La Certificazione Unica 2026 presenta novità e scadenze fondamentali per pensionati, dipendenti e autonomi. Dalle tipologie di modello alle modalità di invio, passando per esoneri, nuovi benefit e sanzioni, ecco cosa cambia quest’anno.
Ogni inizio anno fiscale porta con sé appuntamenti imprescindibili per lavoratori, pensionati, autonomi e consulenti. Tra questi, quello della Certificazione Unica (CU) si conferma centrale nel panorama delle dichiarazioni fiscali italiane. La CU rappresenta infatti lo strumento ufficiale con cui vengono attestati i redditi percepiti e le relative ritenute effettuate nell’anno precedente. Con l’edizione 2026, la normativa ha introdotto alcune puntualizzazioni e lievi aggiornamenti sulle scadenze, sulle modalità di trasmissione e sulla compilazione
La Certificazione Unica è il documento fiscale annuale che riporta i redditi corrisposti e le ritenute operate da parte dei sostituti d’imposta, assicurando completezza informativa sia al contribuente sia all’Agenzia delle Entrate. Eroga un riepilogo dettagliato di:
La disciplina prevede due distinti modelli di Certificazione Unica per rispondere a esigenze diverse:
La tempistica 2026 prevede segnate scadenze differenziate a seconda della categoria reddituale e del soggetto percettore:
| Categoria Reddito | Termine trasmissione all’Agenzia | Termine consegna al contribuente |
| Lavoro dipendente, pensioni, assimilati | 16 marzo 2026 | 16 marzo 2026 |
| Lavoro autonomo abituale, provvigioni continuative | 30 aprile 2026 | 16 marzo 2026 |
| Redditi esenti o non dichiarabili nel precompilato | 31 ottobre 2026 | 16 marzo 2026 |
Quando la scadenza cade in un giorno festivo, questa viene posticipata al primo giorno utile successivo. I tempi per la consegna al lavoratore, pensionato o collaboratore restano invece sempre fermi alla metà di marzo, sia che si tratti di documenti cartacei sia che si opti per l’invio digitale (salvo casi particolari). Nel caso di cessazione anticipata del rapporto di lavoro o richiesta degli eredi, i termini si accorciano a 12 giorni dalla domanda. Il rispetto delle date rappresenta un parametro imprescindibile, anche in vista dei controlli automatici e delle verifiche per l’accesso a detrazioni, bonus e agevolazioni legate all’ISEE.
La procedura di trasmissione telematica delle certificazioni si svolge attraverso i servizi Entratel e Fisconline, direttamente accessibili dai sostituti d’imposta o tramite delega a intermediari abilitati (commercialisti, consulenti del lavoro, CAF). Il sistema informatico rilascia apposita ricevuta di avvenuta trasmissione, conservabile come prova.
Le modalità di invio prevedono tre possibili tipologie:
Dal 2024 non sono più tenuti a rilasciare la CU i committenti che corrispondono compensi a contribuenti in regime forfettario o di vantaggio, come da D.Lgs. 1/2024, in virtù della generalizzazione della fatturazione elettronica per queste categorie. Tuttavia, alcune eccezioni permangono:
Pensionati: le CU vengono sempre consegnate per via telematica dagli enti previdenziali (INPS e altri).
Lavoratori autonomi: le CU evidenziano le tipologie reddituali, causali di pagamento, dati relativi alle ritenute e i contributi previdenziali obbligatori. Dal 2026, per molte categorie in regime forfettario, l’obbligo di rilascio CU è abolito, salvo eccezioni normative.
Per tutti i percettori: la CU risulta indispensabile per la compilazione sia del modello 730 precompilato che del modello Redditi, oltre che per la domanda ISEE e per l’accesso ad agevolazioni fiscali e contributive.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...