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Chiusi discoteche e locali pubblici a Milano e Roma e altre città per poca sicurezza dopo la tragedia di Cras-Montana

di Marcello Tansini pubblicato il
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Dopo la tragedia di Crans-Montana, l'Italia intensifica i controlli sui locali pubblici: chiusure a Milano, Roma e altre città per carenze di sicurezza, sovraffollamento e violazioni delle norme antincendio scuotono il settore dell'intrattenimento.

La recente tragedia verificatasi a Crans-Montana, nota località svizzera del cantone Vallese, ha scosso profondamente l'opinione pubblica europea e in particolare quella italiana. La notte di Capodanno, un grave incendio sviluppatosi all’interno del locale Le Constellation — scaturito dall’utilizzo di candele pirotecniche applicate alle bottiglie — ha causato la perdita di quaranta vite umane. L’origine delle fiamme è stata attribuita all’innesco dei pannelli fonoassorbenti presenti sul soffitto, compromettendo gravemente la sicurezza degli ospiti e portando a una catastrofe.

Il tragico evento ha rappresentato un campanello d’allarme per tutte le grandi città europee, tra cui Milano e Roma, e ha generato una significativa ondata di controlli a tappeto nei locali pubblici, tra cui discoteche e sale da ballo. In Italia, le autorità hanno deciso di rafforzare le ispezioni, dando priorità al rispetto delle normative antincendio e di sicurezza, e individuando rapidamente una serie di criticità che hanno determinato diverse chiusure temporanee di locali e discoteche.

Le principali cause delle chiusure di locali e discoteche in Italia

I provvedimenti che hanno portato alla sospensione delle attività di numerosi locali italiani sono frutto di una sinergia tra autorità locali, Forze dell’Ordine e amministrazioni comunali. Attraverso controlli rigorosi, sono emerse numerose violazioni che rappresentano una minaccia concreta alla sicurezza della clientela.

  • Sovraffollamento degli ambienti: spesso i locali hanno accolto un numero di persone superiore alla capienza autorizzata, infrangendo norme specifiche previste dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).
  • Inadeguata gestione degli impianti antincendio: l’assenza di estintori funzionanti o la mancata verifica periodica degli stessi è risultata frequente nei verbali degli accertamenti.
  • Carenze nelle vie di fuga: uscite di emergenza bloccate o occultate da arredi compromettevano la possibilità di evacuare rapidamente la struttura in situazione di pericolo.
  • Irregolarità nella formazione del personale: spesso il personale addetto alla sicurezza non era adeguatamente formato sulle procedure di emergenza.
  • Violazioni igienico-sanitarie: sono state riscontrate condizioni inaccettabili dal punto di vista igienico, aggravate dalla presenza consistente di pubblico.
  • Utilizzo pericoloso di materiali pirotecnici: l’uso di fontane pirotecniche e candele all’interno di ambienti chiusi ha rappresentato un rischio evidente, potenzialmente causa di incendi drammatici.
Le cause delle chiusure derivano quindi da una gestione superficiale delle normative sulla pubblica sicurezza e dalla sottovalutazione dei rischi connessi con un’attività di intrattenimento moderno. Il risultato è stata l’imposizione di sanzioni amministrative e sospensioni delle licenze ai titolari che non rispettavano la disciplina vigente.

Le chiusure a Roma, Milano e nelle altre città italiane: casi emblematici

Le misure restrittive attuate nelle settimane recenti hanno riguardato molteplici città italiane, con particolare eco a Roma, Milano, Crema e Cremona. Lo storico Piper Club della capitale è stato posto sotto sequestro a seguito di numerose irregolarità, tra cui modifiche non autorizzate agli impianti, carenze strutturali, assenza di permessi aggiornati e grave insufficienza delle certificazioni antincendio. Il locale, già soggetto a altre chiusure, aveva al suo interno un numero di clienti ben superiore alla capienza prevista e presentava condizioni igieniche preoccupanti.

A Milano, al COA – cocktail bar con sala da ballo in zona Porta Venezia – il provvedimento di sequestro è giunto dopo avere constatato l’apertura abusiva della sala da ballo, già oggetto di ordini di chiusura negli anni precedenti. Anche a Milano, i controlli hanno messo in luce la difficoltà di garantire l’adeguamento di alcuni locali ai requisiti richiesti per la sicurezza degli spettacoli pubblici.

Nel nord Italia, l’attenzione delle autorità si è spostata anche su discoteche di medie e piccole dimensioni, come nel caso del Tabata di Sestriere e dei locali Juliette di Cremona e Moma Club di Crema. In questi casi, si sono riscontrate anomalie nella gestione della sicurezza, tra cui la presenza di minorenni, somministrazione di alcolici a soggetti non autorizzati, inidoneità delle uscite di sicurezza e episodi di violenza, oltre che il ricorso a dispositivi pirotecnici che hanno provocato principi di incendio.

