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Fondi pensione e anticipi: le nuove regole 2026 su quali importi si possono chiedere e motivi

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di Dott.ssa Serena Benedetti pubblicato il

Con l'arrivo del 2026 cambiano le regole sugli anticipi dei fondi pensione: chi può richiederli, quali somme spettano e in che modo le motivazioni influiscono su modalità e tempi per lavoratori e pensionati

Il 2026 segna una svolta significativa nell’assetto normativo della previdenza complementare, con una serie di modifiche destinate ad incidere su chi intende richiedere un anticipo dal proprio fondo pensione. L’intervento legislativo più rilevante riguarda la possibilità di incassare fino al 60% del montante accumulato in un’unica soluzione al momento della maturazione del diritto alla pensione. La soglia, precedentemente fissata al 50%, è stata innalzata con l’obiettivo di offrire maggiore liquidità ai neo-pensionati nelle fasi di transizione verso la quiescenza.

Le nuove disposizioni assumono particolare rilievo per la flessibilità riconosciuta agli iscritti ai fondi pensione in merito alle modalità di erogazione: il restante 40% del capitale può ora essere convertito in rendita vitalizia, temporanea oppure erogato attraverso prelievi periodici su base flessibile. Accanto alle variazioni sulle modalità di erogazione, si consolidano anche i vantaggi fiscali, grazie a un’aliquota agevolata (dal 9% al 15%) calibrata sull’anzianità di partecipazione al fondo.

Chi può chiedere l’anticipo dal fondo pensione e quali importi si possono ottenere: condizioni e limiti aggiornati

La possibilità di ottenere un’anticipazione dal fondo pensione integrativo è disciplinata dal Decreto Legislativo n. 252/2005, con recenti aggiornamenti che innalzano la percentuale massima liquidabile nelle diverse fasi della carriera lavorativa o al pensionamento.

I soggetti che possono richiedere l’anticipo:

  • Lavoratori iscritti almeno da 8 anni al fondo pensione, per alcune tipologie di spesa
  • Lavoratori che abbiano raggiunto i requisiti pensionistici previsti dal regime obbligatorio di appartenenza (per la richiesta con contestuale pensionamento)
Condizioni per la richiesta e limiti sugli importi previsti nel 2026:
Motivazione Requisiti di iscrizione % Massima anticipabile
Gravi spese sanitarie Nessun requisito minimo 75%
Acquisto/ristrutturazione prima casa Almeno 8 anni 75%
Esigenze non documentate Almeno 8 anni 30%
Fine rapporto (pensione) Almeno 5 anni 60% (prima era 50%)

La disciplina prevede inoltre che gli anticipi già ottenuti e non reintegrati vengano sottratti dal montante disponibile per le richieste future. Questo significa che la percentuale si calcola sempre sulla posizione individuale aggiornata, garantendo così attenzione alla sostenibilità del sistema.

Un aspetto di novità importante riguarda la gestione dell’anticipo alla fine della carriera lavorativa. Dal 2026, chi passa dalla vita attiva alla pensione tramite un fondo pensione, può optare per il pagamento in capitale fino al 60%. Tale scelta non è più vincolata dalla trasformazione obbligatoria in una rendita vitalizia classica del restante 40%. Quest’ultimo può infatti essere gestito in varie forme: rendita temporanea (ad esempio su 10 o 15 anni, a tassazione agevolata) o prelievi periodici (con prelievo flessibile, soggetto a un’imposizione più elevata).

La richiesta di anticipo in fase di attività lavorativa è priva di limiti sul numero di domande presentabili, ma complessivamente la somme erogate non possono eccedere il 75% del montante individuale (o il 30% per esigenze non documentate). Il lavoratore può anche reintegrare la posizione con versamenti volontari, e in caso di nuove necessità future, presentare ulteriori domande d’anticipo rispettando i massimali cumulativi.

Requisiti di accesso riassunti in tabella:

Tipologia di anticipo Numero richieste consentite Significato per il lavoratore
Durante la carriera Più richieste possibili Flessibilità nell’affrontare esigenze personali o familiari
Alla pensione Una richiesta, al momento della prestazione finale Maggior liquidità per le necessità della terza età

È fondamentale sottolineare che l’anticipo sul montante, sia durante la vita lavorativa sia a pensionamento, beneficia di fiscalità agevolata, variabile tra il 9% e il 15% a seconda della durata di permanenza nel fondo. Le norme vigenti sono pensate per incentivare la previdenza complementare rispetto a quella ordinaria.

Motivazioni, modalità e tempi per la richiesta di anticipo: differenze tra lavoratori attivi e pensionati

La possibilità di richiedere l’anticipo delle somme conferite nei fondi pensione nasce per rispondere a specifiche esigenze personali e familiari. Le motivazioni sono ben definite dalla normativa e devono essere documentate per accedere alle percentuali più elevate:

  • Gravi spese sanitarie: il lavoratore, in caso di interventi chirurgici o terapie di notevole entità a proprio carico, può richiedere fino al 75% della posizione accumulata, senza vincolo di anzianità nel fondo.
  • Acquisto o ristrutturazione della casa di abitazione per sé o per i figli: la legge ammette l’anticipo fino al 75% della posizione maturata, purché siano trascorsi almeno 8 anni dall’iscrizione al fondo pensione.
  • Necessità non documentate: per altre esigenze personali o familiari, è possibile chiedere un anticipo fino al 30% della posizione maturata, sempre con almeno 8 anni di partecipazione.
Modalità operative di richiesta: la domanda deve essere presentata secondo le procedure definite dal fondo pensione di appartenenza, allegando la documentazione probante richiesta dalla normativa o dal regolamento interno.

Per quanto riguarda i tempi di risposta, le tempistiche variano in base alle policy del fondo ma, orientativamente, la liquidazione degli anticipi avviene entro qualche settimana dalla presentazione della richiesta completa di documentazione.

Distinzione tra lavoratori attivi e pensionati:

  • Lavoratori in attività: possono accedere agli anticipi in costanza di rapporto di lavoro seguendo i massimali e vincoli suddetti, anche più volte nel corso della carriera. La possibilità di reintegrare la posizione consente di mantenere dinamica la gestione del proprio piano pensionistico.
  • Neo-pensionati: dal 2026, alla maturazione del diritto alla pensione, il lavoratore può prelevare fino al 60% del capitale maturato, secondo le condizioni aggiornate dalla Manovra Finanziaria. Il restante 40%, come detto, può essere percepito in forma frazionata o mantenuto nel fondo per prelievi futuri. Questa flessibilità è pensata per sostenere la gestione di spese emergenti tipiche della terza età o per affrontare passaggi delicati della vita, come l’estinzione di mutui o debiti residui.
Specifiche modalità alternative alla rendita sono previste dalle nuove regole: il pensionato può scegliere una rendita temporanea o frazionata, con agevolazioni fiscali importanti, oppure optare per prelievi flessibili mantenendo il capitale investito e gestibile per nuove esigenze.


Dott.ssa Serena Benedetti

La dott.ssa Serena Benedetti è un'esperta previdenziale con oltre 15 anni di esperienza nel campo della consulenza e dell'assistenza previdenziale. Laureata in Economia e Commercio, ha dedicato la sua carriera all'analisi delle politiche pensionistiche e alla consulenza su temi legati al welfare e alla previdenza sociale. Grazie alla sua competenza, ha collaborato con diversi...