Fiat prova a rispondere alla pressione di BYD con Prezzo Protetto, tra Pandina e Grande Panda. Ma quanto valgono davvero gli sconti? Un confronto con Lancia e gli altri marchi chiarisce vincoli e convenienza.
Fiat ha fissato a 9.950 euro il prezzo d’attacco della Pandina nell’ambito della campagna “Prezzo Protetto”, affiancandole la Grande Panda Turbo proposta a 14.950 euro. La promozione è riservata ai clienti privati, riguarda vetture in pronta consegna e prevede l’immatricolazione entro il 28 settembre 2026. Le due cifre, però, non si ottengono alle stesse condizioni: per la Pandina servono finanziamento e rottamazione o permuta; per la Grande Panda il finanziamento consente di arrivare al prezzo più basso anche senza consegnare un’auto usata.
Fiat sta cercando di difendere la fascia dei modelli accessibili mentre gli automobilisti italiani fanno i conti con rincari e con una pressione commerciale più intensa, alimentata anche dalle campagne dei costruttori cinesi.
Il punto di partenza, per chi non l'avesse seguito, è la campagna commerciale privata lanciata da BYD a inizio settembre, che il costruttore cinese ha battezzato deliberatamente "Decreto BYD", con una comunicazione costruita come una finta gazzetta ufficiale e uno spot che richiama il linguaggio di un telegiornale sugli incentivi statali. Lo sconto, valido fino al 30 settembre 2026 sulla gamma Super Ibrida DM-i, arriva fino a 11.600 euro per chi rottama un'auto con almeno 150.000 chilometri, non è cumulabile con gli ecobonus pubblici e nasce, non a caso, subito dopo la chiusura dell'ultima tornata di incentivi statali, terminata il 30 giugno. A mio avviso il nome scelto non è un dettaglio: è una scelta di marketing pensata per occupare uno spazio comunicativo lasciato vuoto dal governo, presentandosi come l'unica risposta concreta al caro carburante e all'assenza di nuovi bonus.
Fiat non è rimasta a guardare, e il 7 settembre ha lanciato "Prezzo Protetto", un'iniziativa dedicata ai due modelli simbolo della gamma, Pandina e Grande Panda. La Pandina scende a 9.950 euro con finanziamento Stellantis Financial Services e rottamazione di un veicolo fino a Euro 5 o permuta di una qualsiasi Fiat, mentre la Grande Panda con motore benzina Turbo 100 e cambio manuale a sei rapporti parte da 14.950 euro senza necessità di usato da rottamare. Sono condizioni che, come sottolineato dalla stessa azienda, risultano più vantaggiose rispetto a quelle proposte a settembre 2025. Trovo interessante il fatto che Fiat abbia scelto di comunicare l'iniziativa collegandola esplicitamente al carovita delle famiglie italiane, con la spesa energetica cresciuta del 12,8% nell'ultimo anno, più che a un confronto diretto con BYD, evitando così di legittimare pubblicamente il nome scelto dal concorrente cinese.
La formula è stata presentata a settembre 2026 come un intervento sui prezzi di accesso di Pandina e Grande Panda. Le condizioni dichiarate sono più favorevoli rispetto a quelle applicate nello stesso periodo del 2025. L’offerta passa dalla rete Fiat, riguarda le vetture in pronta consegna destinate ai privati e ha una scadenza precisa: l’immatricolazione deve avvenire entro il 28 settembre 2026.
Questo dettaglio cambia la lettura dell’iniziativa. Non si tratta di una riduzione permanente del listino, ma di una campagna commerciale legata a una finestra temporale e alla disponibilità delle auto.
Fiat colloca la promozione in una fase in cui la spesa familiare per i beni energetici viene indicata in aumento del 12,8% nell’ultimo anno. Il marchio presenta l’operazione come una risposta alla perdita di potere d’acquisto e alla difficoltà di affrontare una spesa rilevante come quella per un’auto nuova. Alessio Scutari, Managing Director di Fiat e Abarth Italia, ha collegato la campagna alla tradizione Fiat nel rendere la mobilità accessibile.
Il prezzo esposto, però, non coincide necessariamente con il costo finale. In una promozione di questo tipo entrano in gioco lo sconto della casa, l’eventuale rottamazione, la permuta e il finanziamento. Il conto corretto arriva solo dopo aver sommato anticipo, rate, rata conclusiva e costi indicati nel contratto.
La versione interessata è la Pandina 1.0 65 CV Hybrid Pop, il cui prezzo di listino è indicato in 15.950 euro nel 2026. Se si considera la rottamazione prevista, ma non il finanziamento, la cifra scende a 11.450 euro.
Per arrivare a 9.950 euro occorrono entrambe le condizioni previste dalla campagna: un finanziamento Stellantis Financial Services e la rottamazione di un veicolo fino a Euro 5, oppure la permuta di una Fiat usata. Senza una di queste condizioni, il prezzo pubblicizzato non è disponibile.
La riduzione massima dichiarata rispetto al listino è di 6.000 euro, pari a circa il 37,6% del prezzo iniziale. Non è, però, una somma che l’acquirente incassa automaticamente in contanti: il dato riunisce sconti commerciali e finanziari. La quota associata alla rottamazione è indicata in 4.500 euro, mentre quella legata al finanziamento ammonta a 1.500 euro.
Il piano riportato per la Pandina prevede 1.699 euro di anticipo, 35 rate mensili da 99 euro e una rata finale di 8.010,60 euro. Il TAN è dell’8,99%; il TAEG, nel piano indicato, del 13,71%.
