Il Decreto Fiscale 2026 introduce novità rilevanti e modifiche: dagli emendamenti su concordato, rottamazioni e compensazioni, alle nuove misure per imprese e lavoratori, fino a disposizioni su riscossioni, sanzioni e future prospettive.
Il Decreto Fiscale n. 38/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 72, rappresenta un punto di svolta nell’ambito delle politiche fiscali e tributarie italiane. Il provvedimento, entrato in vigore il 28 marzo, si compone di due parti strutturali: la prima, dedicata alle misure fiscali; la seconda, incentrata su interventi economici e organizzativi. L’iter di conversione parlamentare si è sviluppato in modo intenso tra Commissione Finanze del Senato e Camera dei Deputati, con una significativa partecipazione degli operatori del settore, tra cui professionisti, imprese e contribuenti.
Durante la fase emendativa sono emerse proposte e modifiche rilevanti, alcune già convalidate dalle commissioni e altre ancora in discussione nelle aule parlamentari. Il percorso legislativo, che vede la sua ultima tappa il 26 maggio, ha il compito di definire in modo stabile nuove regole in materia di concordato preventivo biennale, rottamazione delle cartelle, disciplina dei rapporti tra cassa e POS e aggiornamenti agli incentivi fiscali per le imprese. Il clima di confronto ha portato all’inserimento di elementi di flessibilità e di rafforzamento della compliance fiscale, lasciando presagire ulteriori innovazioni in vista dell’approvazione definitiva.
L’attività emendativa ha riguardato alcuni degli aspetti più discussi del nuovo decreto. In primo piano, la rivisitazione del calendario per il concordato preventivo biennale destinato alle partite IVA, che prevede ora la possibilità di adesione fino al 31 ottobre e l’aggiornamento dei software di calcolo delle proposte entro il 15 maggio. Le nuove soglie di incremento di reddito richiesto coinvolgono anche i contribuenti con pagelle fiscali meno favorevoli, fissando incrementi del 30% per voti tra 6 e 8 e del 35% per valori inferiori a 6. Tali soglie sono accompagnate da riduzioni significative in caso di rinnovo del concordato.
Rilevante è anche l’estensione delle rottamazioni con l’introduzione della rottamazione quinquies, destinata a offrire soluzioni personalizzate per cartelle relative a multe amministrative e tributi locali (Imu, Tari). Per chi ha già aderito alla «definizione agevolata» delle cartelle esattoriali è stata introdotta una tolleranza di cinque giorni riguardo ai tempi di pagamento della prima o dell’ultima rata del piano.
Un’ulteriore novità concerne la compensazione dei debiti nei confronti della Pubblica Amministrazione: l’obbligo scatterà solo in presenza di debiti iscritti a ruolo superiori a 5.000 euro, innalzando la soglia e allentando il sistema rispetto a quanto originariamente previsto. In parallelo, viene confermata la deducibilità dell’iperammortamento in presenza di accordo fiscale.
Un aspetto particolarmente atteso dal mondo produttivo riguarda i chiarimenti sulla non tassabilità dei contributi finanziari per investimenti FER (fonti di energia rinnovabile), agevolando le imprese nell’accesso agli incentivi senza aggravi fiscali rilevanti. Viene inoltre confermato il rinvio della ritenuta per le provvigioni delle agenzie di viaggio e si introducono diverse semplificazioni per chi opera nel campo delle permute, della riscossione tributaria e dei pagamenti digitali, favorendo un clima di maggiore tolleranza sugli errori formali nei primi tempi di applicazione.
Il pacchetto di misure già approvate con il Decreto Fiscale copre una vasta gamma di esigenze: dal sostegno alle imprese con il credito d’imposta, fino agli aggiornamenti normativi relativi a IVA, imposte indirette e regime dei dividendi. Gli interventi sono studiati per favorire crescita, digitalizzazione e semplificazione, ma anche per rafforzare la compliance e ridurre il contenzioso.
Particolare attenzione è riservata ai lavoratori impatriati, con adeguamento dei criteri e decorrenza delle nuove regole dal periodo d’imposta 2027. La disciplina sui premi sportivi per atleti dilettanti viene aggiornata, portando a 300 euro la soglia di esenzione dalla ritenuta, mentre vengono anche estesi i benefici fiscali per le società e per la participation exemption, con l’eliminazione di limiti introdotti dalla precedente manovra. Una tabella riepilogativa delle misure principali si presenta di seguito:
| Intervento | Novità |
| Credito d’imposta imprese | 35% (e fino all’89,77% per Transizione 5.0) |
| Permute | Nuovo regime IVA, decorrenza dal 2026 |
| Premi atleti dilettanti | Esenzione ritenuta fino a 300 euro |
| Abolizione vincoli UE/SEE | Maggiorazione iperammortamento estesa ai beni extra UE |
| Regime dividendi | Ripristino esclusione 95% e PEX per società |
Una delle misure più attese riguarda il riconoscimento di un credito d’imposta per investimenti previsti dagli allegati A (beni materiali “Industria 4.0”) e B (beni immateriali, software e sistemi avanzati) della legge n. 232/2016. Il beneficio ordinario è fissato al 35% dell’importo richiesto, ma per le imprese che avevano avviato le richieste per Transizione 5.0 e ottenuto l’ammissione tecnica, la misura raggiunge quasi il 90% del credito originario.
L’incentivo è applicabile nel limite di spesa incrementato fino a oltre 1,3 miliardi di euro e può essere fruito esclusivamente in compensazione tramite modello F24. La flessibilità è aumentata rispetto alle precedenti impostazioni, con l’estensione delle spese agevolabili anche alla formazione e alle certificazioni, offrendo così un vero impulso alla crescita competitiva del tessuto produttivo nazionale.
Nei prossimi mesi, la conversione parlamentare potrà determinare ulteriori risorse per nuovi investimenti.
Innovazioni rilevanti interessano anche la rimodulazione dell’iperammortamento e degli incentivi sugli investimenti in beni strumentali nuovi. Viene infatti eliminato il vincolo che limitava la maggiorazione ai soli beni prodotti in Paesi dell’Unione Europea o Spazio economico europeo. Da ora, l’agevolazione si applica anche ai beni importati da Paesi terzi, determinando un ampliamento delle opportunità di investimento e una maggiore apertura ai mercati internazionali.
La misura si inserisce anche nella legge di Bilancio con percentuali differenziate a seconda dell’entità dell’investimento (fino al 180% ordinario, fino al 220% per investimenti green), consolidando il ruolo degli incentivi fiscali come leva per la crescita delle aziende italiane di tutte le dimensioni.
Modifiche puntuali riguardano la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto, in particolare per le operazioni di permuta. A partire dai nuovi contratti stipulati dal 1° gennaio 2026, la base imponibile sarà determinata facendo riferimento al valore monetario dei beni e servizi oggetto dello scambio, come specificato nei contratti. Questo valore non potrà mai essere inferiore ai costi complessivi sostenuti per le cessioni e le prestazioni, garantendo maggiore certezza e trasparenza fiscale.
Viene inoltre introdotto un tetto del 10% per l’IVA sui farmaci da banco non omeopatici nel 2026, con una misura di contenimento dei rincari logistici e operativi, attinta da risorse dedicate alla pressione fiscale. Rimane sospesa invece la mini tassa sui pacchi di basso valore importati da Paesi extra-europei fino a fine giugno 2026.
L’articolato normativo contiene una serie di aggiustamenti che incidono su molteplici ambiti della fiscalità indiretta, dei pagamenti digitali e della riscossione tributaria. Il quadro delle novità permette una gestione più flessibile dei crediti, introduce privilegi per i concessionari in presenza di procedure di crisi sui servizi idrici e rafforza il monitoraggio sulle variazioni dei prezzi dei carburanti.
In ambito di riscossione idrica, è ora possibile l’affidamento a soggetti pubblici e privati iscritti nell’Albo dei riscossori, agevolando la liquidazione e la riscossione di tariffe cruciali per i servizi di pubblica utilità. E’ stato inoltre chiarito il riconoscimento del privilegio sui crediti vantati nel caso in cui i gestori siano coinvolti da procedure di crisi, rendendo più sicuro il recupero delle somme in sospeso.
Si segnala da ultimo la semplificazione normativa in materia di polizze sanitarie integrative per il personale del comparto scuola, con estensione ai dirigenti, Ata ed educatori.
Il contributo di due euro sulle spedizioni extra UE di valore inferiore a 150 euro resta sospeso fino al 30 giugno 2026, in attesa che siano completati gli adeguamenti informatici presso l’Agenzia delle Dogane. Analoga proroga interessa l’efficacia delle disposizioni sulla ritenuta per le provvigioni delle agenzie di viaggio, differita al 1° maggio 2026.
Vengono inoltre rimodulate le scadenze per la riconsegna dei carichi affidati in riscossione ai sensi del D.Lgs. n. 110/2024, garantendo maggiore flessibilità ai contribuenti e agli enti interessati.
Sono introdotti nuovi privilegi sui crediti vantati dai concessionari della riscossione, soprattutto nei casi in cui gestori del servizio idrico siano interessati da scenari di crisi o insolvenza. Il privilegio si applica esclusivamente laddove non sia ancora iniziata la fase di esecuzione successiva all’omologazione delle procedure.
Queste misure tendono a rafforzare la tutela degli interessi pubblici e l’efficacia del recupero delle entrate, preservando continuità nella gestione dei servizi essenziali e garantendo maggiore certezza nei rapporti tra agenti della riscossione, enti creditori e utenti finali.
La disciplina sulle sanzioni per il mancato collegamento tra registratore di cassa telematico e POS è oggetto di ridefinizione. Le proposte in corso prevedono di alleggerire l’entità delle sanzioni, fissando un massimo di 4.000 euro e introducendo una soglia di tolleranza pari al 5% per i disallineamenti di dati e gli errori formali.
Gli operatori che rientrano dentro questo margine non saranno soggetti a sanzioni, incentivando l’adeguamento progressivo e limitando i rischi tipici delle prime applicazioni di nuovi sistemi digitali di pagamento. In parallelo, vengono semplificati gli adempimenti per le ricevute e i dati trasmessi, nel tentativo di rafforzare la fiducia degli operatori e dei consumatori.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...