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Cras Montana, il mistero dei soldi, prestiti e investimenti dei Moretti: tutte le ultime novità scoperte

di Marcello Tansini pubblicato il
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Dietro la brillante ascesa dei Moretti tra Svizzera e Francia si cela un intricato mistero finanziario: prestiti, proprietà, indagini delle autorità e interrogativi sull'origine e la gestione della loro ricchezza.

L’improvvisa attenzione internazionale su Jacques e Jessica Moretti, proprietari del celebre locale Le Constellation di Crans-Montana, si concentra ormai non solo sugli accadimenti tragici della notte di Capodanno, ma soprattutto sull’intricato scenario patrimoniale e finanziario che avvolge i due imprenditori. A seguito del terribile incendio che ha causato decine di vittime e feriti, le autorità e la stampa hanno sollevato numerosi interrogativi circa la solidità e la trasparenza economica dei Moretti. Le recenti indagini hanno messo in luce un’impressionante crescita degli investimenti, apparentemente supportata da un intenso ricorso al debito e da rapporti non sempre lineari con una pluralità di istituti bancari tra la Svizzera e la Francia. Emergerebbero così dubbi su flussi di denaro, origini dei capitali e modalità di acquisto di numerose proprietà, generando perplessità tra cittadini, inquirenti e osservatori economici sul reale stato di salute finanziaria dei coniugi.

La rapida ascesa imprenditoriale dei Moretti tra Svizzera e Francia

I Moretti hanno avviato il loro sviluppo imprenditoriale a partire dal 2011, trasferendosi dal sud della Francia al Canton Vallese. Da «sconosciuti», in pochi anni a Crans-Montana e Lens, i loro nomi sono diventati sinonimo di locali alla moda e investimenti immobiliari di grande portata. La coppia ha iniziato gestendo ristoranti locali—fra cui Le Vieux Chalet—per poi passare a un’espansione che ha coinvolto l’acquisizione e la riqualificazione di diversi stabilimenti, seguendo la strategia di affitto e successivo acquisto. A partire dal 2015, con l’acquisto del bar Le Constellation, hanno consolidato la propria presenza nella vivace scena turistica svizzera, evolvendolo da semplice sala da tè sino a diventare un raffinato locale per la clientela d’élite.

Lungo questo percorso, la coppia avrebbe investito svariate decine di milioni tra immobili e attività commerciali. Nel 2020 l’ingresso in una seconda prestigiosa attività – Le Senso – e nel 2023 la proprietà del ristorante Le Vieux Chalet completano un mosaico di successi imprenditoriali, affiancati da acquisizioni mirate anche in Francia, tra Cannes, Parigi e Solenzara. Pur provenendo da contesti personali segnati da eventi giudiziari – in particolare per Jacques, già coinvolto in inchieste e condanne in Francia – i coniugi hanno saputo trasformare la loro immagine pubblica in quella di imprenditori di successo, senza far mancare ombre legate a velocità e modalità degli investimenti.

Tra il 2015 e il 2024, il loro portafoglio patrimoniale si è composto di diversi immobili che, dai dati in possesso degli inquirenti, sono stati acquistati spesso grazie a consistenti prestiti bancari. Le fonti riportano un debito complessivo superiore ai 4 milioni di franchi svizzeri e un patrimonio netto che—per loro stessa stima—varia tra 300.000 e 400.000 franchi, lasciando trapelare una struttura finanziaria fortemente sbilanciata sull’utilizzo della leva bancaria. Questo modello di crescita, se da un lato ha consentito una espansione rapidissima e visibile, dall’altro ha attirato attenzioni e sospetti sulle effettive coperture e la sostenibilità economica dell’impero Moretti.

Prestiti bancari, ipoteche e flusso di denaro: analisi dei finanziamenti e degli investimenti

Il sistema finanziario su cui Jacques e Jessica Moretti hanno costruito il loro patrimonio immobiliare appare complesso e stratificato. Dal 2015 in avanti, la coppia ha acceso numerosi prestiti ipotecari in Svizzera e in Francia, talvolta contestualmente all’acquisizione di nuove imprese e immobili.

