Molti pensionati italiani valutano di trasferirsi in Spagna, Tunisia o Portogallo grazie alla detassazione: ecco quali sono i vantaggi fiscali e l'aumento del netto mensile
Vivere in Italia con un trattamento pensionistico mensile modesto può risultare davvero poco conveniente se si ha la possibilità di andare a vivere fuori dai nostri confini. La differenza risulta, infatti, significativa per chi sceglie la residenza in paesi come Spagna, Tunisia o Portogallo, dove la pressione fiscale e il costo della vita giocano a vantaggio degli italiani.
Gli esperti sottolineano la crescente attrattiva di queste tre destinazioni mediterranee negli ultimi anni, come attestano i dati ufficiali INPS: dal 2018 al 2025, il numero dei pensionati italiani trasferiti in Spagna è cresciuto del 75%, in Tunisia del 255%, e in Portogallo del 144%. Le motivazioni non sono soltanto economiche, ma anche legate alla qualità della vita, al clima più mite, ai servizi sanitari accessibili e alla presenza di comunità italiane ben radicate.
L’errata convinzione che l’aumento mensile derivi da una modifica della pensione lorda è diffusa. In realtà, l’aumento deriva dalla detassazione e dal minor costo della vita: la pensione INPS viene corrisposta interamente o quasi, a fronte di aliquote ridotte e sgravi, ben diversi rispetto all’Italia.
Oltre al risparmio sul prelievo fiscale, anche il potere d’acquisto cresce notevolmente, consentendo un tenore di vita spesso migliore rispetto a molte città italiane. Il trasferimento di residenza fiscale in questi paesi, se gestito correttamente, consente di incrementare il netto mensile dal 10% al 30% o più, a seconda della destinazione e delle caratteristiche della pensione percepita.
Negli ultimi anni, la ricerca di soluzioni per massimizzare la pensione ha condotto molti pensionati italiani a trasferire la propria residenza estera. La chiave di questo fenomeno è nel diverso trattamento fiscale applicato ai redditi da pensione dalle normative di Spagna, Tunisia e Portogallo, rispetto al regime italiano, spesso tra i più gravosi d’Europa.
Spagna: tassazione progressiva con agevolazioni locali
Per i pensionati italiani residenti in Spagna, la tassazione segue un sistema progressivo, ma presenta aliquote generalmente più contenute per le fasce medie di reddito rispetto all’Italia. L’importo assoggettato a imposta dipende inoltre dalle convenzioni bilaterali tra Italia e Spagna che evitano la doppia imposizione:
Portogallo: fine del "regime NHR", ma aliquote ancora vantaggiose
Il Portogallo è stato storicamente il paese europeo più ricercato tra i pensionati italiani grazie al "Non-Habitual Resident program" (NHR), che fino a tempi recenti garantiva una tassazione bassissima (0% fino a 10 anni), oggi abolito per i nuovi trasferimenti. Attualmente, la normativa applica:
La documentazione necessaria e gli adempimenti da rispettare per ottenere una pensione mensile in un Paese estero come Spagna. Portogallo o Tunisia sono i seguenti:
Affinché il trasferimento sia realmente vantaggioso, l’aumento effettivo dell’importo percepito deve essere valutato insieme al costo della vita locale. Le singole località offrono opportunità di risparmio che consentono di tirare il massimo dall’assegno mensile.
1. Confronto pensionisticot tra Italia e destinazioni estere
| Paese | Aliquota media effettiva su 24.000 €/anno | Netto mensile stimato | Variazione rispetto all'Italia (%) |
| Italia | 22-25% | 1.480€ | - |
| Spagna | 16-18% | 1.650€ | +11% |
| Portogallo | 10%-20% (dipende da tipologia) | 1.700€ | +15% |
| Tunisia | 3-5% | 1.900€ | +28% |
Questi valori illustrano l’impatto diretto che l’abbattimento della pressione fiscale esercita sul netto percepito ogni mese. L’incidenza delle tasse è ridotta e le detrazioni locali fanno la differenza, generando equivalenti aumenti della pensione “in busta” anche per chi riceve trattamenti medio-bassi.
2. Valutazione reale del potere d’acquisto
Oltre a ricevere un netto più alto, i pensionati in Spagna, Portogallo e Tunisia si trovano a vivere in contesti dove il costo della vita quotidiana è spesso inferiore: dagli affitti ai generi alimentari, dalle utenze alle spese mediche private.
3. Analisi degli errori comuni
La dott.ssa Serena Benedetti è un'esperta previdenziale con oltre 15 anni di esperienza nel campo della consulenza e dell'assistenza previdenziale. Laureata in Economia e Commercio, ha dedicato la sua carriera all'analisi delle politiche pensionistiche e alla consulenza su temi legati al welfare e alla previdenza sociale. Grazie alla sua competenza, ha collaborato con diversi...