Un viaggio tra passioni, rarità e record: chi è David Lee, nuovo proprietario dell’unica Ferrari 250 GTO bianca al mondo, aggiudicata per 38 milioni, il valore esclusivo dell’auto e il suo ruolo nel collezionismo.
Un esemplare senza pari nel panorama delle auto da collezione ha catalizzato l’attenzione degli appassionati e degli esperti durante la recente asta Mecum di Kissimmee, in Florida. Protagonista assoluta è stata una Ferrari 250 GTO del 1962: la sola in livrea Bianco Speciale mai prodotta dalla casa di Maranello, messa all’incanto dopo decenni trascorsi oltreoceano. Il valore realizzato, pari a 38,5 milioni di dollari, ha confermato la straordinaria attrattiva che certi modelli suscitano nel mondo del collezionismo automobilistico di lusso – specialmente quando abbinano unicità, pedigree sportivo e condizioni di originalità.
Dietro l’acquisto più discusso di inizio anno si cela David Lee, noto imprenditore californiano e figura di spicco nel settore degli orologi e gioielli di alta gamma, grazie all’attività dell’Hing Wa Lee Group. La sua passione collezionistica è ben nota nell’ambiente: nel garage personale sono custoditi esemplari tra i più ricercati dell’universo Ferrari, una raccolta valutata approssimativamente 500 milioni di dollari dalle principali testate americane. Lee non si è limitato a partecipare all’asta Mecum da spettatore: la trattativa con il broker Kevin Cohen, incaricato di aggiudicarsi il lotto vincente a qualsiasi costo, si è conclusa positivamente pur in una serata per lui dedicata ai track day. L’intenzione, confermata anche attraverso suoi canali social ufficiali, era chiara: acquisire l’emblema della rarità Ferrari, senza alcuna limitazione di budget.
Il nome di Lee ricorre spesso fra i protagonisti delle aste internazionali più prestigiose. Oltre all’interesse per le vetture storiche, coltiva una peculiare predilezione per i modelli “iconici” del cavallino rampante, inserendo nella collezione varianti di colore uniche come la “senape” e la “ketchup”. Per ogni modello simbolo, spesso sono presenti sia un esemplare rosso che uno giallo. L’acquisto della 250 GTO Bianco Speciale rappresenta la naturale consacrazione di un percorso collezionistico culminato con un autentico unicorno delle quattro ruote.
L’operazione non influisce sensibilmente sulla portata finanziaria dell’intero patrimonio di Lee, ma accresce esponenzialmente il suo prestigio come collezionista Ferrari. La scelta di questa vettura è stata vissuta come un sogno che si avvera, impreziosendo una raccolta già leggendaria. L’autenticità e la delicatezza nell’approccio alla conservazione – la vettura infatti non è mai stata restaurata, ma solo riverniciata nel suo colore d’origine – confermano la sensibilità e la competenza richieste per detenere oggetti di simile rilevanza storica e tecnica.
La 250 GTO Bianco Speciale rappresenta un unicum assoluto, non solo per la sua colorazione, ma anche per la storia stessa dell’automobile. Dei soli 36 esemplari realizzati tra il 1962 e il 1964, nessuno oltre questa fu consegnato in tinta bianca direttamente dalla fabbrica di Maranello. Questa caratteristica le conferisce una “personalità” irripetibile, elevandola a oggetto di culto tra i collezionisti internazionali.
L’esclusività non si esaurisce nella livrea: la vettura è rimasta pressoché intatta e in stato originale per oltre sessant’anni. La carrozzeria realizzata da Sergio Scaglietti reca ancora la targa Modena a cinque cifre, dettaglio per conoscitori, mentre il motore V12 di origine è stato manutenuto meticolosamente. Le fasi di conservazione hanno sempre privilegiato l’autenticità alle ricostruzioni artificiali, evitando restauri invasivi. Il precedente proprietario, Jon Shirley – ex presidente Microsoft USA – si è impegnato nell’unico intervento filologico: il ripristino della vernice bianca conforme alla consegna originale.