In Svizzera, gli istituti come la Banque Cantonale Vaudoise, l’UBS e Cautionnement Romand hanno sostenuto la crescita dei Moretti con prestiti ipotecari che raggiungono complessivamente oltre 5,5 milioni di franchi. Solo per l’acquisto e il rinnovamento dell’hotel Le Constellation, la banca cantonale vallesana avrebbe finanziato importi prossimi a 1,8 milioni di franchi, a cui si aggiungono i finanziamenti successivi per altre proprietà (ad esempio, Le Senso e Le Vieux Chalet hanno ipoteche rispettivamente di 1,55 e 1,3 milioni di franchi). Rilevante l’utilizzo del debito anche per l’acquisto di uno chalet bifamiliare a Lens, nonché per un appartamento a Cannes e una casa a Solenzara, in Corsica.

In Francia, il Crédit Lyonnais ha inizialmente finanziato varie operazioni immobiliari della coppia: 286.000 euro per un appartamento a Parigi, 625.000 euro per una villa a Solenzara e ulteriori 200.000 euro per la ristrutturazione della stessa. Tuttavia, incidenti di percorso come garanzie giudicate dubbie, sospetti di documentazione non conforme e ritardi nei pagamenti hanno portato la banca francese a bloccare ogni nuovo finanziamento a partire dal marzo 2021, pretendendo il rimborso anticipato delle somme erogate e imponendo un rigoroso protocollo transattivo omologato da tribunale.

Le inchieste giornalistiche riportano che il combo tra prestiti bancari e investimenti immobiliari—oltre sei milioni di euro movimentati in pochi anni—non ha mai visto una completa trasparenza sulle fonti reali dei fondi, benché siano state fornite dichiarazioni ufficiali: Jessica Moretti avrebbe dichiarato uno stipendio mensile lordo di 13.827 euro, Jacques una pensione di invalidità e un’indennità assicurativa annuale. Il ricavato di affitti brevi da immobili in Francia (attraverso piattaforme come Airbnb) completava la struttura dei flussi di cassa.

Il ruolo delle banche svizzere e francesi: differenze e controversie

La gestione dei rapporti tra i Moretti e gli istituti bancari mostra profonde divergenze fra gli attori elvetici e quelli transalpini. Banche svizzere hanno mantenuto una linea di credito molto generosa con la coppia, continuando a erogare finanziamenti anche in presenza di elevati livelli di indebitamento e informazioni limitate sulle garanzie effettive. Le banche francesi, rappresentate in particolare dal Crédit Lyonnais, si sono invece mostrate via via più prudenti, adottando misure cautelari di fronte a ritardi e anomalie nei rimborsi.

Nell’analisi delle controversie, risulta di particolare rilievo l’interruzione dei crediti francesi nel 2021, giustificata da “garanzie dubbie” e sospetti di falsificazione documentale, culminando nella richiesta di restituzione immediata delle somme prestate—evento rarissimo nel panorama bancario europeo. L’atteggiamento opposto delle banche svizzere si intreccia con la reputazione delle piazze finanziarie elvetiche nei confronti della privacy bancaria e alla difficoltà di accertare i flussi finanziari transfrontalieri, un aspetto che ha riacceso i riflettori sui meccanismi di controllo interni agli istituti di credito.

Le principali proprietà e la struttura patrimoniale dei Moretti

Il portafoglio immobiliare dei coniugi Moretti si contraddistingue per la sua ampiezza e articolazione tra Svizzera e Francia:

  • Chalet bifamiliare a Lens: residenza principale
  • Edificio bar Le Constellation: Crans-Montana
  • Le Senso e Le Vieux Chalet: ristoranti in Canton Vallese
  • Appartamento a Cannes: destinato ad affitto turistico
  • Casa di famiglia a Solenzara, Corsica
Accanto agli immobili, lifestyle di lusso con veicoli prestigiosi come Porsche, Bentley, Maserati e furgoni Mercedes, spesso intestati alle società dei Moretti tramite leasing. Questo intreccio tra beni personali e società, unito all’elevato debito ipotecario, è monitorato dagli investigatori per verificare la reale capacità finanziaria della coppia e il rispetto delle normative fiscali e antiriciclaggio.

