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Se si fossero investiti 10mila euro l'anno scorso in Borsa, Btp, obbligazioni, oro o criptovalute quanto si guadagnerebbe oggi?

di Marcello Tansini pubblicato il
Btp, obbligazioni, oro o criptovalute

Come sarebbero cambiati 10.000 euro se investiti un anno fa in Borsa, BTP, oro, obbligazioni o criptovalute? Rendimenti, rischi e volatilità dei principali strumenti finanziari.

Decidere dove investire una somma come 10.000 euro rappresenta una questione attuale per molti risparmiatori, desiderosi di mettere a frutto i propri risparmi senza correre rischi eccessivi. Nell'ultimo anno, il panorama degli investimenti è stato caratterizzato da volatilità dei mercati, politiche monetarie variabili e tensioni geopolitiche che hanno inciso sui rendimenti di tutti gli asset principali: azioni, titoli di Stato, oro, obbligazioni e criptovalute.

Analizzare quanto si sarebbe potuto guadagnare investendo in questi strumenti fornisce una panoramica concreta sulle reali opportunità e sui potenziali rischi, aiutando a fare scelte più consapevoli in materia finanziaria.

Come calcolare il rendimento degli investimenti nell'ultimo anno

Per comprendere quanto avrebbe reso un investimento di 10.000 euro nelle principali classi di attivo, si fa riferimento ai dati di chiusura annuali dei mercati e ai tassi effettivi comunicati da emittenti e istituti bancari al termine del periodo analizzato. Sono stati considerati gli incrementi percentuali degli indici di riferimento (ad esempio FTSE MIB, S&P 500, Nikkei 225 per i mercati azionari; prezzi spot dell'oro per le materie prime) e i rendimenti pubblicati per obbligazioni e conti deposito.

Nel calcolo sono stati esclusi i costi di intermediazione e la fiscalità, per concentrare l'attenzione sulla crescita lorda del capitale. Sono incluse simulazioni di rendimento per diverse aree geografiche e strumenti, allo scopo di confrontare le opportunità offerte nelle diverse soluzioni di investimento, considerando sia la crescita del valore sia l'andamento della volatilità e dei rischi associati.

Borsa: rendimento di 10.000 euro su FTSE MIB, S&P 500, Nikkei e principali indici europei

L'annata appena trascorsa si è rivelata positiva per le borse internazionali nonostante alcune fasi di incertezza legate alle politiche monetarie e a instabilità geopolitiche. Ecco una sintesi dei risultati sui principali indici:

Indice

Variazione % annua

Capitale finale stimato (10.000 euro)

FTSE MIB (Italia)

+7,5%

10.750

S&P 500 (USA)

+12,2%

11.220

Nikkei 225 (Giappone)

+16,0%

11.600

Euro Stoxx 50

+8,8%

10.880

La Borsa italiana, rappresentata dal FTSE MIB, ha registrato una crescita solida nonostante un avvio d'anno prudente e alcune oscillazioni dovute al panorama politico internazionale. L'indice USA ha sovraperformato grazie al settore tecnologico e alla resilienza dei consumi. Il Nikkei ha beneficiato di politiche monetarie ultra-espansive e dalla ripresa dell'export giapponese, risultando uno dei migliori indici tra le economie avanzate. L'indice paneuropeo Euro Stoxx 50 ha risentito solo marginalmente delle tensioni sui tassi, grazie al traino di alcuni comparti industriali e della finanza.

Nella pratica, un investimento di 10.000 euro all'inizio del periodo, senza ulteriori apporti o prelievi, avrebbe generato un guadagno lordo tra i 750 e i 1.600 euro secondo il mercato selezionato, con una volatilità superiore rispetto ad altri strumenti, ma anche maggiori opportunità di rendimento.

BTP e titoli di Stato italiani: quanto avrebbe reso l'investimento

L'attrattività di BTP e titoli di Stato si è rafforzata nel corso dell'ultima annata, complice la prudente politica monetaria della BCE e la ricerca di rendimento da parte dei risparmiatori. I dati rilevati indicano:

  • BTP a 10 anni: rendimento medio annuo lordo intorno al 3,5%;
  • BTP Valore e nuovi prodotti retail: tra 2,85% e 3,7% (prima e seconda fase);
  • BTP Futura, BTP Green e BTP Italia: con tasso reale variabile fra 1,8% (indicizzazione inflazione) e 4,0% (lunghe scadenze).
Per una simulazione su 10.000 euro investiti in un BTP decennale al tasso medio di mercato, il capitale finale al netto delle imposte agevolate si avvicina a 10.300 euro. In prodotti più recenti con cedole crescenti o indicizzate si potrebbero conseguire risultati simili o lievemente superiori, soprattutto per chi ha mantenuto la posizione fino a scadenza evitando così la volatilità dei prezzi sul mercato secondario.

