L'indagine Altroconsumo 2026 svela quali sono i supermercati davvero più convenienti per la spesa, con focus su Famila ed Eurospin. Un'analisi tra risparmio, regioni, qualità e abitudini degli italiani.
Negli ultimi anni, il carrello della spesa ha assunto un nuovo significato all'interno delle famiglie italiane. L'acquisto settimanale non rappresenta più solo un'abitudine, ma una vera strategia per difendersi da prezzi in ascesa e risorse economiche invariate. Con la spesa alimentare che raggiunge quasi il 20% del reddito medio nazionale, la scelta del punto vendita assume un'importanza che va ben oltre la semplice comodità. Secondo le rilevazioni di Altroconsumo, la possibilità di risparmiare varia anche di migliaia di euro l'anno, a seconda della catena e della zona geografica selezionata. L'aspetto economico è solo il primo tassello: differenze di assortimento, servizio, qualità dei prodotti e promozioni modificano sensibilmente l'esperienza di acquisto, orientando le famiglie verso scelte più consapevoli e mirate. In questa cornice, le indagini dell'associazione dei consumatori diventano bussola per individuare le opportunità reali di risparmio e ottimizzazione delle risorse, proponendo strumenti concreti per valutare il supermercato ideale in base alle esigenze di ciascun nucleo familiare.
L'ultima indagine di Altroconsumo, riferimento annuale sulla convenienza della grande distribuzione, ha coinvolto oltre 1.150 punti vendita in 67 città, con una raccolta sistematica di 1,6 milioni di prezzi, dal marzo 2024 al marzo dell'anno successivo. La ricerca ha considerato quattro tipologie di spesa: carrello misto (prodotti di marca, primo prezzo e private label), prodotti solo di marca, proposte più economiche, e solo prodotti a marchio dell'insegna.
Le differenze sono state quantificate tramite un indice di convenienza basato su 100: più il valore si avvicina a 100, più economica risulta la catena rispetto alla media nazionale. Vengono monitorati anche l'assortimento, il comfort, la qualità dei prodotti, la chiarezza delle promozioni, l'efficienza nei tempi di attesa alle casse e la soddisfazione generale del cliente, su base dati raccolti da oltre 22.000 consumatori attraverso questionari validati. In quest'ottica, trasparenza e rappresentatività del campione rafforzano la credibilità delle classifiche, offrendo un quadro dettagliato e imparziale dello stato della distribuzione in Italia.
Nel panorama della convenienza nazionale, Eurospin svetta come il punto vendita più accessibile in assoluto per la spesa economica. Stando ai dati raccolti, una famiglia può risparmiare annualmente fino a 3.700 euro scegliendo la catena del discount, corrispondente a una riduzione vicina al 40% rispetto alla media italiana calcolata dall'Istat. Questa realtà domina la categoria dei prodotti a prezzo più basso (indice 100), con la diretta inseguitrice Aldi (indice 101) e una concorrenza vivace da parte di In's Mercato e Lidl (entrambe con indice 102).
Cambiando prospettiva e valutando il carrello misto, quello più vicino alle abitudini di spesa reali, emerge Famila come l'insegna più vantaggiosa fra i supermercati tradizionali, con indice 100 per la spesa mista e 506 euro di risparmio potenziale per chi privilegia i prodotti di marca. I discount restano però imbattibili sul versante del taglio dei costi; ad esempio, In's Mercato primeggia nel misto presso i discount.
Sul fronte dei prodotti a marchio del distributore, spicca Carrefour, capace di offrire un vantaggio annuo che supera i 3.300 euro, nonostante la progressiva rarefazione dei suoi punti vendita sul territorio nazionale. Tuttavia, Famila mantiene una posizione solida grazie a un mix fra ampio assortimento e posizionamento di prezzo, conquistando consumatori attenti al rapporto qualità-prezzo e alla presenza di private label di livello. La classifica dettagliata delle principali catene vede i discount prevalere nella pura convenienza e i supermercati tradizionali rispondere con ampiezza dell'offerta e servizi aggiuntivi:
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Principali catene e indice di convenienza |
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Eurospin, 100 |
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Aldi, 101 |
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In's Mercato, 102 |
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Lidl, 102 |
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Famila (spesa mista), 100 |
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Spazio Conad, 101 |
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Conad, 103 |
L'analisi evidenzia differenze strutturali tra discount e supermercati tradizionali non soltanto sotto il profilo del prezzo, ma anche in tema di selezione dei prodotti offerti e servizi complementari. Nei discount il taglio della spesa è nettamente superiore; scegliere un discount per il carrello misto comporta in media un risparmio di circa 2.800 euro annui per una famiglia, contro i 208 euro di risparmio massimo realizzabile presso la miglior catena tradizionale, ovvero Famila.
Sul versante assortimento, i supermercati tradizionali posseggono una scelta più ampia di prodotti di marca, una maggiore offerta nel comparto freschi e reparti specializzati (come macelleria e pescheria). I discount rispondono con una presenza crescente di private label di qualità, una gamma in continua espansione e punti vendita sempre più curati. Rimane comunque una marcata differenza: il consumatore che cerca esclusivamente il prezzo più basso troverà la sua destinazione nei discount, mentre chi desidera abbinare convenienza e possibilità di scegliere tra marchi noti prediligerà le catene della GDO classica:
L'indagine Altroconsumo mette in risalto come la convenienza della spesa sia fortemente influenzata dalla geografia. In Italia si registrano importanti differenze territoriali: le regioni del Nord confermano una maggiore competizione e prezzi più bassi, con città virtuose come Venezia, Como e Verona dove la spesa annuale può restare sotto i 6.400 euro, grazie alla significativa presenza di punti vendita convenienti.
Nel Centro si riscontrano risparmi di media entità, a Firenze la scelta giusta può ridurre di quasi 970 euro la spesa rispetto ai punti vendita meno economici. Al Sud, la situazione è decisamente diversa: concorrenza meno intensa e prezzi più elevati segnano città dove il margine massimo di risparmio tra il negozio più caro e quello più conveniente non supera spesso i 50 euro annui (esempio Napoli e Caserta). La città più costosa si conferma Sassari, con una spesa minima che parte da 7.410 euro all'anno. Sul piano regionale, la spesa pesa in modo differente sul reddito familiare:
La scelta del supermercato non si esaurisce nella ricerca del prezzo più basso. Secondo Altroconsumo, fattori come qualità dei prodotti, sicurezza, ampiezza dell'assortimento e qualità dei reparti freschi pesano sempre di più nell'esperienza complessiva dei clienti. Le private label hanno guadagnato terreno: il 71% dei clienti valuta i prodotti a marchio dei discount buoni o molto buoni, in linea con la crescita qualitativa delle stesse private label. Le catene tradizionali rispondono mantenendo un livello superiore nell'offerta di freschi (in particolare ortofrutta, carne e pesce), servizi accessori e maggiore presenza di promozioni strutturate.
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...