Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Concorsi pubblici 2026: le 4 novità e come cambiano le regole

di Marcello Tansini pubblicato il
Concorsi pubblici 2026 4 novita

Da ulteriori punteggi ad agevolazioni per disabili e cargiver a nuova norma taglia idonei: cosa cambia per la partecipazione a concorsi pubblici nel 2026

Il 2026 segna un nuovo corso nel sistema di selezione pubblica in Italia. L’anno si apre con una massiccia offerta di posizioni: secondo le ultime programmazioni, oltre 17.000 posti saranno messi a bando in tutta la Pubblica Amministrazione, coinvolgendo sia grandi ministeri che enti locali, agenzie e istituti nazionali.

L’ampliamento delle assunzioni è favorito dallo sblocco del turnover previsto dalla Manovra Finanziaria, consentendo agli enti di sostituire integralmente il personale cessato già dal 2026, con l’obiettivo di rilanciare efficienza e ricambio generazionale. Le selezioni coinvolgono diplomati, laureati e categorie protette, con opportunità estese anche nei settori sanitario, scolastico e militare.

Tra le principali innovazioni normative spicca la reintroduzione della "norma taglia idonei", che riduce sensibilmente la platea degli idonei in graduatoria e cambia in profondità le prospettive di molti candidati. Altre novità interessano le procedure di candidatura e i nuovi modelli di valutazione dei titoli, oltre a importanti riserve per alcune categorie, come volontari, disabili e caregiver. 

Cos'è la norma taglia idonei e cosa comporta per le graduatorie dal 2026

A partire dal 1° gennaio 2026 torna pienamente operativa la cosiddetta “norma taglia idonei”, intervento normativo che impone un limite massimo al numero di candidati idonei non vincitori inseribili in graduatoria dopo la selezione: soltanto un contingente pari al 20% dei posti messi a concorso potrà essere reinserito oltre ai vincitori:

  • Funzionamento pratico: ad esempio, in un concorso per 100 posti, i vincitori sono i primi 100 in graduatoria. Solo i 20 candidati successivi restano "idonei" per possibili scorrimenti; qualunque altro concorrente che ha superato le prove, ma si classifica oltre questa soglia, non avrà chance di essere chiamato in caso di rinunce o decadenze.
  • Motivazione: la riforma nasce per snellire le graduatorie, ridurre i tempi di assunzione e limitare aspettative spesso irrealizzabili per chi ottiene un punteggio minimo. In passato, graduatorie ampie consentivano agli enti di "attingere" per anni, ma generavano incertezza e molteplici contenziosi.
  • Ambito di applicazione: il limite non si applica a tutte le procedure senza eccezione. Risultano escluse:
    • concorsi delle forze armate e delle forze di polizia;
    • reclutamenti nella sanità e scuola (docenti, personale educativo, personale sanitario);
    • concorsi con meno di 20 posti in enti locali;
    • procedure indette da comuni con meno di 3.000 abitanti o per rapporti a tempo determinato;
    • selezioni per ricercatori e personale in regime di diritto pubblico.
  • Implicazioni per i candidati:
    • Solo i migliori tra gli idonei potranno essere ripescati oltre i vincitori immediati.
    • La posizione in graduatoria sarà decisiva: anche pochi decimi di punto possono separare dalle opportunità di assunzione future.
    • L’accesso a eventuali scorrimenti sarà drasticamente ridotto rispetto agli anni precedenti, specie nelle procedure molto partecipate.
  • Validità: la norma taglia idonei riguarda i concorsi la cui pubblicazione avviene dal 1° gennaio 2026. Le graduatorie formulate per bandi pubblicati entro il 31 dicembre 2025 continueranno invece a seguire il vecchio regime.

Come funzionano i concorsi pubblici: requisiti, procedure e novità per diplomati e laureati

Negli attuali concorsi pubblici, le procedure sono ormai uniformate su scala nazionale dal nuovo portale inPA, che rappresenta l’unico canale ufficiale per la presentazione delle domande nella quasi totalità dei casi. Le principali fasi della selezione possono essere così sintetizzate:
  • Pubblicazione del bando con dettagli su posti, requisiti, riserve e calendario scadenze.
  • Candidatura esclusivamente online tramite inPA, previa autenticazione SPID (o CIE/CNS) e PEC attiva intestata al candidato.
  • Prove preselettive: in presenza di elevato numero di candidati, viene spesso introdotto un test a quiz (culture generali, logica, diritto amministrativo o materie specifiche secondo il profilo).
  • Prova scritta: quesiti a risposta multipla o sintetica (soprattutto in bandi ministeriali e concorsi RIPAM), con materie variabili in base al profilo richiesto (amministrativo, tecnico, economico, informatico, sanitario).
  • Prova orale: per alcuni profili, colloqui su materie specifiche e, talvolta, verifica di competenze linguistiche, soprattutto per il MAECI o posizioni che richiedono il francese in Valle d’Aosta.
  • Valutazione dei titoli: titoli aggiuntivi, come la laurea cosiddetta fresca conseguita negli ultimi 5 anni per "funzionari", master, abilitazioni, dottorati, possono attribuire punteggi extra. Per i neo-laureati, il voto di laurea può fare la differenza in graduatoria.

