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Engineering, 650 licenziamenti annunciati in Italia: il punto della situazione e trattative

di Marcello Tansini pubblicato il
Engineering, 650 licenziamenti annunciat

Il settore tech in Italia scosso dall'annuncio di 650 licenziamenti da parte di Engineering. Vediamo quali sono le cause, le reazioni sindacali, le ripercussioni per i lavoratori e il ruolo crescente di automazione e IA nel mercato del lavoro.

Negli ultimi anni, il settore tecnologico italiano si è trovato a navigare acque turbolente, colpito da una ristrutturazione globale senza precedenti. Aziende storiche e multinazionali si confrontano con la crescente pressione dell’automazione, della digitalizzazione e delle nuove sfide del mercato. I recenti annunci di esuberi coinvolgono professionisti altamente specializzati, impattando non solo i diretti interessati ma l’intero tessuto sociale ed economico del Paese. In questo scenario si inserisce la decisione di una delle più rilevanti realtà informatiche italiane, sottolineando quanto la trasformazione tecnologica stia modificando profondamente le logiche occupazionali.

Engineering Italia: analisi dei 650 licenziamenti annunciati

Engineering Ingegneria Informatica S.p.A., attore di spicco nello sviluppo software, consulenza e servizi digitali, ha reso nota la necessità di 650 esuberi su un organico complessivo di circa 14.000 persone distribuite in oltre 80 sedi mondiali. Le aree colpite dal ridimensionamento riguardano principalmente i settori finance, digital e funzioni di supporto, tutte incluse all’interno della principale società operativa del gruppo.

L’azienda si dichiara controllata da Centurion Newco S.p.A., a sua volta coordinata da un'entità lussemburghese, e nel 2024 ha raggiunto una produzione di 1,764 miliardi e ricavi netti per 1,716 miliardi di euro. Questo dato evidenzia la solidità finanziaria del gruppo, elemento che rende ancora più significativo il ricorso ai licenziamenti.

Secondo quanto comunicato, la razionalizzazione riguarderà:

  • Personale dei comparti amministrativi e di staff, per via di una riorganizzazione delle funzioni di back office e supporto;
  • Settori legati al digitale e ai servizi finanziari, dove l’automazione dei processi è più avanzata;
  • Processi interni sottoposti a importanti interventi di efficientamento.
La comunicazione ufficiale ha sorpreso le rappresentanze dei lavoratori che, nonostante le rassicurazioni nei precedenti incontri circa la crescita e lo sviluppo futuro, hanno assistito a un cambio repentino della strategia aziendale. La tensione si è rapidamente tradotta nella proclamazione di uno stato di agitazione da parte delle sigle sindacali del settore metalmeccanico.

Il confronto richiesto dalle forze sociali ha posto l’accento su due aspetti principali:

  • Impatto massiccio sul tessuto occupazionale di Engineering,
  • necessità di chiarezza sulle prospettive di sviluppo anche alla luce delle voci di possibili cessioni di rami d’azienda.
Si profila un momento chiave per definire la gestione della transizione professionale in un ambiente ad alto tasso tecnologico.

Le motivazioni dietro la scelta di Engineering e il ruolo della tecnologia

La decisione di riorganizzare e ridurre parte della forza lavoro è stata attribuita, secondo le dichiarazioni aziendali, alla trasformazione del mercato, ai processi di automazione e all’efficientamento interno. Il settore informatico infatti, più di altri, vive la corsa all’adozione di nuove tecnologie in grado di sostituire o ottimizzare i processi finora gestiti dall’uomo.

Engineering, come altre grandi società IT, si trova a rispondere a pressioni sempre più forti:

  • la richiesta di soluzioni sempre più automatizzate da parte dei clienti,
  • la necessità di offrire servizi competitivi a livello internazionale,
  • l’esigenza di ridefinizione delle competenze professionali interne.
L’introduzione di innovazioni quali l’Intelligenza Artificiale, il Machine Learning e lo sviluppo avanzato di piattaforme proprietarie impongono un ripensamento della struttura occupazionale. I lavori ripetitivi, amministrativi e di supporto risultano particolarmente esposti a forme di automazione e re-engineering, con effetti diretti sulla continuità delle posizioni lavorative tradizionali.

Parallelamente, Engineering ha spiegato che l’affinamento dei processi interni – finalizzato a mantenere competitività e capacità di investimento nel medio-lungo periodo – richiede una gestione più snella e una maggiore flessibilità organizzativa. Secondo quanto emerso dalle fonti, queste strategie sono inserite in un piano più ampio che tocca anche le scelte di governance e internazionalizzazione.

La posizione dei sindacati e le trattative in corso

Di fronte all'annuncio degli esuberi, le principali sigle sindacali – Fiom, Fim, Uilm – si sono espresse con fermezza, definendo la scelta aziendale non accettabile e proponendo un no deciso a qualsiasi dichiarazione di esuberi strutturali. Hanno inoltre sottolineato come la decisione interrompa un quadro di rassicurazioni fornite nei tavoli precedenti, aggravando la sfiducia nel percorso di dialogo fino ad allora seguito.

I rappresentanti dei lavoratori hanno pertanto proclamato lo stato di agitazione, invitando tutti i dipendenti all’unità e alla vigilanza. La richiesta avanzata dalle rappresentanze è chiara:

  • Aprire un confronto reale sugli obiettivi e sugli strumenti di riorganizzazione
  • Raccogliere informazioni aggiuntive soprattutto sulla tenuta dei livelli occupazionali futuri
  • Stabilire garanzie sulle modalità di gestione di eventuali uscite
Al tavolo di confronto programmato con l’Unione degli industriali, i sindacati intendono richiedere maggiore trasparenza su ogni ipotesi di dismissione, riorganizzazione o coinvolgimento di soggetti terzi nel capitale e nella gestione dei rami d’azienda.

