Il 2027 segnerà un punto di svolta per le auto diesel, con nuovi blocchi in diverse regioni e città. Analisi delle regole, veicoli coinvolti, aree interessate, deroghe e impatti per automobilisti.
Negli ultimi mesi molte notizie hanno generato preoccupazione presso tantissimi proprietari di auto a gasolio, lasciando intendere che dal 2027 sia previsto uno stop generalizzato in tutta Italia alle vetture diesel. Tuttavia, la realtà è meno estesa di quanto spesso si lasci intendere da titoli allarmistici: le nuove restrizioni non interesseranno l'intero territorio nazionale, ma solo quattro regioni del Nord e solo in specifici contesti urbani. Il divieto alla circolazione per le auto diesel mnasce per allineare l'Italia alle direttive europee sulla qualità dell'aria, ma il quadro effettivo è più circoscritto. Non esiste una misura unica nazionale, bensì una normativa precisa che riguarda alcune aree delle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, e soltanto nei comuni più popolosi. L'obiettivo prioritario resta la riduzione dell'inquinamento atmosferico, ma è opportuno distinguere ambiti effettivamente coinvolti da chi invece non subirà cambiamenti dal 2027.
La limitazione approvata riguarda in modo specifico le vetture con omologazione Euro 5 alimentate a gasolio, modelli commercializzati indicativamente tra il 1° settembre 2009 e il 31 agosto 2015. Il blocco non coinvolge quindi tutte le auto diesel, ma solo quelle appartenenti a questa fascia ambientale e soltanto all'interno delle aree urbane con oltre 100.000 residenti nelle regioni indicate. Le nuove regole, definite da un emendamento al decreto Infrastrutture approvato dal Parlamento, stabiliscono:
È importante sottolineare che il divieto non riguarda né le regioni del Centro-Sud né i piccoli comuni. L'intento è colpire le zone dove l'inquinamento da traffico è più elevato, senza penalizzare chi abita in aree a bassa intensità di circolazione. Le vetture Euro 5 diesel sono tuttora molto diffuse nel Nord Italia (si stimano oltre 1,3 milioni solo tra Lombardia e Veneto), rendendo assai significativo l'impatto potenziale del provvedimento.
Il provvedimento si applica esclusivamente nelle regioni in cui l'Unione Europea ha richiesto un maggiore impegno per la riduzione delle polveri sottili e degli ossidi di azoto, ovvero Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna. L'esclusione delle altre aree italiane è stata voluta per concentrare l'azione nelle zone effettivamente critiche, caratterizzate da reiterate infrazioni riguardo i limiti di qualità dell'aria. :La visione d'insieme della situazione regionale è la seguente:
Il blocco sul diesel Euro 5 coinvolge esclusivamente comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti. Si tratta di un requisito essenziale, risultato di una modifica al precedente piano che avrebbe incluso anche i centri sopra i 30.000 abitanti. Le principali città coinvolte sono:
Non tutte le città in queste regioni saranno coinvolte: il vincolo numerico restringe il provvedimento alle sole metropoli e capoluoghi maggiori. Alcuni comuni di dimensioni minori potranno decidere, su base volontaria, di aderire.
L'avvio del blocco è fissato per il 1° ottobre 2026. Da questa data, ogni regione e città può definire tempistiche e modalità di attuazione del divieto:
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Regione |
Decorrenza |
Orari |
Comuni |
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Lombardia |
1 ottobre 2026 |
7:30, 19:30 (feriali) |
Milano, Brescia, Bergamo, Monza... |
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Piemonte |
1 ottobre 2026–15 aprile 2027 (e ogni inverno) |
8:30, 18:30 (feriali) |
Torino, Novara |
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Veneto |
Ottobre–Aprile (dal 2026) |
8:00, 18:00 (solo allerta smog) |
Verona, Padova, Venezia |
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Emilia-Romagna |
1 ottobre 2026 |
8:30, 18:30 (feriali) |
Bologna, Modena, Reggio Emilia... |
Sono previste fasce orarie giornaliere, con l'esclusione delle domeniche e dei festivi. La classificazione dei veicoli segue le categorie M1 (autovetture per il trasporto persone), N1-N2 (merci), N3 e M3 (pesanti e autobus), con periodi differenziati:
L'attuale assetto normativo lascia spazio a numerose eccezioni per categorie ritenute meritevoli di tutela o per specifiche situazioni di bisogno sociale e lavorativo. Le principali deroghe ed esenzioni includono:
Le sanzioni per il mancato rispetto dei divieti variano da 168 a 679 euro, e in caso di recidiva può essere prevista la sospensione della patente dai 15 ai 30 giorni (art. 7 comma 13-bis Codice della Strada).
Le ultime rilevazioni indicano che un numero consistente di veicoli sarà interessato dalle nuove regole, con effetti sulle abitudini di mobilità di migliaia di famiglie e lavoratori:
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Regione |
Numero stimato di vetture diesel Euro 5 |
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Lombardia |
484.000 |
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Veneto |
340.000 |
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Piemonte |
236.000 |
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Emilia-Romagna |
270.000 |
L'impatto maggiore sarà sulle grandi città come Milano, Torino, Bologna e Verona, dove la quota di auto Euro 5 resta significativa rispetto al totale circolante. Chi possiede un veicolo coinvolto dovrà:
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...