Nel 2026 l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente si rinnova, segnando una svolta importante per molte famiglie italiane. L’inizio dell’anno ha portato infatti l’entrata in vigore di regole aggiornate, stabilite dalla Manovra Finanziaria 2026, finalizzate a migliorare l’accesso alle misure di inclusione sociale e rendere l’ISEE più aderente alle reali necessità dei nuclei familiari, in particolare quelli con figli a carico. Questa revisione è stata fortemente richiesta dalle associazioni dei consumatori e sostenuta dai principali enti di assistenza, puntando a conciliare le esigenze di equità con quelle di sostenibilità del sistema di welfare.
Le nuove modalità di calcolo sono state introdotte per garantire:
- Maggiore uniformità nella valutazione delle condizioni economiche dei nuclei
- Vantaggi concreti per chi sostiene spese rilevanti per la famiglia (es. figli, abitazione principale)
- Allineamento alle esigenze di inclusione, soprattutto per le famiglie numerose o con componenti fragili
Voci, valori e termini dell’ISEE 2026: significato ed esempi pratici
L’analisi delle
voci centrali dell’
ISEE 2026 aggiornato permette di comprendere come vengono esaminate la ricchezza e la composizione familiare per determinare il diritto alle principali agevolazioni. Di seguito una guida dettagliata alle principali componenti:
Il valore dell’abitazione principale viene determinato sulla base della rendita catastale (rivalutata), ma l’importo coperto dalla franchigia non viene computato nell’ISEE. In caso di famiglia con tre figli in una grande città, la franchigia potrebbe così salire fino a 125.000 euro. Le voci inserite nel modello sono le seguenti:
- Dati anagrafici del richiedente e dei familiari;
- Nucleo familiare: la base del calcolo coincide generalmente con la famiglia anagrafica, cioè il gruppo di persone conviventi alla data di presentazione della DSU. Non mancano casi particolari: genitori separati (solo legale separazione, non semplice residenza diversa), figli studenti fuori sede ma ancora fiscalmente a carico, e casi di coniugi con doppia residenza che fanno comunque nucleo unico a fini ISEE.
- Redditi: per l’ISEE 2026 i redditi di riferimento sono quelli percepiti nel 2024, inclusi stipendi, pensioni, redditi da immobili, assegni periodici, rendite di ogni tipo. In presenza di figli studenti o familiari a carico, i loro redditi vanno inclusi salvo superamento delle soglie di legge.
- Patrimonio mobiliare: comprende saldi bancari, depositi, azioni, obbligazioni, fondi, polizze e prodotti finanziari posseduti al 31/12/2024. Da quest’anno sono esclusi titoli di Stato e prodotti postali fino a 50.000 euro dal calcolo totale, misura pensata per non penalizzare chi risparmia per motivi di sicurezza o salute.
- Patrimonio immobiliare: nel 2026 il valore della casa di abitazione incide in modo molto più attenuato grazie a franchigie più elevate:
- 91.500 euro di franchigia per la maggior parte delle famiglie
- 120.000 euro per chi risiede nei capoluoghi delle città metropolitane
- +2.500 euro per ciascun figlio convivente successivo al primo
- Scala di equivalenza: strumento che tiene conto della composizione e delle fragilità del nucleo. Il valore “puro” (reddito+patrimonio) viene diviso per un coefficiente che aumenta in presenza di figli e disabili. Dal 2026 sono state rafforzate le maggiorazioni, in particolare:
- per 2 figli: +0,10
- per 3 figli: +0,25
- per 4 figli: +0,40
- per 5 o più figli: +0,55
- maggiorazione per ogni componente con disabilità
Esempio pratico 1: Famiglia con due genitori residenti a Verona (capoluogo metropolitano) e tre figli conviventi. Casa di proprietà con rendita catastale rivalutata 115.000 euro, saldo conti bancari complessivo: 8.000 euro, titoli di Stato sottoscritti: 20.000 euro. Reddito lordo familiare: 31.000 euro.
- Franchigia casa: 120.000 + 2.500 (secondo figlio) + 2.500 (terzo figlio) = 125.000 euro
- L’intero valore della prima casa viene escluso dal computo. I titoli di Stato sono da non conteggiare perché sotto il limite.
- La presenza di tre figli aumenta notevolmente il coefficiente della scala di equivalenza, riducendo così l’indicatore finale e permettendo l’accesso più agevole a bonus e contributi.
