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Chi si è tenuto i soldi dei condomini: il buco da 500mila euro che ora finisce davanti al giudice a Novara

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di dott. Luciano Gagliardi pubblicato il
Giudice a Novara

Un ammanco da circa 500 mila euro, segnalazioni dei condomini e 16 palazzi coinvolti: a Novara il caso arriva in tribunale dopo restituzioni, querele e scelte diverse tra costituzione e via civile. Resta da chiarire chi abbia trattenuto le somme.

Il giudice per l’udienza preliminare Niccolò Bencini ha rinviato a giudizio Marco Mottini ed Elena Bionaz per l’ammanco contestato nei conti di 16 condomini di Novara. Secondo l’accusa, restano da restituire circa 437 mila euro; altri 70 mila sarebbero rientrati tra il 2018 e il 2024. Il processo comincerà il 10 febbraio 2027.

I tentativi della coppia di risarcire i condomini e ottenere il ritiro delle querele non hanno evitato il dibattimento. Ai due amministratori, che hanno uno studio a Novara, è contestata l’appropriazione indebita; per una parte delle somme è formulata anche l’accusa di autoriciclaggio.

Il buco nei conti e le somme contestate

Il denaro era stato affidato allo studio per la gestione delle spese condominiali: dalle utenze agli interventi di manutenzione, fino ai compensi dei fornitori. Negli atti giudiziari, i circa 437 mila euro indicano l’importo contestato e non restituito. A questi si aggiungono, in una voce distinta, i circa 70 mila euro che sarebbero stati restituiti negli anni precedenti.

Le cifre attribuite ai singoli episodi sono diverse: la ricostruzione comprende importi più contenuti e prelievi consistenti, fino a circa 158 mila euro. Il processo passerà anche dall’esame di ciascuna operazione, per stabilire quali movimenti siano avvenuti, chi li abbia disposti e se rispondessero a esigenze dei condomini.

L’accusa di autoriciclaggio riguarda circa 53.800 euro. Secondo la ricostruzione accusatoria, parte del denaro sarebbe stata usata per pagare rate di finanziamenti, mutui o altre linee di credito, oppure destinata a investimenti immobiliari:

Dato del caso

Importo o riferimento

Significato

Somme contestate e non restituite

Circa 437 mila euro nel procedimento del 2026

Importo al centro dell’accusa di appropriazione indebita

Somme già rientrate

Circa 70 mila euro tra il 2018 e il 2024

Restituzioni riferite a una parte degli ammanchi

Autoriciclaggio contestato

Circa 53.800 euro nel procedimento del 2026

Somma che sarebbe stata destinata a crediti e investimenti

Condomini coinvolti

16 palazzi a Novara

Immobili interessati dalle contestazioni

Prima udienza del processo

10 febbraio 2027

Data fissata dopo il rinvio a giudizio

Le prime segnalazioni dai condomini

Le prime contestazioni sarebbero nate dalle segnalazioni dei residenti e da problemi riscontrati nella gestione degli immobili. Tra i casi descritti c’è quello di un complesso di via Gnifetti, amministrato dallo studio per circa sei anni. L’assemblea condominiale avrebbe revocato l’incarico dopo difficoltà e ritardi nella gestione ordinaria.

A far emergere la situazione contribuì la protesta della titolare di un’impresa di pulizie. La donna lamentava di non essere stata pagata per un servizio svolto da almeno 18 mesi. La segnalazione, partita dal mancato pagamento di una fattura o di un fornitore, avrebbe spinto i condomini a controllare con maggiore attenzione i conti e le altre spese dello stabile.

Nel quadro ricostruito dagli inquirenti figurano bollette e prestazioni non pagate, fatture scadute e una contabilità in parte incompleta o difficile da ricostruire. Gli investigatori avrebbero inoltre individuato prelievi ritenuti sospetti e pagamenti privi di giustificazione. Le proteste dei fornitori hanno dato avvio ai controlli, che hanno poi riguardato i movimenti e le somme contestate.

Perché il caso coinvolge 16 palazzi

Le verifiche si sono estese oltre il complesso di via Gnifetti. Segnalazioni ed esposti avrebbero portato a passare al vaglio anche la gestione di altri edifici amministrati dallo stesso studio, fino a includere 16 palazzi novaresi. Il procedimento riunisce così contestazioni riferite a più condomini e a diverse operazioni.

