Con l'arrivo del 2026 cambiano le regole sugli anticipi dei fondi pensione: chi può richiederli, quali somme spettano e in che modo le motivazioni influiscono su modalità e tempi per lavoratori e pensionati
Il 2026 segna una svolta significativa nell’assetto normativo della previdenza complementare, con una serie di modifiche destinate ad incidere su chi intende richiedere un anticipo dal proprio fondo pensione. L’intervento legislativo più rilevante riguarda la possibilità di incassare fino al 60% del montante accumulato in un’unica soluzione al momento della maturazione del diritto alla pensione. La soglia, precedentemente fissata al 50%, è stata innalzata con l’obiettivo di offrire maggiore liquidità ai neo-pensionati nelle fasi di transizione verso la quiescenza.
Le nuove disposizioni assumono particolare rilievo per la flessibilità riconosciuta agli iscritti ai fondi pensione in merito alle modalità di erogazione: il restante 40% del capitale può ora essere convertito in rendita vitalizia, temporanea oppure erogato attraverso prelievi periodici su base flessibile. Accanto alle variazioni sulle modalità di erogazione, si consolidano anche i vantaggi fiscali, grazie a un’aliquota agevolata (dal 9% al 15%) calibrata sull’anzianità di partecipazione al fondo.
La possibilità di ottenere un’anticipazione dal fondo pensione integrativo è disciplinata dal Decreto Legislativo n. 252/2005, con recenti aggiornamenti che innalzano la percentuale massima liquidabile nelle diverse fasi della carriera lavorativa o al pensionamento.
I soggetti che possono richiedere l’anticipo:
| Motivazione | Requisiti di iscrizione | % Massima anticipabile |
| Gravi spese sanitarie | Nessun requisito minimo | 75% |
| Acquisto/ristrutturazione prima casa | Almeno 8 anni | 75% |
| Esigenze non documentate | Almeno 8 anni | 30% |
| Fine rapporto (pensione) | Almeno 5 anni | 60% (prima era 50%) |
La disciplina prevede inoltre che gli anticipi già ottenuti e non reintegrati vengano sottratti dal montante disponibile per le richieste future. Questo significa che la percentuale si calcola sempre sulla posizione individuale aggiornata, garantendo così attenzione alla sostenibilità del sistema.
Un aspetto di novità importante riguarda la gestione dell’anticipo alla fine della carriera lavorativa. Dal 2026, chi passa dalla vita attiva alla pensione tramite un fondo pensione, può optare per il pagamento in capitale fino al 60%. Tale scelta non è più vincolata dalla trasformazione obbligatoria in una rendita vitalizia classica del restante 40%. Quest’ultimo può infatti essere gestito in varie forme: rendita temporanea (ad esempio su 10 o 15 anni, a tassazione agevolata) o prelievi periodici (con prelievo flessibile, soggetto a un’imposizione più elevata).
La richiesta di anticipo in fase di attività lavorativa è priva di limiti sul numero di domande presentabili, ma complessivamente la somme erogate non possono eccedere il 75% del montante individuale (o il 30% per esigenze non documentate). Il lavoratore può anche reintegrare la posizione con versamenti volontari, e in caso di nuove necessità future, presentare ulteriori domande d’anticipo rispettando i massimali cumulativi.
Requisiti di accesso riassunti in tabella:
| Tipologia di anticipo | Numero richieste consentite | Significato per il lavoratore |
| Durante la carriera | Più richieste possibili | Flessibilità nell’affrontare esigenze personali o familiari |
| Alla pensione | Una richiesta, al momento della prestazione finale | Maggior liquidità per le necessità della terza età |
È fondamentale sottolineare che l’anticipo sul montante, sia durante la vita lavorativa sia a pensionamento, beneficia di fiscalità agevolata, variabile tra il 9% e il 15% a seconda della durata di permanenza nel fondo. Le norme vigenti sono pensate per incentivare la previdenza complementare rispetto a quella ordinaria.
La possibilità di richiedere l’anticipo delle somme conferite nei fondi pensione nasce per rispondere a specifiche esigenze personali e familiari. Le motivazioni sono ben definite dalla normativa e devono essere documentate per accedere alle percentuali più elevate:
Per quanto riguarda i tempi di risposta, le tempistiche variano in base alle policy del fondo ma, orientativamente, la liquidazione degli anticipi avviene entro qualche settimana dalla presentazione della richiesta completa di documentazione.
Distinzione tra lavoratori attivi e pensionati:
La dott.ssa Serena Benedetti è un'esperta previdenziale con oltre 15 anni di esperienza nel campo della consulenza e dell'assistenza previdenziale. Laureata in Economia e Commercio, ha dedicato la sua carriera all'analisi delle politiche pensionistiche e alla consulenza su temi legati al welfare e alla previdenza sociale. Grazie alla sua competenza, ha collaborato con diversi...