I concorsi pubblici 2026 per chi ha una laurea recente: cosa cambia e quali strategie adottare

Nel 2026 i laureati freschi possono cogliere numerose opportunità, specie nei maxi concorsi dell’area funzionari e nelle carriere amministrative, economiche informatiche e tecniche. Diversi bandi valorizzano il titolo accademico conseguito negli ultimi cinque anni, attribuendo punteggi supplementari nella valutazione dei titoli.

Le strategie consigliate agli under 30 e ai neo-laureati includono:

  • Scegliere bandi che premiano il voto di laurea recente, aumentando il punteggio in graduatoria grazie ai titoli formativi;
  • Puntare sulle selezioni con distribuzione territoriale dei posti, optando per regioni o sedi con concorrenza meno elevata;
  • Acquisire certificazioni aggiuntive (es. informatiche e linguistiche) che rappresentano criterio di selezione o attribuiscono punti extra in concorsi specifici;
  • Monitorare costantemente il portale inPA per bandi pubblicati in aree affini al proprio titolo di studio;
  • Valutare anche concorsi meno pubblicizzati, come quelli degli enti locali e delle università, dove spesso la competizione è ridotta ma le opportunità di assunzione e di crescita professionale sono concrete.

Vantaggi e opportunità nei concorsi pubblici per i volontari

Le recenti normative hanno rinsaldato le riserve di posto per i volontari delle Forze Armate e i percorsi di Servizio Civile Universale, incrementando le chance di accesso per chi ha svolto attività di rilevanza pubblica:
  • La maggior parte dei bandi statali prevede una quota riservata, di solito il 30% dei posti per volontari in congedo senza demerito;
  • Il 15% dei posti può essere riservato a chi ha concluso positivamente il Servizio Civile Universale;
  • Alcuni bandi estendono la riserva anche ai volontari in ferma breve o prolungata, confermando un riconoscimento tangibile all’impegno civile e militare;
Per queste categorie:
  • La riserva consente l’accesso prioritario, ma è sempre subordinata al superamento delle prove concorsuali;
  • In caso di graduatorie con ex aequo, il precedente servizio civile o militare può costituire titolo di preferenza ulteriore;
  • Il servizio prestato può contribuire a punteggi extra nella valutazione dei titoli;
Queste tutele intendono favorire l’inserimento occupazionale di chi ha prestato servizio a favore della collettività e garantire la valorizzazione di esperienze di cittadinanza attiva e formazione sul campo. Soprattutto nei bandi RIPAM e nei maxi concorsi ministeriali, conoscere i meccanismi delle riserve e verificarne la presenza nel singolo bando è essenziale per massimizzare le probabilità di successo.

Le agevolazioni nei concorsi pubblici per disabili e caregiver: diritti, riserve e supporti

La normativa vigente riconosce numerose agevolazioni per le categorie protette, candidati con disabilità e per i caregiver familiari. Sono previste diverse misure, tra cui:

  • Riserve di posti: almeno il 10% dei posti complessivi messi a bando è riservato alle persone con disabilità, sia per diplomati sia per laureati. Tale percentuale può essere più alta in base a specifiche disposizioni di settore o regionali.
  • Riserva per caregiver familiari: i bandi possono prevedere riserve dedicate per chi si prende cura, in modo continuativo, di familiari gravemente disabili, secondo quanto definito dalla Legge 104/1992.
  • Misure di supporto: sono garantite misure compensative nelle prove (ad esempio, tempi aggiuntivi o ausili tecnici) per candidati con disabilità che ne facciano richiesta secondo le modalità previste dal bando.
  • Tutela durante la valutazione: le commissioni sono chiamate a rispettare i principi di non discriminazione e parità sostanziale nella valutazione delle prove. Gli enti sono inoltre tenuti a garantire ambienti accessibili e modalità di svolgimento compatibili con tutte le condizioni certificate.
  • Supporti nella fase di impiego: una volta assunti, i lavoratori con disabilità possono beneficiare delle misure di collocamento mirato e di accomodamenti ragionevoli sul posto di lavoro.
Le riserve non sono automatiche, ma valgono solo per chi supera tutti gli step di valutazione. È prerogativa del candidato produrre certificazioni aggiornate e richiedere sin dalla domanda le eventuali misure compensative di cui necessiti. I caregiver possono beneficiare di specifici titoli di preferenza, soprattutto nelle amministrazioni locali e nel comparto sanitario, in base a regolamenti specifici o intese regionali.

 

 



Leggi anche