Panoramica aggiornata sulle migliori offerte di conti deposito per gennaio e primi mesi del 2026 tra rendimenti, durata, tipologie di conti, confronto delle banche, fiscalità e consigli pratici per investire con consapevolezza.
I conti deposito sono strumenti bancari nati per ottimizzare la remunerazione della liquidità, in alternativa al semplice conto corrente. In pratica, attraverso il deposito di una somma presso una banca, il cliente riceve interessi concordati e può contare su parametri di sicurezza molto elevati, grazie alla garanzia offerta dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (100.000 euro a depositante per istituto). Nel 2026, in un contesto di tassi ormai stabilizzati e volatilità ridotta rispetto agli anni precedenti, questi prodotti rappresentano una scelta sicura e prevedibile per accantonare risparmi, sia per obiettivi temporanei sia come parte di una strategia di diversificazione patrimoniale. Molte offerte propongono tassi lordi tra il 2% e il 4%, rendendo interessante la scelta soprattutto in presenza di promozioni dedicate. Rispetto ad altri strumenti finanziari, i conti deposito diminuiscono drasticamente il rischio di perdita del capitale e risultano particolarmente adatti a chi cerca flessibilità e accessibilità immediata delle somme investite. Tuttavia, la vera convenienza si misura considerando sia i tassi che la fiscalità e le condizioni proposte dalle diverse banche, da valutare con attenzione nel 2026.
Vediamo, nel concreto, come si applica tutto quello finora scritto, facendo un resoconto e un confronto tra le varie offerte di conto deposito di gennaio e dei primi mesi 2026
I conti deposito si dividono in due macro-categorie, ciascuna con proprie logiche di funzionamento, vantaggi e svantaggi:
Selezionare la soluzione più adatta passa dall’analisi di diversi elementi strategici. Ecco una checklist utile:
Nella fase di inizio anno, le banche italiane propongono un ampio ventaglio di opzioni sia libere che vincolate, con tassi promozionali concentrati soprattutto sui vincoli a breve termine (6, 12, 36 mesi). Spiccano tassi fino al 4% per durate brevi e fino al 3,5% per periodi più estesi. Di seguito alcune tra le proposte più convenienti del momento, valutate sulla base del rendimento lordo e delle condizioni accessorie offerte dalle banche più affidabili presenti sul mercato, considerando promozioni attive e ulteriori vantaggi in termini di servizi a zero spese o cashback abbinati.
La proposta di Banca AideXa prevede rendimenti elevati per la linea "X Risparmio" nella versione vincolata. Il tasso annuo lordo raggiunge il 3,5% per i vincoli a 36 mesi, con liquidazione a fine vincolo e nessun costo di apertura né gestione o chiusura. Altre durate sono disponibili con tassi tra il 2,5% (3-6 mesi) e il 2,9% (12 mesi). Il conto è svincolabile, offrendo così più flessibilità rispetto ad altri strumenti a vincolo rigido, anche se svincolando anticipatamente il rendimento si riduce notevolmente.
ING conferma anche nel 2026 una delle promozioni più accattivanti per i nuovi clienti. Il tasso annuo lordo proposto è del 4% per 6 mesi fino a 50.000 euro, se si attivano conto corrente, carta di debito e il conto di deposito Conto Arancio con apposito codice promozionale. Al vantaggio sugli interessi si aggiunge un cashback al 4% sugli acquisti con la carta di debito per lo stesso periodo, fino a un massimo mensile di 500 euro di spesa. Zero spese di apertura, gestione e chiusura, con massima flessibilità sui trasferimenti tra conto corrente e conto deposito. Le condizioni base, terminata la promo, risultano allineate al mercato.
Il conto deposito di Cherry Bank, nella formula Cherry Vincolato, garantisce tasso lordo del 3,5% per vincoli di 48 e 60 mesi. Uno degli elementi distintivi è la liquidazione trimestrale delle cedole, che consente di disporre con maggiore regolarità di parte del rendimento maturato. È presente anche la versione "Cherry Recall", con tasso dell’1,75% e preavviso di 32 giorni per lo svincolo, a conferma di una struttura dal profilo più flessibile.
Tra le opzioni più interessanti si segnalano:
La valutazione del rendimento dei conti deposito non può prescindere dall’attenta considerazione dell’imposizione fiscale vigente in Italia, strettamente regolamentata da norme come il D.L. 66/2014. Gli interessi maturati sono soggetti a una ritenuta fiscale del 26%, una quota trattenuta alla fonte direttamente dalla banca come sostituto d’imposta. Inoltre si applica sul saldo un’imposta di bollo dello 0,20% annuo, calcolata sul capitale giacente.
Molte banche – spesso per promozioni temporanee – si fanno carico dell’imposta di bollo, offrendo così un vantaggio tangibile all’investitore. In ogni caso, il rendimento netto è sempre inferiore al tasso lordo pubblicizzato e per confrontare le diverse offerte è indispensabile calcolare quanto effettivamente resta in tasca dopo tutte le imposizioni:
In un mercato dove le migliori offerte possono cambiare rapidamente, massimizzare i rendimenti richiede un approccio proattivo e flessibile. Tra le strategie più utilizzate si trova il laddering – letteralmente "a scaletta" – ossia suddividere il capitale su più conti con scadenze progressive (es. 6, 12, 24 mesi). Questo approccio consente sia di beneficiare della presenza costante di liquidità svincolata, sia di sfruttare eventuali rialzi dei tassi su nuove offerte future.
Altro elemento chiave è confrontare continuamente le promozioni e valutare con attenzione le condizioni di svincolo. In molti casi, le banche propongono rendimenti significativamente superiori per la nuova clientela o per liquidità aggiuntiva, ma solo su vincoli di durata limitata. Mantenere una «gestione attiva» della liquidità, trasferendo le somme tra diverse banche quando scadono i vincoli, permette di accedere sempre a condizioni migliori.
Ci sono alcuni errori ricorrenti nella scelta e nella gestione di questi strumenti che possono pregiudicare il risultato finale. Ecco quelli più frequenti: