Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Bottiglie di acqua minerale, i prezzi saliranno a causa della nuova normativa UE

di Chiara Compagnucci pubblicato il
I prezzi acqua saliranno

La nuova normativa UE sulle bottiglie di acqua minerale cambia lo scenario del settore: aumento dei prezzi, sfide per le imprese, impatti sul mercato e consumatori, sostenibilità ambientale.

L'attenzione verso le bottiglie di acqua minerale è cresciuta a seguito di normative tese a ridurre la quantità di rifiuti in plastica e a incentivare l'accesso all'acqua potabile di qualità per tutti i cittadini. Questa strategia normativa prevede standard più rigorosi per materiali a contatto con l'acqua e incentivi verso sistemi di riciclo e materiali alternativi.

La crescente sensibilità ambientale e le nuove direttive impongono adeguamenti rapidi alle imprese di imbottigliamento, influenzando abitudini di consumo consolidate. L'obiettivo principale rimane quello di coniugare la sicurezza alimentare con la riduzione dell'impatto ambientale.

La nuova normativa UE: contenuti e impatti sulle imprese

Il quadro regolatorio europeo sulle acque minerali naturali ha subito modifiche con l'entrata in vigore della direttiva (UE) 2020/2184 e successivi aggiornamenti. Le norme attuali, recepite in Italia tramite il D.Lgs. 23 febbraio 2023 n. 18 e integrato dal D.Lgs. 19 giugno 2025 n. 102, introducono un approccio basato sulla gestione del rischio lungo tutta la filiera dell'acqua destinata al consumo umano. Le aziende devono attuare controlli stringenti sull'intero processo produttivo e utilizzare esclusivamente materiali certificati per il contatto alimentare:

  • Requisiti di igiene e sicurezza: ogni sostanza o materiale utilizzato (bottiglie, tappi, impianti) è sottoposto a parametri igienico-sanitari più restrittivi.
  • Controlli diffusi: vengono resi obbligatori sistemi di controllo interno ed esterno della qualità dell'acqua, con sanzioni in caso di mancata conformità.
  • Parametri rafforzati: monitoraggio costante per contaminanti emergenti come microplastiche e PFAS, con l'obbligo di informazione trasparente ai consumatori.
  • Livelli minimi di contenuto riciclato: il regolamento UE 2025/40 impone l'uso del 25% di plastica riciclata nelle bottiglie, insieme a limiti sulle resine vergini, spingendo ad adottare PET riciclato o soluzioni alternative.
  • Costi e adeguamenti: le società devono investire significativamente nell'ammodernamento degli impianti, nella riorganizzazione delle catene di approvvigionamento e nella formazione del personale per assicurare la compliance normativa.
La direttiva spinge inoltre verso l'adozione di Piani di Sicurezza dell'Acqua e innova il concetto di responsabilità ambientale degli operatori, favorendo la partecipazione attiva dei consumatori nella prevenzione degli sprechi.

Come cambieranno i prezzi: analisi degli effetti economici

Le nuove prescrizioni UE comportano un incremento dei costi per le imprese del settore acqua imbottigliata, portando conseguenze dirette sui prezzi finali. L'adeguamento delle linee produttive agli obblighi di utilizzo di materiali riciclati, sommato all'imposta nazionale di 0,45 euro/kg sulla plastica vergine, incide sui margini aziendali: ciò si riflette sull'aumento dei prezzi al consumo:

  • Incidenza dei materiali sostenibili: l'utilizzo crescente di PET riciclato, vetro o carta alternativa comporta costi di produzione superiori rispetto ai tradizionali imballaggi in plastica vergine. Anche il passaggio a bottiglie di vetro - preferite in contesti premium - o l'integrazione di tecnologia blockchain per la tracciabilità rappresentano investimenti che le imprese tendono a trasferire sui listini.
  • Effetto sui piccoli operatori: le realtà di dimensioni ridotte possono subire una pressione aggiuntiva, dovendo sostenere spese proporzionalmente maggiori per la ristrutturazione degli impianti e la conformità alle regolamentazioni UE. Questo alimenta il rischio di consolidamento del settore a vantaggio dei grandi marchi, capaci di ottimizzare su larga scala.
Analisi previsionali indicano che il valore del mercato italiano dell'acqua in bottiglia raggiungerà 9,04 miliardi di dollari nel 2026, con una spinta ai prodotti di fascia premium, come acque arricchite e aromatizzate. Il risultato è una crescente polarizzazione: da un lato la fascia economica - sostenuta dalle private label nei supermercati - e dall'altro il segmento premium, con prezzi più elevati giustificati da innovazione e sostenibilità. Si prevede che, nonostante l'aumento dei prezzi, la domanda rimarrà resiliente anche grazie a una radicata cultura del consumo e alla percezione di sicurezza e qualità associate all'acqua minerale imbottigliata.

Il mercato dell'acqua in bottiglia tra tradizione e innovazione

Il consumo di acqua confezionata in Italia rappresenta una vera e propria tradizione nazionale, con radici culturali profonde che sostengono una delle più alte incidenze pro capite al mondo. Le preferenze consolidate per acque dal terroir regionale, unite all'alto livello di qualità sanitaria dell'acqua del rubinetto, mantengono elevata la domanda. L'innovazione, tuttavia, sta ridisegnando l'offerta, con produttori che puntano su nuove formulazioni funzionali e aromatizzate, oltre che su sistemi digitali per la tracciabilità.

