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Carne scaduta da 6-7 giorni rivenduta come fresca modificando le etichette da famosi supermercati: nuova inchiesta di Mi Manda Rai

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di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

L'inchiesta di Federico Ruffo per 'Mi Manda RaiTre Presenta' conferma quanto il tema della sicurezza alimentare resti centrale nell'agenda del giornalismo d'inchiesta italiano e come incide sulla salute dei consumatori il meccanismo della rietichettatura della carne e il cosiddetto 'trucco della panatura'.

Una nuova inchiesta televisiva riaccende i riflettori su una pratica tanto diffusa quanto pericolosa per la salute dei consumatori: la rietichettatura della carne scaduta nei reparti macelleria di importanti catene di supermercati. A raccontarla è stato "Mi Manda RaiTre Presenta", il programma condotto da Federico Ruffo, con lo speciale intitolato "Dimmi come mangi", andato in onda martedì 8 settembre alle 21:20 su Rai 3.

Il meccanismo della carne rietichettata

Dopo l'inchiesta già portata avanti da Report lo scorso anno, il cuore della nuova inchiesta è un meccanismo tanto semplice quanto inquietante, documentato grazie a filmati girati in forma anonima da alcuni dipendenti degli stessi supermercati. Le immagini, raccolte con telecamere nascoste e inviate alla redazione del programma, mostrano gli addetti del reparto macelleria mentre compiono un gesto rapido e quasi automatico: rimuovono l'etichetta originale dalla confezione di carne, quella che riporta la reale data di confezionamento e di scadenza, e la sostituiscono con una nuova etichetta, con una data di incarto posticipata rispetto a quella reale.

Un'operazione che, secondo quanto mostrato dal programma, richiede pochi secondi. Pochi gesti, spesso compiuti nel retrobottega o direttamente al banco, sufficienti per far apparire come "fresco" un prodotto che in realtà ha già superato la sua data di scadenza originaria. Il risultato di questo sistema, come denunciato dalle testimonianze raccolte, è che la carne può restare in vendita fino a 6-7 giorni oltre la scadenza stabilita, esposta sugli scaffali e venduta ai clienti ignari come se fosse stata confezionata quel giorno stesso.

Un meccanismo che, se confermato, configurerebbe gli estremi della frode in commercio, oltre a rappresentare un serio rischio per la sicurezza alimentare dei consumatori, esposti al consumo di carne conservata ben oltre i tempi previsti dalle normative igienico-sanitarie.

Il trucco della panatura: come si nasconde la carne deteriorata

Ma l'inchiesta di Federico Ruffo non si ferma alla semplice sostituzione delle etichette. Quando la carne è ormai troppo compromessa per essere "ripresentata" con un banale cambio di data, secondo quanto raccontato dal programma entra in gioco un secondo livello del sistema, ancora più subdolo: la trasformazione del prodotto.

In questi casi, la carne non più vendibile come taglio fresco viene tritata, mescolata o trasformata in preparazioni pronte alla cottura, come impanate o prodotti conditi con salse. Un passaggio che, secondo quanto emerso dalle testimonianze raccolte dagli inviati, ha uno scopo preciso: nascondere visivamente il cambiamento di colore che la carne assume quando inizia a deteriorarsi.

È proprio uno degli addetti coinvolti a fornire la frase più emblematica dell'intera inchiesta, una vera e propria denuncia in presa diretta: "con la panatura non si vede più il colore". Una dichiarazione che sintetizza in poche parole l'intero meccanismo: la panatura, la marinatura o l'aggiunta di salse non sono soltanto scelte di preparazione gastronomica, ma diventano, secondo quanto raccontato nell'inchiesta, uno strumento per mascherare i segni del deterioramento e rendere il prodotto nuovamente presentabile agli occhi del consumatore.

Un fenomeno che il pubblico conosce da tempo

Il tema della carne rietichettata non è del tutto nuovo per il pubblico italiano. Negli anni, diverse inchieste giornalistiche avevano già acceso i riflettori su pratiche simili in alcuni punti vendita, con testimonianze di dipendenti che raccontavano di essere stati istruiti a "cambiare le etichette" quando un prodotto rischiava di scadere prima di essere venduto. Ciò che rende particolarmente rilevante il nuovo servizio di Mi Manda RaiTre è la quantità di materiale filmato e la sistematicità con cui viene descritto il fenomeno, non come un caso isolato legato a un singolo punto vendita, ma come una prassi che, secondo le testimonianze raccolte, riguarderebbe diverse catene di supermercati conosciute a livello nazionale.

Lo speciale "Dimmi come mangi" non si è limitato al solo capitolo sulla carne rietichettata. La puntata, priva di dibattiti in studio e costruita interamente su immagini e testimonianze raccolte sul campo, ha riunito e aggiornato numerose inchieste che toccano diversi aspetti della filiera alimentare italiana: dalla movimentazione della carne nei mercati rionali nelle prime ore del mattino, fino alle indagini sull'origine delle materie prime utilizzate per prodotti di qualità come la bresaola IGP, passando per il mondo della ristorazione, dai ristoranti di sushi al fenomeno degli all you can eat a basso costo.

I rischi per la salute dei consumatori

Al di là dell'aspetto puramente commerciale e della violazione delle regole sulla concorrenza leale, la questione sollevata dall'inchiesta ha una rilevanza diretta per la salute pubblica. La carne è un alimento deperibile per definizione: il rispetto della catena del freddo e delle date di scadenza non è un vincolo burocratico, ma una misura essenziale per evitare la proliferazione di batteri patogeni che possono causare tossinfezioni alimentari, anche gravi, nei consumatori più fragili come bambini, anziani e persone immunodepresse.

Consumare carne che ha superato di diversi giorni la propria scadenza reale, magari camuffata da una nuova etichetta o nascosta sotto uno strato di panatura, espone quindi i cittadini a rischi concreti, spesso senza alcuna possibilità di accorgersene, dal momento che l'aspetto esteriore del prodotto viene deliberatamente alterato proprio per eludere ogni sospetto.

Cosa possono fare i consumatori

Di fronte a un fenomeno di questo tipo, gli esperti di sicurezza alimentare consigliano ai consumatori alcune buone pratiche di attenzione al momento dell'acquisto:

  • Verificare sempre con attenzione la data di confezionamento e di scadenza riportata sull'etichetta, controllando che non presenti segni di manomissione o sovrapposizioni.
  • Osservare il colore e l'aspetto della carne, diffidando di prodotti con colorazioni innaturalmente uniformi o troppo "brillanti".
  • Prestare particolare attenzione ai prodotti già lavorati, come impanate, carne condita o preparazioni pronte alla cottura, che per loro natura rendono più difficile valutare la freschezza reale dell'ingrediente principale.
  • Segnalare eventuali anomalie riscontrate agli organi di controllo competenti, come i NAS o le autorità sanitarie locali, oltre che direttamente alla direzione del punto vendita.

Le reazioni attese e i possibili sviluppi

Inchieste come quella condotta da Federico Ruffo hanno spesso avuto, in passato, l'effetto di accendere l'attenzione delle autorità di controllo, portando ad approfondimenti e verifiche presso i punti vendita coinvolti. Non è escluso che anche in questo caso, alla luce delle immagini e delle testimonianze raccolte da "Mi Manda RaiTre Presenta", possano essere avviati accertamenti da parte del Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri (NAS) o di altri organi preposti alla tutela della sicurezza alimentare, così come eventuali chiarimenti da parte delle catene di supermercati coinvolte nella vicenda.

Resta il fatto che il servizio, andato in onda in un momento particolarmente simbolico per la storia del programma, ha riportato al centro del dibattito pubblico un tema che riguarda direttamente le abitudini di consumo quotidiane di milioni di italiani, ricordando quanto sia importante, per i consumatori, mantenere alta l'attenzione anche di fronte ai prodotti apparentemente più semplici e familiari come la carne fresca acquistata al supermercato sotto casa.




Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...