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Case a 1 euro, i bandi aperti attualmente tra fine 2025 e inizio 2026

di Marcello Tansini pubblicato il
Bandi per case a 1 euro

Le case a 1 euro rappresentano una concreta opportunità per chi sogna di acquistare un immobile a basso costo in Italia: dall'origine dei bandi alle offerte attese nel 2025-2026.

Il fenomeno delle case a 1 euro ha visto l'Italia protagonista di una strategia di rigenerazione urbana unica. A partire dal 2011, con i primi progetti attivati in piccoli centri della Sicilia come Gangi, numerosi borghi rurali e montani hanno adottato questa formula, che prevede la vendita a prezzo simbolico di immobili abbandonati. L'obiettivo chiaro, perseguito sia dalle amministrazioni sia da gruppi di cittadini, è la lotta allo spopolamento e il recupero del patrimonio architettonico e urbanistico dei centri storici in declino.

Questa iniziativa nasce per offrire una seconda chance a territori ormai trascurati, ripensando la vitalità economica e sociale delle comunità, favorendo anche l'arrivo di nuovi abitanti - italiani e stranieri - con il desiderio di mettere radici o investire, anche tramite piccole attività imprenditoriali locale. L'adesione si è allargata dal Mezzogiorno al Centro-Nord, diventando modello per interventi simili all'estero.

Come funzionano i bandi per le case a 1 euro in Italia

L'acquisizione di un immobile a 1 euro prevede un iter specifico, regolato da ciascun Comune che decide di aderire all'iniziativa. Ogni ente locale pubblica periodicamente un bando ufficiale, consultabile spesso sul proprio sito istituzionale, dove sono fissati tempi di apertura, le modalità di partecipazione e i dettagli sugli immobili disponibili.

Si parte dalla raccolta di proposte da parte dei proprietari intenzionati a cedere i loro immobili, passati poi sotto la supervisione dell'ente pubblico che agisce da garante nel processo di trasferimento e recupero dell'immobile stesso. I soggetti che possono partecipare all'acquisto sono sia persone fisiche che giuridiche, italiani o stranieri, purché dimostrino capacità economica e serietà d'intenti. Le fasi essenziali del processo sono:

  • Presentazione della manifestazione d'interesse e dei documenti richiesti.
  • Visita obbligatoria dell'immobile per valutare lo stato reale.
  • Stipula di un atto notarile per la cessione a 1 euro.
  • Deposito di una cauzione/fideiussione, generalmente tra 1.000 e 5.000 euro, a garanzia dell'impegno alla ristrutturazione.
  • Obbligo di presentazione e approvazione di un progetto di recupero entro termini stabiliti (solitamente 6 mesi).
  • Avvio dei lavori entro 12 mesi dal permesso di costruire e completamento in massimo 36 mesi, salvo condizioni diverse indicate dal Comune.
I regolamenti non sono uniformi, in assenza di una legge nazionale. Alcune regioni e amministrazioni offrono supporto tecnico e incentivi aggiuntivi. È importante prestare attenzione ai bandi: ogni bando prevede requisiti e modalità proprie, e la non osservanza delle tempistiche può comportare la perdita della cauzione e la nullità dell'acquisto.

Bandi e opportunità tra fine 2025 e inizio 2026

Tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, numerosi Comuni italiani hanno rilanciato o avviato nuovi bandi legati alle case a 1 euro, adattando le offerte alle mutate esigenze delle comunità locali e alle nuove disposizioni in materia di incentivi. Le opportunità si stanno ampliando soprattutto nei borghi del Sud, ma anche nel Centro-Nord vengono coinvolti centri montani, frazioni isolate e realtà costiere oggetto di spopolamento. Si registrano:

