Il settore tech in Italia scosso dall'annuncio di 650 licenziamenti da parte di Engineering. Vediamo quali sono le cause, le reazioni sindacali, le ripercussioni per i lavoratori e il ruolo crescente di automazione e IA nel mercato del lavoro.
Negli ultimi anni, il settore tecnologico italiano si è trovato a navigare acque turbolente, colpito da una ristrutturazione globale senza precedenti. Aziende storiche e multinazionali si confrontano con la crescente pressione dell’automazione, della digitalizzazione e delle nuove sfide del mercato. I recenti annunci di esuberi coinvolgono professionisti altamente specializzati, impattando non solo i diretti interessati ma l’intero tessuto sociale ed economico del Paese. In questo scenario si inserisce la decisione di una delle più rilevanti realtà informatiche italiane, sottolineando quanto la trasformazione tecnologica stia modificando profondamente le logiche occupazionali.
Engineering Ingegneria Informatica S.p.A., attore di spicco nello sviluppo software, consulenza e servizi digitali, ha reso nota la necessità di 650 esuberi su un organico complessivo di circa 14.000 persone distribuite in oltre 80 sedi mondiali. Le aree colpite dal ridimensionamento riguardano principalmente i settori finance, digital e funzioni di supporto, tutte incluse all’interno della principale società operativa del gruppo.
L’azienda si dichiara controllata da Centurion Newco S.p.A., a sua volta coordinata da un'entità lussemburghese, e nel 2024 ha raggiunto una produzione di 1,764 miliardi e ricavi netti per 1,716 miliardi di euro. Questo dato evidenzia la solidità finanziaria del gruppo, elemento che rende ancora più significativo il ricorso ai licenziamenti.
Secondo quanto comunicato, la razionalizzazione riguarderà:
Il confronto richiesto dalle forze sociali ha posto l’accento su due aspetti principali:
La decisione di riorganizzare e ridurre parte della forza lavoro è stata attribuita, secondo le dichiarazioni aziendali, alla trasformazione del mercato, ai processi di automazione e all’efficientamento interno. Il settore informatico infatti, più di altri, vive la corsa all’adozione di nuove tecnologie in grado di sostituire o ottimizzare i processi finora gestiti dall’uomo.
Engineering, come altre grandi società IT, si trova a rispondere a pressioni sempre più forti:
Parallelamente, Engineering ha spiegato che l’affinamento dei processi interni – finalizzato a mantenere competitività e capacità di investimento nel medio-lungo periodo – richiede una gestione più snella e una maggiore flessibilità organizzativa. Secondo quanto emerso dalle fonti, queste strategie sono inserite in un piano più ampio che tocca anche le scelte di governance e internazionalizzazione.
Di fronte all'annuncio degli esuberi, le principali sigle sindacali – Fiom, Fim, Uilm – si sono espresse con fermezza, definendo la scelta aziendale non accettabile e proponendo un no deciso a qualsiasi dichiarazione di esuberi strutturali. Hanno inoltre sottolineato come la decisione interrompa un quadro di rassicurazioni fornite nei tavoli precedenti, aggravando la sfiducia nel percorso di dialogo fino ad allora seguito.
I rappresentanti dei lavoratori hanno pertanto proclamato lo stato di agitazione, invitando tutti i dipendenti all’unità e alla vigilanza. La richiesta avanzata dalle rappresentanze è chiara:
Nei luoghi di lavoro sono state indette assemblee per coinvolgere attivamente i dipendenti nell’individuazione delle azioni di risposta e per definire strategie comuni, con l'obiettivo di ottenere la massima partecipazione alla difesa dei diritti e della stabilità occupazionale. La sfida, condivisa da lavoratori e rappresentanze, è coniugare le esigenze di innovazione tecnologica con le aspettative di crescita professionale e personale dei dipendenti del settore.
La perdita di centinaia di posti di lavoro in una società avanzata come Engineering genera effetti profondi sia sul piano individuale sia su quello collettivo. Le conseguenze si manifestano principalmente in:
A livello macro, la crisi occupazionale rischia di riflettersi negativamente sul tasso generale di impiego qualificato nel settore IT italiano e, più in generale, sull’appeal verso le professioni STEM tra le nuove generazioni.
La situazione di Engineering si inserisce in un quadro internazionale che vede grandi gruppi tecnologici ricorrere a tagli strutturali. Amazon, ad esempio, ha annunciato, tra il 2025 e il 2026, un piano di riduzione globale del personale che in Italia interessa circa 100 tra ingegneri e manager, su una forza lavoro complessiva di circa 19.000 dipendenti. La motivazione sottolineata è l’esigenza di rafforzare gli investimenti sull’intelligenza artificiale e sull’automazione, dopo aver ampliato in modo significativo il personale durante la pandemia.
La politica di Amazon evidenzia, inoltre:
Nel confronto con Engineering, emerge come la tendenza a rivedere il modello occupazionale sia trasversale e non limitata a periodi di debolezza economica: le scelte di Amazon e HP sono indotte da cambiamenti permanenti nella domanda di lavoro e dall'ingresso di tecnologie disruptive, oltre che da esigenze di contenimento dei costi e gestione dei margini operativi.
| Azienda | Numero esuberi annunciatI | Motivo dichiarato |
| Engineering | 650 in Italia | Automazione, efficientamento, trasformazione del mercato |
| Amazon | 16.000 globali (100 in Italia) | Investimenti in AI, snellimento gerarchico |
| HP | 4.000-6.000 globali | Automazione, ristrutturazione, AI |
L’impatto di automazione e intelligenza artificiale sulle strategie di gestione del personale nelle aziende tecnologiche è evidente. Non si tratta più di iniziative marginali, ma di una nuova normalità, in cui algoritmi sofisticati e piattaforme digitali assumono ruoli tradizionalmente svolti da persone.
Il caso HP rappresenta un esempio emblematico di come la “automazione cognitiva” consenta la revisione di funzioni anche ad alto valore aggiunto. Lo stesso Amazon ha reso pubblica l’intenzione di automatizzare il 75% delle operazioni globali entro il 2027, dichiarando l’intelligenza artificiale come driver delle decisioni organizzative più avanzate.
Secondo rapporti settoriali, nel 2025 a livello globale sono stati annunciati 1,2 milioni di tagli occupazionali, un dato che sottolinea come i processi di re-ingegnerizzazione aziendale siano alimentati da fattori strutturali oltre che da esigenze di bilancio contingenti. 71.825 tagli di posti di lavoro sono stati associati direttamente all’utilizzo dell’intelligenza artificiale come motivazione dichiarata dai gruppi coinvolti.
È cambiato lo stesso criterio organizzativo del lavoro: la tecnologia non è più solamente uno strumento di supporto, ma il parametro con cui ridefinire competenze, ruoli e modalità di gestione delle risorse.