Notizie dall'ultima ora di oggi gioved 5 Febbario, la Carta Docente 2025-2026 cambia volto: importo ridotto tra 380 e 400 euro, ma platea allargata a nuovi beneficiari. In arrivo a brevissimo, tra qualche ora o al massimo qualche giorno,il nuovo decreto in base alle ultime novità e indiscrezioni
Da 500 a 380-400 euro: come cambia l'importo del bonus e perché
Per la prima volta dalla sua istituzione, il valore della Carta non corrisponde più automaticamente a 500 euro. Le stime aggiornate oscillano tra i 380 e i 400 euro, con ipotesi in alcuni casi di importi anche inferiori (375 euro secondo alcune rilevazioni sindacali). Questo ricalcolo è conseguenza diretta del nuovo criterio di distribuzione introdotto dal decreto interministeriale emanato ai sensi della Legge 127/2025, che stabilisce l’assegnazione su base annuale e proporzionata al numero effettivo degli aventi diritto. In concreto, l’estensione del beneficio anche ai docenti con contratto a tempo determinato e al personale educativo ha comportato un aumento considerevole della platea, senza che vi fosse un contemporaneo incremento del fondo stanziato. Le risorse complessive sono state quindi ripartite su un maggior numero di persone, riducendo la quota individuale. Questo meccanismo è stato formulato per garantire equità nell’accesso ma ha sollevato interrogativi sull'effettiva capacità di ogni docente di godere appieno delle opportunità formative offerte. Una panoramica sulle principali cifre può essere riassunta nella tabella seguente:
| Anno |
Importo medio (€) |
| 2022-2025 |
500 |
| 2025/2026 |
380-400 (stimato) |
Il nuovo meccanismo garantisce maggiore inclusività ma comporta scelte più difficili sulle priorità di spesa, specialmente in un contesto in cui il costo della vita è cresciuto. Si tratta di una soluzione di compromesso fra diritto alla formazione per tutti e risorse disponibili, con l’obiettivo di mantenere la sostenibilità finanziaria della misura nel medio periodo.
Estensione della platea dei beneficiari: docenti di ruolo, supplenti e personale educativo
L’anno scolastico 2025/2026 segna un ampio allargamento dei destinatari del bonus. Secondo quanto disposto dal decreto n. 127/2025, il diritto al contributo non è più limitato ai docenti di ruolo, ma viene riconosciuto anche a:
- Docenti con contratto annuale a tempo determinato (fino al 31 agosto)
- Supplenti con incarico al termine delle attività didattiche (fino al 30 giugno)
- Personale educativo operante nelle scuole pubbliche
Questo incremento, stimato in circa 190.000-200.000 nuovi beneficiari secondo i dati ministeriali e sindacali, risponde alle pronunce giurisprudenziali che hanno sottolineato la necessità di garantire pari trattamento tra personale di ruolo e con contratto a termine.
L’ampliamento della platea viene riconosciuto come un passo verso l’inclusività e il riconoscimento delle professionalità che, pur senza un contratto stabile, contribuiscono all’attività scolastica.
Restano esclusi dal beneficio:
- il personale ATA
- categoria amministrativa-tecnica-ausiliaria
Il dibattito su questa esclusione resta aperto, specie tra i sindacati.
Il nuovo approccio introduce una maggiore equità percepita, pur con la conseguente erosione pro capite del valore del bonus, e potrebbe rappresentare uno stimolo a ulteriori riforme future per supportare anche altre categorie del personale scolastico.
Nuove regole di utilizzo: hardware, software, trasporti e altri acquisti consentiti
Oltre alla variazione degli importi, le normative aggiornate ridefiniscono le modalità di fruizione della Carta. A partire dal 2025/2026, i limiti nelle tipologie di beni e servizi acquistabili sono stati ulteriormente precisati per garantire un utilizzo più mirato e aderente alle esigenze professionali:
- Hardware e software: l’acquisto di dispositivi informatici (PC, tablet) e software è consentito esclusivamente in occasione della prima erogazione della Carta e, successivamente, ogni quattro anni. Quanti hanno già ricevuto il bonus in anni precedenti potranno acquistare tali strumenti solo nell’anno in corso e poi nuovamente dopo un quadriennio.
- Servizi di trasporto: la nuova regolamentazione prevede la possibilità di impiegare la somma per biglietti o abbonamenti utili alla mobilità professionale.
- Formazione e cultura: rimangono invariate le categorie per l’acquisto di libri, corsi di perfezionamento, master universitari, ingressi a musei, spettacoli e altri eventi culturali.
Le restrizioni recentemente introdotte sul comparto tecnologico sono motivate dall’esigenza di prevenire abusi e di orientare l’investimento verso elementi realmente funzionali all’aggiornamento della didattica.
Per ogni acquisto, resta obbligatorio il caricamento della documentazione fiscale e la validazione entro 90 giorni da parte degli esercenti abilitati.
Tempistiche, ritardi e criticità amministrative nell'erogazione della Carta 2026
L’anno scolastico corrente è stato caratterizzato da ritardi significativi nell’erogazione della Carta Docente. Le motivazioni affondano principalmente nella necessità di adeguarsi al nuovo assetto normativo, che ha comportato un allungamento delle tempistiche:
- Dal 2025/2026 è richiesto un decreto interministeriale da pubblicare entro il 30 gennaio di ogni anno, finalizzato a determinare i beneficiari effettivi e l’ammontare del bonus.
- L’identificazione dei nuovi aventi diritto, in particolare dei supplenti e del personale educativo, ha reso indispensabile attendere la chiusura di tutte le procedure amministrative legate alle nomine annuali e fino al termine delle attività didattiche.
Questa complessità gestionale ha sospeso, per molti insegnanti, la possibilità di programmare le proprie spese formative a inizio anno.
Molte segnalazioni sindacali denunciano anche la mancata erogazione degli arretrati delle annualità precedenti per una parte degli insegnanti.
Proteste e posizioni dei sindacati sulla riduzione dell'importo e i diritti dei docenti
La riduzione dell’importo disponibile per ciascun beneficiario ha incontrato forti resistenze tra le principali sigle sindacali del settore istruzione.
- CGIL Scuola ha annunciato azioni legali per chiedere il rispetto dei diritti contrattuali e la restituzione della tempistica originaria per le comunicazioni, considerata più funzionale alla programmazione personale degli insegnanti.
- Gilda e Uil Scuola hanno acceso il dibattito sul rischio di scaricare gli oneri di una riforma inclusiva direttamente sul personale docente, senza adeguare i fondi e senza misure compensative a livello di sistema.
Altro punto ricorrente nelle posizioni dei sindacati è la richiesta di
trasparenza e certezza sugli arretrati e la sollecitazione alla pubblicazione puntuale dei decreti attuativi. Le associazioni di categoria sottolineano
il paradosso di un sistema che predica investimenti sull’istruzione senza garantire risorse adeguate agli stessi operatori.
La nuova impostazione, pur ampliando la platea dei beneficiari, è quindi considerata insufficiente a garantire condizioni di reale parità, e foriera di ulteriori tensioni se non accompagnata da una revisione strutturale dei finanziamenti e delle procedure.
Impatto della riforma: vantaggi e criticità per i docenti e il sistema scolastico
La nuova disciplina della Carta Docente 2026 configura implicazioni molteplici per l’organizzazione e la qualità dell’istruzione nazionale. Tra i vantaggi principali risultano evidenti:
- Inclusività: l’accesso anche ai docenti precari e al personale educativo rappresenta un riconoscimento al ruolo svolto da tutte le professionalità della scuola.
- Flessibilità negli acquisti: la possibilità di usare la somma anche per i trasporti amplia il ventaglio delle opzioni, adattandosi a esigenze formative in presenza e a distanza.
Sul fronte delle
criticità emergono:
- Diminuzione effettiva delle risorse individuali: il budget più contenuto limita la possibilità di accesso a percorsi di formazione avanzati, master o dispositivi tecnologici di alta fascia.
- Incertezza nei tempi: la nuova tempistica e la mancata comunicazione tempestiva degli importi pongono gli insegnanti in condizione di incertezza e difficoltà previsionale nel programmare spese importanti.
- Adeguatezza del supporto tecnologico: gli interventi compensativi per le scuole (fondi per pc in comodato) non sostituiscono la dotazione personale e il potere di scelta garantito dal bonus individuale.
Queste dinamiche riflettono la difficoltà di bilanciare equità distributiva e reale investimento nelle competenze, in un settore dove la qualità della formazione continua è spesso legata proprio alla rapidità e all’autonomia nelle decisioni di spesa.