La cifra pagata in asta, pur non essendo la più alta mai raggiunta da una 250 GTO, testimonia comunque l’elevata domanda di modelli estremamente rari, particolarmente quelli legati al motorsport d’epoca e in condizioni di assoluta originalità. Nel contesto attuale, in cui il mercato delle supercar storiche premia unicità, provenienza certificata e stato di conservazione, automobili come la 250 GTO Bianco Speciale sono considerate investimenti capaci di incrementare il proprio valore nel tempo. Questo aspetto non sfugge agli occhi di collezionisti e analisti economici, che individuano nella combinazione tra storia sportiva, marca prestigiosa e unicità la chiave del posizionamento ai vertici dell’automobilismo storico.
L’esemplare in oggetto vanta una delle storie più affascinanti dell’automobilismo europeo ed internazionale. Immatricolata nel 1962 con telaio 3729GT, fece il suo debutto sulle piste nelle mani di John Coombs, noto gentleman driver e protagonista della scena GT inglese. Durante la carriera agonistica, piloti leggendari come Graham Hill, Jack Sears, Mike Parkes e altri si alternarono al volante, confezionando un palmarès degno delle aspettative del Cavallino.
La vettura conquistò una vittoria nella classe GT, cui si aggiunsero cinque secondi posti in manifestazioni internazionali, e contribuì all’assegnazione di tre titoli mondiali riservati ai costruttori tra il 1962 e il 1964. Alla conclusione del ciclo sportivo, la 250 GTO fu oggetto di attenzioni maniacali da parte dei vari proprietari, che ne garantirono la sopravvivenza nelle condizioni odierne, mantenendo sia la meccanica sia la carrozzeria quanto più fedeli al progetto originale.
Dal punto di vista dei dati tecnici, si distingue per il:
Nessuna raccolta Ferrari di proprietà privata raggiunge la varietà e unicità della serie di veicoli custoditi da David Lee. Dai modelli di punta prodotti tra gli anni Ottanta e Duemila fino ai pezzi rari delle origini, la galleria californiana è uno degli archivi automobilistici più ricercati al mondo. Soprannominata la "raccolta delle Big Five" moderne, include la 288 GTO, la F40, la F50, la Enzo e la LaFerrari.
Ciò che distingue la raccolta non è solo la quantità, ma il criterio selettivo che predilige versioni limitate, colori fuori catalogo o storia sportiva certificata. Ad esempio:
L’aggiudicazione della 250 GTO Bianco Speciale ha segnato un momento di rilievo nella cronaca delle aste di auto d’epoca. Tuttavia, seppur vicina al vertice, la cifra pagata da Lee non costituisce il record assoluto per il modello 250 GTO. Un esemplare rosso è stato infatti venduto a New York nel 2023 per oltre 51 milioni di dollari, chiarendo come alcune preferenze cromatiche mantengano ancora lo status di riferimento.
Oltre alle 250 GTO, le aste degli ultimi anni hanno visto altri capolavori della Casa di Maranello detenere valori da capogiro:
| Modello | Prezzo aggiudicazione |
| Ferrari Enzo “Giallo Modena” | 17,8 milioni di dollari |
| Ferrari 288 GTO | 8,5 milioni di dollari |
| Ferrari F40 (1992) | 6,7 milioni di dollari |
| LaFerrari Aperta | 11 milioni di dollari |
| Ferrari 275 GTB/4 | 6 milioni di dollari |
Questi dati illustrano la percezione di unicità e rarità che le Ferrari d’epoca e ipermoderne continuano a esercitare. Le aste, come quella Mecum di Kissimmee, sono diventate palcoscenico delle tendenze e delle preferenze dei collezionisti facoltosi, disposti ad acquisire veri e propri “pezzi d’arte” a cifre che superano quelle di molti capolavori pittorici.