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Bonus affitto fino a 500 euro per i genitori separati: 13mila domande in un giorno, chi starà fuori e perchè

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Un contributo fino a 500 euro al mese per i genitori separati e 13mila richieste in 24 ore: la situazione del bonus affitto per i genitori separati e requisiti richiesti, come fare domanda entro il 28 ottobre e perché molti resteranno fuori.

Il bonus affitto per i genitori separati parte con il botto. Nelle prime 24 ore dall’apertura della piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) sono arrivate oltre 13mila richieste, tra domande già inviate e pratiche ancora in compilazione. Lo ha comunicato il ministro Matteo Salvini durante la presentazione del bando. Il dato racconta un bisogno reale, ma anticipa anche un problema: i fondi sono limitati e non tutti riceveranno il contributo.

Cos’è il bonus affitto per genitori separati

Il bonus affitto per genitori separati è un contributo introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 che punta ad aiutare i genitori che, dopo la separazione o il divorzio, lasciano la casa familiare e devono sostenere un nuovo canone di locazione. Spesso queste persone si ritrovano a pagare due costi abitativi insieme: l’affitto della nuova casa e, magari, il mutuo di quella che hanno lasciato.

Il fondo vale 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028, per un totale di 60 milioni. Si tratta di una misura sperimentale, gestita dal MIT attraverso una piattaforma online dedicata.

Il bonus copre il 50% del canone di affitto, fino a un massimo di 6.000 euro l’anno, cioè 500 euro al mese per dodici mesi. Attenzione: i 500 euro non sono un assegno fisso uguale per tutti, ma il valore massimo raggiungibile.

Qualche esempio pratico:

  • con un affitto da 600 euro al mese il contributo teorico è di 300 euro;
  • con un affitto da 1.000 euro si arriva al tetto di 500 euro;
  • con un affitto da 1.200 euro la metà sarebbe 600 euro, ma il contributo si ferma comunque a 500 euro.
Le somme saranno riconosciute nei limiti delle risorse disponibili, e questo punto è decisivo per capire chi resterà fuori.

Chi può chiedere il bonus: i requisiti

Sulla piattaforma il richiedente deve dichiarare di possedere tutti i requisiti, che devono sussistere contemporaneamente, che sono i seguenti:

  • essere genitore separato o divorziato e non assegnatario dell’abitazione familiare di proprietà;
  • essere in possesso del provvedimento di separazione o divorzio;
  • avere almeno un figlio a carico di età inferiore a 21 anni alla data di pubblicazione dell’avviso (per i figli con disabilità non ci sono limiti di età);
  • essere titolare di un contratto di locazione ad uso abitativo regolarmente registrato e intestato al richiedente;
  • avere un reddito individuale non superiore a 35.000 euro, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi;
  • non possedere altri immobili residenziali nel Comune dell’abitazione familiare o nei Comuni entro 50 chilometri, salvo la proprietà della casa familiare stessa;
  • essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli;
  • non beneficiare di altri sussidi pubblici per il sostegno abitativo;
  • non essere assegnatario di alloggio di edilizia residenziale pubblica.
Una novità importante riguarda il parametro economico: non serve l’ISEE. Conta il reddito individuale dichiarato, con la soglia dei 35.000 euro.

Come fare domanda: tempi e procedura

Le domande si presentano solo online, dalle ore 12 del 7 ottobre alle ore 12 del 28 ottobre 2026, sulla piattaforma “Sostegno abitativo genitori separati o divorziati” del MIT (sostegnoabitativogenitoriseparati.mit.gov.it).

Passaggi da seguire

  1. Accedi con identità digitale. Servono SPID, Carta d’identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS).
  2. Conferma i requisiti. La piattaforma mostra l’elenco delle condizioni obbligatorie: devi spuntarle tutte per proseguire. Le dichiarazioni sono rese sotto la tua responsabilità.
  3. Compila la domanda. Vanno inseriti i dati anagrafici e la residenza dei due genitori, i dati dei figli, quelli del contratto di locazione, i dati catastali della casa familiare e la situazione immobiliare.
  4. Indica il reddito correttamente. Il valore va inserito senza decimali e arrotondato all’euro superiore: 24.350,20 euro diventa 24.351 euro.
  5. Inserisci l’IBAN per l’eventuale accredito.
  6. Invia e salva la ricevuta. A procedura conclusa compare la dicitura “COMPLETATA” con il numero della domanda. Scarica il PDF di riepilogo e conservalo.
Prima di iniziare conviene avere a portata di mano il provvedimento di separazione o divorzio, il contratto di affitto registrato, l’ultima dichiarazione dei redditi e la documentazione che attesta il versamento del mantenimento. Non tutto va caricato subito, ma il Ministero può fare controlli a campione e chiedere i documenti in un secondo momento.

