La dichiarazione dei redditi 2026 si presenta con modelli riaggiornati e nuove regole fiscali. Dai cambiamenti sulle detrazioni alle novità per società, imprese e famiglie, tutti gli aspetti chiave delle nuove bozze ufficiali.
Con l’inizio dell’anno fiscale, prende avvio una nuova stagione per la dichiarazione dei redditi che coinvolge milioni di contribuenti italiani, professionisti e imprese. L’Agenzia delle Entrate ha rilasciato le seconde bozze aggiornate dei modelli fiscali per il 2026, offrendo in anticipo agli operatori la possibilità di familiarizzare con le principali novità introdotte. Queste versioni anticipatorie, pubblicate solitamente alla fine di dicembre, sono state aggiornate nella seconda metà di gennaio per recepire le recenti modifiche normative della Legge di Bilancio 2026. Attraverso un attento processo di revisione, sono state integrate tutte le variazioni fiscali e le nuove agevolazioni previste per l’anno d’imposta 2025, coinvolgendo tanto i lavoratori dipendenti quanto le società e gli enti. L’aggiornamento tempestivo dei modelli rappresenta un passaggio essenziale per garantire trasparenza e aderenza alla normativa vigente, consentendo fin da ora a professionisti, CAF e software house di analizzare, testare e preparare gli strumenti necessari alla corretta compilazione e trasmissione delle dichiarazioni.
L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una gamma completa di modelli in veste provvisoria per consentire una visione globale delle procedure dichiarative del 2026. Rientrano in questa pubblicazione, tra gli altri:
Le modifiche introdotte nei modelli dichiarativi per il 2026 riflettono una vasta serie di aggiornamenti normativi e riforme pensati per adeguare il sistema fiscale alle recenti esigenze economiche e sociali. Al centro delle novità si collocano l’ampliamento delle agevolazioni per i lavoratori a basso e medio reddito, l’introduzione di regimi agevolati dedicati ai neoassunti, e il riordino delle detrazioni per figli e familiari a carico. Da segnalare anche il debutto, nei modelli dedicati a società ed enti, di misure quali la riduzione dell’aliquota IRES (detta IRES premiale), nuove disposizioni sulla gestione delle perdite fiscali e la revisione dei crediti d’imposta come l’ACE. L’impostazione dei nuovi modelli tiene in considerazione la necessità di semplificare i processi dichiarativi, integrare le innovazioni della riforma IRPEF e migliorare l’accesso alle informazioni necessarie sia per i contribuenti sia per i professionisti incaricati dell’assistenza.
Significativi vantaggi fiscali sono stati introdotti a favore dei lavoratori dipendenti attraverso una revisione delle regole di detrazione e l’introduzione di benefici economici concreti. Ad esempio:
Negli schemi aggiornati trova spazio una misura significativa per la mobilità occupazionale e la valorizzazione dei rapporti di lavoro stabili. Dal 2025, infatti, le somme anticipate o rimborsate dalle aziende ai lavoratori neoassunti per il pagamento di canoni di locazione e spese di manutenzione relativi a immobili presi in affitto non sono soggette a tassazione fino a un massimo di 5.000 euro. Questa disposizione punta a facilitare:
Si osserva un completo riassetto delle detrazioni fiscali legate ai familiari e un’impostazione più selettiva del trattamento delle spese detraibili. Tra gli elementi più significativi si annoverano:
Nel comparto delle società, degli enti e delle imprese, le bozze dei modelli Redditi evidenziano molteplici innovazioni. Si segnalano innanzitutto l’introduzione del nuovo regime d’imposta sostitutiva per coloro che aderiscono al concordato preventivo biennale relativo al biennio 2025-2026 e l’applicazione dell’IRES premiale, che comporta la riduzione dal 24% al 20% per il periodo d’imposta 2025. Tali misure sono pensate per rafforzare la collaborazione tra amministrazione finanziaria e contribuenti, favorendo al contempo la competitività del sistema produttivo. Spiccano anche le novità nella gestione delle perdite residue e nella deducibilità dei costi, con una maggiore attenzione al tracciamento e all’utilizzo termine delle stesse.
I modelli aggiornati prevedono nuove sezioni interamente dedicate al concordato preventivo biennale (CPB). Questa soluzione permette ai soggetti aderenti, per il biennio 2025-2026, di stabilire anticipatamente l’imponibile fiscale da assoggettare a imposizione. L’adesione comporta regimi fiscali agevolativi, tra cui la possibilità di versare un’imposta sostitutiva su parte dell’imponibile. La riforma prevede inoltre cause di esclusione rafforzate per incrementare la certezza e la compliance tributaria. Per quanto concerne l’IRES premiale, la temporanea riduzione dell’aliquota al 20% rappresenta un incentivo per le società che investono e rispettano condizioni dichiarative virtuose.
Le modifiche ai quadri relativi a liquidazione e perdite coinvolgono le società in processo di liquidazione ordinaria. È stata introdotta la possibilità di compensare le perdite residue con il reddito dell’ultimo esercizio o, in via retroattiva, con quelli antecedenti. Sul fronte degli incentivi, il quadro IS del modello IRAP contiene ora una sezione dedicata al credito d’imposta ACE (Aiuto alla Crescita Economica), che permette di valorizzare i conferimenti in capitale per la capitalizzazione delle aziende. Questa funzionalità trova piena applicazione anche nei casi di operazioni straordinarie come fusioni e scissioni, assicurando la continuità degli incentivi fiscali.
I modelli IVA e 770, assieme alla Certificazione Unica, presentano numerose implementazioni che recepiscono le recenti riforme e semplificano la gestione degli adempimenti. Nel modello IVA, ad esempio, le modifiche interessano i quadri VE e VJ, consentendo la segnalazione delle nuove categorie di prestazioni di servizi soggette a particolari regole di reverse charge, come quelle nel comparto trasporti e logistica. Il quadro VX, invece, è stato semplificato eliminando il riquadro delle società ed enti operativi, mentre nel quadro VW è soppressa la certificazione di esclusione dalla liquidazione di gruppo di alcuni crediti.
Le bozze dei modelli pubblicate consentono a professionisti, CAF e contribuenti di organizzare in anticipo le attività preparatorie per la campagna fiscale. In particolare, le versioni definitive dei modelli, con le relative istruzioni operative, verranno pubblicate nelle prime settimane successive e determineranno l’avvio della stagione dichiarativa. Il 730 precompilato sarà reso disponibile nei mesi primaverili, mentre la finestra per la trasmissione dei dati si estenderà, come di consueto, fino all’autunno. Per la dichiarazione IVA, la presentazione potrà avvenire già dai primi giorni di febbraio, con il termine ultimo fissato al 30 aprile 2026. La Certificazione Unica vede scadenze diversificate in funzione della tipologia di redditi certificati (16 marzo, 30 aprile e 31 ottobre). Analizzare anticipatamente le bozze permette agli operatori di collaudare software, ridurre il rischio di errori e predisporre la documentazione necessaria, migliorando l’efficacia e la puntualità degli adempimenti.