  • Nuove finestre temporali nei bandi del Trentino (ad esempio le domande per contributi sugli immobili abbandonati potevano essere presentate tra maggio e giugno, o tra novembre e dicembre 2025).
  • Bandi tematici per la Toscana diffusa, con graduatorie sui contributi per chi acquista e trasferisce la residenza entro i limiti di tempo stabiliti.
  • Nella regione Sardegna e nel Sud Italia, non solo sono stati confermati i progetti per la rivitalizzazione mediante case simboliche, ma si è rafforzata la dotazione finanziaria per i bonus abbinati all'acquisto e all'apertura di nuove attività.
  • Progetti speciali in Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto per chi investe nella riqualificazione dei centri storici e cerca soluzioni integrate tra acquisto, ristrutturazione e incentivi regionali.
Molti bandi richiedono ormai che i lavori siano eseguiti da imprese locali e si pone attenzione crescente agli aspetti di sostenibilità energetica e di coerenza con la tradizione architettonica. I dati delle graduatorie e le tempistiche di concessione delle risorse sono pubblicati sui portali istituzionali delle Regioni, evidenziando la crescente adesione di famiglie, giovani coppie e investitori esteri che guardano al 2026 come un anno di ulteriore crescita per l'iniziativa.

Case a 1 euro regione per regione: le offerte 2025-2026

L'elenco completo è in continua evoluzione e va aggiornato attraverso i portali ufficiali delle Regioni e dei singoli Comuni, con una crescita dell'offerta nel Sud Italia e nelle aree interne a rischio demografico:

Regione

Comuni coinvolti / Iniziative speciali

Valle d'Aosta

Oyace (in fase di attuazione); bandi rivolti a recupero di immobili rurali

Piemonte

Borgomezzavalle, Carrega Ligure, Rive (cataloghi online e bandi mirati)

Lombardia

Montalto Pavese (iniziative locali nell'Oltrepò Pavese)

Veneto

Green Communities Piccole Dolomiti: decine di piccoli centri da Posina a Schio, Recoaro Terme e Valdagno

Trentino-Alto Adige

Bandi di recupero e incentivi speciali alla riqualificazione; comuni come Borgo Chiese, Castello Tesino, Tre Ville

Liguria

Triora, Pignone, Santo Stefano d'Aveto promuovono azioni a prezzo simbolico

Emilia-Romagna

Casteldelci e micro-comuni in aree montane; bandi per sostegno affitto e residenzialità

Toscana

Fabbriche di Vergemoli, Montieri, bando regionale Toscana diffusa 2025

Marche

Cantiano, Monte Urbano (promozione del patrimonio storico e ricettivo)

Lazio

Patrica, Maenza, Graffignano (ripopolamento borghi medievali)

Abruzzo

Penne, Pratola Peligna, Lecce nei Marsi (progetti per famiglie e giovani), Casoli

Molise

Petrella Tifernina, Sant'Elia a Pianisi (bandi snelli e incentivi), Castropignano

Campania

Guardia Sanframondi, Zungoli, Bisaccia, Pietramelara (iniziative di recupero centri storici)

Puglia

Biccari (anche oltre la formula a 1 euro), Taranto (riqualificazione città vecchia)

Basilicata

Chiaromonte, Laurenzana, Acerenza (incentivi alla residenzialità e recupero)

Calabria

Cinquefrondi, Gasperina, numerose località montane e costiere

Sicilia

Sambuca di Sicilia, Gangi, Delia, Regalbuto, Cammarata, Piazza Armerina, Mussomeli, Troina

Sardegna

Ollolai, Bonnanaro, Montresta: bandi per acquisto immobiliare + bonus imprese e residenza

Regolamenti, vincoli e obblighi per le case a 1 euro

Chi intraprende questa opportunità deve sapere che acquisto e ristrutturazione sono sempre legati a stringenti obblighi regolamentari. L'acquirente viene tenuto a:

