Gennaio 2026 si apre con importanti appuntamenti per chi segue i titoli di Stato italiani: date delle aste, tipologie di BTP e BOT, meccanismi di collocamento e rendimenti, con uno sguardo alle fonti.
Nell'ambito della gestione del debito pubblico, il Dipartimento del Tesoro ha rilasciato il calendario relativo alle emissioni dei titoli di Stato italiani per gennaio 2026. Questo mese rappresenta un passaggio strategico sia per investitori istituzionali sia per chi desidera diversificare il portafoglio con strumenti finanziari solidi e regolati.
Le emissioni riguardano sia strumenti a breve scadenza, come i BOT, sia titoli a durata più estesa, con la previsione di diverse finestre d'asta. Sicurezza, trasparenza e tradizione caratterizzano i collocamenti, il cui obiettivo è garantire liquidità e risposta adeguata alle esigenze di finanziamento dello Stato.
Il calendario delle aste di gennaio 2026 è stato stilato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze in collaborazione con la Banca d'Italia, pianificando cinque appuntamenti:
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Data |
Tipo di Titolo |
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9 gennaio |
BOT (annualità) |
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13 gennaio |
BTP a medio-lungo termine |
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27 gennaio |
BTP Short Term e BTP€i |
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28 gennaio |
BOT |
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29 gennaio |
BTP a medio-lungo termine |
I Buoni Ordinari del Tesoro rappresentano la forma standard dei titoli a breve termine nel panorama italiano. Sono strumenti zero coupon, ovvero privi di cedola periodica, che garantiscono all'investitore il rimborso integrale del valore nominale alla scadenza. I BOT vengono offerti generalmente con durata a 3, 6 o 12 mesi. La peculiarità di questi titoli sta nel loro rendimento: l'interesse viene riconosciuto tramite la differenza tra il prezzo d'acquisto in asta e il valore rimborsato al termine.
Le emissioni di gennaio prevedono due collocamenti:
Il segmento dei BTP Short Term è stato introdotto per rispondere alla domanda di titoli a breve-medio termine, con durate comprese tra 18 e 36 mesi. Contraddistinti da cedole fisse pagate semestralmente, questi strumenti replicano il meccanismo dei tradizionali Buoni del Tesoro Poliennali, consentendo all'investitore di ottenere rendimento sia dalle cedole che dall'eventuale differenza tra prezzo di emissione e rimborso.
Sullo stesso fronte, i BTP€i (indicizzati all'inflazione europea), offerti regolarmente con cadenza mensile, rappresentano l'opzione per chi cerca protezione dal rischio di erosione del potere d'acquisto. Sia il capitale sia le cedole semestrali vengono rivalutati sulla base dell'Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Iapc) dell'area euro, comunicato da Eurostat.
I BTP tradizionali rappresentano i titoli a medio-lungo termine per eccellenza. Disponibili in un ampio ventaglio di scadenze - dai 3 fino ai 50 anni, inclusi anche i cosiddetti Matusalem - questi prodotti prevedono una cedola fissa semestrale che assicura flussi di cassa regolari agli investitori.
Le emissioni di gennaio 2026 sono pianificate per il 13 e 29 del mese. La struttura delle aste differenzia le proposte sulla base delle scadenze:
Ogni emissione è preceduta da una comunicazione ufficiale che dettaglia tipologia, durata, importi e tassi minimi garantiti. Di norma, le informazioni vengono diffuse almeno quattro giorni lavorativi prima di ciascun appuntamento. Per gennaio 2026, i comunicati seguono questa scaletta: