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Autovelox, maggiore privacy e tassi di affidabilità: le 2 novità del Decreto Omologazione passate sotto traccia

di Alberto Pelletti pubblicato il

Il nuovo Decreto Omologazione introduce regole più precise su autovelox, tutela la privacy degli utenti e migliora i criteri di affidabilità degli strumenti, segnando una svolta.

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Un cambiamento profondo regola ora gli strumenti per il controllo della velocità sulle strade. L'emanazione del nuovo decreto ministeriale ha l'obiettivo di portare ordine e trasparenza nel settore degli autovelox, rispondendo ad anni di contenzioso alimentato dall'incertezza normativa e da sentenze della magistratura che hanno evidenziato carenze procedurali. In particolare, il provvedimento è stato predisposto per definire criteri tecnici chiari e unificati in tutta Italia, mirando tanto a rafforzare la safety road quanto a offrire solide basi giuridiche alle sanzioni elevate. La necessità di tale intervento nasce dall'accertata distanza tra la teoria della norma e la sua reale applicazione, sia per quanto riguarda l'affidabilità delle rilevazioni, sia in materia di garanzie per i cittadini destinatari delle sanzioni.

Questo scenario, segnato da interpretazioni difformi e continue contestazioni sui verbali emessi con dispositivi non omologati, ha spinto le istituzioni a ripensare profondamente il sistema dei controlli elettronici della velocità. Il nuovo testo si inserisce così nella scia delle evoluzioni legislative e delle pronunce giurisprudenziali, con l'intento di rendere più efficace la prevenzione dell'incidentalità stradale e più sicura la gestione delle informazioni personali derivanti dalle rilevazioni automatiche.

Approvazione vs omologazione: fine della giungla normativa

Per molti anni la differenza tra approvazione tecnica e omologazione ministeriale degli autovelox ha generato una vera giungla normativa. Da un lato, gli enti locali installavano dispositivi ritenuti essenziali per la sicurezza stradale; dall'altro, migliaia di automobilisti contestavano la legittimità di multe fondate su strumenti mai effettivamente omologati ai sensi della normativa tecnica. Il punto chiave, infatti, non riguarda tanto il funzionamento in sé degli autovelox, quanto la loro legittimazione tecnico-giuridica come strumenti di misurazione.

La differenza, sancita anche da specifiche sentenze della Corte di Cassazione (come l'ordinanza n. 10505/2024), verte sul fatto che l'approvazione rappresentava una semplice verifica tecnica, priva degli standard stringenti richiesti dall'omologazione. Solo quest'ultima, secondo il Codice della Strada (art. 142, comma 6), conferisce valore probatorio alle risultanze degli strumenti impiegati per l'accertamento automatico delle violazioni.

Con questo decreto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pone fine al quadro disomogeneo che ha prodotto migliaia di ricorsi negli ultimi anni, fissando regole precise:

  • Stop alle nuove approvazioni tecniche: ogni dispositivo deve essere omologato dal MIT
  • Definizione di standard minimi e procedure comuni per tutto il territorio nazionale
  • Tracciabilità documentale obbligatoria per ciascun apparecchio
Questa svolta mira a garantire affidabilità e a ridurre lo spazio per le contestazioni, assicurando che solo apparecchi pienamente rispondenti ai requisiti tecnici e sottoposti a corrette verifiche possano essere utilizzati per rilevare infrazioni. In questo modo, il nuovo scenario normativo chiude la stagione dell'incertezza e pone le basi per un sistema di controllo della velocità più solido, equo e trasparente.

Le nuove procedure di omologazione: tarature e controlli

L'affidabilità tecnologica rappresenta un pilastro nel processo di omologazione. Ogni dispositivo deve superare una verifica strutturata che parte dall'analisi dei requisiti tecnici, prosegue con la taratura e si completa con il controllo ricorrente della funzionalità.

Le procedure definite dal nuovo decreto prevedono:

  • Omologazione del prototipo presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a seguito di rilascio di uno specifico decreto e pubblicazione ufficiale
  • Necessità di coprire un intervallo di misurazione che va da 30 a 230 km/h
  • Taratura iniziale obbligatoria prima della messa in servizio, seguita da verifiche annuali periodiche senza soluzione di continuità
  • Esclusione dal servizio immediata in caso di mancato rispetto delle scadenze o di esito negativo alle verifiche
La novità più significativa riguarda la patente di affidabilità richiesta agli autovelox. Per la prima volta vengono fissati precisi tassi prestazionali minimi:

Funzione

Parametro minimo

Percentuale di veicoli rilevati

90%

Associazione corretta velocità-veicolo

95%

Acquisizione immagini e riconoscimento targhe

95%

Classificazione veicoli

90%

Ulteriori controlli riguardano il software: firmware e codici identificativi devono essere dichiarati e ogni modifica significativa può richiedere una re-immissione in iter di verifica. A completare il quadro, sono previsti controlli a campione presso gli stabilimenti produttivi e sui dispositivi già installati lungo le strade, con obbligo di certificazione di qualità ISO 9001 per i costruttori che richiedano nuove omologazioni.

Privacy, sicurezza dei dati e cifratura delle informazioni

L'introduzione della nuova disciplina rafforza la tutela della privacy degli utenti. Il trattamento delle immagini e dei dati rilevati dagli strumenti di controllo prevede:

  • Cifratura e firma digitale dei dati e delle immagini raccolte per garantirne integrità e autenticità
  • Obbligo di oscurare automaticamente i volti dei presenti nell'abitacolo durante le riprese frontali, prima della validazione degli accertamenti
  • Registrazione esclusiva delle infrazioni effettive, con esclusione sistematica dei dati relativi agli utenti in regola
Queste disposizioni rispondono alle criticità sollevate negli anni riguardo la potenziale invasività dei dispositivi automatici. Parallelamente, il decreto impone una gestione trasparente del software: la documentazione di omologazione deve contenere la lista dei programmi e dei codici utilizzati per la misurazione. Ogni variazione sostanziale a questi elementi chiave potrebbe rendere necessaria una nuova verifica metrologica.

Tali misure risultano allineate alle normative europee sulla protezione dei dati personali e rafforzano la fiducia degli utenti nella correttezza del trattamento delle informazioni acquisite attraverso i dispositivi tecnologici di accertamento.

Affidabilità degli strumenti: margini di errore e parametri

Uno degli aspetti più innovativi delle novità per la rilevazione elettronica della velocità è l'introduzione di margini di errore numerici chiari e di parametri prestazionali a cui dovranno conformarsi tutti i produttori di autovelox. Fino a oggi, la mancanza di riferimenti specifici aveva alimentato ricorsi amministrativi e giudiziari, anche in presenza di dispositivi apparentemente funzionanti. Il decreto specifica che:

  • Errore massimo in fase di omologazione fissato a 3 km/h per velocità fino a 100 km/h, mentre oltre tale soglia il limite sale al 3% della velocità rilevata
  • Durante le verifiche periodiche sono previsti margini leggermente superiori (in linea con la prassi metrologica), ma la regola del 3 km/h/3% resta il pilastro per la validità delle misurazioni
  • Per la prima volta, sono stabiliti tassi minimi di corretta rilevazione (90-95% sulle diverse funzioni), superando il solo parametro della tolleranza normativa sulle sanzioni
Questi standard pongono l'Italia all'avanguardia tra i paesi europei ed escludono dalla validazione tutti i dispositivi non idonei o soggetti a rischio di errori sistematici. Le verifiche di conformità su strada e in laboratorio saranno affidate ad organismi qualificati, mentre qualunque esemplare che presenti anomalie dovrà essere escluso dal servizio fino a nuova certificazione positiva.

Il regime transitorio e la gestione degli autovelox già installati

Non meno rilevante è la disciplina definita per la gestione dei dispositivi già attivi. La nuova normativa introduce una fase transitoria calibrata per non interrompere i servizi di controllo, ma garantendo il passaggio agli standard richiesti:

  • I dispositivi approvati a partire dal 2017 vengono considerati automaticamente omologati, purché rispettino determinati requisiti e aggiornino la targhetta identificativa alla prima taratura utile
  • Per le apparecchiature precedenti al 2017, viene attivata una corsia preferenziale che consente agli enti locali o ai produttori di ottenere l'omologazione presentando la documentazione tecnica aggiuntiva richiesta dal decreto
  • Il Ministero ha 60 giorni per valutare le richieste e rilasciare l'omologazione o indicare eventuali irregolarità
Permane quindi la necessità che ogni dispositivo dimostri, mediante documentazione tecnica e riscontri oggettivi, la piena corrispondenza alle caratteristiche indicate. Le vecchie approvazioni non sono più sufficienti, ma il passaggio verso la nuova era avviene senza bruschi impatti sulla continuità dei servizi pubblici, rassicurando cittadini e amministrazioni circa la legittimità delle rilevazioni in atto.




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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...