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Canone Rai: chi può non pagarlo più in bolletta, i requisiti e come fare domanda all'Inps

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Per il 2027 il canone Rai si può non pagare più in bolletta ma far trattenere dalla pensione in 11 rate senza interessi: chi può chiederlo, i limiti di reddito e come presentare domanda all'INPS.

Il canone Rai in bolletta è, per molti italiani, una voce di spesa che pesa sul bilancio familiare, soprattutto per chi vive con una pensione contenuta. Esiste però un'alternativa poco conosciuta: per il 2027 il canone Rai si può far trattenere dalla pensione in 11 rate senza interessi. Possono farne richiesta i titolari di una pensione o di un'altra prestazione assistenziale erogata dall'INPS, a condizione di rispettare determinati limiti di reddito. La domanda va presentata all'INPS, direttamente online, contattando il numero verde INPS oppure rivolgendosi a Caf e Patronati.

Come funziona il canone Rai sulla pensione e non più in bolletta

Dal 2016 il canone di abbonamento alla televisione viene addebitato in via ordinaria nella fattura dell'energia elettrica, in dieci rate mensili. Per chi percepisce una pensione, però, la legge prevede una possibilità alternativa: chiedere all'ente previdenziale di trattenere l'importo direttamente dal cedolino della pensione.

Il meccanismo è semplice. L'importo annuo del canone, che attualmente è di 90 euro, viene suddiviso in 11 rate mensili senza alcun interesse, prelevate da gennaio a novembre. Il pensionato non deve più preoccuparsi di nulla, perché la somma viene scalata automaticamente dall'assegno e il canone non compare più nella bolletta della luce.

Si tratta di una vera e propria alternativa all'addebito in bolletta. Le due modalità non si sommano: scegliere la trattenuta sulla pensione significa rinunciare al pagamento del canone nella fattura elettrica.

Può chiedere la trattenuta sulla pensione del Canone Rai chi rientra in queste categorie:

  • titolari di una pensione erogata dall'INPS, di qualunque tipo (vecchiaia, anticipata, invalidità, superstiti);
  • titolari di prestazioni assistenziali dell'INPS, come l'assegno sociale o le pensioni di invalidità civile;
  • pensionati ex INPDAP ed ex ENPALS, confluiti nell'INPS;
  • titolari di pensioni erogate da enti diversi dall'INPS, che possono comunque rivolgersi al proprio ente pensionistico per la trattenuta.
Un punto importante riguarda l'intestazione dell'abbonamento: la richiesta può essere presentata soltanto da chi è intestatario dell'abbonamento Rai. Il canone, ricordiamo, si paga una sola volta per nucleo familiare, a prescindere dal numero di televisori presenti in casa.

I requisiti per presentare la domanda

Per evitare il pagamento del canone in bolletta, che si vorrebbe abolire esattamente come il bollo auto, e ottenere la rateizzazione sulla pensione bisogna rispettare alcune condizioni precise, che sono nel dettaglio: 

  • Il limite di reddito: Il requisito principale è di natura economica. Il reddito da pensione percepito nell'anno precedente a quello di presentazione della domanda deve essere inferiore a 18.000 euro. Si fa riferimento all'importo lordo annuo complessivo di tutte le pensioni percepite, compresi i trattamenti di tipo assistenziale. Chi non era titolare di pensione nell'anno precedente, perché è andato in pensione da poco, viene valutato in modo diverso: l'importo della rata mensile percepita al momento della domanda viene rapportato ad anno, moltiplicandolo per 13.
  • L'importo della pensione deve essere sufficiente: La pensione da cui si chiede la trattenuta deve avere un importo mensile tale da consentire il recupero del canone annuale. In altre parole, l'assegno deve essere capiente rispetto alle rate previste.
  • Essere intestatari dell'abbonamento: Nella domanda va indicato il codice dell'abbonamento Rai, quindi è necessario essere i titolari dell'utenza. Chi non lo fosse deve prima regolarizzare la propria posizione.
  • Nessun cumulo con l'addebito in bolletta: Chi sceglie la trattenuta sulla pensione non può pagare il canone anche tramite fattura elettrica. Per evitare un doppio pagamento, conviene verificare con attenzione le comunicazioni dell'INPS e quelle del proprio fornitore di energia.

Scadenza entro il 15 novembre e come fare domanda all'Inps

La domanda per non pagare più il canone Rai in bolletta ma sulla pensione deve essere presentata entro il 15 novembre dell'anno precedente a quello in cui si vuole iniziare a pagare con la trattenuta. Per il canone 2027, quindi, la scadenza è il 15 novembre 2026.

Le trattenute partono dal mese di gennaio successivo alla presentazione della richiesta. Se si presenta la domanda in tempo, dunque, già dal cedolino di gennaio 2027 inizierà l'addebito delle 11 rate. Chi dovesse perdere la scadenza dovrà attendere l'anno successivo e continuare, nel frattempo, a pagare il canone in bolletta.

Siamo ormai nel mese di ottobre, quindi il tempo a disposizione è limitato. Chi è interessato farebbe bene a non rimandare e a raccogliere subito i documenti necessari.

La richiesta si può inoltrare in tre modi, così da adattarsi alle esigenze e alle competenze digitali di ciascuno.

1. Domanda online sul sito INPS

È la via più rapida per chi ha dimestichezza con il computer o lo smartphone. Per accedere servono le credenziali SPID, CIE (Carta d'identità elettronica) o CNS. La procedura è la seguente:

  1. collegarsi al sito inps.it;
  2. cercare il servizio "Domanda per addebitare il canone Rai sulla pensione", nella sezione dedicata a pensioni e previdenza;
  3. cliccare su "Utilizza il servizio" e autenticarsi;
  4. selezionare la voce relativa alla rateizzazione del canone Rai su pensione;
  5. compilare i dati richiesti, tra cui il codice abbonamento Rai, e inviare la domanda.
Al termine conviene salvare la ricevuta di presentazione, utile in caso di controlli o di verifiche successive.

2. Numero verde INPS

Chi preferisce evitare la procedura telematica può rivolgersi al contact center INPS. Il numero verde da telefono fisso è l'803 164, gratuito, mentre da cellulare si può chiamare lo 06 164 164, a pagamento secondo il proprio piano tariffario. Un operatore raccoglierà i dati necessari e inoltrerà la richiesta. È una soluzione comoda per chi ha poca familiarità con SPID e strumenti digitali, anche se può comportare qualche attesa nei periodi di maggiore affluenza, come quello a ridosso della scadenza.

3. Caf e Patronati

La terza possibilità è quella di recarsi presso un Caf o un Patronato, che offrono assistenza gratuita ai pensionati. Gli operatori compilano e inviano la domanda per conto dell'interessato. È la strada più sicura per chi vuole essere guidato in ogni passaggio e ridurre il rischio di errori. In questo caso è utile portare con sé:

  • un documento di identità valido;
  • il codice fiscale;
  • il codice dell'abbonamento Rai, se disponibile;
  • eventuali documenti che attestino l'importo della pensione.

Quali vantaggi offre la trattenuta sulla pensione

Scegliere questa modalità presenta diversi benefici concreti:
  • nessun interesse: le 11 rate non sono gravate da maggiorazioni;
  • comodità: non bisogna ricordarsi di scadenze né controllare la bolletta;
  • bolletta più leggera: il canone sparisce dalla fattura della luce;
  • importo mensile contenuto: con un canone di 90 euro, ogni rata equivale a circa 8 euro al mese, una cifra facilmente gestibile.
Per chi ha un reddito basso, avere una spesa distribuita e prevedibile aiuta a programmare meglio il bilancio domestico.

Domande frequenti

Il canone sulla pensione vale anche per più apparecchi televisivi?
Sì, il canone è unico per famiglia anagrafica, quindi non cambia in base al numero di televisori.

Cosa succede se presento la domanda dopo il 15 novembre?
La richiesta non sarà valida per l'anno successivo e il canone dovrà essere pagato con le modalità ordinarie, di norma in bolletta.

Devo ripresentare la domanda ogni anno?
In generale la trattenuta prosegue negli anni successivi, ma è sempre opportuno verificare le comunicazioni dell'INPS e controllare che i requisiti reddituali continuino a essere rispettati.

Posso chiedere la trattenuta se ricevo una pensione da un ente diverso dall'INPS?
Sì, è possibile rivolgersi al proprio ente previdenziale per chiedere la trattenuta, secondo le procedure da esso previste.

 






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...