Controversie giudiziarie e voci sull'origine dei fondi

Nell’ultima decade, il passato e il presente dei Moretti si sono intrecciati a numerosi procedimenti giudiziari in Francia, Svizzera e Italia. Jacques Moretti, in particolare, presenta una storia personale segnata da condanne, fra cui lo sfruttamento della prostituzione in Francia e il coinvolgimento in procedure per frode e sequestro di persona. Queste ombre giudiziarie, unite ai grandi investimenti successivi, hanno dato adito a illazioni sulla provenienza dei capitali utilizzati per costituire e espandere il patrimonio della coppia.

I media hanno evidenziato come tra il 2015 e il 2024 siano stati effettuati investimenti milionari, spesso senza la trasparenza sui finanziamenti richiesta dagli standard internazionali. In diversi casi, la rapidità della crescita sospetta ha sollevato quesiti su possibili complicità in ambito locale, soprattutto per la scarsa chiarezza delle garanzie fornite agli istituti di credito e il frequente ricorso a pagamenti in contanti.

Nel 2021 la controversia con la banca Crédit Lyonnais è emersa in tutta la sua portata, con l’inserimento dei Moretti in una sorta di lista nera dopo il blocco di un maxi finanziamento e la richiesta di rientro anticipato dei prestiti, giustificata dalla presenza di documentazione ritenuta non conforme. Da questa vicenda deriva anche la vendita forzata di una delle proprietà parigine, la riorganizzazione delle fonti di reddito dichiarate e il parziale riequilibrio del patrimonio, fattori tuttora oggetto di indagine incrociata tra procura elvetica e magistratura francese.

La persistente mancanza di chiarezza sull’origine dei fondi rimane dunque uno degli aspetti più dibattuti, spingendo anche i rappresentanti legali delle vittime dell’incendio a invocare maggiore trasparenza e controllo.

Le indagini: ultime novità sulle responsabilità e i controlli delle autorità

Dopo i tragici eventi di Capodanno a Le Constellation, il lavoro delle autorità svizzere si è concentrato su due livelli: da un lato il profilo penale dei coniugi, già sottoposti a custodia cautelare (con Moretti recentemente rilasciato su cauzione) per rispondere delle ipotesi di incendio, lesioni e omicidio colposi, dall’altro lato il filone finanziario e patrimoniale legato ai sospetti sull’origine dei capitali investiti in Svizzera e in Francia.

Gli accertamenti hanno riguardato anche le prassi di controllo esercitate dalle autorità locali e dagli istituti bancari: in particolare, sono ancora oggetto di verifica le modalità con cui sono stati concessi i numerosi prestiti ipotecari, il rispetto delle norme antiriciclaggio, e il monitoraggio dell’effettiva capacità della coppia di far fronte ai pagamenti, soprattutto a fronte di eventi come la sospensione dei crediti da parte del Crédit Lyonnais.

La Procura del Cantone Vallese continua le indagini anche sul fronte dei presunti mancati controlli da parte del Comune di Crans-Montana, coinvolgendo tra gli indagati l’ex responsabile della sicurezza e altri funzionari pubblici connessi alle certificazioni amministrative e ai permessi edilizi del locale. La pressione delle famiglie delle vittime e della comunità internazionale ha portato inoltre a una collaborazione tra autorità svizzere e italiane, benché con tensioni diplomatiche legate agli sviluppi processuali e alla scarcerazione dei Moretti.

Gli interrogativi aperti sulla trasparenza e la sostenibilità dell’impero Moretti

L’enorme indebitamento contratto dalla coppia, la rapida crescita degli investimenti e le numerose controversie bancarie pongono interrogativi irrisolti sulle reali capacità di Jacques e Jessica Moretti di gestire in modo trasparente e sostenibile le proprie attività economiche. Se da una parte la struttura patrimoniale appare impressionante per estensione e valore, dall’altra la dipendenza da finanziamenti a rischio e la mancanza di chiarezza sulle coperture destano perplessità sia tra le autorità che nell’opinione pubblica.

Restano da chiarire sia la regolarità delle operazioni sui vari fronti bancari, sia l’efficacia dei controlli anticrimine in Svizzera e Francia—soprattutto nel contesto di un episodio così drammatico come quello della notte di Capodanno. L’esito delle indagini, che chiamano in causa numerosi livelli di responsabilità (dai gestori ai funzionari comunali, sino agli istituti di credito), sarà determinante non solo per la definizione delle pene ma anche per ristabilire fiducia nella trasparenza dei grandi operatori economici attivi nelle aree turistiche di frontiera.