La somma delle cifre elencate porta a un esborso finanziario superiore al semplice prezzo di 9.950 euro. È il punto da non trascurare. La rata finale va considerata insieme alle possibilità previste dal contratto, quindi saldo, rifinanziamento o restituzione, quando ammesse dalle condizioni applicabili.
Dal punto di vista tecnico, la Pandina utilizza un tre cilindri FireFly 1.0 da 65 CV, abbinato a un cambio manuale a sei marce e a un sistema mild hybrid a 12 volt. Il consumo omologato dichiarato è di 5,0 litri ogni 100 chilometri; l’autonomia teorica supera i 700 chilometri con un pieno. Sono dati di omologazione, non una promessa valida in ogni situazione: traffico, stile di guida, temperatura e impiego urbano o autostradale incidono sui valori reali.
La Grande Panda Pop con motore 1.2 Turbo benzina da 100 CV e cambio manuale a sei rapporti parte da un listino indicato in 17.900 euro nel 2026. Il prezzo scende a 15.900 euro senza finanziamento, grazie a una riduzione di 2.000 euro, oppure arriva a 14.950 euro con il finanziamento Stellantis Financial Services.
Qui la condizione è diversa da quella della Pandina. Non serve consegnare un veicolo da rottamare e non è richiesta una Fiat usata in permuta: l’offerta è rivolta ai clienti privati anche senza un’auto da cedere.
Il risparmio massimo rispetto al listino è di 2.950 euro, circa il 16,5%. Di questa cifra, 2.000 euro derivano dallo sconto Fiat e 950 euro dall’adesione al piano finanziario.
Il piano indicato comprende 35 rate da 129 euro e una maxi rata conclusiva di 10.873 euro. Il TAEG riportato è del 9,02%. La rata mensile, presa da sola, può sembrare leggera; il saldo finale cambia però la valutazione dell’impegno. Anche senza conoscere eventuali ulteriori costi contrattuali, la distanza tra il prezzo nominale e la spesa complessiva è evidente.
Il confronto tra le due Fiat non può quindi fermarsi a 9.950 e 14.950 euro. La Pandina costa meno all’ingresso, ma richiede un veicolo fino a Euro 5 da rottamare oppure una Fiat usata da permutare e, nel piano indicato, presenta un TAEG più elevato. La Grande Panda costa di più, offre maggiore spazio e non impone la disponibilità di un usato; in compenso mantiene una maxi rata superiore a 10.000 euro.
Nel materiale disponibile, “Prezzo Protetto” è una campagna attribuita a Fiat e riferita esclusivamente a Pandina e Grande Panda. Il riferimento a Lancia non può quindi essere esteso automaticamente all’iniziativa Fiat.
Fiat e Lancia appartengono allo stesso perimetro industriale Stellantis, ma hanno marchi, listini, reti commerciali e campagne separati. È un passaggio spesso trascurato quando si parla di promozioni di gruppo. Un eventuale sconto Lancia dovrebbe essere verificato attraverso una comunicazione specifica, con modello, allestimento e condizioni precisate.
La stessa attenzione serve per l’espressione “prezzo protetto”. Non significa per forza che l’importo resti bloccato per tutta la durata del finanziamento. Non garantisce neppure che ogni concessionaria disponga dello stesso stock. Nei dati disponibili identifica una campagna commerciale con una scadenza precisa e prezzi subordinati a condizioni definite.
Se guardiamo oltre Fiat e BYD, il quadro di settembre 2026 mostra sconti aggressivi praticamente su ogni segmento, dalle utilitarie ai C-SUV, dai motori tradizionali alle ibride. L'Opel Astra, nella versione 1.2 Hybrid da 145 CV con cambio automatico, arriva a un ribasso del 28%, passando da 32.450 a 23.450 euro, e la variante station wagon Sports Tourer non è molto distante, con un taglio del 27%. La Peugeot 2008 Hybrid tocca lo stesso 28%, mentre la Seat Arona Black Edition scende del 26% rispetto al listino di 26.305 euro, un dato in linea con quello della Mazda 2 Hybrid, che passa da 25.500 a 18.950 euro sempre con il 26% di sconto legato al finanziamento Santander Consumer Bank e alla rottamazione.
Poco sotto, tra il 25 e il 25,6%, si posizionano Opel Grandland, Peugeot 3008 Hybrid e il SUV elettrico ad autonomia estesa Leapmotor C10, che scende da 37.400 a 27.900 euro. Anche la stessa BYD, parallelamente al Decreto, applica sconti fino al 20% su modelli come la Seal 6, che passa da 38.200 a 30.400 euro nella versione Boost da 184 CV, segno che la casa cinese non affida la propria strategia commerciale al solo effetto annuncio della campagna con il nome più discusso.
A mio parere questo dato è quello che racconta la storia più interessante, molto più della sfida diretta tra Fiat e BYD che ha catalizzato l'attenzione mediatica. Quando marchi generalisti come Opel, Peugeot, Seat e Mazda applicano riduzioni comprese tra il 25 e il 28% nello stesso identico mese, e persino BYD deve affiancare al proprio "decreto" sconti ordinari a doppia cifra su altri modelli, diventa difficile parlare di episodi isolati o di semplici rivalità tra singoli brand. Non siamo di fronte a una battaglia a due, ma a un mercato nel suo complesso che fatica a reggersi senza leve promozionali sempre più marcate, in un anno in cui gli incentivi pubblici nazionali si sono fermati a fine giugno e non risultano ancora rifinanziati, lasciando alle case automobilistiche l'onere di sostenere da sole la domanda con risorse proprie.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...