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Carta del docente 2026: l'importo sembra essere di 375 euro e sarà pagato questo mese. Facciamo chiarezza

di Marianna Quatraro pubblicato il
Carta docente 2026 importo sembra essere

L'importo della Carta del Docente 2026 potrebbe scendere a 375 euro, tra incertezze e possibili novità per i precari: cosa cambia, regole per gli acquisti e date di pagamento

Numerose segnalazioni raccolte da diverse fonti e portali di settore evidenziano che in questi giorni diversi docenti hanno riscontrato un accredito di 375 euro sulla piattaforma dedicata. Tuttavia nessuna comunicazione ufficiale è stata ancora fornita dal Ministero dell’Istruzione e del Merito rispetto all’entità definitiva del bonus per il 2026. Tale incertezza ha generato attese e frustrazione fra gli insegnanti, che si sono trovati ad affrontare l’avvio dell’anno scolastico senza il consueto voucher, tradizionalmente fissato a 500 euro negli anni precedenti.

L’attuale scenario normativo risente di una serie di ritardi burocratici: il decreto attuativo, fondamentale per sbloccare l’erogazione e fissare i criteri del beneficio, avrebbe dovuto essere pubblicato entro il 30 gennaio, ma al momento la piattaforma resta inaccessibile per molti e mancano dettagli ufficiali sulle modalità di utilizzo e sulle scadenze precise. Secondo quanto stabilito dalle norme, è il decreto interministeriale annuale a determinare la somma specifica spettante a ciascun docente, tenendo conto della platea e delle risorse disponibili.

Il panorama recente della Carta evidenzia due elementi centrali:

  • Il prolungamento dell’attesa, prima senza comunicazioni sulla disponibilità della carta e poi con il caricamento di un importo ridotto su alcune utenze;
  • L’assenza di trasparenza ufficiale e informazioni certe sulle motivazioni e sulle tempistiche di pagamento.

Perché la Carta del Docente potrebbe scendere a 375 euro: cause, estensione ai precari e fondo invariato

L’importo della Carta che potrebbe essere ricalcolato a 375 euro deriva da una combinazione di fattori normativi, giuridici e finanziari. Fino al 2025 la Carta del docente ha rappresentato uno strumento chiave per sostenere l’aggiornamento e la formazione continua, con una dotazione stabilmente attestata sui 500 euro annui. Tuttavia, dall’anno scolastico 2025/26 il quadro è mutato in seguito a significativi aggiornamenti legislativi.

Una delle modifiche più rilevanti deriva dall’estensione del bonus. A partire dall’anno scolastico in corso, il beneficio non è più destinato esclusivamente ai docenti a tempo indeterminato, ma anche:

  • Ai docenti precari con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile (fino al 31 agosto);
  • A quelli con contratto fino al termine delle attività didattiche (fino al 30 giugno);
  • Al personale educativo.
Il risultato è un ampliamento della platea di circa 190.000-200.000 unità, secondo stime recenti. Questo allargamento è frutto anche di pronunce giurisprudenziali che hanno sancito l’equiparazione dei diritti formativi tra personale di ruolo e precari, creando ruolo e obbligo istituzionale di integrare i nuovi destinatari nella misura.

Dal punto di vista operativo, tuttavia, il fondo stanziato dal Ministero non è stato proporzionalmente incrementato. Sebbene la Manovra 2025 abbia previsto un modesto incremento di risorse (60 milioni di euro, in aggiunta ai circa 380 milioni già stanziati), con la Manovra 2026 si è introdotto anche un prelievo forzoso dai capitoli relativi alla formazione del personale per coprire altre urgenze scolastiche. Il risultato è che, a fronte di una platea decisa­­mente più ampia, la somma annua complessiva è rimasta pressoché invariata o, in alcuni casi, soggetta a ulteriori riduzioni dovute a esigenze di bilancio.

Secondo diverse voci sindacali e tecniche, la riduzione sarebbe quindi una diretta conseguenza di questo doppio effetto:

  • Suddivisione della stessa risorsa su un numero maggiore di beneficiari, senza un corrispettivo aumento del budget complessivo;
  • Taglio delle disponibilità per la formazione a vantaggio di altre poste finanziarie, con il rischio di dare meno potere d’acquisto ai destinatari.
La stima che emerge è una diminuzione vicino al 25%: rispetto ai 500 euro tradizionali, si toccherebbe la soglia appunto di 375 euro. Il Ministero, in assenza di dichiarazioni ufficiali definitive, giustifica la scelta con motivazioni di natura tecnica e di sostenibilità finanziaria, lasciando però ancora margini di incertezza in attesa della conferma tramite decreto.

Cosa si può acquistare, nuove regole e calendario dei pagamenti 2026

Le spese ammissibili tramite Carta sono ora oggetto di regolamentazione aggiornata, a seguito delle recenti novità legislative. Dal 2025/26, oltre ai tradizionali corsi di aggiornamento e titoli di studio, sono introdotti nuovi limiti e possibilità:

  • Acquisto di hardware e software: consentito esclusivamente in occasione della prima erogazione della Carta e poi con cadenza quadriennale. Quindi, per chi ha già beneficiato in precedenza, sarà possibile usufruire del contributo per questi beni solo nel 2025/26 e successivamente ogni quattro anni.
  • Servizi di trasporto: introdotta la possibilità di acquistare abbonamenti o titoli di viaggio, purché finalizzati al raggiungimento della sede lavorativa o formativa.
  • Libri, pubblicazioni, riviste e strumenti musicali: restano ammissibili tra le spese.
  • Ingressi a musei, mostre, spettacoli dal vivo, biglietti per eventi culturali, teatro, cinema;
  • Corsi post lauream, master universitari, corsi di laurea magistrale e specialistica, se inerenti al profilo professionale.
  • Corsi per il potenziamento delle competenze, offerti da enti qualificati o accreditati presso il Ministero.
  • Prodotti di editoria audiovisiva correlati all’aggiornamento professionale.
Un aspetto rilevante è il limite per i beni tecnologici: il legislatore ha deciso di consentire un acquisto «quadriennale», riducendo quindi la frequenza con cui i docenti possono investire in dispositivi come PC, tablet o software specialistici.

Per quanto riguarda le tempistiche e il calendario, il decreto di assegnazione deve essere emanato entro il 30 gennaio di ogni anno, con una ricarica della piattaforma attesa tradizionalmente per febbraio. Tuttavia, per il 2025/2026 le operazioni risultano in ritardo e la piattaforma di gestione dei voucher viene sbloccata solo a seguito del completamento delle procedure di individuazione degli aventi diritto.

Fase Data prevista Stato attuale
Decreto interministeriale Entro 30 gennaio Pubblicazione in forte ritardo
Attivazione piattaforma voucher Primi giorni di febbraio Funzionalità parziale, importo da confermare
Possibilità di utilizzo residui Fino al 31 agosto Residui sommabili alla nuova quota





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