Quali sono le variazioni dell'Assegno Unico Figli spiegare dalla nuova circolare INPS 2026: cambiamenti, obblighi di comunicazione per famiglie e tutte le modifiche su importi e pagamenti
L’Assegno Unico Universale rappresenta dal 2022 un sostegno economico indispensabile per le famiglie con figli a carico, con importi proporzionati in base all’indicatore ISEE. La gestione automatizzata della misura si perfeziona nel 2026 attraverso importanti novità introdotte con la circolare INPS n. 7 del 30 gennaio, recependo l’adeguamento ISTAT dell’1,4% per contrastare l’inflazione.
La nuova circolare ufficializza che chi già beneficia della prestazione non è chiamato a ripetere la domanda per il mantenimento del sostegno: l’istituto, infatti, garantisce la continuità senza alcun adempimento ulteriore per il nucleo familiare, salvo situazioni di decadenza o revoca.
A partire da marzo, gli importi mensili saranno rivalutati del 1,4% per riflettere la variazione del costo della vita rilevata nell’anno precedente. Le famiglie, pertanto, dal mese di marzo riceveranno la somma aggiornata senza necessità di ulteriori adempimenti, estendendo così il principio di protezione sociale su base automatica. La stessa circolare precisa che resta comunque obbligatorio aggiornare l’ISEE affinché il calcolo sia aderente alla situazione economica effettiva: senza un’attestazione valida, si riceverà soltanto l’importo minimo previsto dalla legge.
Il 2026 introduce un ulteriore passo avanti nella gestione dell’Assegno Unico Universale, affermando un sistema semplice, ma rigoroso nel richiedere trasparenza sulle variazioni che incidono sul diritto o sull’ammontare del beneficio. L’obbligo di comunicare tempestivamente ogni cambiamento nella composizione o nella situazione reddituale del nucleo familiare resta centrale per garantire correttezza, affidabilità e continuità della prestazione.
Ecco alcune circostanze che devono essere segnalate senza ritardo all’INPS:
Per mantenere l’adeguatezza dell’assegno rispetto alle nuove condizioni, è fondamentale aggiornare l’ISEE ogni anno. Il nuovo calcolo dell’indicatore, la cui importanza è stata ribadita dalle recenti disposizioni normative, consente all’INPS di attribuire la corretta fascia di importo. In assenza di DSU aggiornata entro il 30 giugno 2026, i versamenti da marzo saranno ridotti al minimo legale, con possibilità di ottenere arretrati soltanto se la nuova dichiarazione viene prodotta entro questa scadenza.
Inoltre, è bene sottolineare che la mancata o tardiva comunicazione delle variazioni, può dar luogo a indebiti pagamenti, ricorsi a restituzioni e, nei casi più complessi, sospensione dell’erogazione per tutelare la gestione pubblica delle risorse. In quest’ottica, la responsabilità del cittadino si fonde con il principio di trasparenza, a garanzia del buon funzionamento dell’istituto.
Un esempio concreto: se la famiglia accoglie un nuovo nato, la variazione andrà comunicata online entro 120 giorni, così da evitare ritardi nella maggiorazione spettante. Analogamente, il decesso di un componente, cambi di residenza o affido temporaneo devono essere tempestivamente inseriti nella domanda già presentata. Il sistema informativo INPS, rinforzato dalla collaborazione con altre banche dati pubbliche, assicura una verifica incrociata delle modifiche dichiarate, consolidando così la sicurezza e l’affidabilità del servizio.
Dal 2026, la struttura dell’Assegno Unico Universale riflette gli ultimi interventi normativi, caratterizzati da rivalutazione ISTAT (+1,4%), nuovi importi, fasce ISEE aggiornate e criteri più vantaggiosi per molte famiglie. Gli importi base mensili oscillano fra 58,3 euro (ISEE oltre 46.582,71 euro) e 203,8 euro (ISEE fino a 17.468,51 euro), con valori intermedi in base alle fasce reddituali elaborate annualmente.
Le tempistiche per il pagamento risultano consolidate e prevedono:
Le maggiorazioni aggiuntive ammesse dalla normativa includono:
| Fascia ISEE | Importo Mensile per Figlio |
| Fino a 17.468,51 € | 203,8 € |
| Da 17.468,52 € a 46.582,71 € | Importo decrescente |
| Oltre 46.582,71 € | 58,3 € |
Le famiglie che presentano il nuovo ISEE entro il 30 giugno otterranno arretrati per le eventuali somme spettanti e non percepite in misura piena da marzo. Il sistema automatizzato, tuttavia, manterrà operativo il diritto alla quota minima per chi omette la DSU aggiornata, garantendo comunque la continuità del supporto. Infine, si ricorda che eventuali modifiche non comunicate tempestivamente possono generare indebiti o la sospensione della prestazione.