La recente normativa tutela chi non può pagare le tasse per malattia del commercialista, prevedendo una sospensione dei termini fino a 60 giorni. Obblighi, iter e casi pratici, garantendo più sicurezza normativa.
Negli ultimi anni la sensibilità verso la tutela dei liberi professionisti, soprattutto nei momenti di vulnerabilità personale come la malattia grave o l'infortunio, si è tradotta in importanti novità legislative. L'impronta sociale di queste norme risiede nella necessità di salvaguardare non soltanto il professionista, ma anche la clientela e l'intero sistema fiscale, durante periodi di impossibilità lavorativa non prevedibili né gestibili con anticipo.
Queste condizioni, in passato, portavano a gravi conseguenze per il mancato rispetto delle scadenze tributarie, compromettendo non solo la reputazione del commercialista colpito, ma anche quella dei contribuenti assistiti. Oggi, grazie alle recenti disposizioni, è stato introdotto un vero diritto alla sospensione temporanea degli obblighi fiscali a tutela di tutti i soggetti coinvolti, portando chiarezza e inclusività rispetto alle precedenti incertezze.
Nel caso il cliente non riuscisse a pagare le tasse nei termini stabiliti a causa dell'impossibilità del commercialista di adempiere ai suoi compiti (ad esempio perché si trova in uno stato di malattia) di versare lui stesso le imposte dovute o di preparare la documentazione per consentire al cliente medesimo di adempiere a questo onere, si prevede la possibilità di ottenere una sospensione del termine fino a 60 giorni.
La sospensione si applica infatti sia nel caso in cui è il cliente a dover preparare e presentare le dichiarazioni sia nell'ipotesi in cui sia il commercialista ad avere l'incarico diretto e non possa effettuare il pagamento per conto tuo.
In entrambi i casi, la proroga consente di adempiere senza incorrere in sanzioni, purché venga presentata richiesta nei termini previsti dalla normativa.
La Legge di Bilancio 2022 (n. 234/2021), nei commi 927-944 dell'articolo 1, ha riconosciuto una tutela fino ad allora ignorata nel panorama fiscale italiano: la possibilità, per i liberi professionisti, di ottenere la sospensione dei termini degli adempimenti tributari in caso di grave malattia documentata o infortunio. Questa misura è diventata punto di riferimento non solo per i commercialisti, ma per tutte le categorie di professionisti che svolgono incarichi la cui tempistica è imposta dalla pubblica amministrazione.
Il legislatore ha voluto che la norma avesse carattere oggettivo e non soggettivo: ciò significa che, in presenza di certi requisiti documentabili, la sospensione non possa essere vincolata a interpretazioni o concessioni discrezionali da parte degli uffici finanziari. Nello specifico, il diritto si attiva in presenza di:
Questa riforma nasce dall'impegno costante di associazioni professionali come l'ANC, che hanno sostenuto presso le istituzioni l'esigenza di garantire pari dignità anche alle esigenze di salute dei professionisti, allineando le tutele a quelle previste per altre categorie lavorative e assicurando così maggiore uniformità nell'ambito tributario.
La meccanica di sospensione segue regole precise, introdotte per assicurare al contempo certezza giuridica e protezione reale. Secondo la normativa:
L'attivazione del diritto richiede un iter amministrativo chiaro e trasparente. Il professionista, o in caso di suo impedimento un familiare o un collaboratore, è tenuto a comunicare tempestivamente la situazione all'Agenzia delle Entrate o all'ente competente, allegando la documentazione comprovante la malattia grave o l'infortunio.
Le istituzioni coinvolte - in primis Agenzia delle Entrate e Ministero dell'Economia - hanno il compito di:
Nel dibattito pubblico, la voce delle associazioni professionali si è rivelata determinante nel sensibilizzare le istituzioni e nel promuovere corretti indirizzi applicativi, sostenendo ogni azione utile a impedire il verificarsi di situazioni di svantaggio per il professionista e i suoi clienti. La norma va applicata, non interpretata è stato il principio guida ribadito più volte dai rappresentanti del settore.
La cronaca ha registrato casi di mancata applicazione del diritto alla sospensione, in alcuni casi risolti solo dopo l'intervento delle associazioni professionali. Un esempio emblematico riguarda una professionista ricoverata in terapia intensiva, inizialmente privata del diritto alla sospensione nonostante un quadro clinico gravissimo e la produzione di tutta la documentazione richiesta dalla legge.
Questo episodio ha evidenziato come, pur in presenza di una norma chiara e dettagliata, nelle prassi operative possano stillarsi incertezze che conducono a decisioni arbitrarie da parte degli uffici. In situazioni di questo genere, sono risultati decisivi:
Nelle prossime settimane, grazie all'impegno degli attori istituzionali e all'esortazione delle associazioni professionali, sarà divulgata una circolare interpretativa a firma del direttore Vincenzo Carbone. Questo documento mira a eliminare ogni dubbio interpretativo in merito all'applicazione della sospensione dei termini tributari in caso di malattia o infortunio grave del professionista.
La circolare avrà i seguenti obiettivi: