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Cosa succede se non riesco a pagare le tasse perché commercialista malato? Sospensione fino a 60 giorni grazie nuova normativa

di Marianna Quatraro pubblicato il
Sospensione fino a 0 giorni

La recente normativa tutela chi non può pagare le tasse per malattia del commercialista, prevedendo una sospensione dei termini fino a 60 giorni. Obblighi, iter e casi pratici, garantendo più sicurezza normativa.

Negli ultimi anni la sensibilità verso la tutela dei liberi professionisti, soprattutto nei momenti di vulnerabilità personale come la malattia grave o l'infortunio, si è tradotta in importanti novità legislative. L'impronta sociale di queste norme risiede nella necessità di salvaguardare non soltanto il professionista, ma anche la clientela e l'intero sistema fiscale, durante periodi di impossibilità lavorativa non prevedibili né gestibili con anticipo.

Queste condizioni, in passato, portavano a gravi conseguenze per il mancato rispetto delle scadenze tributarie, compromettendo non solo la reputazione del commercialista colpito, ma anche quella dei contribuenti assistiti. Oggi, grazie alle recenti disposizioni, è stato introdotto un vero diritto alla sospensione temporanea degli obblighi fiscali a tutela di tutti i soggetti coinvolti, portando chiarezza e inclusività rispetto alle precedenti incertezze.

Nel caso il cliente non riuscisse a pagare le tasse nei termini stabiliti a causa dell'impossibilità del commercialista di adempiere ai suoi compiti (ad esempio perché si trova in uno stato di malattia) di versare lui stesso le imposte dovute o di preparare la documentazione per consentire al cliente medesimo di adempiere a questo onere, si prevede la possibilità di ottenere una sospensione del termine fino a 60 giorni.

La sospensione si applica infatti sia nel caso in cui è il cliente a dover preparare e presentare le dichiarazioni sia nell'ipotesi in cui sia il commercialista ad avere l'incarico diretto e non possa effettuare il pagamento per conto tuo.

In entrambi i casi, la proroga consente di adempiere senza incorrere in sanzioni, purché venga presentata richiesta nei termini previsti dalla normativa.

Normativa sulla sospensione dei termini tributari in caso di malattia del commercialista

La Legge di Bilancio 2022 (n. 234/2021), nei commi 927-944 dell'articolo 1, ha riconosciuto una tutela fino ad allora ignorata nel panorama fiscale italiano: la possibilità, per i liberi professionisti, di ottenere la sospensione dei termini degli adempimenti tributari in caso di grave malattia documentata o infortunio. Questa misura è diventata punto di riferimento non solo per i commercialisti, ma per tutte le categorie di professionisti che svolgono incarichi la cui tempistica è imposta dalla pubblica amministrazione.

Il legislatore ha voluto che la norma avesse carattere oggettivo e non soggettivo: ciò significa che, in presenza di certi requisiti documentabili, la sospensione non possa essere vincolata a interpretazioni o concessioni discrezionali da parte degli uffici finanziari. Nello specifico, il diritto si attiva in presenza di:

  • Ricovero ospedaliero del professionista
  • Cure domiciliari sostitutive del ricovero, purché comportino inabilità temporanea all'attività
  • Evento documentato e grave, riconosciuto con documentazione medica idonea
La norma prevede che nessuna responsabilità debba essere imputata né al professionista, né al cliente, relativamente al mancato rispetto delle scadenze tributarie maturate nei 60 giorni successivi all'evento. È stato così eliminato ogni possibile elemento di incertezza interpretativa che, in passato, aveva portato anche a dinieghi ingiustificati delle richieste di sospensione, come emerso in recenti casi di cronaca professionale.

Questa riforma nasce dall'impegno costante di associazioni professionali come l'ANC, che hanno sostenuto presso le istituzioni l'esigenza di garantire pari dignità anche alle esigenze di salute dei professionisti, allineando le tutele a quelle previste per altre categorie lavorative e assicurando così maggiore uniformità nell'ambito tributario.

Come funziona la sospensione dei 60 giorni: requisiti, decorrenza e obblighi

La meccanica di sospensione segue regole precise, introdotte per assicurare al contempo certezza giuridica e protezione reale. Secondo la normativa:

  • I termini tributari vengono sospesi a partire dal giorno del ricovero o dall'inizio delle cure domiciliari che impediscono lo svolgimento dell'attività.
  • La durata totale della sospensione comprende tutto il periodo di inabilità, aggiungendo 30 giorni successivi alle dimissioni o al termine del trattamento domiciliare.
  • Gli adempimenti sospesi dovranno essere regolarizzati entro il giorno seguente alla conclusione del periodo di sospensione.
  • Condizione imprescindibile: la degenza o il trattamento domiciliare deve essere superiore a tre giorni, per evitare abusi e garantire applicabilità solo in situazioni realmente gravi.
Questo meccanismo rappresenta una garanzia automatica nei casi in cui sia oggettivamente documentata l'impossibilità di operare. È compito del professionista fornire la necessaria documentazione sanitaria a supporto, ma la valutazione resta basata su requisiti formali, senza margini interpretativi. Non esistono deroghe in negativo: la Pubblica Amministrazione è obbligata a riconoscere il diritto ogni volta che le condizioni sono presenti. Va inoltre sottolineato che nessuna sanzione può essere irrogata nell'arco temporale interessato dall'evento, tanto meno per il cliente che si trova nell'impossibilità di agire indipendentemente.

Diritto alla sospensione: iter di applicazione e ruolo delle istituzioni

L'attivazione del diritto richiede un iter amministrativo chiaro e trasparente. Il professionista, o in caso di suo impedimento un familiare o un collaboratore, è tenuto a comunicare tempestivamente la situazione all'Agenzia delle Entrate o all'ente competente, allegando la documentazione comprovante la malattia grave o l'infortunio.

Le istituzioni coinvolte - in primis Agenzia delle Entrate e Ministero dell'Economia - hanno il compito di:

  • Ricevere e valutare la completezza della documentazione presentata
  • Verificare che la situazione risponda ai criteri oggettivi stabiliti dalla legge
  • Assicurare il tempestivo riconoscimento del diritto alla sospensione, senza oneri aggiuntivi né incertezza interpretativa
L'interpretazione sistematica della norma, sostenuta dalle associazioni di categoria (come l'ANC), mira a prevenire disparità di trattamento e disapplicazioni arbitrarie. Nei casi in cui sia riscontrata la mancata applicazione della sospensione, è previsto il ricorso agli organi istituzionali, affinché venga rapidamente risolta ogni controversia, garantendo così il pieno rispetto della tutela.

Nel dibattito pubblico, la voce delle associazioni professionali si è rivelata determinante nel sensibilizzare le istituzioni e nel promuovere corretti indirizzi applicativi, sostenendo ogni azione utile a impedire il verificarsi di situazioni di svantaggio per il professionista e i suoi clienti. La norma va applicata, non interpretata è stato il principio guida ribadito più volte dai rappresentanti del settore.

Casi pratici: applicazione della normativa e soluzioni ai problemi frequenti

La cronaca ha registrato casi di mancata applicazione del diritto alla sospensione, in alcuni casi risolti solo dopo l'intervento delle associazioni professionali. Un esempio emblematico riguarda una professionista ricoverata in terapia intensiva, inizialmente privata del diritto alla sospensione nonostante un quadro clinico gravissimo e la produzione di tutta la documentazione richiesta dalla legge.

Questo episodio ha evidenziato come, pur in presenza di una norma chiara e dettagliata, nelle prassi operative possano stillarsi incertezze che conducono a decisioni arbitrarie da parte degli uffici. In situazioni di questo genere, sono risultati decisivi:

  • l'intervento tempestivo delle organizzazioni di categoria per la tutela dei diritti professionali
  • il dialogo costante con le istituzioni per il superamento di interpretazioni restrittive
  • la prontezza nel segnalare irregolarità e disapplicazioni da parte dei soggetti interessati
Le soluzioni ai problemi più frequenti passano necessariamente attraverso:
  • una migliore informazione ai professionisti sui propri diritti e sulle procedure corrette
  • la semplificazione degli adempimenti comunicativi, per ridurre i tempi di riconoscimento del diritto
  • una maggiore trasparenza negli atti dell'amministrazione finanziaria coinvolta
L'esperienza evidenzia una crescente consapevolezza circa l'importanza di segnalare ogni episodio di mancato rispetto dei diritti garantiti dalla legge, affinché il quadro normativo venga applicato in modo uniforme su tutto il territorio.

Importanza della circolare per uniformità e certezze applicative

Nelle prossime settimane, grazie all'impegno degli attori istituzionali e all'esortazione delle associazioni professionali, sarà divulgata una circolare interpretativa a firma del direttore Vincenzo Carbone. Questo documento mira a eliminare ogni dubbio interpretativo in merito all'applicazione della sospensione dei termini tributari in caso di malattia o infortunio grave del professionista.

La circolare avrà i seguenti obiettivi:

  • Definire in modo dettagliato quali documenti siano necessari per attivare la sospensione
  • Chiarire le tempistiche di decorrenza e ripresa degli adempimenti
  • Stabilire le modalità operative per la comunicazione agli uffici fiscali e alle amministrazioni coinvolte
Grazie a queste direttive sarà finalmente garantita uniformità di trattamento su base nazionale, riducendo al minimo il rischio di disapplicazioni o interpretazioni divergenti tra diversi uffici territoriali. La circolare rappresenta pertanto uno strumento di sicurezza e affidabilità giuridica, assicurando la certezza del diritto sia ai professionisti che ai loro assistiti.




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