Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Dal sonnellino in autostrada alla casa sfondata: gli episodi delle auto Tesla sulla guida autonoma che fanno discutere

WhatsApp X Telegram
di Alberto Pelletti pubblicato il

Dai pisolini in autostrada agli incidenti più discussi, le auto Tesla a guida autonoma sollevano dubbi sulla sicurezza e sul ruolo della supervisione umana. Analisi, casi e prospettive.

I sistemi di assistenza avanzata alla guida stanno rivoluzionando il mondo del trasporto privato, ma gli episodi di utilizzo improprio e incidenti legati alle automobili Tesla aprono nuove ed essenziali domande sulla sicurezza. L'aumentare delle testimonianze, documentate da video e indagini ufficiali, mette sotto la lente d'ingrandimento affidabilità tecnologica e comportamenti umani, poiché se da un lato le funzioni di Full Self-Driving (FSD) offrono un assaggio del futuro, dall'altro la realtà quotidiana dimostra che la supervisione umana rimane imprescindibile.

L'innovazione introdotta da Tesla e da altre case automobilistiche punta a ridurre il rischio di incidenti e a migliorare la sicurezza stradale, ma episodi come quello avvenuto sulla Trans-Canada Highway pongono l'accento su limiti e paradossi della guida semi-autonoma. L'utilizzo non conforme del dispositivo, in particolare quando il conduttore è distratto o addirittura addormentato, rischia di vanificare i progressi realizzati.

Il caso della donna addormentata con due bambini

Il 5 luglio 2026, un filmato diventato virale ha fatto emergere preoccupazioni sulla sicurezza dei sistemi FSD di Tesla. Una donna, alla guida di una Model 3 grigia, è stata ripresa da un'altra automobilista, Caleigh King, mentre percorreva a circa 100 km/h la Trans-Canada Highway, apparentemente in completo stato di riposo, con gli occhi chiusi e le mani lontane dal volante. Sul sedile posteriore, due bambini dormivano.

L'autrice del video, inizialmente sospettando una possibile emergenza sanitaria, ha prontamente allertato il 911, portando l'intervento delle autorità locali. La Royal Canadian Mounted Police (RCMP) ha avviato un'indagine sulla vicenda, sottolineando che nella British Columbia l'uso della guida automatizzata di Livello 3, 4 o 5 su strada pubblica è vietato dalla normativa vigente, con sanzioni fino a 2.000 dollari o sei mesi di detenzione.

Nonostante le intenzioni della tecnologia FSD, che richiede la presenza vigile di un supervisore umano, l'episodio mette in evidenza la diffusa percezione errata di autonomia totale. La facilità con cui è possibile ingannare i sistemi di rilevamento dell'attenzione, affidandosi completamente alle automazioni, accentua il rischio d'incidenti in situazioni reali.

Dagli Stati Uniti all'Europa, i casi più eclatanti

La vicenda canadese segue una scia di episodi documentati in tutto il mondo che sottolineano problematiche ricorrenti nei sistemi di assistenza Tesla. In Wisconsin, Usa, un uomo è stato multato dopo essere stato colto dalla polizia mentre dormiva al volante; l'Autopilot era attivo e l'auto proseguiva la marcia da sola. In Texas, il caso di Michael Butler riporta agli onori delle cronache per le conseguenze tragiche: la sua Model 3, in modalità di guida automatizzata, ha sfondato un muro di abitazione a velocità sostenuta, causando la morte di una donna di 76 anni.

Sui social media proliferano video che documentano situazioni analoghe: dal filmato della Model X guidata da una donna addormentata, alla Model Y in modalità siesta con cappellino. Diventa chiaro come la supervisione umana sia spesso trascurata, anche in contesti dove i sistemi sono stati sviluppati proprio tenendo conto della necessità di intervento tempestivo del conducente.

Non mancano episodi meno tragici ma comunque allarmanti: in un episodio, una Tesla dotata di software FSD diretto verso un lago ha messo in mostra limiti imprevisti del software. E ancora, il database sugli incidenti dei robotaxi ad Austin rivela che, anche con la supervisione remota di operatori, errori e fraintendimenti delle situazioni reali non sono azzerati, portando a urti contro recinzioni o barriere.

Un'inchiesta della NHTSA mette a nudo come nei tre anni intercorsi tra il 2021 e il 2023 siano stati almeno 13 gli incidenti mortali riconducibili a difetti nei sistemi di supervisione Tesla, con le indagini concentrate sui limiti delle telecamere e dei sensori impiegati.

Pisolini al volante e comportamenti impropri: rischi ed evoluzione

I sonnellini al volante sono divenuti quasi un fenomeno sociale tra i possessori di auto Tesla dotate di FSD. Diversi utenti immortalano, e postano online, immagini di conducenti tranquillamente addormentati, trattando la tecnologia non come supporto ma come sostituto. Tale comportamento nasce spesso da un fraintendimento delle reali capacità dei sistemi, che richiedono esplicitamente la presenza, lo sguardo vigile e le mani sul volante.