Nei luoghi di lavoro sono state indette assemblee per coinvolgere attivamente i dipendenti nell’individuazione delle azioni di risposta e per definire strategie comuni, con l'obiettivo di ottenere la massima partecipazione alla difesa dei diritti e della stabilità occupazionale. La sfida, condivisa da lavoratori e rappresentanze, è coniugare le esigenze di innovazione tecnologica con le aspettative di crescita professionale e personale dei dipendenti del settore.

Gli impatti sui lavoratori: conseguenze sociali e occupazionali

La perdita di centinaia di posti di lavoro in una società avanzata come Engineering genera effetti profondi sia sul piano individuale sia su quello collettivo. Le conseguenze si manifestano principalmente in:

  • Incertezza e disagio psicologico per i lavoratori coinvolti, spesso con competenze altamente specializzate e difficilmente ricollocabili nel breve periodo
  • Riduzione del potere d'acquisto delle famiglie colpite direttamente dai licenziamenti
  • Impatto sulle economie locali, specie nei territori dove Engineering rappresenta uno dei principali datori di lavoro
Sul fronte delle tutele, le organizzazioni sindacali stanno chiedendo misure specifiche più ampie rispetto agli ammortizzatori sociali tradizionali, con attenzione particolare ai temi della ricollocazione e riqualificazione professionale. I pacchetti di uscita proposti in altre realtà, come previsto anche per altri gruppi industriali, contemplano indennità di buonuscita, percorsi di outplacement e supporto psicologico ma la preoccupazione resta specialmente tra chi ha una elevata anzianità aziendale.

A livello macro, la crisi occupazionale rischia di riflettersi negativamente sul tasso generale di impiego qualificato nel settore IT italiano e, più in generale, sull’appeal verso le professioni STEM tra le nuove generazioni.

I licenziamenti tecnologici in prospettiva: casi Amazon e HP a confronto

La situazione di Engineering si inserisce in un quadro internazionale che vede grandi gruppi tecnologici ricorrere a tagli strutturali. Amazon, ad esempio, ha annunciato, tra il 2025 e il 2026, un piano di riduzione globale del personale che in Italia interessa circa 100 tra ingegneri e manager, su una forza lavoro complessiva di circa 19.000 dipendenti. La motivazione sottolineata è l’esigenza di rafforzare gli investimenti sull’intelligenza artificiale e sull’automazione, dopo aver ampliato in modo significativo il personale durante la pandemia.

La politica di Amazon evidenzia, inoltre:

  • Uscite volontarie incentivate e pacchetti di buonuscita
  • Possibilità di ricollocamento interno in tempi brevi
  • Attenzione particolare ai ruoli tecnici e manageriali, spesso ritenuti “automatizzabili”
Anche HP, multinazionale storica, ha reso noto un programma di riduzione del personale più deciso: fino a 6.000 esuberi globali entro il 2028. Il motivo non è una crisi contingente, bensì una ristrutturazione a lungo termine per integrare l'intelligenza artificiale, incrementare efficienza e ridefinire i processi interni nei settori chiave.

Nel confronto con Engineering, emerge come la tendenza a rivedere il modello occupazionale sia trasversale e non limitata a periodi di debolezza economica: le scelte di Amazon e HP sono indotte da cambiamenti permanenti nella domanda di lavoro e dall'ingresso di tecnologie disruptive, oltre che da esigenze di contenimento dei costi e gestione dei margini operativi.

Azienda Numero esuberi annunciatI Motivo dichiarato
Engineering 650 in Italia Automazione, efficientamento, trasformazione del mercato
Amazon 16.000 globali (100 in Italia) Investimenti in AI, snellimento gerarchico
HP 4.000-6.000 globali Automazione, ristrutturazione, AI

Automazione e intelligenza artificiale: driver dei tagli occupazionali?

L’impatto di automazione e intelligenza artificiale sulle strategie di gestione del personale nelle aziende tecnologiche è evidente. Non si tratta più di iniziative marginali, ma di una nuova normalità, in cui algoritmi sofisticati e piattaforme digitali assumono ruoli tradizionalmente svolti da persone.

Il caso HP rappresenta un esempio emblematico di come la “automazione cognitiva” consenta la revisione di funzioni anche ad alto valore aggiunto. Lo stesso Amazon ha reso pubblica l’intenzione di automatizzare il 75% delle operazioni globali entro il 2027, dichiarando l’intelligenza artificiale come driver delle decisioni organizzative più avanzate.

Secondo rapporti settoriali, nel 2025 a livello globale sono stati annunciati 1,2 milioni di tagli occupazionali, un dato che sottolinea come i processi di re-ingegnerizzazione aziendale siano alimentati da fattori strutturali oltre che da esigenze di bilancio contingenti. 71.825 tagli di posti di lavoro sono stati associati direttamente all’utilizzo dell’intelligenza artificiale come motivazione dichiarata dai gruppi coinvolti.

È cambiato lo stesso criterio organizzativo del lavoro: la tecnologia non è più solamente uno strumento di supporto, ma il parametro con cui ridefinire competenze, ruoli e modalità di gestione delle risorse.