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Auto diesel e blocco nel 2027, le auto coinvolte e in quali regioni e città: facciamo chiarezza

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Il 2027 segnerà un punto di svolta per le auto diesel, con nuovi blocchi in diverse regioni e città. Analisi delle regole, veicoli coinvolti, aree interessate, deroghe e impatti per automobilisti.

Negli ultimi mesi molte notizie hanno generato preoccupazione presso tantissimi proprietari di auto a gasolio, lasciando intendere che dal 2027 sia previsto uno stop generalizzato in tutta Italia alle vetture diesel. Tuttavia, la realtà è meno estesa di quanto spesso si lasci intendere da titoli allarmistici: le nuove restrizioni non interesseranno l'intero territorio nazionale, ma solo quattro regioni del Nord e solo in specifici contesti urbani. Il divieto alla circolazione per le auto diesel mnasce per allineare l'Italia alle direttive europee sulla qualità dell'aria, ma il quadro effettivo è più circoscritto. Non esiste una misura unica nazionale, bensì una normativa precisa che riguarda alcune aree delle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, e soltanto nei comuni più popolosi. L'obiettivo prioritario resta la riduzione dell'inquinamento atmosferico, ma è opportuno distinguere ambiti effettivamente coinvolti da chi invece non subirà cambiamenti dal 2027.

Cosa prevede il blocco diesel 2027: le nuove regole e le auto

La limitazione approvata riguarda in modo specifico le vetture con omologazione Euro 5 alimentate a gasolio, modelli commercializzati indicativamente tra il 1° settembre 2009 e il 31 agosto 2015. Il blocco non coinvolge quindi tutte le auto diesel, ma solo quelle appartenenti a questa fascia ambientale e soltanto all'interno delle aree urbane con oltre 100.000 residenti nelle regioni indicate. Le nuove regole, definite da un emendamento al decreto Infrastrutture approvato dal Parlamento, stabiliscono:

  • Entrata in vigore dal 1° ottobre 2026, salvo eventuali deroghe o ulteriori aggiornamenti regionali.
  • Applicazione prioritariamente nei grandi centri urbani di Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna.
  • Il blocco riguarda vetture a uso privato diesel Euro 5, veicoli per trasporto persone e merci di pari categoria e poi, dal 2027, mezzi pesanti e autobus delle stesse classi.
  • Le regioni potranno pianificare alternative equivalenti al blocco se ritenute idonee per la tutela della qualità dell'aria.
La normativa permette flessibilità agli enti locali: ogni regione e comune può organizzare il proprio calendario dei divieti e prevedere ulteriori sanzioni, controlli, oltre che possibili estensioni temporali o stagionali.

È importante sottolineare che il divieto non riguarda né le regioni del Centro-Sud né i piccoli comuni. L'intento è colpire le zone dove l'inquinamento da traffico è più elevato, senza penalizzare chi abita in aree a bassa intensità di circolazione. Le vetture Euro 5 diesel sono tuttora molto diffuse nel Nord Italia (si stimano oltre 1,3 milioni solo tra Lombardia e Veneto), rendendo assai significativo l'impatto potenziale del provvedimento.

Le regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna

Il provvedimento si applica esclusivamente nelle regioni in cui l'Unione Europea ha richiesto un maggiore impegno per la riduzione delle polveri sottili e degli ossidi di azoto, ovvero Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna. L'esclusione delle altre aree italiane è stata voluta per concentrare l'azione nelle zone effettivamente critiche, caratterizzate da reiterate infrazioni riguardo i limiti di qualità dell'aria. :La visione d'insieme della situazione regionale è la seguente:

  • Lombardia: Regione con le misure più strutturate: stop permanente nei giorni feriali (escluse domeniche e festivi), dalle 7:30 alle 19:30, nei comuni sopra 100.000 abitanti. Milano mantiene regolamenti ancora più severi per ingressi in Area B e Area C.
  • Piemonte: Il divieto è stagionale (1 ottobre, 15 aprile dell'anno successivo), applicato nei comuni sopra i 100.000 abitanti (Torino, Novara, ecc.); periodo limitato ai mesi invernali per massimizzare la riduzione delle emissioni quando l'inquinamento raggiunge i picchi stagionali.
  • Veneto: Il divieto partirà da ottobre 2026 nei comuni con oltre 100.000 residenti, soprattutto nelle province di Verona, Padova, Venezia. In caso di allerta smog, le limitazioni si estendono con orari più severi e possono coinvolgere temporaneamente anche veicoli commerciali.
  • Emilia-Romagna: Divieto permanente nei grandi comuni (Bologna, Modena, Parma, ecc.), esteso alle stesse fasce orarie diurna 8:30–18:30, giorni feriali; possibilità di inclusione volontaria per centri urbani minori.
Non sono previste misure nazionali uniformi, quindi ogni area è soggetta a regolamentazioni locali derivanti dall'indice di inquinamento e dalla densità della popolazione. Nessuna regione a sud del Po è inclusa nel provvedimento 2027.

