Aumentano i furti registrati presso le casse automatiche dei supermercati, che secondo alcune stime arrivano fino al 30% rispetto ai punti vendita con sole casse tradizionali, e la grande distribuzione sta ripensando l'organizzazione dei propri punti vendita. La situazione.
Le casse automatiche dei supermercati, introdotte per velocizzare la spesa e ridurre le code, si stanno trasformando in un problema serio per la grande distribuzione. Secondo diverse rilevazioni del settore retail, i furti nei punti vendita che utilizzano il self checkout sarebbero aumentati fino al 30% rispetto ai tradizionali punti cassa presidiati da personale. Un fenomeno che sta spingendo molte catene a rivedere le proprie strategie, arrivando in alcuni casi a reintrodurre le casse tradizionali o a rafforzare i sistemi di controllo.
Il self checkout nei supermercati si basa su un principio semplice: è il cliente stesso a scansionare, pesare ed etichettare i prodotti che intende acquistare, senza l'intervento diretto di un operatore. Questo sistema, se da un lato riduce i tempi di attesa e i costi del personale per le aziende, dall'altro elimina il controllo visivo costante che un cassiere tradizionale garantisce durante ogni transazione.
L'assenza di un addetto dedicato crea quello che gli esperti di sicurezza retail definiscono un vuoto di sorveglianza. Anche quando sono presenti telecamere e un supervisore che gestisce più postazioni contemporaneamente, risulta molto più difficile individuare in tempo reale comportamenti sospetti o piccole irregolarità durante la scansione della merce.
A questo si aggiunge un fattore psicologico non trascurabile: molte persone che non ruberebbero mai da una cassa tradizionale, davanti a una macchina percepiscono il gesto come meno grave o meno rischioso, complice anche la sensazione di anonimato e la minore presenza umana diretta.
Gli operatori della sicurezza e le aziende di loss prevention hanno individuato negli anni alcune tecniche ricorrenti con cui vengono compiuti i furti alle casse automatiche. Ecco le principali:
Una delle tecniche più conosciute è quella dello scambio di etichetta, chiamata anche banana trick nel gergo internazionale del retail. Consiste nell'applicare, o semplicemente presentare al lettore ottico, il codice a barre di un prodotto economico su un articolo di valore molto più alto. Un esempio tipico è quello di scansionare l'etichetta di un ortaggio a basso costo mentre nel carrello si trova, ad esempio, una confezione di carne o di pesce dal prezzo ben superiore.
Questa pratica è particolarmente insidiosa perché, dal punto di vista del sistema di pagamento, la transazione risulta perfettamente regolare: il codice scansionato corrisponde a un prodotto realmente pagato, anche se non è quello effettivamente prelevato dagli scaffali.
Un secondo trucchetto molto diffuso per un furto nei supermercati è quello dei prodotti non scannerizzati, definito talvolta pass around. In questo caso il cliente fa passare l'articolo vicino al lettore ottico senza che il codice a barre venga effettivamente letto, per poi riporlo direttamente nella busta o nel carrello come se fosse già stato pagato. Il movimento è studiato per sembrare naturale agli occhi di un eventuale supervisore che osservi la scena da lontano, ma in realtà il prodotto non viene mai registrato dal sistema di cassa.
Una variante di questa tecnica riguarda i prodotti sfusi, come frutta e verdura, per i quali l'utente deve selezionare manualmente la voce corretta sul touch screen: in questi casi capita che venga selezionata una categoria di prodotto meno costosa rispetto a quella reale, oppure che il peso non venga dichiarato correttamente.
Esiste poi la tecnica del carrello nascosto, in cui alcuni articoli vengono lasciati volutamente nella parte bassa del carrello, fuori dalla visuale della postazione self checkout, senza mai essere avvicinati al lettore. Il cliente scansiona regolarmente la maggior parte della spesa, così da non destare sospetti, ma omette consapevolmente uno o più prodotti più ingombranti o difficili da notare durante un controllo visivo veloce.
Molte casse automatiche sono dotate di una bilancia di controllo che verifica la corrispondenza tra il peso dichiarato e quello effettivo dei prodotti nel sacchetto. Alcuni tentativi di furto puntano proprio a ingannare la bilancia, ad esempio sostituendo un prodotto pesante con uno più leggero dopo la scansione, oppure sfruttando i momenti in cui il sistema è temporaneamente meno sensibile, come durante l'inserimento di più articoli in sequenza rapida.
Un ulteriore metodo, meno comune ma comunque segnalato dagli addetti alla sicurezza, riguarda la creazione o l'applicazione di codici a barre falsificati o stampati artigianalmente, riconducibili a prodotti diversi da quelli realmente acquistati. Si tratta di una pratica più elaborata rispetto alle altre, ma che negli ultimi anni ha iniziato a diffondersi anche grazie alla facilità con cui è possibile reperire informazioni online.
Per contrastare l'aumento dei furti, le catene della grande distribuzione stanno investendo in diverse soluzioni tecnologiche e organizzative:
Le motivazioni di questa scelta non riguardano soltanto la lotta ai furti, ma anche altri fattori legati all'esperienza del cliente. Molte persone, in particolare le fasce di età più avanzate, trovano il self checkout poco intuitivo o macchinoso, e preferiscono il rapporto diretto con un cassiere. Inoltre, i tempi di attesa alle casse automatiche possono paradossalmente allungarsi in presenza di spese numerose o di articoli sfusi da pesare, annullando il vantaggio in termini di velocità che dovrebbe caratterizzare questo sistema.
Sul fronte economico, alcune analisi del settore hanno evidenziato come i costi legati ai furti e alla manutenzione delle apparecchiature possano in certi casi superare il risparmio ottenuto riducendo il personale addetto alle casse. Questo bilancio ha spinto diverse aziende a rivalutare il rapporto tra casse automatiche e casse tradizionali, puntando su un modello ibrido che mantenga entrambe le opzioni a disposizione dei clienti, ma con una presenza più massiccia di personale di controllo.
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...