Oltre al rendimento, è rilevante segnalare alcuni vantaggi accessori dei titoli di Stato: esclusione fino a 50.000 euro dal calcolo ISEE (ai sensi della normativa vigente) e accesso agevolato a bonus sociali e famigliari. La liquidità elevata consente di rivendere in qualsiasi momento, anche se la sicurezza della garanzia pubblica viene bilanciata dal rischio di fluttuazione in caso di variazioni dei tassi di interesse o necessità di vendere prima della scadenza.

Oro: performance e volatilità dell'investimento in un anno specifico

L'oro, storicamente considerato bene rifugio, ha visto oscillazioni di prezzo accentuate anche nell'ultimo anno, influenzato da dinamiche inflattive e di politica monetaria internazionale. Il prezzo spot, che a inizio anno si aggirava intorno agli 89 euro al grammo, ha toccato punte fino a 95 euro nelle fasi di maggiore tensione internazionale, per poi stabilizzarsi:

  • +7% la rivalutazione annua stimata in base ai principali dati di mercato.
  • 10.000 euro sarebbero diventati circa 10.700 euro a fine periodo, al lordo di eventuali costi di custodia e imposte.
Tra gli svantaggi dell'oro, l'assenza di cedole o dividendi ricorrenti e le spese di conservazione (per oro fisico) o commissioni di gestione (per ETF o certificati). L'investimento continua a offrire una funzione di protezione in periodi di crisi, ma la volatilità può sorprendere: in alcuni periodi il metallo prezioso ha sperimentato variazioni anche superiori al 10% in pochi mesi.

Obbligazioni e conti deposito: rendimenti comparati su 12 mesi

Il settore obbligazionario, grazie al lento rientro delle politiche restrittive delle banche centrali, è tornato a proporre rendimenti più interessanti:

  • Obbligazioni corporate investment grade: rendimento medio tra 3% e 4%;
  • Obbligazioni governative area euro: 2-3% annuo lordo;
  • Conti deposito vincolati: 2,8%-3,25% lordo, con guadagno netto stimato fra 200 e 243 euro ogni 10.000 euro a 12 mesi.
Strumento

Rendimento % netto stimato

Capitale finale stimato (10.000 euro)

Obbligazioni corporate

3,3%

10.330

Conti deposito vincolati

2,4%

10.240

La scelta obbligazionaria resta adatta a chi ricerca stabilità e pagamenti periodici. Nei conti deposito prevale l'aspetto della sicurezza dei capitali, oltre alla tutela fino a 100.000 euro per istituto aderente al Fondo Interbancario. Si ricorda tuttavia che il potere d'acquisto può risultare eroso dall'inflazione se i tassi rimangono bassi, specialmente sui prodotti bancari meno remunerativi.

Criptovalute: quanto avrebbero reso Bitcoin, Ethereum e le principali crypto nel periodo analizzato

Bitcoin, Ethereum e le altre monete digitali hanno mostrato prestazioni estremamente volatili. Il Bitcoin, ad esempio, ha oscillato tra fasi di forte rialzo e schiaccianti correzioni, passando da un minimo in area 33.000 dollari a un massimo superiore a 47.000 dollari nell'arco di 12 mesi:

  • Bitcoin: +18% circa nell'anno, con un investimento di 10.000 euro che sarebbe arrivato a 11.800 euro.
  • Ethereum: +10%, per un valore finale attorno a 11.000 euro.
  • Altre crypto (solana, cardano...): performance molto differenziate, molte tra -20% e +35%, con elevatissimo rischio di perdita.
Queste opportunità potrebbero attrarre gli investitori con più propensione al rischio, ma vanno sottolineati elementi cruciali di instabilità: la regolamentazione incerta, violente oscillazioni giornaliere, rischio di hackeraggio delle piattaforme e repentini cambi di scenario. In diversi casi si sono registrate forti perdite anche nello stesso periodo, a conferma della necessità di moderazione e competente gestione nelle strategie crypto.

Analisi comparativa: rischi, volatilità e bilanciamento del portafoglio

L'analisi comparativa evidenzia come ogni asset presenti caratteristiche di rischio e rendimento differenti:

  • Le azioni garantiscono potenziali ritorni superiori ma con elevata volatilità;
  • Titoli di Stato e obbligazioni danno maggior stabilità ma rendimenti inferiori;
  • L'oro protegge contro inflazione e crisi, pur senza generare redditi periodici;
  • Le valute digitali possono generare extra profitti o pesanti perdite in brevissimo tempo.
Un portafoglio bilanciato, che combina queste componenti, consente di mitigare il rischio complessivo e valorizzare le diverse dinamiche di ciascun strumento. Gli esperti suggeriscono la diversificazione come chiave per mantenere la stabilità anche in fasi di mercato instabili, riducendo l'esposizione a una singola asset class.


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