Il Ddl Affitti 2026 introduce cambiamenti rilevanti per proprietari e inquilini: dal nuovo meccanismo per accelerare gli sfratti, alle agevolazioni fiscali come cedolare secca e flat tax al 21% anche per i negozi.
La svolta nella disciplina delle locazioni è arrivata e non lascia spazio a incertezze: dal 2026, con tre provvedimenti in grado di cambiare realmente il mercato, affittare immobili potrà essere più facile, sicuro e redditizio. A fronte dell’urgenza rappresentata da oltre 8,5 milioni di abitazioni non occupate in Italia (24% del patrimonio esistente, dati Federproprietà-Censis 2025) e migliaia di immobili commerciali ormai inutilizzati, i nuovi strumenti legislativi puntano a sbloccare ciò che è fermo e a fornire nuove garanzie per chi affitta e per chi cerca soluzioni abitative o lavorative.
Le famiglie e i piccoli proprietari si sono trovati per anni bloccati da iter giudiziari lunghi, incertezze fiscali, procedure non uniformi e mancanza di tutela adeguata. La strategia indicata dai recenti disegni di legge – risposte rapide sugli sfratti, chiarezza sulla tassazione, incentivi per il rilancio dei locali vuoti – risponde a esigenze molto concrete: ridurre il rischio, incentivare l’immissione sul mercato delle case ferme e sostenere il commercio di prossimità.
Questa riforma nasce dal confronto tra istituzioni e specialisti: secondo Antonio De Poli e Andrea Napoli, ideatori dei provvedimenti, “la priorità è intervenire sull’offerta, rimuovendo gli ostacoli che oggi scoraggiano i proprietari dal mettere sul mercato le proprie case”. Per questa via, la nuova disciplina intende riportare equilibrio tra domanda e offerta, grazie a tempi certi e norme più trasparenti, massimizzando benefici sia sociali che economici.
Non si tratta solo di una revisione tecnica: il pacchetto è un segnale preciso che mira a rafforzare la fiducia di investitori, proprietari e conduttori. Molte delle rigidità che da tempo penalizzano il comparto saranno infatti superate, sostenendo equità, trasparenza fiscale e rinnovata fiducia nelle locazioni regolari. La posta in gioco è alta: l’equilibrio del patrimonio abitativo nazionale e la rinascita di interi quartieri commerciali dipenderanno dall’efficacia di queste misure.
Tra i tre provvedimenti, quello sul rilascio rapido degli immobili spicca per il suo impatto immediato sia sui piccoli che sui grandi proprietari. Oggi uno dei principali deterrenti all’affitto in Italia è il timore di tempi lunghi per ottenere il rilascio di un immobile in caso di inadempienze contrattuali: secondo recenti rilevazioni, i tempi medi di esecuzione dello sfratto superano spesso i 24 mesi nelle grandi città, con punte più alte nei casi complessi.
La proposta indicata nel DDL n. 774 introduce:
| Processo Pre-Riforma | Processo Post-Riforma |
| Richiesta di sfratto, fissazione prima udienza in 6-12 mesi, medie 18 mesi per il rilascio | Richiesta telematica, udienza entro 90 giorni, massimo 6 mesi per il rilascio definitivo |
| Iter variabile a seconda del tribunale | Iter standardizzato a livello nazionale |
| Poche tutele per il proprietario nei casi di morosità accertata | Maggiore efficacia esecutiva; sospensione solo in presenza di criteri di fragilità |
Nel dettaglio, la nuova proceduradsi sfratto semplifica alcuni errori comuni nel processo di sfratto: spesso le pratiche vengono rinviate per difetti di notifica, difformità nella modulistica o assenza di un indirizzo digitalizzato per comunicazioni. La riforma obbliga all’uso di strumenti digitali certificati, azzerando così rallentamenti amministrativi. Con i nuovi meccanismi, sarà anche possibile:
La seconda proposta del DDL n. 775 riguarda la cedolare secca nelle locazioni abitative quando il conduttore è un’impresa o professionista: una problematica rimasta a lungo in sospeso per incertezze interpretative tra proprietari e Agenzia delle Entrate.
L’applicazione della cedolare secca è consentita qualora l’utilizzo dell’immobile sia effettivamente abitativo, ad esempio alloggio per dipendenti o professionisti temporaneamente dislocati. Questo comporta:
| Situazione Ante-Riforma | Situazione Post-Riforma |
| Cedolare secca incerta per uso aziendale | Cedolare secca certa per imprese e professionisti, se uso abitativo è comprovato |
| Flat tax solo per affitti residenziali, aliquota variabile | Flat tax al 21% su tutti i non abitativi eleggibili |
| Iter fiscali complessi e possibilità di accertamenti | Semplificazione e maggiore trasparenza fiscale |
| Timore di “stalli” nel mercato commerciale | Incentivo al rilancio di spazi produttivi e commerciali |
Evidenziando alcuni errori comuni: molti proprietari non avevano chiarezza sulle condizioni effettive di accesso ai regimi agevolati, rischiando inapplicabilità o accertamenti fiscali retroattivi; per evitare queste criticità occorrerà ora, in concreto:
Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...