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Dis-Coll 2025-2026 quando viene annullata o cambia importo con nuova legge sulla sicurezza

di Marianna Quatraro pubblicato il

Quali sono i casi in cui l'indennità Dis Coll può essere ridotta e addirittura annullata dopo l'approvazione del nuovo Decreto Sicurezza sul Lavoro

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La Dis-Coll rappresenta una misura di sostegno rivolta ai collaboratori coordinati e continuativi, compresi gli assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata INPS. Questa indennità nasce per garantire un ammortizzatore sociale a chi perde involontariamente il lavoro e non ha accesso ad altre prestazioni di disoccupazione come la NASpI.

Si rivolge a una platea specifica di lavoratori autonomi, inclusi coloro che operano tramite contratti di collaborazione, ma restano esclusi i titolari di pensione o altre forme di sostegno analoghe, così come i titolari di partita IVA attiva.

Requisiti e modalità di accesso alla Dis-Coll nel biennio 2025-2026

L’accesso alla Dis-Coll per il periodo 2025-2026 resta disciplinato dalla normativa vigente con alcune novità introdotte dagli interventi legislativi recenti. I principali requisiti prevedono:

  • Iscrizione alla Gestione Separata INPS in via esclusiva;
  • Status di disoccupazione involontaria dopo la cessazione del rapporto di collaborazione;
  • Almeno un mese di contribuzione accreditata nella Gestione Separata nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
  • L’assenza di contemporanea titolarità di trattamenti pensionistici diretti o indiretti;
  • Mancanza della titolarità contemporanea di partita IVA attiva (eccetto casi particolari come i compensi arretrati o cessazione di attività ante domanda);
  • La presentazione della domanda nei termini indicati (solitamente entro 68 giorni dalla conclusione del rapporto di lavoro).
La durata e l’importo dell’indennità sono calcolati sulla base dei contributi versati e dei compensi percepiti nell’anno precedente. Il trattamento economico potrà essere rideterminato annualmente, con eventuali adeguamenti Istat e modifiche legate ai limiti di reddito individuale.

Come si presenta la domanda per ottenere la Dis-Coll

Per accedere alla Dis Coll, occorre presentare domanda esclusivamente attraverso i canali telematici dell’INPS o affidarsi ai servizi di patronato/caf. I passaggi necessari prevedono:

  • Accesso all’area personale tramite SPID, CIE o CNS.
  • Compilazione della richiesta indicando i dati anagrafici, quelli relativi al rapporto di collaborazione cessato e gli estremi della posizione assicurativa nella Gestione separata.
  • Allegazione della documentazione richiesta, tra cui il contratto di collaborazione e le eventuali comunicazioni di cessazione del rapporto di lavoro.
L’INPS verifica la regolarità contributiva, lo status di disoccupazione e la presenza dei requisiti, procedendo alla liquidazione dell’indennità entro i termini previsti dalla normativa, generalmente entro 45 giorni lavorativi dalla ricezione della domanda completa.

L’iter prevede l’invio di tutte le informazioni necessarie online e la possibilità di monitorare lo stato di avanzamento della pratica attraverso la piattaforma digitando l’apposito codice pratica. Per l’ammissione al beneficio è fondamentale la tempestività nella presentazione della richiesta al fine di non incorrere in decadenze.

Quando l'importo della Dis-Coll può cambiare con il nuovo decreto sicurezza sul lavoro

Con la recente approvazione del nuovo decreto sulla sicurezza sul lavoro, il calcolo della Dis-Coll può subire variazioni in circostanze specifiche. L’aggiornamento legislativo introduce, infatti, nuovi criteri legati non solo alla contribuzione, ma anche alle indennità e ai trattamenti spettanti in caso di infortuni o malattie professionali. Inoltre:

  • L’importo sarà oggetto di revisione in presenza di periodi coperti da cassa integrazione o da altre prestazioni integrative riconducibili a eventi di sicurezza sul lavoro.
  • In caso di concessione di benefici aggiuntivi o di maggiorazioni previste dal decreto per le situazioni di infortunio o rischio professionale, vi può essere una rimodulazione, al rialzo o al ribasso, delle somme mensili erogate.
  • La legge prevede infine che le modifiche alle soglie di reddito personale annuo, se recepite nell’anno di riferimento, avranno effetti diretti sul calcolo dell’importo mensile e sull’eventuale riconoscimento di maggiorazioni aggiuntive, come stabilito dalla normativa di settore.
È previsto un costante allineamento tra i nuovi importi stabiliti a livello nazionale e i criteri locali di compatibilità con altre forme di sostegno al reddito, anche grazie all’adozione di sistemi di verifica automatica dei dati anagrafici, di reddito e di contribuzione.

I casi di annullamento della Dis-Coll: novità e conferme normative

L’annullamento dell’indennità può avvenire in presenza di precisi motivi, alcuni dei quali ribaditi o modificati dalle recenti disposizioni. Tra i motivi più frequentemente riscontrati si segnalano:

  • Perdita dello status di disoccupato a seguito di nuova occupazione come collaboratore, lavoratore autonomo o dipendente;
  • Superamento dei limiti reddituali stabiliti dalla legge per l’anno di riferimento;
  • Mancato rispetto degli obblighi di comunicazione verso l’INPS riguardo a una variazione delle condizioni personali o lavorative;
  • Constatazione dell’incompatibilità con altre indennità previdenziali o assistenziali (per esempio, se il beneficiario inizia a percepire NASpI o altre forme di sostegno al reddito);
  • Errore o omissione nella presentazione della domanda o nell’indicazione dei requisiti anagrafici, contributivi o di status occupazionale;
  • Decadenza dei requisiti legali per particolari casi, come la sopraggiunta pensione diretta o altri eventi che blocchino il diritto a percepire la prestazione.
Gli aggiornamenti normativi per il 2025-2026 confermano la necessità di verifica periodica dei requisiti da parte dell’ente erogatore, con particolare attenzione ai flussi di reddito e ai cambiamenti delle condizioni lavorative. Sono previste sanzioni in caso di dichiarazioni false o omesse e la richiesta di restituzione di quanto indebitamente percepito secondo quanto previsto dalle circolari interpretative INPS e disposizioni legislative vigenti.




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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...