Subire demansionamenti o mansioni umilianti può ledere dignità e carriera, ma la legge tutela chi si trova in queste situazioni, prevedendo risarcimenti anche fino al 50% dello stipendio.
Essere costretti a svolgere mansioni umilianti, o essere messi da parte in ambito lavorativo, non rappresenta più solo un vissuto doloroso: in molti casi la legge offre una via concreta di tutela e persino un riconoscimento economico rilevante.
Oggi, infatti, chi viene svuotato delle sue responsabilità o posto dinnanzi a lavori degradanti può vedere la propria situazione trasformata dalle norme e dalla giurisprudenza in un diritto al risarcimento, spesso molto consistente. Il demansionamento, una volta considerato un destino ineluttabile, è oggi una questione centrale nella tutela della dignità e della retribuzione dei lavoratori, offrendo eccezionali strumenti di difesa sia economici che morali.
La nozione di demansionamento si riferisce a quella situazione in cui un lavoratore viene assegnato a compiti inferiori rispetto alla sua qualifica, esperienza e ruolo originario, senza reale giustificazione aziendale. Il Codice Civile prevede che ciascun dipendente debba essere impiegato nelle mansioni per cui è stato assunto, e spostarlo verso incarichi meno qualificati rappresenta, a tutti gli effetti, una violazione del contratto di lavoro.
Le cause più frequenti alla base di trasferimenti a mansioni dequalificanti includono:
L'ordinamento italiano offre una protezione contro le pratiche di demansionamento. L'art. 2103 del Codice Civile stabilisce che il lavoratore debba essere adibito alle mansioni per cui è stato assunto o a mansioni equivalenti, salvo eccezioni tassative (ad es. in seguito a contratti collettivi o riorganizzazioni complesse). Ogni volta che questa regola viene violata senza una motivazione lecita, il dipendente può agire in giudizio per ottenere non solo la reintegrazione nelle mansioni originarie ma anche un congruo risarcimento.
La giurisprudenza ha chiaramente riconosciuto il diritto a ricevere un indennizzo pari fino al 50% della retribuzione lorda mensile per ogni singolo mese di dequalificazione o inattività forzata. Sentenze fondamentali - tra cui quella del Tribunale di Milano n. 1012/13 e della Corte di Cassazione n. 25729/13 - hanno posto le basi per azioni risarcitorie concrete, portando i datori di lavoro a dover rispondere di ogni giorno in cui le capacità e l'immagine professionale vengano umiliate.
La tutela si estende anche alle situazioni in cui il dipendente sia lasciato senza compiti, parcheggiato o isolato deliberatamente. In questi casi, la Corte di Cassazione (sentenza n. 628/2024) ha confermato nei fatti che il danno subito non è solo patrimoniale, ma anche di natura esistenziale.
Il risarcimento per demansionamento non riguarda solo le perdite materiali, ma anche:
Per accedere alla tutela economica e morale riconosciuta dalla legge, il lavoratore deve dimostrare con precisione il periodo di demansionamento e gli effetti patiti. La Cassazione (n. 27043/2025) ribadisce che la prova dell'abuso ricade sul dipendente, il quale dovrà supportare la propria domanda con elementi oggettivi, tra cui:
Alcuni contratti collettivi prevedono ulteriori tutele e indennità per il personale impiegato nel commercio e nel turismo, dove il rischio di demansionamento è storicamente elevato. Gli ultimi aggiornamenti dei CCNL Intersettoriali (in particolare quelli del 23/09 e 20/10/2025) tutelano il lavoratore con:
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il trattamento fiscale delle somme corrisposte a titolo di risarcimento. L'Agenzia delle Entrate (Risposta n. 185/2022) ha chiarito che i pagamenti per danni non patrimoniali, come il danno biologico o all'immagine, sono interamente esenti da tassazione, in quanto non costituiscono reddito, ma semplici ristori. Ad esempio:
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Tipologia risarcimento |
Tassazione |
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Risarcimento danni biologici o all'immagine |
Non tassato |
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Risarcimento per perdita patrimoniale (mancato stipendio) |
Tassato come reddito |
Così, il lavoratore non solo ottiene il riconoscimento dell'offesa subita ma può anche trattenere l'intera somma a titolo di rimborso, elemento che rende queste tutele particolarmente vantaggiose sia sul piano economico che sociale.