La tabella sottostante offre una panoramica esemplificativa dei provvedimenti adottati:

Città Locale Motivo della chiusura
Roma Piper Club Irregolarità strutturali, sovraffollamento, sicurezza carente
Milano COA Apertura abusiva sala da ballo, provvedimento ignorato
Sestriere Tabata Sovraffollamento, estintori non controllati, personale non formato
Cremona Juliette Violazioni rischi e antincendio, vie di fuga ostruite
Crema Moma Club Incendio da fontane pirotecniche, minorenni, personale irregolare

Irregolarità riscontrate: sovraffollamento, carenze strutturali e sicurezza antincendio

I controlli condotti dagli enti preposti hanno evidenziato numerose criticità e inadempienze. Tra queste, il sovraffollamento degli spazi è emerso come una costante; in alcune serate festive sono stati accertati ingressi superiori di centinaia di unità rispetto ai limiti consentiti dalla legge. Questo fenomeno aumenta il rischio di incidenti, in particolare quando le vie di fuga risultano ostacolate da arredi, tendaggi o materiali non ignifughi.

Le carenze strutturali più diffuse includono l’utilizzo di materiali non certificati in materia di reazione al fuoco, la mancanza o l’insufficiente cartellonistica per indicare le uscite di emergenza, nonché la non omologazione degli arredi presenti in prossimità di fonti di calore. È stata riscontrata anche la presenza di elementi decorativi pericolosi, richiami diretti ai fatti tragici di Crans-Montana. In almeno un locale, addobbi natalizi sono stati coinvolti in un principio di incendio innescato da candele pirotecniche poste sulle bottiglie dei clienti.

Le irregolarità nella sicurezza antincendio sono state numerose:

  • Mancata verifica periodica degli estintori e delle attrezzature antincendio;
  • Formazione incompleta o documentazione assente del personale addetto alle emergenze e alla gestione dell’esodo;
  • Occlusione delle vie di fuga, sia deliberate sia derivanti da gestione superficiale degli spazi;
  • Assenza di sistemi di rilevazione fumi o allarmi funzionanti;
Questa combinazione di problematiche, riscontrata anche attraverso sopralluoghi congiunti di Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco e ispettorati del lavoro, rappresenta oggi la principale motivazione delle chiusure e delle sospensioni delle licenze nei principali centri della movida italiana.

Le iniziative delle autorità e le reazioni degli operatori del settore

A seguito delle recenti chiusure, le autorità centrali e locali hanno adottato nuove linee guida per il controllo della sicurezza all’interno dei locali di pubblico spettacolo. Il Ministero dell’Interno ha chiarito, con apposita circolare, la differenziazione normativa tra locali adibiti prevalentemente alla ristorazione e quelli destinati all’intrattenimento, ribadendo l’obbligatorietà di requisiti più severi per discoteche e sale da ballo.

Le prefetture, su impulso del Ministero, hanno intensificato l’attività ispettiva, organizzando controlli congiunti e in molti casi sospendendo immediatamente le attività in presenza di gravi lacune. Le iniziative istituzionali mirano non solo a prevenire disastri, ma anche a sensibilizzare i gestori sull’importanza della conformità normativa per tutelare la sicurezza della clientela.

Gli operatori del settore — rappresentati, tra gli altri, da SILB (Sindacato Italiano Locali da Ballo) — se da un lato hanno compreso le ragioni dell’inasprimento dei controlli, dall’altro hanno espresso preoccupazione per l’impatto economico che le chiusure possono avere sulle attività, auspicando un confronto costruttivo con le istituzioni per trovare soluzioni sostenibili che coniughino sicurezza e lavoro.

Impatto delle chiusure sul settore dell'intrattenimento e misure preventive future

La chiusura temporanea dei locali per motivi di sicurezza ha sollevato quesiti sui risvolti economici, sociali e sulle prospettive del settore. Numerosi imprenditori lamentano perdite significative di incassi, soprattutto in concomitanza con il periodo delle festività, e la gestione della forza lavoro (composta in parte da operatori temporanei e stagionali) diventa un tema di discussione centrale.

  • Il rischio di una “fuga” di clientela verso circuiti non ufficiali o privati cresce in assenza di una rete di locali regolarmente autorizzati e sicuri;
  • La chiusura forzata può stimolare una maggiore attenzione alla regolarità amministrativa e alla formazione dello staff;
  • Molti gestori stanno eliminando materiali e dispositivi ritenuti rischiosi (come le fontane pirotecniche) e implementando sistemi di videosorveglianza, percorsi di esodo ben segnalati e nuove procedure di emergenza;
La tendenza per il futuro appare chiara: solo chi investirà in formazione, adeguamento normativo e collaborazione con le autorità potrà assicurare la prosecuzione dell’attività riducendo al minimo il rischio di incidenti gravi.