La fiducia verso le grandi marche storiche, l'elevata qualità delle sorgenti e la percezione di purezza delle fonti locali sostengono scelte d'acquisto che vanno oltre la semplice idratazione quotidiana. Il turismo e la premiumizzazione di gamma contribuiscono a diversificare la proposta, consolidando allo stesso tempo marchi già affermati e creando spazio per nuove iniziative improntate alla sostenibilità ambientale.

Crescita e segmenti del mercato: minerale, funzionale, aromatizzate

Nel 2025, l'acqua minerale naturale ha rappresentato oltre il 62% delle vendite in valore, a conferma dell'attaccamento alle sorgenti storiche italiane. Tuttavia, la crescita più marcata si registra nelle acque funzionali, il cui tasso di incremento annuo supera il 7%, trainato dalla richiesta di prodotti arricchiti con vitamine, collagene ed elettroliti. Il segmento aromatizzato, arricchito di gusti naturali e a ridotto contenuto calorico, sta acquisendo spazio tra i consumatori più giovani e attenti alla salute:

  • Acque minerali naturali: forti di una narrazione territoriale legata alle sorgenti e alle caratteristiche organolettiche stabili nel tempo.
  • Acque funzionali: scelte da chi desidera benefici aggiuntivi rispetto alla sola idratazione, come il supporto alla detox o all'equilibrio elettrolitico.
  • Acque aromatizzate: popolari tra le fasce attive e tra chi cerca una pausa gustosa senza zuccheri aggiunti.
L'offerta si differenzia così non solo per il contenuto ma anche per il prezzo, sostenuto dall'innovazione e dal valore percepito.

Distribuzione e abitudini di consumo: canali on-trade e off-trade

Il canale off-trade, rappresentato da supermercati, minimarket e distribuzione casalinga, controlla ancora il 74,35% del mercato, mantenendo prezzi competitivi per grandi volumi. Tuttavia, la crescita del canale on-trade - ovvero hotel, ristoranti e bar - è significativa e prevede un'espansione superiore al 5% annuo, trainata dalla ripresa turistica e dalla ricerca di esperienze premium a tavola:

  • Il segmento on-trade valorizza spesso bottiglie in vetro e acque a marchio territoriale, rafforzando politiche di prezzo più remunerative.
  • Le vendite digitali, compresi gli abbonamenti domestici e il food delivery, stanno guadagnando rilevanza, rispondendo alla richiesta di comodità e varietà.
Queste dinamiche rendono il mercato italiano uno degli ecosistemi più articolati a livello europeo sia per l'offerta che per la penetrazione delle diverse tipologie di bottiglia.

Impatto ambientale e le nuove strategie di sostenibilità

La crescente attenzione verso l'ambiente ha obbligato le aziende del settore a ripensare profondamente i propri processi di produzione e distribuzione. Il tema della plastica monouso e delle emissioni di CO2 associate alla filiera dell'acqua imbottigliata impone l'accelerazione verso modelli di economia circolare, con un focus particolare sul ciclo di vita degli imballaggi.

L'implementazione delle direttive UE sulle plastiche e il quadro normativo nazionale spingono il settore verso soluzioni di packaging riciclabili e alternative, in un'ottica di riduzione dell'impatto ambientale generale. I produttori maggiori investono nell'aumento del contenuto riciclato nelle bottiglie e nella valutazione del ciclo di vita dei prodotti per dimostrare riduzioni effettive nelle emissioni e nei rifiuti prodotti.

Materiali di imballaggio e riciclo: PET, vetro, alluminio, carta

Il PET riciclato è oggi il materiale dominante: nel 2025 le bottiglie prodotte in questa materia coprono oltre il 90% del mercato, ma il trend di crescita di alternative è accelerato. Il vetro rimane riferimento nel canale ristorazione di fascia alta per le sue caratteristiche organolettiche; alluminio e carta sono adottati per l'on-the-go e tra i consumatori più attenti alla sostenibilità.

  • Le aziende adottano progressivamente PET riciclato, spesso ben oltre il 25% previsto dalla normativa UE, con l'obiettivo di avvicinarsi a un ciclo chiuso.
  • Le confezioni in vetro e alluminio, completamente riciclabili, guadagnano terreno nelle aree urbane ad alto reddito.
  • Le bottiglie in carta vegetale registrano il tasso di crescita maggiore in risposta alla cosiddetta ‘ansia da plastica'.

Le iniziative green di aziende e amministrazioni locali

L'impegno delle imprese si riflette in partnership per il recupero e la rigenerazione dei materiali, oltre che in programmi di piantumazione per compensare emissioni di CO2. Alcune realtà, come amministrazioni comunali di grandi città, promuovono reti di fontane pubbliche ed educano i cittadini al consumo di acqua di rubinetto, contribuendo a ridurre la domanda di bottiglie monouso e diffondendo la cultura della riutilizzabilità.

Le reazioni dei consumatori e alternative all'acqua in bottiglia

La percezione degli utenti mostra una spaccatura tra la tradizionale preferenza per l'acqua confezionata e l'interesse crescente verso opzioni più sostenibili. L'accesso a un'acqua del rubinetto controllata e sicura, garantita ormai per oltre il 98% dei cittadini come risulta dai dati delle autorità sanitarie, spinge una parte della popolazione ad abbandonare gradualmente le bottiglie monouso, specie tra giovani e nuclei a maggiore consapevolezza ambientale.

Si diffondono soluzioni come filtri domestici, distributori microfiltrati e riutilizzo di bottiglie in vetro, mentre le campagne delle amministrazioni pubbliche favoriscono la scelta di fontanelle e promuovono la trasparenza sulle caratteristiche dell'acqua potabile disponibile.