Chi può fare domanda per ricevere la pensione IO: come funziona, regole in vigore, procedura per fare domanda e chiarimenti
Chi ha diritto e come fare domanda per la pensione IO? La pensione IO altro non è che l’assegno ordinario di invalidità lavorativa (IO), trattamento economico che viene riconosciuto dall’Inps a specifiche categorie di persone e che soddisfano specifici requisiti. Vediamo di seguito nel dettaglio chi può richiedere la pensione IO.
I requisiti per ottenere la pensione IO non sono di tipo reddituale o relativi al valore Isee, singolo o familiare, ma dipendono unicamente dal riconoscimento di una certificazione medico-legale che accerta la riduzione permanente della capacità lavorativa a meno di un terzo per cause di infermità fisica o mentale, e da un requisito contributivo.
La pensione IO viene, infatti, riconosciuta se, a parte la certificazione medica accertante l’infermità fisica e mentale, il soggetto interessato ha maturato almeno 5 anni di contributi all’Inps, di cui 3 nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda per avere la prestazione. Se, per esempio, un lavoratore del settore privato viene riconosciuto invalido in una determinata percentuale a causa di un rene policistico e ha versato 10 anni di contributi all’Inps può avere la pensione IO.
Per ricevere la pensione IO bisogna presentare domanda all’Inps o direttamente in via telematica sul sito Inps, o contattando il numero verde Inps, o rivolgendosi a patronati e intermediari dell’Istituto, allegando tutta la documentazione richiesta e la certificazione medica con modello SS3 (certificato medico) compilato dal medico curante.
Una volta presentata e accettata la domanda, l’assegno ordinario di invalidità lavorativa (IO) viene riconosciuto dall’Inps al soggetto dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda e ha una durata di tre anni. Trascorso tale periodo, se la riduzione della capacità lavorativa persiste, bisogna presentare una nuova domanda per continuare a ricevere il trattamento.
Dopo tre riconoscimenti consecutivi, l’assegno diventa definitivo, ma l’Inps ha la facoltà di sottoporre l’assegno a revisione. Al compimento dell’età pensionabile, l’assegno ordinario di invalidità si trasforma, d’ufficio, in pensione di vecchiaia, calcolata secondo le leggi vigenti.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...