigia casa aumentata permettono uno spostamento dalla fascia intermedia verso il limite inferiore, con importo mensile di 160,6 euro a figlio (totale: 321,2 euro), superiore rispetto ai 315 euro totali del 2025.
  • Famiglia con tre figli e ISEE di 17.000 euro (dopo aggiornamento): la maggiorazione +0,25 consente l’accesso al massimo importo, generando un beneficio superiore rispetto al passato.
  • Nucleo con due figli in città metropolitana con casa di proprietà (valore catastale 200.000 euro): grazie alla franchigia di 200.000 euro, il patrimonio immobiliare incide solo se supera la soglia. Il valore ISEE può risultare anche inferiore a quello dei nuclei con casa in comuni minori.
  • Famiglia che non aggiorna l’ISEE: dall’1 marzo riceverà l’importo minimo di 58,5 euro a figlio, con una decurtazione sensibile rispetto alle potenzialità benefiche delle nuove regole, recuperabile solo regolarizzando la DSU entro il 30 giugno.
La tabella seguente sintetizza alcuni importi orientativi secondo le nuove fasce:
ISEE Importo/figlio (mensile)
<=17.468,51 € 203,8 €
ca. 21.800 € 182,8 €
ca. 26.200 € 160,6 €
>46.582,71 € 58,5 €

Le famiglie che aggiornano correttamente la DSU hanno la garanzia di veder applicate tutte le maggiorazioni e integrazioni, evitando di perdere anche gli eventuali arretrati spettanti di assegno unico.

Esempi di famiglie e simulazioni INPS/UPB

L’analisi statistica INPS/UPB sottolinea che chi cambia fascia può arrivare fino a 15–20 euro in più al mese per figlio, specialmente nelle situazioni di passaggio dalla fascia intermedia a quella più bassa. Nel dettaglio:

  • Famiglia con due figli, ISEE precedente 23.000 euro, nuovo ISEE 17.000 euro: la riduzione scaturita dalle nuove regole consente un incremento di circa 90 euro mensili per figlio, con oltre 2.000 euro di vantaggi annui.
  • Proprietari di casa: il 72% dei nuclei in questa categoria beneficia di un ISEE ridotto e di importi più alti rispetto ai locatari.
  • Nucleo numeroso (quattro o più figli): grazie alla maggiorazione della scala di equivalenza, la diminuzione dell’ISEE garantisce il diritto a importi più elevati e a molteplici bonus correlati.
  • Famiglia che aggiorna l’ISEE dopo marzo: a seguito della regolarizzazione entro il 30 giugno, INPS ricalcola l’importo e corrisponde gli arretrati retroattivamente da marzo, consentendo il recupero delle somme non percepite.