La nuova normativa UE sulle bottiglie di acqua minerale cambia lo scenario del settore: aumento dei prezzi, sfide per le imprese, impatti sul mercato e consumatori, sostenibilità ambientale.
L'attenzione verso le bottiglie di acqua minerale è cresciuta a seguito di normative tese a ridurre la quantità di rifiuti in plastica e a incentivare l'accesso all'acqua potabile di qualità per tutti i cittadini. Questa strategia normativa prevede standard più rigorosi per materiali a contatto con l'acqua e incentivi verso sistemi di riciclo e materiali alternativi.
La crescente sensibilità ambientale e le nuove direttive impongono adeguamenti rapidi alle imprese di imbottigliamento, influenzando abitudini di consumo consolidate. L'obiettivo principale rimane quello di coniugare la sicurezza alimentare con la riduzione dell'impatto ambientale.
Il quadro regolatorio europeo sulle acque minerali naturali ha subito modifiche con l'entrata in vigore della direttiva (UE) 2020/2184 e successivi aggiornamenti. Le norme attuali, recepite in Italia tramite il D.Lgs. 23 febbraio 2023 n. 18 e integrato dal D.Lgs. 19 giugno 2025 n. 102, introducono un approccio basato sulla gestione del rischio lungo tutta la filiera dell'acqua destinata al consumo umano. Le aziende devono attuare controlli stringenti sull'intero processo produttivo e utilizzare esclusivamente materiali certificati per il contatto alimentare:
Le nuove prescrizioni UE comportano un incremento dei costi per le imprese del settore acqua imbottigliata, portando conseguenze dirette sui prezzi finali. L'adeguamento delle linee produttive agli obblighi di utilizzo di materiali riciclati, sommato all'imposta nazionale di 0,45 euro/kg sulla plastica vergine, incide sui margini aziendali: ciò si riflette sull'aumento dei prezzi al consumo:
Il consumo di acqua confezionata in Italia rappresenta una vera e propria tradizione nazionale, con radici culturali profonde che sostengono una delle più alte incidenze pro capite al mondo. Le preferenze consolidate per acque dal terroir regionale, unite all'alto livello di qualità sanitaria dell'acqua del rubinetto, mantengono elevata la domanda. L'innovazione, tuttavia, sta ridisegnando l'offerta, con produttori che puntano su nuove formulazioni funzionali e aromatizzate, oltre che su sistemi digitali per la tracciabilità.
La fiducia verso le grandi marche storiche, l'elevata qualità delle sorgenti e la percezione di purezza delle fonti locali sostengono scelte d'acquisto che vanno oltre la semplice idratazione quotidiana. Il turismo e la premiumizzazione di gamma contribuiscono a diversificare la proposta, consolidando allo stesso tempo marchi già affermati e creando spazio per nuove iniziative improntate alla sostenibilità ambientale.
Nel 2025, l'acqua minerale naturale ha rappresentato oltre il 62% delle vendite in valore, a conferma dell'attaccamento alle sorgenti storiche italiane. Tuttavia, la crescita più marcata si registra nelle acque funzionali, il cui tasso di incremento annuo supera il 7%, trainato dalla richiesta di prodotti arricchiti con vitamine, collagene ed elettroliti. Il segmento aromatizzato, arricchito di gusti naturali e a ridotto contenuto calorico, sta acquisendo spazio tra i consumatori più giovani e attenti alla salute:
Il canale off-trade, rappresentato da supermercati, minimarket e distribuzione casalinga, controlla ancora il 74,35% del mercato, mantenendo prezzi competitivi per grandi volumi. Tuttavia, la crescita del canale on-trade - ovvero hotel, ristoranti e bar - è significativa e prevede un'espansione superiore al 5% annuo, trainata dalla ripresa turistica e dalla ricerca di esperienze premium a tavola:
La crescente attenzione verso l'ambiente ha obbligato le aziende del settore a ripensare profondamente i propri processi di produzione e distribuzione. Il tema della plastica monouso e delle emissioni di CO2 associate alla filiera dell'acqua imbottigliata impone l'accelerazione verso modelli di economia circolare, con un focus particolare sul ciclo di vita degli imballaggi.
L'implementazione delle direttive UE sulle plastiche e il quadro normativo nazionale spingono il settore verso soluzioni di packaging riciclabili e alternative, in un'ottica di riduzione dell'impatto ambientale generale. I produttori maggiori investono nell'aumento del contenuto riciclato nelle bottiglie e nella valutazione del ciclo di vita dei prodotti per dimostrare riduzioni effettive nelle emissioni e nei rifiuti prodotti.
Il PET riciclato è oggi il materiale dominante: nel 2025 le bottiglie prodotte in questa materia coprono oltre il 90% del mercato, ma il trend di crescita di alternative è accelerato. Il vetro rimane riferimento nel canale ristorazione di fascia alta per le sue caratteristiche organolettiche; alluminio e carta sono adottati per l'on-the-go e tra i consumatori più attenti alla sostenibilità.
La percezione degli utenti mostra una spaccatura tra la tradizionale preferenza per l'acqua confezionata e l'interesse crescente verso opzioni più sostenibili. L'accesso a un'acqua del rubinetto controllata e sicura, garantita ormai per oltre il 98% dei cittadini come risulta dai dati delle autorità sanitarie, spinge una parte della popolazione ad abbandonare gradualmente le bottiglie monouso, specie tra giovani e nuclei a maggiore consapevolezza ambientale.
Si diffondono soluzioni come filtri domestici, distributori microfiltrati e riutilizzo di bottiglie in vetro, mentre le campagne delle amministrazioni pubbliche favoriscono la scelta di fontanelle e promuovono la trasparenza sulle caratteristiche dell'acqua potabile disponibile.