Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Quali sono i 1204 autovelox e tutor spenti da domenica 12 luglio 2026 e su quali strade e autostrade

WhatsApp X Telegram
di Alberto Pelletti pubblicato il

Da stanotte spenti 1.204 autovelox e Tutor non omologati in Italia, tra autostrade e strade ordinarie: ecco quali dispositivi e dove.

Da questa notte, da mezzanotte di domenica 12 luglio, con l'entrata in vigore del nuovo decreto ministeriale sugli autovelox, oltre mille dispositivi di controllo della velocità sono stati disattivati sulle strade italiane. Lo spegnimento arriva proprio all'inizio degli spostamenti estivi, generando non poche preoccupazioni tra Comuni e associazioni per la sicurezza stradale, e coinvolge sia le autostrade sia una parte consistente della viabilità ordinaria.

I numeri dello spegnimento

Il decreto, firmato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini il 9 giugno e pubblicato ieri, 11 luglio, in Gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore alla mezzanotte del 12 luglio. Da quel momento, 1.204 apparecchi su un totale censito di 4.060 dispositivi risultano spenti, mentre 2.856 restano regolarmente attivi. La mappatura nazionale aveva già rivelato una situazione distante da quella ideale: su circa 11mila autovelox fissi e mobili installati in Italia, solo una parte risultava regolarmente registrata negli elenchi ministeriali.

Il decreto interessa oltre 83 tratte autostradali, ma non si ferma qui: secondo alcune fonti, il provvedimento coinvolge complessivamente "migliaia di strade" su tutto il territorio nazionale, includendo quindi anche statali, provinciali e arterie urbane, non solo la rete autostradale.

Il Ministero ha riconosciuto validità a 2.856 postazioni non attraverso un controllo caso per caso di ogni apparecchio fisicamente installato, ma approvando 25 specifici modelli di riferimento. Ogni dispositivo identico a uno di questi prototipi, per tipo e caratteristiche costruttive, resta operativo, a condizione di avere una certificazione di taratura valida e di superare i controlli periodici.

Quale tipo di dispositivo viene spento e il riconoscimento automatico dei modelli "salvi"

Il decreto distingue tra due grandi famiglie di strumenti: i sistemi Tutor, tipici dell'ambito autostradale, che calcolano la velocità media lungo un intero tratto, e gli autovelox fissi e mobili classici, presenti anche su strade statali, provinciali e urbane, che misurano la velocità istantanea in un punto preciso. Il criterio che determina lo spegnimento è lo stesso per entrambe le categorie: vengono disattivati i dispositivi di vecchia generazione, approvati tra il 2004 e maggio 2017, che non riescono a dimostrare la piena conformità ai nuovi requisiti tecnici di omologazione.

Per quanto riguarda le novità più tecniche del decreto di omologazione degli autovelox, oltre alla semplice conformità tecnica, il provvedimento introduce per la prima volta una vera e propria patente di affidabilità: soglie minime di prestazione che i dispositivi devono rispettare per restare in servizio, insieme a nuove garanzie sulla privacy degli automobilisti ripresi dalle telecamere.

Le autostrade nominate esplicitamente

Tra le tratte autostradali coinvolte, le fonti indicano nominalmente cinque arterie tra le più trafficate d'Italia:

  • A1 (Milano-Napoli)
  • A4 (Torino-Trieste)
  • A13 (Bologna-Padova)
  • A14 (Bologna-Taranto)
  •  A16 (Napoli-Canosa).

Cosa cambia in pratica per chi guida e il nodo legale che resta aperto

Lo spegnimento di un dispositivo, autostradale o no, non significa che quel tratto resti privo di controlli. Dove un apparecchio viene disattivato, la Polizia continua comunque a effettuare controlli tramite autovelox fissi e mobili alternativi, pistole laser e pattuglie in auto civetta. I limiti di velocità restano invariati ovunque: 130 km/h in autostrada (elevabili a 150 su tratti a tre corsie per senso di marcia se segnalato), 110 km/h con maltempo, 100 km/h per i neopatentati nel primo triennio.

Secondo diverse ordinanze della Corte di Cassazione, tra cui la n. 10505/2024, approvazione e omologazione restano due procedimenti amministrativi distinti. Questo potrebbe non essere sufficiente a fermare del tutto i ricorsi davanti a giudici di pace e tribunali per vecchie multe già emesse. Un punto fermo, in ogni caso: il decreto non ha efficacia retroattiva, e non convalida gli accertamenti effettuati prima della sua entrata in vigore.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Vista la portata della novità, è plausibile che nelle prossime ore vengano diffusi elenchi più dettagliati, comprensivi anche di statali, provinciali e strade urbane. Come ricordato in un articolo di businessonline.it dedicato ai weekend di grande traffico, il periodo delle grandi partenze estive rende particolarmente delicato l'equilibrio tra sicurezza stradale e certezza del diritto per gli automobilisti. Le fonti più affidabili da monitorare restano comunque il sito del Ministero delle Infrastrutture e il portale della Polizia di Stato.

Per chi si mette in viaggio in queste ore, il consiglio pratico resta lo stesso ovunque ci si trovi: rispettare i limiti di velocità indipendentemente dalla presenza o assenza di un dispositivo di controllo attivo.






Leggi anche

Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...