Molti dei sistemi attualmente installati prevedono il controllo dell'attenzione mediante telecamere interne e sensori, ma la loro efficacia è stata spesso messa in discussione. Diversi escamotage, come bilancini appesi al volante o posture studiate, consentono di aggirare persino i più avanzati sistemi di sorveglianza della presenza del conducente:

  • Errori di percezione sulle reali capacità del mezzo: le auto, anche in modalità FSD, non sono autonome nel senso stretto; necessitano costantemente di supervisione.
  • Sottovalutazione del rischio: l'affidamento totale ai sistemi, in assenza di una cultura della sicurezza, espone automobilisti e passeggeri a pericoli considerevoli.
  • Evoluzione normativa: alcuni Paesi, tra cui Canada e Germania, hanno introdotto regolamenti stringenti che prevedono sanzioni severe per l'uso improprio dei sistemi di guida avanzata.
Questa catena di episodi spinge costantemente autorità, case produttrici e società civile a riconsiderare sia i sistemi di controllo sia la responsabilità penale del conducente, centrale in qualsiasi scenario di guida monitorata.

Incidenti gravi e falle di sicurezza: Texas, il muro sfondato e i limiti del FSD

L'episodio di Katy, nel Texas, è divenuto il caso sintomatico delle falle del sistema Full Self-Driving: una Tesla Model 3 ha travolto il muro di una villetta, causando il decesso di un'anziana. Le prime ricostruzioni parlano di un malfunzionamento (o di un'interazione inadeguata con il sistema automatizzato) che ha impedito di arrestare in tempo la vettura.

Anche nelle questioni giudiziarie, emerge con chiarezza come, durante l'uso di sistemi automatizzati, la responsabilità del supervisore rimanga attiva. Tuttavia, i limiti del software, dalle difficoltà di reazione agli ostacoli improvvisi ai possibili bug nell'interpretazione dei segnali, espongono a situazioni ad altissimo rischio quando la soglia di intervento umano è superata o ignorata.

Le criticità dell'FSD non si esauriscono nella sola gestione dell'emergenza: studi e report della NHTSA indicano problematiche relative all'adeguamento tempestivo della guida ai casi straordinari, sottolineando l'urgenza di test più accurati e protocolli d'intervento più stringenti.

Robotaxi e dati sugli incidenti: cosa dicono i numeri di Austin

Nel periodo compreso tra luglio 2025 e marzo 2026, Tesla ha pubblicato i dati ufficiali relativi a 17 incidenti nella città di Austin riguardanti la flotta dei suoi robotaxi con supervisore a bordo. Dai dati ufficiali risulta che:

Esito

Numero incidenti

Solo danni materiali

13

Lieve ricovero ospedaliero

1

Intervento umano

2 (urto contro recinzione/barriera)

Nella maggior parte dei casi, la responsabilità diretta è stata attribuita a utenti umani: spesso si trattava di tamponamenti da parte di altri veicoli mentre la Tesla era ferma a semaforo rosso o in coda.

Tuttavia, l'efficacia del sistema di guida automatica e della supervisione remota è stata messa in discussione dagli episodi in cui l'operatore, intervenendo da remoto, non è riuscito ad evitare urti, rivelando criticità nella gestione di situazioni complesse e nell'integrazione tra intelligenza artificiale e decisione umana.

Frenate fantasma, errori software e indagini internazionali

Gli imprevisti non si limitano agli USA. In Europa, diverse autorità, dalla KBA tedesca fino a quelle italiane e francesi, hanno avviato indagini su fenomeni di frenate improvvise e ingiustificate, le cosiddette frenate fantasma. Questi episodi, per quanto a volte non gravi, generano disagio e potenziale pericolo per tutti gli utenti della strada. Secondo i dati NHTSA e le segnalazioni di utenti europei:

  • Le frenate fantasma sono ricorrenti e spesso associate a interpretazioni errate di oggetti o segnali da parte del software, che porta il veicolo ad arrestarsi bruscamente, talvolta in assenza di pericoli reali.
  • Errori di navigazione si registrano soprattutto in contesti complessi (incroci, deviazioni temporanee, cantieri stradali), specialmente dove la sola telecamera risulta inadatta.
  • Le autorità hanno aperto inchieste formali e stanno valutando l'introduzione di componenti aggiuntive come radar, LiDAR, o ultrasuoni per migliorare l'affidabilità dei sistemi.
Le indagini sono tuttora in corso e non si escludono richiami ufficiali o revisione delle autorizzazioni per i veicoli già in circolazione.




Leggi anche

Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...