  • Presentare e far approvare un progetto di restauro, rispettando i vincoli urbanistici e storici locali.
  • Avviare i lavori di recupero entro i tempi fissati (generalmente massimo un anno dalla firma del contratto).
  • Completare gli interventi entro la scadenza stabilita, pena perdita della cauzione e/o revoca del titolo di proprietà.
  • Assumersi totalmente le spese notarili, catastali e per l'adeguamento dell'immobile, oltre agli oneri tributari e amministrativi.
  • In alcuni casi, obbligo di prendere residenza nell'immobile o di non alienarlo per un periodo minimo (da 5 a 10 anni dipende dai bandi specifici).
Vincoli aggiuntivi possono includere il divieto di modificare l'aspetto esterno nei centri storici e l'obbligatorietà di impiegare materiali tradizionali. Per i residenti stranieri viene richiesto il codice fiscale italiano; per l'avvio lavori può essere richiesta una cauzione a garanzia, restituita a progetto concluso. Ogni Comune pubblica i regolamenti completi sul sito istituzionale nella sezione Bandi e Avvisi: è indispensabile leggerli in dettaglio prima di aderire.

Costi reali e incentivi fiscali legati all'acquisto di case a 1 euro

Il prezzo simbolico dell'immobile rappresenta solo una piccola parte degli oneri da sostenere. Le spese principali coinvolgono:

  • Ristrutturazione, con preventivi medi da 15.000 a 40.000 euro a seconda delle condizioni e della metratura.
  • Imposte di registro, ipotecarie e catastali.
  • Parcella notarile e costi amministrativi per volture e sanatorie (quando richieste).
  • Fideiussione richiesta dai Comuni come deposito cauzionale, tra 1.000 e 5.000 euro, normalmente rimborsata a opere ultimate.
  • Allacciamento utenze e costi tecnici (urbanizzazione primaria, forniture energetiche, idriche e del gas).
Il quadro nazionale degli incentivi è assai vario. Oltre ai bonus statali per la ristrutturazione edilizia, i singoli bandi possono prevedere:
  • Riduzioni IMU, TARI e altre imposte comunali.
  • Bonus per l'efficientamento energetico.
  • Sgravi per chi apre nuove attività o investe nell'ambito turistico o ricettivo.
  • Contributi a fondo perduto per giovani, donne e imprese (specialmente nelle aree del Mezzogiorno e nei progetti regionali bonus montagna, bonus borghi, Toscana Diffusa e analoghi).
Di norma, il costo reale complessivo per portare a termine un progetto di questo tipo parte da circa 20.000 euro. Gli incentivi e le deduzioni fiscali - anche cumulabili - possono incidere in modo significativo, specialmente per i nuclei familiari che intendano risiedere stabilmente in zone svantaggiate e contribuire così alla crescita socio-economica locale.

Esperienze e consigli per acquistare una casa a 1 euro

Diverse testimonianze di acquirenti, italiani e stranieri, raccontano che il percorso si è dimostrato, nella maggior parte dei casi, sostenibile dal punto di vista burocratico, purché si affrontino sin dall'inizio:

  • Una scrupolosa valutazione delle condizioni dell'immobile tramite periti o tecnici di fiducia; la casa è spesso fatiscente e richiede un investimento reale nella ristrutturazione.
  • Preparazione dei documenti e rispetto scrupoloso delle tempistiche previste dal bando.
  • Ricorso, quando necessario, a professionisti locali (notai, architetti, ingegneri) che conoscono i regolamenti e possono evitare costi imprevisti o errori nei progetti.
  • Mantenimento di una buona comunicazione con il Comune, fondamentale sia nelle fasi di acquisto che durante la ristrutturazione.
  • Attenzione alle eventuali spese nascoste, legate ad urbanizzazione, allacci e oneri accessori.
  • Considerazione delle opportunità offerte dagli incentivi regionali o statali e verifica, tramite consulenza tecnica, della possibilità di cumularne più di uno.
Esperienze dirette citano tempi rapidi e soddisfazione per il supporto ricevuto dagli enti locali, soprattutto nei casi di piccoli centri che vedono in questi acquisti una vera occasione di rilancio. Tuttavia, la pazienza e la pianificazione restano qualità essenziali: prendere parte ai bandi delle case a 1 euro significa diventare protagonisti di un progetto di sviluppo locale, contribuendo attivamente alla rinascita sociale ed economica dei piccoli borghi italiani.