Nelle casse condominiali confluiscono i versamenti dei proprietari, destinati alle spese comuni: utenze, interventi concordati, servizi e prestazioni dei fornitori. Quando bollette o fatture restano insolute, i residenti possono accorgersene attraverso un disservizio o una richiesta di pagamento. Il confronto tra rendiconti, documenti e uscite effettive permette poi di ricostruire le spese sostenute dallo stabile.

Nel caso novarese, parte della documentazione contabile descritta negli atti sarebbe scarsa o incompleta. Nel processo si dovranno quindi ricostruire le entrate provenienti dai singoli edifici, i pagamenti effettuati e le operazioni bancarie contestate. Gli accertamenti riguarderanno la gestione di ciascun condominio, pur coinvolgendo gli stessi amministratori.

Restituzioni, querele e rinvio a giudizio

Prima dell’udienza preliminare, i due imputati avrebbero dichiarato di voler restituire le somme e cercare così di ottenere il ritiro delle querele. L’udienza è stata rinviata più volte anche per verificare se fosse possibile raggiungere un accordo sul risarcimento. La cifra richiesta dalle persone offese non sarebbe stata raccolta per intero.

Il gup Bencini ha disposto il rinvio a giudizio per l’accusa di appropriazione indebita. Il caso approda così al processo, dove accusa e difese potranno confrontarsi sugli elementi raccolti e sulle richieste delle parti. La restituzione delle somme e l’accertamento penale proseguiranno su piani distinti.

I difensori di Mottini e Bionaz, gli avvocati Giorgio Legnazzi e Marco Paffoni, hanno dichiarato di confidare nella possibilità che vengano restituite altre somme prima del dibattimento. La difesa ha quindi indicato la prospettiva di ulteriori pagamenti; al momento, tra le restituzioni già effettuate, sono riportati circa 70 mila euro. Eventuali nuovi versamenti riguarderebbero la posizione economica dei condomini, mentre il processo seguirà il suo corso.

Chi si è costituito e chi ha scelto la via civile

Circa la metà dei condomini coinvolti si è costituita nel procedimento penale. In questo modo le persone offese partecipano al processo e possono presentare le richieste risarcitorie previste. Gli altri hanno avviato azioni civili per recuperare le somme, scegliendo di perseguire i propri crediti anche attraverso quel canale.

Per alcuni sono già partite procedure esecutive, con pignoramenti di automobili o di altri beni riconducibili agli imputati. Le iniziative puntano al recupero forzato dei crediti attraverso le procedure civili. Il recupero del denaro e il procedimento penale avanzano dunque parallelamente.

Per i condomini, le somme non rientrate possono tradursi in spese rimaste scoperte, iniziative legali e verifiche sui rendiconti degli esercizi interessati. Le procedure esecutive sono una delle strade intraprese per recuperare i crediti; il risultato dipenderà dai passaggi previsti e dai beni effettivamente pignorabili. Anche la costituzione delle parti civili si inserisce nelle richieste di risarcimento presentate dai condomini.

Il dibattimento, fissato per il 10 febbraio 2027, affronterà la contestazione relativa ai circa 437 mila euro e quella di autoriciclaggio, per circa 53.800 euro. Saranno esaminati i documenti contabili, i movimenti dei conti e i pagamenti ai fornitori, insieme agli elementi sulla destinazione delle somme. Le operazioni verranno ricostruite palazzo per palazzo e confrontate con le spiegazioni eventualmente presentate dalla difesa.

Resta aperto anche il capitolo delle restituzioni. Ai circa 70 mila euro già rientrati potrebbero aggiungersi altri versamenti, se le intenzioni dichiarate dai difensori si tradurranno in pagamenti effettivi. Le somme indicate nell’accusa e quelle restituite saranno parte del quadro affrontato nel procedimento.

La cifra contestata e non restituita è vicina al mezzo milione di euro; quanto già rientrato è pari a circa 70 mila. Il processo comincerà il 10 febbraio 2027, mentre proseguiranno le iniziative civili avviate da alcuni condomini per recuperare i crediti.






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dott. Luciano Gagliardi

Il dott. Luciano Gagliardi è un esperto amministratore di condominio con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Con base a Genova, ha dedicato la sua carriera alla gestione e consulenza condominiale, offrendo soluzioni efficaci per affrontare le principali problematiche legate agli edifici e agli spazi condivisi. La sua competenza spazia dalla redazione di regolamenti condominiali alla gestio...