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Come può un albergatore dichiarare meno di un dipendente comunale, un gioielliere meno di un insegnante

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Dai redditi dichiarati da albergatori, gioiellieri e ristoratori agli estremi di calciatori e discoteche, i numeri sollevano interrogativi sulle categorie fiscali. E mentre pochi contribuenti versano gran parte dell’Irpef, torna il tema dell’equità.

Chi gestiva un albergo ha dichiarato in media 34.100 euro lordi, 920 euro in meno dei dipendenti degli enti locali. Rispetto agli insegnanti, invece, il dato va nella direzione opposta: gli albergatori sono sopra di 5.800 euro. I numeri riguardano redditi dichiarati da categorie professionali differenti.

La stessa rilevazione colloca i gioiellieri a 27.000 euro, sotto i docenti, e i ristoratori a 26.100 euro. Si tratta di valori medi lordi annui riferiti al 2024, dichiarati nel 2025 e analizzati nell’Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate curato da Itinerari Previdenziali. Le categorie considerate comprendono dipendenti, professionisti iscritti alle casse e autonomi soggetti agli indici fiscali ISA.

Albergatori e dipendenti comunali

Per le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, il reddito medio indicato nel 2024 è di 34.100 euro lordi. I dipendenti degli enti locali arrivano a 35.020 euro: fra i due valori ci sono 920 euro all’anno, poco meno del 3% del reddito medio dei lavoratori comunali. Il confronto mette quindi a fianco una categoria di autonomi e una platea di dipendenti, calcolate secondo criteri fiscali e previdenziali diversi.

Il dato degli insegnanti è di 28.300 euro lordi nel 2024, 5.800 euro in meno rispetto agli albergatori. A collocarsi sotto gli insegnanti sono invece gioiellieri e orologiai, con 27.000 euro: lo scarto è di 1.300 euro. Anche i commercianti, classificati separatamente tra i lavoratori iscritti all’Inps, dichiarano in media 25.110 euro, cioè 3.190 euro meno dei docenti.

Per un’impresa, costi, forma giuridica e organizzazione incidono sul risultato economico. Il reddito medio fiscale non coincide con l’incasso complessivo dell’attività; per un dipendente, invece, è legato alla retribuzione da lavoro subordinato. Le graduatorie riuniscono così grandezze dichiarate secondo regole differenti.

Gioiellieri, ristoratori e bar

I ristoratori dichiarano nel 2024 una media di 26.100 euro lordi, poco meno dei commercianti nel loro complesso e 2.200 euro meno degli insegnanti. I commercianti al dettaglio di generi alimentari si fermano a 17.400 euro. Baristi, gelatai e pasticceri arrivano a 20.500 euro.

Nelle cronache che hanno rilanciato i dati è comparso anche il confronto con gli autisti dei trasporti pubblici. La serie dei lavoratori Inps assegna al settore dei trasporti una media complessiva di 34.240 euro, mentre il valore non è riferito ai soli autisti. Tra i ristoratori e i dipendenti delle Poste, che dichiarano 33.410 euro, la differenza è di 7.310 euro. Per baristi, gelatai e pasticceri, il divario rispetto ai lavoratori dei trasporti è più ampio.

Le voci statistiche hanno perimetri precisi. Un generico “commerciante” non identifica la stessa attività di un negoziante alimentare, di un gioielliere o di un gestore di albergo. Anche all’interno degli autonomi soggetti agli ISA, costi e modelli economici cambiano molto da un settore all’altro.

Nel 2024 gli intermediari del commercio dichiarano 69.500 euro medi e gli informatici 60.300. All’estremo opposto, discoteche, sale da ballo e scuole di danza registrano 11.700 euro. Gli stabilimenti balneari si attestano a 27.800 euro, le guide turistiche a 25.200 e gli agriturismi a 17.700.

Calciatori e discoteche agli estremi

Tra i lavoratori dipendenti iscritti all’Inps, il valore medio più alto del 2024 è quello degli sportivi professionisti: 250.830 euro lordi annui. La categoria comprende una platea limitata rispetto alla generalità degli occupati. Il personale sanitario segue con 94.020 euro, mentre i giornalisti dipendenti dichiarano 70.220 euro.

