Dopo la tragedia di Crans-Montana, l'Italia intensifica i controlli sui locali pubblici: chiusure a Milano, Roma e altre città per carenze di sicurezza, sovraffollamento e violazioni delle norme antincendio scuotono il settore dell'intrattenimento.
La recente tragedia verificatasi a Crans-Montana, nota località svizzera del cantone Vallese, ha scosso profondamente l'opinione pubblica europea e in particolare quella italiana. La notte di Capodanno, un grave incendio sviluppatosi all’interno del locale Le Constellation — scaturito dall’utilizzo di candele pirotecniche applicate alle bottiglie — ha causato la perdita di quaranta vite umane. L’origine delle fiamme è stata attribuita all’innesco dei pannelli fonoassorbenti presenti sul soffitto, compromettendo gravemente la sicurezza degli ospiti e portando a una catastrofe.
Il tragico evento ha rappresentato un campanello d’allarme per tutte le grandi città europee, tra cui Milano e Roma, e ha generato una significativa ondata di controlli a tappeto nei locali pubblici, tra cui discoteche e sale da ballo. In Italia, le autorità hanno deciso di rafforzare le ispezioni, dando priorità al rispetto delle normative antincendio e di sicurezza, e individuando rapidamente una serie di criticità che hanno determinato diverse chiusure temporanee di locali e discoteche.
I provvedimenti che hanno portato alla sospensione delle attività di numerosi locali italiani sono frutto di una sinergia tra autorità locali, Forze dell’Ordine e amministrazioni comunali. Attraverso controlli rigorosi, sono emerse numerose violazioni che rappresentano una minaccia concreta alla sicurezza della clientela.
Le misure restrittive attuate nelle settimane recenti hanno riguardato molteplici città italiane, con particolare eco a Roma, Milano, Crema e Cremona. Lo storico Piper Club della capitale è stato posto sotto sequestro a seguito di numerose irregolarità, tra cui modifiche non autorizzate agli impianti, carenze strutturali, assenza di permessi aggiornati e grave insufficienza delle certificazioni antincendio. Il locale, già soggetto a altre chiusure, aveva al suo interno un numero di clienti ben superiore alla capienza prevista e presentava condizioni igieniche preoccupanti.
A Milano, al COA – cocktail bar con sala da ballo in zona Porta Venezia – il provvedimento di sequestro è giunto dopo avere constatato l’apertura abusiva della sala da ballo, già oggetto di ordini di chiusura negli anni precedenti. Anche a Milano, i controlli hanno messo in luce la difficoltà di garantire l’adeguamento di alcuni locali ai requisiti richiesti per la sicurezza degli spettacoli pubblici.
Nel nord Italia, l’attenzione delle autorità si è spostata anche su discoteche di medie e piccole dimensioni, come nel caso del Tabata di Sestriere e dei locali Juliette di Cremona e Moma Club di Crema. In questi casi, si sono riscontrate anomalie nella gestione della sicurezza, tra cui la presenza di minorenni, somministrazione di alcolici a soggetti non autorizzati, inidoneità delle uscite di sicurezza e episodi di violenza, oltre che il ricorso a dispositivi pirotecnici che hanno provocato principi di incendio.
La tabella sottostante offre una panoramica esemplificativa dei provvedimenti adottati:
| Città | Locale | Motivo della chiusura |
| Roma | Piper Club | Irregolarità strutturali, sovraffollamento, sicurezza carente |
| Milano | COA | Apertura abusiva sala da ballo, provvedimento ignorato |
| Sestriere | Tabata | Sovraffollamento, estintori non controllati, personale non formato |
| Cremona | Juliette | Violazioni rischi e antincendio, vie di fuga ostruite |
| Crema | Moma Club | Incendio da fontane pirotecniche, minorenni, personale irregolare |
I controlli condotti dagli enti preposti hanno evidenziato numerose criticità e inadempienze. Tra queste, il sovraffollamento degli spazi è emerso come una costante; in alcune serate festive sono stati accertati ingressi superiori di centinaia di unità rispetto ai limiti consentiti dalla legge. Questo fenomeno aumenta il rischio di incidenti, in particolare quando le vie di fuga risultano ostacolate da arredi, tendaggi o materiali non ignifughi.
Le carenze strutturali più diffuse includono l’utilizzo di materiali non certificati in materia di reazione al fuoco, la mancanza o l’insufficiente cartellonistica per indicare le uscite di emergenza, nonché la non omologazione degli arredi presenti in prossimità di fonti di calore. È stata riscontrata anche la presenza di elementi decorativi pericolosi, richiami diretti ai fatti tragici di Crans-Montana. In almeno un locale, addobbi natalizi sono stati coinvolti in un principio di incendio innescato da candele pirotecniche poste sulle bottiglie dei clienti.
Le irregolarità nella sicurezza antincendio sono state numerose:
A seguito delle recenti chiusure, le autorità centrali e locali hanno adottato nuove linee guida per il controllo della sicurezza all’interno dei locali di pubblico spettacolo. Il Ministero dell’Interno ha chiarito, con apposita circolare, la differenziazione normativa tra locali adibiti prevalentemente alla ristorazione e quelli destinati all’intrattenimento, ribadendo l’obbligatorietà di requisiti più severi per discoteche e sale da ballo.
Le prefetture, su impulso del Ministero, hanno intensificato l’attività ispettiva, organizzando controlli congiunti e in molti casi sospendendo immediatamente le attività in presenza di gravi lacune. Le iniziative istituzionali mirano non solo a prevenire disastri, ma anche a sensibilizzare i gestori sull’importanza della conformità normativa per tutelare la sicurezza della clientela.
Gli operatori del settore — rappresentati, tra gli altri, da SILB (Sindacato Italiano Locali da Ballo) — se da un lato hanno compreso le ragioni dell’inasprimento dei controlli, dall’altro hanno espresso preoccupazione per l’impatto economico che le chiusure possono avere sulle attività, auspicando un confronto costruttivo con le istituzioni per trovare soluzioni sostenibili che coniughino sicurezza e lavoro.
La chiusura temporanea dei locali per motivi di sicurezza ha sollevato quesiti sui risvolti economici, sociali e sulle prospettive del settore. Numerosi imprenditori lamentano perdite significative di incassi, soprattutto in concomitanza con il periodo delle festività, e la gestione della forza lavoro (composta in parte da operatori temporanei e stagionali) diventa un tema di discussione centrale.