Esempio pratico 2: Genitore single, residente in provincia, con un figlio minorenne a carico, abitazione principale con valore catastale 90.000 euro, nessun patrimonio finanziario, reddito annuo 14.000 euro.
- Franchigia: 91.500 euro
- Il valore della casa viene per intero azzerato nel calcolo. Migliora la situazione rispetto agli anni precedenti anche grazie all’aumento della scala per la presenza del minore.
Altre voci tecniche ricorrenti:
- DSU: Dichiarazione Sostitutiva Unica, modulo necessario per la richiesta e il calcolo
- ISEE corrente: versione aggiornata rapidamente dell’indicatore, utilizzabile se la situazione economica del nucleo peggiora nell’anno di riferimento rispetto ai dati ordinari
- ISEE minorenni: variante specifica richiesta per prestazioni collegate alla presenza di figli minori
- “Componente aggiuntiva”: soggetto non convivente (es. genitore non residente) che, secondo le regole, deve comunque essere incluso nel calcolo per la valutazione completa del nucleo
Questa struttura fornisce una fotografia attendibile della capacità di spesa e dei carichi familiari, riducendo distorsioni e garantendo una maggiore efficienza nell’accesso alle agevolazioni.
Novità 2026: cosa cambia nell’ISEE, per chi e con quali impatti
L’anno in corso introduce una serie di novità operative e normative che incidono sulla determinazione dell’indicatore, non solo nei valori ma anche nelle modalità di utilizzo e nei controlli:
- Applicazione selettiva: le nuove regole valgono solo per specifiche prestazioni, tra cui Assegno Unico, Assegno di Inclusione, Bonus Asilo Nido, Supporto alla Formazione e Bonus Nuovi Nati. Per altri benefici resta in vigore il metodo ordinario.
- Franchigie più elevate: l’aumento delle soglie per l’abitazione principale consente a molte famiglie con immobili di evitare che il valore della casa innalzi artificiosamente l’indicatore, rendendo più semplice ottenere benefici. Il salto da una franchigia di 52.500 euro a oltre 90.000 euro rappresenta una rivoluzione per la classe media, specialmente nelle aree metropolitane.
- Maggiorazione delle scale di equivalenza: l’aumento dei coefficienti per figli e disabili abbassa sensibilmente l’indicatore nei casi di famiglie numerose e in condizione di fragilità, aumentando importi e probabilità di accesso ai sostegni.
- Titoli di Stato esclusi fino a 50.000 euro: misura utile per chi accantona risparmi per spese sanitarie o impreviste. Questa modifica evita improvvisi salti di fascia in famiglie prudenti ma non ricche.
- Procedura transitoria online: fino all’arrivo del decreto direttoriale che aggiornerà la modulistica, l’INPS ha predisposto una funzionalità provvisoria sul Portale Unico ISEE per permettere di consultare in tempo reale il valore aggiornato dell’indicatore. L’accesso richiede autenticazione con identificativo digitale.
- Attenzione alla composizione del nucleo: errori frequenti nelle autodefinizioni (specialmente in caso di genitori separati o residenze diverse) possono comportare la perdita di benefici o sanzioni. INPS verifica sempre più spesso, anche a campione, i dati forniti.
- Ricalcolo automatico delle sospensioni: tutte le domande respinte tra fine 2025 e gennaio 2026 sulla base dell’ISEE vecchio modello vengono automaticamente riesaminate. Le famiglie coinvolte riceveranno una comunicazione degli esiti senza dover ripresentare la domanda.
Gli
impatti principali riguardano dunque:
- famiglie con più figli, che trovano notevole beneficio dalla crescita delle maggiorazioni
- proprietari di prima casa in centri urbani, prima penalizzati da valori catastali alti
- chi dichiara risparmi in titoli di Stato ora esclusi dal conteggio
- nuclei con disabilità o malattia rara, grazie a una migliore correlazione tra indicatore e reale capacità di spesa
Non cambiano invece le soglie d’accesso per tutte le altre prestazioni legate all’ISEE ordinario. Restano fondamentali i controlli INPS sulle DSU, con verifiche a posteriori fino a sette anni. Chi fornisce dati falsi rischia sanzioni amministrative e penali, nonché la perdita dei benefici già erogati.
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