All’altro capo della classificazione si trovano gli autonomi che gestiscono discoteche, sale da ballo e scuole di danza, con una media di 11.700 euro nel 2024. Il dato è inferiore anche ai 12.320 euro dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, categoria iscritta all’Inps. La distanza fra gli sportivi professionisti e i gestori di discoteche supera i 239.000 euro annui.

Le medie possono nascondere situazioni individuali molto diverse e risentono dei compensi più elevati all’interno di una categoria. La cautela è particolarmente utile per professioni con pochi contribuenti o per attività che possono avere dimensioni molto variabili.

Come leggere le categorie fiscali

L’Osservatorio di Itinerari Previdenziali ha elaborato le dichiarazioni Irpef relative al 2024, presentate nel 2025, insieme ai dati sulle categorie previdenziali e sulle attività autonome. L’Inps raccoglie le informazioni sui lavoratori iscritti alle proprie gestioni; le casse professionali riguardano professioni come notai, avvocati e ingegneri. Gli autonomi soggetti agli ISA formano un’altra categoria, individuata in base all’attività economica e ai parametri fiscali. Le tre classificazioni non si riferiscono a una popolazione identica.

Gli ISA, indici sintetici di affidabilità fiscale, assegnano ai contribuenti interessati un punteggio da 1 a 10. Il risultato riassume la coerenza fiscale dell’attività sulla base degli elementi previsti per il settore e può consentire l’accesso a benefici premiali al raggiungimento delle soglie stabilite. Nel quadro riferito al 2024, oltre metà dei soggetti interessati ha ottenuto un punteggio inferiore a 8. È una quota ampia di risultati sotto la soglia premiale.

Le caratteristiche dell’attività concorrono al punteggio ISA. La verifica delle dichiarazioni e l’accertamento dell’evasione sono svolti dall’amministrazione finanziaria attraverso le proprie valutazioni individuali e i relativi strumenti.

Irpef: pochi contribuenti versano gran parte

Le dichiarazioni relative al 2024 mostrano una forte concentrazione dell’imposta. Circa 8 milioni di contribuenti, pari al 18,78% del totale, dichiarano almeno 35.000 euro lordi annui e versano circa il 65% dell’Irpef complessiva. All’altro estremo, circa il 70% resta entro 29.000 euro e contribuisce per il 21,33% al gettito. I redditi medio-alti hanno dunque un peso rilevante nel finanziamento dell’imposta personale. Nel complesso, circa 34,1 milioni di persone hanno versato almeno un euro di Irpef; una platea vicina ai 9 milioni non ne ha pagata. Il livello dell’imposta netta dipende anche da redditi bassi, detrazioni, deduzioni e altre regole fiscali. Per ricostruire il carico fiscale entrano in gioco le diverse fonti di reddito e il funzionamento delle agevolazioni, oltre alla distinzione fra imposta lorda e importo effettivamente versato.

Una lettura diffusa dei dati affianca i quasi 9 milioni di contribuenti senza versamenti Irpef agli 8 milioni che sostengono circa due terzi del gettito. Il quadro restituisce la distribuzione dell’imposta fra le diverse fasce di reddito.

Un albergo che dichiara meno di un dipendente comunale o un gioielliere che risulta sotto un insegnante sono confronti che alimentano il dibattito pubblico. I valori riflettono categorie con costi e regimi di lavoro diversi, oltre a livelli di stabilità delle entrate e platee differenti. Il reddito medio di un docente e il risultato economico di un’attività commerciale vengono da contesti professionali distinti. La distribuzione dell’Irpef incide sulla percezione di equità. Quando una parte relativamente ristretta dei contribuenti versa la maggioranza dell’imposta, contano regole comprensibili e controlli capaci di distinguere le singole situazioni. Gli ISA concorrono alla valutazione della coerenza dichiarativa; per leggere il quadro fiscale vanno considerati insieme medie, categorie e imposte effettivamente pagate.

La classifica del 2024 mostra differenze marcate fra professioni: gli albergatori dichiarano 34.100 euro contro i 35.020 dei dipendenti degli enti locali; i gioiellieri si attestano a 27.000 euro, rispetto ai 28.300 degli insegnanti. I gestori di discoteche sono a 11.700 euro, mentre gli sportivi professionisti arrivano a 250.830. Sono redditi medi dichiarati, riferiti a categorie con caratteristiche diverse.






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Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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