Dopo l’invio la domanda non si può più modificare. Un errore su reddito, contratto o dati dei figli non può essere corretto riaprendo la pratica, quindi ricontrolla tutto prima di confermare.

Non è un click day: l’ordine di arrivo non conta

Chi pensa di dover correre per primo può stare tranquillo. L’ordine di presentazione non dà alcuna preferenza. Inviare la domanda il 7 ottobre o il 20 ottobre non cambia la posizione in graduatoria.

Dopo la chiusura, la piattaforma elaborerà una graduatoria per ciascuna area regionale, in base ai dati dichiarati e ai punteggi previsti dal bando, legati alle condizioni familiari e personali. A parità di punteggio, si guarda al reddito del richiedente.

Non conviene comunque aspettare l’ultimo giorno. Chi sarà già in coda alle 12 del 28 ottobre potrà completare la procedura entro 24 ore, mantenendo la pagina aperta e la connessione attiva. Chiudere la pagina o perdere la connessione può far perdere il posto in coda.

Chi rimane fuori e perché

Veniamo al cuore della questione. I motivi di esclusione sono di due tipi: mancanza dei requisiti e insufficienza dei fondi.

1. Chi non rispetta i requisiti

Resta fuori chi:

  • è assegnatario della casa familiare, perché il bonus serve a chi ha dovuto lasciarla;
  • non ha figli a carico under 21 (o con disabilità): la misura è pensata per i genitori, non per le coppie senza figli;
  • ha un reddito individuale sopra i 35.000 euro;
  • possiede altri immobili residenziali nel Comune della casa familiare o entro 50 chilometri;
  • ha un contratto di affitto non registrato o non intestato a sé;
  • non è in regola con il mantenimento dei figli;
  • percepisce altri contributi pubblici per l’affitto, perché il bonus non è cumulabile;
  • è assegnatario di una casa popolare.
Dichiarare un requisito che non si possiede comporta il rigetto della domanda e può avere conseguenze ulteriori in caso di controlli.

2. Chi ha i requisiti ma non rientra nei fondi

Qui il problema è matematico. Con 20 milioni di euro l’anno e un contributo che può arrivare a 6.000 euro, a pieno tetto i fondi basterebbero per circa 3.300 beneficiari per annualità. È una stima semplice, perché molti affitti sono più bassi e il contributo medio sarà inferiore, ma resta il fatto che 13mila richieste in 24 ore superano di molto quel numero. Salvini stesso ha ammesso che la domanda potrebbe eccedere le risorse disponibili.

In pratica, anche chi ha tutti i requisiti può rimanere fuori se il suo punteggio in graduatoria non è abbastanza alto nella propria regione. I fondi, inoltre, sono ripartiti tra le Regioni secondo tre criteri: il numero di genitori separati o divorziati (il più rilevante), il reddito medio regionale e la quota di Comuni ad alta tensione abitativa. Questo significa che le chance dipendono anche da quante domande arrivano nella tua regione rispetto ai fondi assegnati.

3. Chi sbaglia la domanda

C’è infine un’esclusione “evitabile”: quella per errori formali. Dati sbagliati, reddito indicato in modo scorretto, contratto non conforme o domanda non completata entro i termini possono costare il beneficio. Poiché la domanda non è modificabile, la fase di controllo prima dell’invio è fondamentale.

Domande frequenti

Serve l’ISEE per il bonus affitto genitori separati?
No. Conta il reddito individuale dell’ultima dichiarazione, che non deve superare i 35.000 euro.

Qual è la scadenza per presentare domanda?
Le domande chiudono alle ore 12 del 28 ottobre 2026.

Presentare la domanda per primo dà un vantaggio?
No. Non c’è click day: la graduatoria si basa sui punteggi e, a parità, sul reddito.

Posso cumulare il bonus con altri aiuti per l’affitto?
No. Il contributo non è cumulabile con altri sussidi pubblici destinati alle stesse finalità abitative.

Posso correggere la domanda dopo l’invio?
No. Una volta trasmessa, la domanda non è modificabile.

Cosa succede se ho i requisiti ma non rientro in graduatoria?
Il contributo viene riconosciuto solo nei limiti delle risorse disponibili per la tua Regione: chi non rientra resta senza bonus per questa annualità.

 






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...