Nel 2026 i Sindaci e gli amministratori dei Comuni del Trentino-Alto Adige vedranno aumenti stipendiali legati alla riforma degli enti locali: dettagli sugli importi, confronti con il passato e motivazioni tra inflazione e nuove responsabilitŕ.
Le amministrazioni comunali di Trentino e Alto Adige si preparano a una svolta significativa: dal 2026, l’assetto delle retribuzioni per sindaci e consiglieri comunali cambierà in modo sostanziale. Questo adeguamento arriva a seguito di una serie di riforme normative e di richieste emerse negli ultimi anni, mirate a riconoscere con maggiore coerenza l’impegno richiesto agli amministratori locali. L’introduzione di un’indennità mensile e l’aumento delle percentuali stipendiali rappresentano il punto di arrivo di un percorso legislativo e amministrativo che unisce esigenze di riconoscimento professionale, necessità organizzative e volontà di incentivare il lavoro pubblico a livello locale. La scelta di adottare nuove forme di retribuzione non nasce solo dalla volontà di aggiornare importi e indennità ma risponde a un quadro più ampio di potenziamento e modernizzazione della Pubblica Amministrazione nel territorio trentino-altoatesino.
Il nuovo impianto normativo per gli enti locali prevede una serie di interventi mirati su più livelli amministrativi. Il superamento dei gettoni di presenza per i consiglieri comunali e l’adozione di indennità forfettarie mensili segnano un cambiamento organizzativo e gestionale nella macchina comunale. Secondo quanto introdotto dalla recente riforma del Codice degli enti locali, i consigli comunali del Trentino Alto Adige vedranno una ridefinizione delle indennità non solo per i membri dell’assemblea cittadina, ma anche per gli assessori e per le figure apicali come sindaci e presidenti del consiglio comunale.
L’altro grande elemento di trasformazione è rappresentato dall’ampliamento delle Giunte comunali: nei comuni di maggiori dimensioni, il numero massimo di assessori verrà incrementato di una unità. Ad esempio, per la città di Bolzano si passa da sette a otto assessori, mentre a Merano la soglia viene portata a sette. Queste mosse sono motivate dalla volontà di garantire una distribuzione più efficiente delle deleghe, anche nei centri con popolazione limitata, oltre a favorire un maggior coinvolgimento dell’assemblea amministrativa nelle attività governative.
Il percorso normativo che ha portato a queste novità si collega direttamente alle esigenze emerse da parte del Consiglio delle Autonomie e dagli enti locali stessi, che hanno evidenziato la necessità di una maggiore stabilità e trasparenza nei compensi e nella distribuzione delle responsabilità politiche e tecniche all’interno degli organismi comunali.
L’assetto retributivo aggiornato per gli amministratori locali prevede una differenziazione delle percentuali di aumento sulla base della popolazione residente nel comune di appartenenza. Per i sindaci e gli assessori dei centri minori, l’incremento delle indennità potrà arrivare fino al 20% rispetto alle basi precedenti, mentre nei capoluoghi e nei comuni più grandi la variazione si attesterà su percentuali inferiori, attorno al 2,25%.
Per una visione d’insieme, si riporta di seguito una tabella riassuntiva delle nuove indennità lorde mensili previste per i consiglieri comunali di alcuni centri principali e per i sindaci:
| Ruolo | Comune | Indennità precedente | Indennità 2026 | Incremento % |
| Consigliere comunale | Bolzano | Gettoni variabili (ca. 132€/seduta) | 1.200€/mese | + circa 200€ mensili (variazione da importo variabile a fisso) |
| Sindaco | Bronzolo | 4.453€/mese | 5.121€/mese | +15% |
| Sindaco | Bolzano | 13.326€/mese | 13.612€/mese | +2,25% |
L’introduzione dell’indennità fissa, in particolare il forfait di 1.200 euro mensili per i consiglieri comunali di Bolzano e probabilmente anche di Trento, rappresenta una razionalizzazione e semplificazione del sistema dei compensi. La nuova modalità prevede anche decurtazioni in caso di assenze, nella misura di 100 euro per seduta del consiglio saltata e di 50 euro per commissione non frequentata, sostituendo integralmente la precedente logica dei gettoni di presenza.
Le percentuali di aumento risultano graduate in relazione diretta con la dimensione dei comuni, secondo questa ripartizione:
Numerosi fattori motivano la ridefinizione delle indennità. In primo luogo, l’erosione del potere d’acquisto derivante dall’inflazione degli ultimi anni ha spinto le amministrazioni regionali a introdurre interventi di adeguamento retributivo, visti gli aumenti del costo della vita che hanno colpito in particolar modo i territori alpini. Come evidenziato anche dal presidente della Provincia Autonoma, si tratta di un recupero solo parziale rispetto all’effettiva perdita accumulata.
Un ulteriore elemento determinante risiede nell’equiparazione e nell’armonizzazione con le altre realtà amministrative. Alcune cifre riportate dal Ministero della Pubblica Amministrazione dimostrano come, fino a oggi, i dipendenti e i funzionari degli enti locali abbiano subito un divario retributivo rispetto ai colleghi delle amministrazioni centrali o regionali, portando spesso, specie tra i funzionari più esperti, verso una “fuga” dai comuni meno remunerati.
L’aumento delle indennità si inquadra quindi non soltanto come una risposta all’inflazione, ma anche come una strategia di attrazione e conservazione delle competenze nella Pubblica Amministrazione locale. La capacità di trattenere amministratori qualificati e di evitare la dispersione delle professionalità verso ambiti più remunerativi è vista come condizione necessaria per garantire la qualità dei servizi e la continuità dell’azione amministrativa nel contesto trentino e altoatesino.
L’esigenza di dotare i Comuni di strumenti economici e normativi adeguati è stata ribadita anche dalle associazioni degli enti locali, che hanno contribuito attivamente ai tavoli di confronto su questi temi, sottolineando l’importanza della valorizzazione del lavoro pubblico.
Il raffronto tra la situazione attuale e la nuova struttura retributiva offre un quadro eterogeneo, con aumenti più rilevanti nei piccoli comuni rispetto ai grandi centri. L’analisi delle percentuali e degli importi evidenzia come le amministrazioni comunali con popolazione inferiore a 2.000 abitanti si troveranno a gestire incrementi quasi doppi rispetto ai colleghi dei comuni sopra i 50.000 abitanti.
| Fascia demografica | Aumento % |
| fino a 500 abitanti | 20% |
| fino a 2.000 | 18,75% |
| fino a 3.000 | 15% |
| fino a 5.000 | 12% |
| fino a 10.000 | 15% |
| fino a 15.000 | 5,25% |
| fino a 30.000 | 3,75% |
| oltre 50.000 | 2,25% |
L’indennità mensile per i consiglieri comunali di Bolzano (e prossimamente di Trento) passa da una somma variabile, in funzione dei gettoni percepiti e delle presenze in consiglio, a un importo fisso che garantisce maggiore prevedibilità e stabilità. Nelle grandi città, l’incremento in valore assoluto è più contenuto, ma mantiene una proporzione con la responsabilità e il numero di abitanti amministrati.
Per i sindaci e gli assessori, tale variazione rappresenta il saldo tra esigenze di riconoscimento e compatibilità di bilancio, con l’obiettivo di assicurare una gestione capace di rispondere a esigenze di trasparenza, responsabilità e competitività, soprattutto nelle fasce di popolazione più bassa, dove tradizionalmente il compenso risultava meno attrattivo.
L’ampliamento delle Giunte comunali di una unità nei principali centri introduce ricadute organizzative notevoli. In città come Bolzano e Merano, l’incremento numerico consente una più ampia distribuzione delle deleghe e una maggiore incisività amministrativa. La stabilizzazione della possibilità di un assessore aggiuntivo, accompagnata dall’erogazione dell’indennità piena per il nuovo componente, aiuta soprattutto i comuni con poche risorse umane ad affrontare in modo più efficiente le numerose sfide amministrative.
Queste novità si acompagnano al potenziamento degli strumenti di controllo e di trasparenza, contribuendo a rafforzare il presidio della legalità e dell’efficacia nell’azione amministrativa.
Nei centri minori, il maggiore numero di componenti in Giunta va a compensare le difficoltà, più volte segnalate dalle amministrazioni locali, nel reperire figure con adeguate disponibilità e competenze. Si mira quindi ad alleggerire il carico delle responsabilità e a migliorare la capacità di programmazione, facendo affidamento su un team amministrativo più ampio.