Comuni coinvolti: le principali città e l'area di applicazione

Il blocco sul diesel Euro 5 coinvolge esclusivamente comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti. Si tratta di un requisito essenziale, risultato di una modifica al precedente piano che avrebbe incluso anche i centri sopra i 30.000 abitanti. Le principali città coinvolte sono:

  • Milano e hinterland (Regione Lombardia)
  • Torino e Novara (Regione Piemonte)
  • Bologna, Modena, Parma, Ravenna, Rimini, Reggio Emilia, Piacenza, Forlì (Regione Emilia-Romagna)
  • Verona, Padova, Venezia (Regione Veneto)
Le aree di applicazione saranno prevalentemente costituite dai centri storici, le zone ZTL (Zone a Traffico Limitato) e, in alcuni casi, zone estese in base alla presenza di aree particolarmente soggette a superamenti dei limiti di qualità dell'aria. Sono escluse le zone rurali e l'intero Mezzogiorno.

Non tutte le città in queste regioni saranno coinvolte: il vincolo numerico restringe il provvedimento alle sole metropoli e capoluoghi maggiori. Alcuni comuni di dimensioni minori potranno decidere, su base volontaria, di aderire.

Calendario e dettagli dei divieti: date, orari e categorie

L'avvio del blocco è fissato per il 1° ottobre 2026. Da questa data, ogni regione e città può definire tempistiche e modalità di attuazione del divieto:

Regione

Decorrenza

Orari

Comuni

Lombardia

1 ottobre 2026

7:30, 19:30 (feriali)

Milano, Brescia, Bergamo, Monza...

Piemonte

1 ottobre 2026–15 aprile 2027 (e ogni inverno)

8:30, 18:30 (feriali)

Torino, Novara

Veneto

Ottobre–Aprile (dal 2026)

8:00, 18:00 (solo allerta smog)

Verona, Padova, Venezia

Emilia-Romagna

1 ottobre 2026

8:30, 18:30 (feriali)

Bologna, Modena, Reggio Emilia...

Sono previste fasce orarie giornaliere, con l'esclusione delle domeniche e dei festivi. La classificazione dei veicoli segue le categorie M1 (autovetture per il trasporto persone), N1-N2 (merci), N3 e M3 (pesanti e autobus), con periodi differenziati:

  • 2026: Autovetture M1, trasporto persone M2, merci N1-N2.
  • 2027: Veicoli pesanti e autobus N3, M3.
Le regioni potranno disporre deroghe temporanee o introdurre misure straordinarie, mentre i controlli verranno effettuati tramite telecamere, sistemi di lettura targhe e verifiche su strada.

Deroghe, esenzioni e alternative al blocco diesel

L'attuale assetto normativo lascia spazio a numerose eccezioni per categorie ritenute meritevoli di tutela o per specifiche situazioni di bisogno sociale e lavorativo. Le principali deroghe ed esenzioni includono:

  • Veicoli delle forze dell'ordine, servizi sanitari e di emergenza, trasporto disabili
  • Veicoli storici con CRS (Certificato di Rilevanza Storica) iscritti ASI
  • Alcune regioni prevedono esenzione per lavoratori turnisti e persone con ISEE inferiore a 14.000 euro
  • Veicoli adibiti a soccorso, servizi pubblici e car pooling
  • Sistemi come MoVe-In (Monitoraggio Veicoli Inquinanti) che consentono la circolazione entro un limite di chilometri annui in cambio dell'installazione di una scatola nera
Ulteriori soluzioni alternative sono suggerite per chi subisce lo stop: sostituzione del veicolo con auto a emissioni più basse (Euro 6, ibride o elettriche), noleggio a lungo termine, incentivi o rottamazioni locali e ricorso a mezzi pubblici o mobilità condivisa.

Le sanzioni per il mancato rispetto dei divieti variano da 168 a 679 euro, e in caso di recidiva può essere prevista la sospensione della patente dai 15 ai 30 giorni (art. 7 comma 13-bis Codice della Strada).

Quanti veicoli sono coinvolti e cosa fare se sei interessato

Le ultime rilevazioni indicano che un numero consistente di veicoli sarà interessato dalle nuove regole, con effetti sulle abitudini di mobilità di migliaia di famiglie e lavoratori:

Regione

Numero stimato di vetture diesel Euro 5

Lombardia

484.000

Veneto

340.000

Piemonte

236.000

Emilia-Romagna

270.000

L'impatto maggiore sarà sulle grandi città come Milano, Torino, Bologna e Verona, dove la quota di auto Euro 5 resta significativa rispetto al totale circolante. Chi possiede un veicolo coinvolto dovrà:

  • Verificare con il libretto di circolazione se la propria auto rientra tra quelle bloccate (controllando la classe ambientale «Euro»)
  • Consultare regolamenti locali e siti istituzionali per aggiornamenti su calendario e eventuali deroghe
  • Valutare la possibilità di usufruire del servizio MoVe-In o delle esenzioni dove previste
  • Pianificare per tempo una sostituzione del veicolo o un cambio delle proprie abitudini di mobilità
L'età media delle auto in Italia (circa 13 anni) rende la popolazione a rischio di blocchi più elevata rispetto ad altri Paesi europei, il che richiede una pianificazione attenta nei prossimi mesi.




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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...