L’Ue ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia per discriminazioni nel trattamento dei precari della scuola: quali sono gli scenari che potrebbero aprirsi ora
Cosa succede dopo la procedura di deferimento da parte dell’Ue nei confronti dell’Italia a causa degli abusi nella scuola? La Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per non aver posto fine all'uso abusivo di contratti nella scuola a tempo determinato e alle condizioni di lavoro discriminatorie. Vediamo nel dettaglio cosa viene contestato al nostro Paese.
Secondo la Commissione, la normativa italiana che determina lo stipendio degli insegnanti a tempo determinato nelle scuole pubbliche non prevede una progressione salariale basata sui precedenti periodi di servizio e si tratta certamente di una discriminazione rispetto agli insegnanti assunti a tempo indeterminato, che godono degli aumenti retributivi.
Ma non solo: l'Italia non ha neppure adottato misure efficaci per impedire l'uso abusivo di contratti di lavoro a tempo determinato di personale amministrativo, tecnico e ausiliario nelle scuole statali. E si tratta di una violazione del diritto dell’Ue sul lavoro a tempo determinato.
In risposta al deferimento dell’Ue, il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, ha risposto di esser già impegnato nella revisione del sistema di reclutamento dei docenti italiani e per evitare discriminazioni a danno dei docenti precari.
Due potrebbero essere ora gli scenari che si potrebbero aprire: o l’Italia paga la sanzione prevista senza, però, lavorare su particolari interventi per evitare i docenti precari della scuola siano ancora discriminati rispetto ai colleghi in ruolo a tempo indeterminato, sia per quanto riguarda le assunzioni contrattuali e sia per quanto riguarda gli importi degli stipendi; o, in alternativa, si paga la sanzione e si lavora su una profonda revisione della legge vigente.
Quest’ultima, però, non sarà certamente retroattiva, perché implicherebbe costi esorbitanti, ma non sarà neppure semplice e rapida da definire.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...